COSTUME E SOCIETA'

ROMA. LA DERIVA NAZIFASCISTA DEL GOVERNO GIALLO-VERDE: TUTTI I MIGRANTI DEPORTATI IN MASSA DA RIACE, BAMBINI STRANIERI ESCLUSI DALLE MENSE E NEGOZI ETNICI CON OBBLIGO DI CHIUSURA ALLE 21.

La Lega del ministro Matteo Salvini crolla nei sondaggi,dopo che solo pochi mesi fa veniva osannato e acclamato come un semidio da orde di ignoranti alla ricerca di affermazione di superiorità della razza.

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Lo staff di Matteo Salvini e lo stesso vicepremier e ministro ha così deciso di lanciare la campagna d’autunno contro lo straniero, il migrante, il nero come si fa contro le zecche, esattamente come il ministro da anni indica vergognosamente che non la pensa come lui. Perché chi non sta con Matteo Salvini, come chi non stava con Mussolini, Hiltler e il nazifascismo, è una “zecca rossa”, nera, verde, marrone o rosa non importa, rsta una zecca fastidiosa.

La campagna di odio che crea discriminazione, una campagna violenta che non risparmia nessuno: uomini, donne e bambini.  Una vergogna.

Il ricordo alle deportazioni nazifasciste è un obbligo morale nel paese che si è sempre distinto per civiltà e accoglienza.

La deportazione ordinata contro i migranti dal comune di Riace,con metodi che ricordano altre epoche, non per combattere l’illegalità, ma per mettersi di traverso e impedire qualsiasi politica di integrazione.
Una delibera del 9 ottobre, del ministero dell’Interno, ordina la chiusura di tutti i progetti legati all’immigrazione a Riace, il paese in prima linea e considerato modello di integrazione nel mondo.

Tutti i migranti che risiedono nel comune di Riace verranno trasferiti entro 60 giorni,ma non si sa dove e non si sa in quali condizioni. Forse saranno abbandonati per strada a disposizione della criminalità organizzata che potrà usarli per le attività illecite e a disposizione del ministro che potrà strumentalizzarli e additarli come migranti dediti alla delinquenza, allo stupro, alla rapina .

Il ministro vuole distruggere quanto di buono è stato fatto non solo a Riace,ma in tutta la penisola e l’Italia che da sempre è considerata un modello per l’integrazione viene smantellata.

La scusa l’ha fornita l’arresto del sindaco di Riace,Mimmo Lucano, anche se dopo l’arresto le accuse più gravi sono cadute poco importa nella strategia del ministro dell’odio razziale.
Il progetto del ministro è ormai evidentissimo: il ministro razzista vuole rendere tutti clandestini, creare un esercito di disperati per poter cavalcare l’odio che tanto gli sta fruttando in termini elettorali.
La società civile si ribellerà.

Gli ordini ingiusti non vanno eseguiti.

 

A fargli la sponda i maggiordomi grillini che, pochi mesi fa, dicevano che la loro presenza doveva salvare il paese dal fascismo e invece hanno aperto le porte e sdoganato il nazifascismo del vice premier diventando complici della peggiore politica xenofoba di estrema destra.

Il progetto di criminalizzazione del modello Riace è stato studiato nei minimi particolari dallo staff del ministro,Matteo Salvini, e  nei mesi scorsi il ministero aveva messo in dubbio, registrando anomalie, la gestione dei migranti del sindaco, Mimmo Lucano.

Nel provvedimento sono contestate 34 irregolarità: vanno dai bonus alle borse di lavoro, all’eccessivo uso dei permessi dei lungo permanenti, quei migranti che richiedono asilo e sono in condizioni di vulnerabilità.

In generale i progetti Sprar vengono rinnovati ogni tre anni: nel caso di Riace si parla del triennio 2017-2019, ma già dall’estate scorsa il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall’amministrazione locale.

Fonti del Viminale hanno reso noto che il 2018 il comune di Riace non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco era stato avvisato della revoca dei finanziamenti, diventata ufficiale all’inizio di questa settimana.

 

Contro lo smantellamento del modello  Riace sull’accoglienza Il comune prepara il ricorso  perché dietro quel modello di accoglienza c’è la sopravvivenza di un paese morente, ma rianimato dalla presenza dei migranti.

Le case vuote per ospitare gli stranieri e il mancato aggiornamento delle banche dati sono stati tra gli elementi più contestati dal Viminale.

Il comune di Riace non ha intenzione di piegarsi e prepara il ricorso al Tar che potrebbe sospendere la delibera.

IL NAZIFASCISMO CHE RITORNA ARROGANTE E PREPOTENTE COME 80 ANNI FA.

Altro fronte caldo nella guerra contro i migranti è stata aperta a Lodi dove oltre 200 bambini, tutti figli di stranieri sono stati tagliati fuori dal servizio mensa e scuolabus. Come accadde 80 anni fa con gli ebrei sono stati esclusi dai servizi scolastici, costretti a mangiare in stanze separate da quelle dei loro compagni italiani e a percorrere ogni mattina chilometri a piedi per raggiungere la scuola.

LODI, CON UN REGOLAMENTO FIRMATO DAL SINDACO LEGHISTA SARA CASANOVA, costringe le famiglie straniere a presentare un documento del paese d’origine che attesta l’assenza di proprietà e di beni.

Un foglio che le famiglie molto difficilmente potranno reperire nei paesi d’origine difficile da reperire, soprattutto in alcuni stati africani e sudamericani.

Spesso non è neppure sufficiente come testimonia la giornalista di PiazzaPulita ,  Micaela Farrocco che è andata nella città lombarda e ha intervistato le mamme che stanno lottando perché i loro bambini possano usufruire dei servizi come gli altri.

Ma il decreto sicurezza contiene anche un emendamento che prevedere “la chiusura entro le 21 dei negozietti etnici che per dirla con le parole squallide del ministro Salvini diventano ritrovo di spacciatori e di gente che fa casino”.

“Casino e spacciatori” come ha sottolineato il ministro in diretta facebook: “non è un’iniziativa contro i negozi stranieri ma per limitare abusi”

 
Contro l’iniziativa assurda e discriminatoria annunciata da Salvini si schiera Confesercenti che con Marco Bussoni,segretario generale della confesercenti nazionale dichiara: “Non si può fare una norma che discrimina determinati imprenditori rispetto ad altri. Chi ha un’attività commerciale ha diritti e doveri: il dovere di rispettare le regole e il diritto di restare aperti, sia che siano esercizi gestiti da stranieri, sia che siano esercizi gestiti da italiani”
Il Codacons, per bocca di Carlo Rienzi,ha posizioni più sfumato e parla di chiusura a dei “negozietti etnici” solo nei centri storici delle città italiane e in tutti quei casi in cui gli esercizi in questione
creino degrado: “Crediamo che in materia di commercio e sicurezza non sia corretto generalizzare. Tali negozi etnici sono molto utili ai consumatori, perché rimangono aperti più a lungo degli altri esercizi e commercializzano una moltitudine di prodotti di diverse categorie, consentendo ai cittadini di fare acquisti “last minute”. Certamente la loro apertura va vietata in tutti quei casi in cui gli esercizi in questione creino disordini, e in modo assoluto nei centri storici delle città, perché la loro presenza alimenta il degrado urbano e danneggia le bellezze artistiche come nel caso di Roma, dove alcune vie del centro sono state trasformate in suk”.

Al ministro Matteo Salvini chiediamo a quando la promulgazione delle nuove “Leggi razziali” per continuare a speculare sulla disperazione della gente, creare caos, malcontento, paura, rabbia, deviazione sociale e insicurezza dei cittadini nelle nostre città.

Matteo Salvini,leader della Lega,dopo 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali,continua a distinguersi con un linguaggio che ricorda la peggio destra razzista,xenofoba e violenta che la storia ricordi dopo l’ascesa al potere di Mussolini e Hitler. Ma Matteo Salvini fa il mestiere delle destre europee e mondiali: creare disagio, insicurezza, deviazione sociale e paura nella gente proponendo modelli un modello di protezione che non è protezione sociale, non risolve i conflitti, non colma i solchi della divisione, ma anzi inasprisce i rapporti sociali, aumenta l’ampiezza del solco e la distanza tra la gente, non risolve i conflitti sociali perché Matteo Salvini i conflitti deve cavalcarli per ottenere consenso elettorale. Non risolverli.