LAVORO E SALUTE

ROMA.GOVERNO CONTE: INTESA PERFETTA, DI MAIO SMENTISCE SE STESSO, LA LEGA POTRA’ FAR RIENTRARE IN ITALA I 49 MILIONI DI EURO RUBATI E TENERSELI.

 

L’unica certezza e’ che Giggino Di Maio ha fatto una figura di m…. in mondo visione e dopo aver lanciato accuse contro occulti manovratori rinnega se stesso e nel CDM di oggi riscrive esattamente le stesse cose che denunciava a Porta a Porta.


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Non vogliamo usare parole offensive,ma Giggino Di Maio soffre di ansia da complottismo per non usare parole peggiori. Il terzo oppure il quarto complotto denunciato da Giggino, dal falso sbarco sulla luna al “poteri forti tramano per far cadere il governo”, fa coppia con il suo collega di movimento ministro Toninelli che a sua volta denuncia pressioni sull’affare del ponte Morandi,ma non sa chi stia complottando contro la sua persona e non sa neppure chi siano gli autori delle pressioni che denuncia di subire.

Non c’è che dire non ci sono novità nella comunicazione politica del M5s e della Lega, esperti in fatto di pubblicazioni di fake news senza rivali, che vuole tutti contro e che dichiarano di essere al centro del complottismo mondiale mentre dalla Rai gli fa eco il Presidente sovranista Foa che a sua volta denuncia, ma per correttezza lo scriviamo ha poi si è corretto e dichiarato di non aver mai detto che gli euro parlamentari del PD sono pagati da George Soros.

Il titolo :“Gli eurodeputati Pd sono finanziati da Soros”.

Foa pare abbia rilasciato una intervista ad Haaretz e parlato dell’imprenditore ungherese: “Non lo attaccano in quanto ebreo, non è antisemitismo” .
Foa nell’intervista ha accusato un “numero enorme” di eurodeputati, fra cui “l’intera delegazione” del Pd “ha ricevuto finanziamenti dal miliardario George Soros”.
Il presidente della Rai, Marcello Foa, citando un non ben definito rapporto, che il giornale ha già  dichiarato di non poter confermarne l’esistenza, ha fatto affermazioni dichiarazioni calunniose e  diffamatorie nei confronti degli eurodeputati del PD che a stretto giro di posta hanno già annunciato che Foa risponderà in sede civile e penale delle sue affermazioni.
A proposito dell’intervista al quotidiano israeliano Haaretz il portavoce del PD, Roberto Cuillo, ha spiegato che Foa  si riferiva probabilmente ad analoghe accuse lanciate sui media populisti e euroscettici nei confronti degli eurodpeputati presenti in una lista di consulting a cui venivano contestate posizioni che erano ritenute vicine a Soros 
Il giornale ha spiegato di non poter confermare l’esistenza di questo rapporto.

Foa avrebbe dichiarato che gli attacchi contro Soros, preso di mira sia dal presidente americano Donald Trump che dal primo ministro ungherese Viktor Orban, non possono essere considerati antisemiti perché si basano sulle sue azioni: “Se fosse attaccato in quanto ebreo sarebbe antisemitismo, ma non è quello che accade e ritengo sia offensivo usare l’antisemitismo come alibi per soffocare questo dibattito”.

 

Il predidente della Rai, Marcello Foa, su facebook ha ribattuto: “Leggo dalle agenzie di nuove polemiche. Chi mi accusa di razzismo e di xenofobia forse farebbe meglio a leggere tutto il testo del lungo colloquio avuto con Haaretz”. “Nell’intervista ho dichiarato esattamente l’opposto e ho preso nettamente le distanze da ogni forma di razzismo e di estremismo. Sono dunque accuse strumentali il cui intento politico è evidente”.

Foa ha poi aggiunto: “Quanto alla vicinanza di alcuni esponenti politici italiani alla Open Society di Soros non sono io a dirlo ma la stessa Open Society in un suo rapporto interno che, chi vuole, può leggere qui e su tutto ciò non ho nulla da aggiungere”.

 

La risposta degli eurodeputati del PD è arrivata a stretto giro di posta: “Foa diffama, ne risponderà in sede civile e penale”

La dura la reazione degli eurodeputati Pd con Patrizia Toia a nome di tutti: “Il presidente della Rai Marcello Foa, ricicla una vecchia balla su presunti rapporti tra gli eurodeputati Pd e George Soros, aggravandola con una diffamazione nei nostri confronti. Abbiamo deciso tutti insieme di portarlo davanti ad un tribunale della Repubblica. Foa dovrà rispondere in sede penale con relativo risarcimento danni”.

David Sassoli,vice presidente del parlamento europeo, commentando la vicenda: “Non avrei mai immaginato di dover querelare e chiedere i danni al presidente della Rai”.

Il presidente dell’azienda di servizio pubblico italiana dovrà dimostrare quello che ha sostenuto, privo di ogni fondamento, in Tribunale davanti a un giudice.

Fin qui le vicende che coinvolgono gli esponenti che fanno riferimento all’ atualae governo, ricordiamo che Marcello Foa è stato eletto presidente della Rai solo in seconda votazione dopo un accordo tra Berlusconi e Salvini che liquidava la richiesta dei Giggini a 5 stelle di porre un tetto alla raccolta della pubblicità da parte di Mediaset.

Giggino Di Maio, per tornare all’argomento in tema,ha denunciato,  a proposito di documenti arrivati al Quirinale mai arrivate, di ‘manine’ occulte avvezze a modificare i decreti concordati e che invece erano quelle dei suoi colleghi di governo.

Il pasticcio di patti stipulati e poi negati con Salvini che gli manda a dire che “lui non è scemo” e non intende passare per fesso per dare una mano al suo collega di governo per toglierlo  dalla tagliola dei 5 stelle, dopodiché a Giggino,ma  non dopo aver dato del bugiardo al collega Salvini che invece bugiardo a quanto pare non era, non è rimasto che chiedere scusa per i danni che lui e gli altri esponenti del Governo più ignorante degli ultimi anni  hanno fatto ai risparmiatori italiani. Magari lo avesse fatto.
Non lo ha fatto ed ha rilanciato le accuse contro il potere forte che starebbe ostacolando il cammino del governo dello sfascio, che alla sua sbadataggine contrappone “manine e “manone” pronte a distruggere la coalizione di governo per regalare l’Italia agli speculatori.

Lo hanno sempre sostenuto. La colpa non è la loro che non sanno governare, la colpa è dei giornali che scrivono male di loro e fanno salire lo spread e fanno bocciare l’Italia dalle agenzie di rating.

Se l’economia va a rotoli dopo anni di crescita la colpa non è loro che sono incompetenti, ma delle banche cattive gestite da banksters.

Fanno gli accordi,ma poi non sanno cosa firmano, ma anche qui la colpa è delle élites che complotta contro il popolo e contro il movimento e il governo che si avvale dell’avvocato di tutti e del popolo, salvo poi scoprire che era a libro paga della società autostrade, che ha vinto un concorso grazie ad esponenti di una commissione amica.

Lo spread sale, la borsa crolla e le agenzie ci bocciano, ma la colpa è tutta di Soros, della UE, delle scie chimiche che offuscano le menti, dei congiuntivi e della matematica che sono nemici dichiarati di Giggino.
Giggino Di Maio mentre delirava memore delle sue “balle”, in preda a una crisi di vittimismo ha annunciato al popolo sovrano: “Il sistema è vivo e lotta contro di noi. C’è gente nell’apparato dello Stato che, dopo che abbiamo cercato di combatterli, poi ti puoi aspettare che ti facciano lo sgambetto. E’ una parte minoritaria ma è nei posti giusti, negli snodi cruciali”.
Poi la “balla” più grossa smentita dal CDM del pomeriggio che alla parola del vicepremier Luigi Di Maio:”Il Movimento 5 Stelle non vuole il condono, per cui se non lo vuole neanche la Lega il problema è risolto. Il governo deve andare avanti con il massimo della forza, più forte di prima”, ha sostituito il condono si farà e verranno depenalizzati i reati connessi all’evasione fiscale, i reati legati all’esportazione della valuta all’estero e verrà pure reintrodotto lo scudo fiscale che farà rientrare i 49 milioni di euro rubati dalla Lega, che potrà tenerseli,restituendoli all’Italia in comode rate per 80 anni a interessi 0.
Sembra una barzelletta ed invece è realtà non sanno cosa scrivono e firmano, aiutano i ladri a far rientrare la refurtiva e la colpa è del “sistema”.

Mentre Giggino e Salvini si scaricano le colpe sulle manine occulte che modificano gli accordi un “esercito di poveri” che necessitano del reddito di inclusione bussano alle porte.

La domanda  a cui il Reddito di Cittadinanza non da alcuna risposta è chi sono i poveri e che cosa si intende per povertà. La risposta degli intervistati pensa alla povertà come veniva intesa da San Giovanni Bosco: ” persone che non hanno nulla” indigenti alla fame ed invece le nuove povertà coinvolgono soprattutto giovani con 1 milione e 208 mila minorenni in condizione di povertà assoluta, 1 milione 112mila, il 10,4%,  i giovani nella fascia 18-34 anni.

Il rapporto mette in evidenza la stretta correlazione tra povertà economica e livelli di istruzione con la fascia di giovani in povertà che si pone tra i meno istruiti, destinati ad una esistenza precaria. I poveri aumentano e la povertà acquista dimensioni sempre maggiori includendo i precari, i lavoratori che percepiscono troppo bassi da garantire una esistenza dignitosa.

 La povertà colpisce le aree metropolitane, riguarda soprattutto i più giovani, denota l’assenza della mobilità sociale, i figli degli operai quasi sempre non riescono a migliorare la condizione di vita\retributiva dei loro padri, i «capofamiglia» con il tasso di istruzione più basso sono quelli che presentano maggiori difficoltà.

La povertà non è un fenomeno dell’ultimo periodo,ma figlia della crisi che dal 2008 che ha ormai oltrepassato il confine che un tempo distingueva le forme di protezione sociale come cassa integrazione, mobilità e sussidi di disoccupazione dalla sussistenza che si affidava solo alla solidarietà delle parrocchie, Caritas e volontariato sociale.

Gli interventi per combattere le cause che provocano povertà sono assenti nel programmi politici, mancano gli interventi per combattere le cause economiche e sociali che causano la povertà, non ci sono investimenti per creare nuovi posti di lavoro, favorire l’inserimento sociale delle classi più deboli,dare una possibilità agli ultimi di emergere, rendersi autonomi , indipendenti e capaci di assumersi responsabilità e prendere decisioni in autonomia.

La lotta tra i due baluardi del passato governo e il governo attuale è un falso problema, reddito di inclusione “ReI” e il “reddito di cittadinanza” sono solo pagliativi ad una malattia terminale.

La Caritas e il Pd sostengono, con i sindacati, il Rei mentre il reddito di cittadinanza è il cavallo di battaglia del Governo Conte, 5 Stelle, ma mediamente l’importo medio del Rei è di 206 euro.

I poveri di oggi sono migranti, vivono in piccole stanze ammassati come bestie,ma non mancano gli italiani, che spesso vengono strumentalizzati per le politiche delle destre piuttosto che aiutati a superare il loro stato di povertà.

Il primo posto assegnato alla povertà economica è assegnato alla perdita del posto di lavoro che ha come conseguenza diretta la perdita della casa e della dignità di persona. La Caritas ha uno sportello a cui si recano le persone più bisognose, ma i poveri non sono sempre identificabili con i fruitori della mensa della Caritas,la povertà legata alla perdita di lavoro e di casa crea il vero problema in ambito “laico” in cui non esistono centri di studio e di assistenza, forme di mutuo soccorso e di aiuto che un tempo esistevano in misura capillare attraverso centri sociali, case del popolo, realtà associative.

 La povertà come condizione sociale meriterebbe un approfondimento e un approccio meno superficiale perché la povertà non può essere misurata in tempi e termini parziali quali la presenza di un lavoro e l’autonomia economica che renderebbero meno ricattabile le persone in condizione di povertà. La presenza di un lavoro e della sicurezza economica non detterebbe le  linee comportamentali necessarie per accedere a un reddito anche se di cittadinanza quindi non si tratta di gestire la povertà, ma di combatterne le cause economiche e le conseguenze sociali, il povero ritenuto tale per ricevere il  sussidio di povertà è vincolato all’obbligo al lavoro e alla formazione.

Sia il “ReI” che il “reddito di cittadinanza” hanno un elemento in comune:  la dipendenza da una logica legata al lavoro e un comportamenti in linea la logica stessa .

Quello che manca è il lavoro, la capacità di mettere a frutto le esperienze personali maturate in ambito scolastico e professionale, manca il lavoro degno di questo nome che sia in grado di dare occupazione stabile ai giovani  agli anziani non ancora in età da pensione che sono rimasti senza lavoro.

Servono soldi per far far funzionare i centri per l’impiego, mancano i lavori socialmente utili collegati a progetti reali come la manutenzione delle strade, la cura del territorio e la salvaguardia dei beni ambientali e culturali.

Manca il lavoro senza il quale la povertà non si combatte e non si abbatte.