ANNUNCI ECONOMICI

ROMA.”I TIRA A DRITTU”. IL GOVERNO FELICE DI ANDARE A SBATTERE CONTRO UN MURO, TANTO PAGANO GLI ITALIANI.

Il ministro Tria spiega che “il governo è cosciente di aver scelto un’impostazione della politica di bilancio non in linea con le norme”

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I richiami di Bruxelles servono a poco ai sordi al governo e nonostante la bocciatura della totalità degli enti terzi che vanno dalla Bce al Fmi, da Istat alla Banca d’Italia,  il governo tira dritto e non intende rivedere la manovra e quando sbatteranno contro il muro saranno gli italiani a caricarsi delle spese e pagare i danni .

La risposta di Tria alla lettera della Commissione non lascia dubbie spazio alla fantasia.

Il ministro dell’Economia spiega che “il governo è cosciente di aver scelto un’impostazione della politica di bilancio non in linea con le norme applicative del Patto di stabilità e crescita. E’ stata una decisione difficile ma necessaria alla luce del persistente ritardo nel recuperare i livelli di Pil pre crisi e delle drammatiche condizioni economiche in cui si trovano gli strati più svantaggiati della popolazione”.

Ma aggiunge che nella lettera esiste un punto, una sorta di clausola molto preoccupante per il futuro del nostro Paese: “Qualora i rapporti deficit/Pil e debito/Pil non dovessero evolvere in linea con quanto programmato, il Governo si impegna a intervenire adottando tutte le necessarie misure affinché gli obiettivi indicati siano rigorosamente rispettati”.

Viste le previsioni illusoriamente ottimistiche del governo suona come l’ annuncio del conto che sarà presentato agli italiani nei prossimi anni.

Lo spread si mantiene da giorni intorno a quota 300.

Gli ex alleati di Salvini, o come ama definirli i suoi futuri “compari” che cambieranno questa Europa insieme a lui, nella giornata attaccano nuovamente l’Italia e lo fanno con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, uno degli “amici” europei di Salvini, che invoca la linea dura contro l’Italia, invitando la Commissione a bocciare la manovra italiana a meno che non vengano apportate modifiche.

Conte, Salvini e Di Maio continuano a raccontare di voler dialogare con l’Europa,ma si dicono non disponibili a fare un passo indietro.

Il governo tira dritto pronto a far sbattere l’Italia contro un muro, che per il livello che ha raggiunto lo spread sta già pagando un conto salato: “l’arroganza di Di Maio e Salvini costerà nel 2019 cinque miliardi in più di interessi passivi”, tutto sulle spalle degli italiani.