ALESSANDRIA

ASTI. CENTINAIA DI GIOVANI IN CORTEO CONTRO IL RAZZISMO: “RESTIAMO UMANI”

Sembra passato un secolo,ma è stato solo qualche mese fa che Matteo Salvini erigeva muri contro i migranti, i disperati, i poveri e gli ultimi della terra. Tra sagre, abbuffate, bevute e selfie in spiaggia con la “sirenetta” di Rai 1, Elisa Isoardi, e poi ancora su e giù per lo stivale in cerca di consensi che non sono tardati ad arrivare e riempire le caselle dei sondaggi.

Al ministro dell’interno sarebbe piaciuto vincere facile, la disperazione dei migranti, dei poveri che scappando da guerre e carestie sono caduti nella rete ideologica del ministro, che li ha strumentalizzati per conquistare consensi elettorali. Tutto per una manciata di voti, la disperazione di persone ridotte in schiavitù,incarcerate senza aver commesso crimini, abusate, torturate e infine buttate su un barcone ad affrontare i pericoli del mediterraneo al servizio della propaganda del ministro Salvini.

Ma come per ogni cosa il vento sta cambiando e chi in questi mesi ha taciuto oggi inizia a prendere coscienza della pericolosa deriva autoritaria imposta dal ministro e dal governo. Le fake news che nei mesi scorsi hanno cambiato regole e spostato consensi politici non funzionano più e la propaganda si sta sgonfiando mentre emergono le bugie che hanno nutrito la propaganda razzista e xenofoba del governo del cambiamento, con i 5 stelle che se non sono direttamente responsabili sono comunque complici nel naufragio e la morte di oltre 800 persone, quelle di cui si conosce il destino, ma potrebbero essere molte di più a giacere nel cimitero chiamato “Mediterraneo”.

Matteo Salvini contestato solo alcuni giorni fa a Roma, nel quartiere di San Lorenzo e poi a Milano, Firenze, Torino e Napoli ha oggi subito lo schiaffo della contestazione anche nella provincia del più profondo nord, Asti, che fu protagonista già negli anni ’90 nell’accoglienza della marea di migranti albanesi che giunti con una nave rottame in Puglia furono distribuiti su tutto il territorio nazionale,Asti compresa che li ospitò nell’ex caserma Colli di Felizzano.

Erano in centinaia oggi ad Asti a manifestare contro il decreto sicurezza di Salvini sull’immigrazione e a chiederne il ritiro.

Uno striscione ha aperto il corteo con lo slogan “restiamo umani”, per dire  No a respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi e per manifestare il proprio sostegno al sindaco di Riace Mimmo Lucano e al lavoro delle Ong, criminalizzate dal ministro che gli impedito di attraccare nei porti italiani durante e dopo le operazioni di salvataggio in mare dei migranti.

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“Restiamo Umani”, un invito e una promessa che tantissimi astigiani hanno ripetuto oggi sfilando lungo le vie del centro storico.

Sindaci di diversi comuni, mondo delle associazioni, studenti, attivisti del Coordinamento Asti Est, a tutela delle famiglie sotto sfratto, sindacati e associazione Lgtb contro l’omofobia erano presenti ed animato il corteo:  “In un momento in cui l’Italia sembra prendere una deriva autoritaria, razzista e xenofoba, il mondo sindacale, della solidarietà, di movimenti cattolici e progressisti, comuni si sono mobilitati per rompere il silenzio e ribadire i valori e i principi costituzionali fondanti della nostra democrazia e per mostrare il volto di una società solidale e rispettosa delle differenze. Ad allarmarci profondamente è il clima di indifferenza, egoismo, timori, intolleranza che tutto ciò ha alimentato e reso possibile».