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MILANO. PROVE DI REGIME:LA LEGA CONTRO L’INTERVISTA A MIMMO LUCANO A “CHE TEMPO CHE FA”. LA RAI CONFERMA L’INTERVISTA QUESTA SERA DURANTE LA TRASMISSIONE.

MATTEO SALVINI E LA LEGA CONTRO LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE in contrasto con l’art.21 della costituzione, ammesso che Salvini e leghisti abbiano la più pallida idea di che cosa sia l’art. 21 della costituzione e la libertà di stampa da non confondere con le fake news in cui sono specializzati.
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La Lega contro Mimmo Lucano non sono una novità, ma propio la novità sta nel fatto che a Mimmo oltre alla libertà personale e istituzionale di sindaco adesso si tenti di impedirgli di partecipare a interviste e programmi televisivi di informazione e approfondimenti.
Dunque siamo alle solite, per la Lega gli unici messaggi che devono passare sono quelli xenofobi, razzisti e quelli che creano un clima di allarme nel paese.
La Lega scatenata contro un messaggio, quello di Mimmo Lucano, che oscura la propaganda del regime dell’intolleranza, da qui il tentativo di far tacere, censura, impedire di esprimersi, ridurlo al silenzio.
La Lega ha paura, paura che le sue politiche razziste possano essere messe in discussione per scoprire che anche i migranti hanno un anima, un corpo e la voglia di una vita migliore che per questo si sono messi in marcia e per  anni hanno rischiato la vita attraversando deserti,ridotti a schiavi da bandi di assassini, picchiati, violentati, torturati e al pagamento del riscatto da parte dei familiari gettati su un barcone alla deriva nel cimitero del Mediterraneo.
La Lega non vuole non vuole Mimmo Lucano in Rai, per farlo ha messo in campo tutte le proprie energie per abbattere un modello di accoglienza efficace,riconosciuto in tutto il mondo modello di accoglienza in grado di dimostrare che un’integrazione funziona ed è possibile, ora vuole limitare la libertà di informazione su questi temi.
La richiesta dei membri leghisti della Commissione di Vigilanza Rai di annullare l’intervista di Fabio Fazio al sindaco di Riace è fallita.
Fonti della produzione della trasmissione confermano la presenza di Lucano nella puntata di domenica 21 ottobre.
Quello che resta di tutta questa vicenda oscura, ignobile, vessatoria e violenta contro la trasmissione di Fazio, Mimmo Lucano e la libertà di opinione è la gravità del tentativo di censurare una voce che molto ha da dire su una vicenda persecutoria.
Rimane la volontà politica di chi vuole cancellare un modello di accoglienza ispirato ai principi della Costituzione.
Non si tratta solo di Riace, ma di tutto il sistema dello Sprar.
La volontà di distruggere i modelli di accoglienza che funzionano e determinano il crollo della emarginazione, della delinquenza legata ai fenomeni migratori tanto cara a Salvini si è concretizzata il giorno dopo la pubblicazione del decreto “sicurezza” che è immediatamente apparso coerente con le politiche del Ministro dell’Interno,Matteo Salvini, e la sua volontà di criminalizzare non solo i migranti, anche senza che essi abbiano commesso atti contrari alla legge, ma anche chi propone modelli di accoglienza e integrazione che contrastano qell’illegalità che ingabbia i migranti al limite della sopravvivenza.
Le nuove disposizioni volute da Salvini saranno pure legge ma presentano criticità sul piano della  costituzionalità, come ha evidenziato un eminente organismo in materia quale  il Coordinamento nazionale di Area Democratica per la Giustizia.
Il provvedimento mira ad eliminare il permesso di soggiorno per motivi umanitari sostituendolo con un permesso speciale, penalizzando molte persone vulnerabili.
L’accesso al sistema Sprar crea una incognita che riserva l’ingresso ai soli titolari di protezione internazionale, dei permessi di soggiorno speciali e ai minori non accompagnati in modo tale  da ridurre la platea dei destinatari di un sistema che rappresenta un modello di integrazione.
Il decreto presenta dei deficit nel rispetto della legalità Costituzionale quando prevede l’elevazione da 3 a 6 mesi del tempo di permanenza nei Centri per il rimpatrio.
Altre norme  limitano l’accesso alla tutela per richiedenti asilo e rifugiati e prevedono la perdita della cittadinanza e la sospensione della procedura d’asilo e il rimpatrio immediato di chi abbia subito una condanna in primo grado.
Le politiche della Lega,contenute nel decreto sicurezza, mettono in discussione all’articolo 2 e all’articolo 3 della Costituzione, anche quelle condizioni che ci sono imposte dagli obblighi internazionali, rischiando di violare l’articolo 10 della Costituzione e l’articolo 8 Cedu.
La redazione di Articolo 21 e il Quotidiano on line ritengono che le politiche sulla sicurezza debbano trovare un punto di equilibrio tra i valori costituzionali.
Una politica che penalizza l’integrazione  e che rischia di produrre marginalizzazione e clandestinità nulla ha a che fare con i principi della nostra Costituzione.