ANNUNCI ECONOMICI

NAPOLI. SIGARETTE ELETTRONICHE, TRAFFICO ILLECITO DI LIQUIDI DA SVAPO.

Napoli, 25 ottobre 2018

LA GUARDIA DI FINANZA DI NAPOLI HA PORTATO A TERMINE L’OPERAZIONE “NICOCINA”. SCOPERTA MAXI EVASIONE NEL SETTORE DELLE SIGARETTE
ELETTRONICHE

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Al termine di una complessa attività investigativa eseguita nel settore del mercato
delle “sigarette elettroniche” e dei “liquidi da svapo”, i finanzieri del Nucleo di
Polizia economico-finanziaria di Napoli, coordinati dalla locale Procura della
Repubblica, hanno fermato un rilevante traffico illecito di nicotina liquida “di
contrabbando” proveniente da non meglio identificati laboratori cinesi. L’imposta
di consumo sottratta all’Erario sarebbe di oltre 1 milione di euro.
Il settore è quello delle “e-cig” (le sigarette elettroniche), sottoposto in Italia a
una rigorosa normativa fiscale riguardante i cosiddetti “prodotti da inalazione
senza combustione”, commercializzati nella classica confezione da 10 ml
contenente sostanze liquide e nicotina, “svapata” tramite dispositivi elettronici.
Per ogni ml di prodotto, in diverse concentrazioni, l’imposta sulla produzione e
sui consumi da versare all’erario è pari a 0,3976 euro. Ed è proprio la nicotina,
principio attivo indispensabile a rendere lo svapo simile alla sigaretta
tradizionale, a essere di difficile reperimento sul mercato e di elevato valore di
acquisto. Il suo prezzo si aggira normalmente attorno a circa 500/600 euro al
litro.
L’attività investigativa, rivolta a contrastare le più rilevanti ed innovative forme di
evasione, grazie ad una capillare attività di intelligence e di controllo economico
del territorio, ha permesso alle Fiamme Gialle partenopee di scoprire un
ingegnoso e fraudolento meccanismo di acquisto della nicotina liquida pura e di
rivendita del prodotto finito che – partendo da due opifici di Melito di Napoli, di cui
uno “occulto” e addirittura sprovvisto della licenza doganale prevista per la
lavorazione dei prodotti liquidi da svapo con ben 26 lavoratori completamente “in
nero” – era destinato a tutto il mercato europeo.
Al fine di aggirare i controlli doganali, la sostanza potenzialmente tossica – in
totale circa 36 litri utili a produrre almeno 200.000 boccette di prodotto – veniva
acquistata dalla Cina a circa 50/60 euro al litro con falsa documentazione
riportante l’indicazione di prodotti diversi (generici “olii essenziali”) dalla materia
prima in questione.