POLITICA

ROMA. IL COMICO GENOVESE: “TOGLIERE I POTERI A MATTARELA PER DARLI A CASALEGGIO & CO.”

Non è particolarmente difficile non essere in sintonia con deve difendere la Costituzione e il diritto dei cittadini ad essere rappresentati nelle istituzioni.

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Beppe Grillo, il comico a 5 stelle, non ha dubbi: il presidente della Repubblica non è in sintonia con il Dna dei pentastellati.  E allora gli attuali eredi del peggio neofascismo hanno deciso che a Mattarella i poteri bisogna levarglieli, magari per darli alla Casaleggio & associati che di istituzioni, ma sopratutto di conflitti di interesse se ne intendono.

Il comizio finale del comico tanto atteso, più che uno spettacolo in cui prevale la comicità  è diventato il laboratorio della demenze o della deficienza decidete voi, non ha deluso i fans che con il comico dividono l’ansia della megalomania emersa dopo l’ubriacatura di potere che dividono con gli xenofobi che fanno capo a Salvini.

L’ebbrezza del potere assoluto che pervade la menti malate di qualche migliaio di fans assiepati al circo Massimo per ascoltare il guru, il santone del “Vaffa” che più che mai gli si sta ritorcendo contro.

Il finale di giornata di “Italia a 5 Stelle” è stato realizzato  dall’atteso spettacolo di Beppe Grillo con manina di plastica da agitare sul palco a ricordare la figura di m… di Giggino con gli alleati di governo e con il popolo italiano.

Beppe Grillo ha fatto di più e non ha deluso il popolo in delirio presente in piazza con  il garante e co-fondatore del Movimento che è salito sul palco con una manina di plastica ironizzando sulle polemiche di questi giorni sulla manovra.

La manina di plastica per bocca del ventriloquo Grillo lo ha detto chiaro: “Nessuno mette in difficoltà Di Maio, solo io posso farlo, perché so tutte le cose vere, ma non le dirò mai”.

Fossi un grillino mi sentirei preso per i fondelli, ma quali sono le cose così oscure e vere che solo Grillo conosce di Giggino e che non dirà mai neppure ai suoi fans in delirio.

Salvato Giggino o’ scolaretto grillo prene di mira il presidente della Repubblica: “Dovremmo togliere i poteri al capo dello Stato, dovremmo riformarlo. Un capo dello Stato che presiede il Csm, capo delle forze armate. Non è più in sintonia col nostro modo di pensare”.

Grillo elogia il vicepremier leghista Matteo Salvini al quale vanno solo commenti positivi: “è uno che dice una cosa e la mantiene. L’etica della politica è la lealtà, e oggi è un miracolo della politica. Poi siamo strutturalmente come Dna diversi”.

Cari compagni che pensavate di aver votato per la rivoluzione culturale non vi viene il vomito a sentire questo squallido comico pregiudicato che parla in vostro nome e elogia uno xenofobo razzista che posa per i selfie davanti ai cimeli fascisti del ventennio e parlando di voi vi chiama “zecche rosse” peggio di quelle dei cani.

Grillo è lapidario sulla sinistra italiana: “Questa sinistra è morta con questi intellettuali perché è diventata una cosa noiosa”.

insulta le agenzie di rating e sulla bocciatura di Moody’s dice: “non ho più paura di nessuno e tantomeno di questi malati”.

Beppe Grillo ha concluso il comizio spettacolo e annunciato un cambio di strategia:”non è più l’epoca dei vaffa…”. E invece l’epoca dei “vaffa” non è finito anzi è più vivo che mai e il “vaffa” lo dedichiamo al comico pregiudicato genovese e a questo governo di dementi.

Il vicepremier Luigi Di Maio a tutto campo  ai microfoni di Mezz’ora in più, su Rai 3,  aveva dichiarato: “Vogliamo creare un nuovo gruppo europeo: a gennaio pensiamo a un manifesto per mettere insieme nuove forze che stanno nascendo ovunque. I Verdi hanno un loro gruppo e non abbiamo avuto interlocuzioni positive. L’idea è un gruppo che abbia unito i delusi di destra e sinistra. Un progetto contro chi ha deluso a destra e a sinistra, sottolineando di non ritenere offensivo il termine populismo e di non voler uscire da Ue e Euro, ma lavoriamo a un nuovo progetto europeista”.

Di Maio in merito al suo rapporto con Salvini: “Ci capiamo sempre al volo. Il rapporto tra me, lui e Conte crea la solidità del governo. Quando siamo in posti diversi abbiamo bisogno di un approfondimento per chiarire le cose”.

Contrariamente a quanto racconta l’evidenza sul ponte Morandi di Genova dice che: “Non c’è nessun ritorno in campo di Autostrade” sul crollo del ponte Morandi “autostrade però può rimuovere quelle macerie, questo impegno almeno se lo può prendere. Ma l’impresa Autostrade non metterà una pietra in più”.

Mentre sul caso Riace dice: “Bisogna aiutare i migranti che sono a Riace. C’è un sindaco però che ha violato le regole e che invece si dice che abbia creato un modello. Non può essere così”.

Lasciamo Di Maio per tornare sul palco di Italia 5 Stelle dove il presidente dell’associazione Rousseau Davide Casaleggio ha dichiarato: “Non sempre è possibile fare tutto e subito, il cambiamento richiede pazienza, ma noi non dobbiamo farci scoraggiare. Noi lo facciamo perché è difficile, non perché facile. Ma insieme possiamo organizzare un grande progetto di democrazia partecipativa, anche a costo di alcune forti prese di posizioni internazionali. Non può essere il Pil a decidere il futuro di una nazione”.

Il premier Giuseppe Conte, che al circo Massimo conta quanto a palazzo Chigi cioè come avere in mano il due da picche nel mazzo di carte da giocare, ha affermato: “Ci aspetta un cammino ancora lungo, gli oppositori se ne facciano una ragione”.

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