ANNUNCI ECONOMICI

ROMA. L’AGENZIA MOODY’S TAGLIA IL RATING ALL’ITALIA: “IN 4 MESI DI GOVERNO GIALO-VERDE SIAMO DIVENTATI POCO PIU’ CHE SPAZZATURA”.

Baa2-Baa3: sigle che a guardarle dicono poco,ma incidono sulla vita di milioni di persone,sugli interessi che l’Italia dovrà pagare per ottenere mutui e prestiti dagli investitori sopratutto esteri. Baa2 a Baa3,siamo diventati poco più che “spazzatura”.

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L’agenzia accusa l’Italia di non avere una coerente agenda di riforme per la crescita.

Le conseguenze per il nostro paese possono diventare devastanti come la possibilità di addio all’euro, che per ora sono molto basse, ma possono aumentare.

Il debito resterà al 130% del Pil.

Dopo anni di sacrifici, di riforme lacrime e sangue pagate sopratutto dai lavoratori, in pochi mesi tutto è stato buttato alle ortiche per soddisfare i capricci di due bulli del quartierino che per mesi hanno giocato a fare la guerra alle istituzioni Europee e internazionali con il risultato che tutti abbiamo sotto gli occhi: l’Europa che ha bocciato senza appello la manovra da trentasette miliardi di debiti,lo spread che è arrrivato a toccare quota 347 punti base che in soldini vuol dire più 2% e tredici miliardi in più all’anno da sborsare in interessi ai creditori, le agenzie di rating che ci declassano a livello poco più che “spazzatura” e i due bulletti che in veste di vicepremier e capo partiti continuano a litigare per decidere di chi è la colpa di un disastro annunciato da mesi.

L’agenzia Moody’s taglia il rating dell’Italia e declassa il nostro paese da Baa2 a Baa3, l’ultimo gradino prima del livello “spazzatura”.

La decisione di Moody’s di tagliare il rating dell’Italia è legata a un “cambio concreto della strategia di bilancio, con un deficit significativamente più elevato rispetto alle attese”.

La decisione di Moody’s di tagliare il rating è dovuto alla mancanza di una coerente agenda di riforme per la crescita che tradotto significa avere una crescita debole nel medio termine.

L’agenzia spiega che i piani del governo non rappresentano un coerente programma di riforme che può spingere la mediocre performance della crescita su base sostenuta.

Le stime del governo italiano sulla crescita sono troppo ottimistiche: il debito non calerà concretamente nei prossimi anni, rimanendo stabile attorno al 130% del Pil.

Moody’s bacchetta l’Italia sulla capacità di restare nella zona euro: le possibilità di un’uscita dell’Italia dall’euro sono al momento molto basse, ma potrebbero aumentare se le tensioni fra il governo italiano e le autorità europee sulla manovra e sugli impegni sui vincoli bilancio dovessero subire una ulteriore escalation.