Mese: agosto 2018

ALESSANDRIA. DUE INCENDI IN QUATTRO GIORNI NELLA DISCARICA DI CASTELCERIOLO.

le fiamme erano divampate martedì sera nell’impianto di Castelceriolo.
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I vigili del fuoco dopo una notte di lavoro, al mattino erano ancora sul posto per monitorare le operazioni e per le operazioni di bonifica.

L’allarme è cessato per l’incendio della discarica, il secondo in quattro giorni mentre i residenti dei sobborghi: Castelceriolo, Cascinagrossa, Spinetta Marengo e anche in zona Pista di Alessandria che erano stati invitati a tenere finestre chiuse possono tirare un sospiro di sollievo per il cessato allarme.

Arpa ha eseguito i campionamenti per determinare la presenza di sostanze nocive sia all’interno che all’esterno dell’area della discarica.

l’assessore all’ambiente del comune di Alessandria Paolo Borasio ha spiegato che non c’è
“Nessun rischio in essere per la popolazione”.
“Nel dubbio che l’incendio possa essere stato doloso, ho chiesto ad Srt di ricevere 50 camion di sovvallo molto infiammabile presente in Aral per ridurre al minimo il rischio di nuovi incendi.
Dobbiamo essere pronti ad ogni evenienza.
Ringrazio Srt che ha subito aderito alla richiesta dando un’altra mano importante ad Aral.
Ringrazio i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, i vigili urbani, la protezione civile, Arpa e la provincia per il supporto dato in questi difficili momenti.
Ma un grazie particolare va ancora una volta ai dipendenti di Aral pronti a sfidare il fuoco per salvare la società in cui lavorano.
Non lo dimenticheremo. Uniti salveremo Aral”.
L’Arpa Piemonte ha diramato una nota.

Dal sito di Arpa Piemonte:
Arpa è subito intervenuta per la misura delle sostanze inquinanti nell’aria – gas di combustione di materiale plastiche – che sono risultate elevate all’interno dell’impianto con valori di VOC (Composti Organici Volatili) di 5000 microgrammi al metrocubo. Nelle prime ore dell’incendio i fumi si sono spostati verso la frazione di Spinetta, pur rimanendo in quota, con valori di VOC di 50 microgrammi al metrocubo e in via precauzionale è stato consigliato di chiudere le finestre e non utilizzare l’aria condizionata. I fumi si sono dispersi nella nottata.

Nelle prime ore di questa mattina, per le rotazioni dei venti, una situazione analoga ha interessato le zone agricole delle frazioni di Lobbi e di San Giuliano Nuovo. Arpa ha effettuato le misure che hannoconfermato la presenza dei gas a concentrazione limitata.

L’incendio nella mattina di oggi (mercoledì, ndr)  è ancora in corso anche se in gran parte domato. I fumi si stanno disperdendo nell’atmosfera in verticale senza interessare centri abitati limitrofi.

Arpa, ancora presente sul posto, ha eseguito e sta eseguendo misure lungo il perimetro della discarica e in alcuni centri abitati.

Nel contempo si stanno prelevando campioni anche all’interno del perimetro della discarica per valutare il rapporto di dispersione dei gas tra interno e esterno dell’impianto.

Campioni per i laboratori saranno analizzati nei laboratori.

La città di Alessandria con il cessato allarme torna alla normalità ha diramato una nota:
L’Amministrazione Comunale di Alessandria, sentiti i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e l’ARPA, comunica che sono sotto controllo le fiamme che erano divampate ieri nell’impianto della discarica ARAL di Castelceriolo.
Dopo il doveroso messaggio precauzionale diffuso ieri sera e riguardante le popolazioni di Castelceriolo, Cascinagrossa, Spinetta Marengo e anche della zona Pista ad Alessandria, ora è cessato l’allarme.
I Vigili del Fuoco peraltro sono ancora sul posto per monitorare la situazione e per le operazioni di spegnimento completo delle fiamme.
Pure l’ARPA ha eseguito, secondo la prassi, dei campionamenti per determinare la presenza di sostanze nocive sia all’interno che all’esterno dell’area della discarica.
Come scrive la Protezione Civile Provinciale di Alessandria «nel corso della notte il vento al suolo ha ruotato e ora porta la nube di combustione verso est, in direzione di San Giuliano».
In ogni caso, qualora si percepisse un intenso odore di fumo (prodotto da tali gas di combustione), persistono le precauzioni di tenere chiuse le finestre e di non accendere i condizionatori con prese d’aria all’esterno.

ALESSANDRIA. JUVENTUS UNDER 23 ESORDIO AL MOCCAGATTA.

La Juventus Under 23 ha fatto il suo esordio al Moccagatta di Alessandria.

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Per la prima volta la Juventus ha scelto  lo stadio di Alessandria per la sua “squadra B” che rappresenta l’attuazione dell’attesa riforma, una delle soluzioni a una parte dei problemi del calcio italiano,ma sposata per ora solo dalla società bianconera.

I ragazzi di Zironelli, talenti del vivaio Juve e altri provenienti da campionati esteri,si sono confrontati, per la seconda partita del girone di Coppa Italia di Lega Pro, contro il Cuneo di Scazzola, imponendosi per 1-0.

L’esordio potrebbe essere la nuova risorsa del calcio italiano, specialmente se, come si vocifera, l’anno prossimo l’esempio bianconero sarà seguito da altre società italiane.

La Juventus under 23 ha scelto il campo dei grigi per ragioni legate a problemi di omologazione del “Cantinassa”, creando contemporaneamente attriti con la tifoseria dei grigi che non vedono di buon occhio il fatto che siano stati inseriti nelo stesso girone dell’Alessandria.
Una laboratorio calcistico comunque interessante per entrambe le squadre, con i grigi che dovranno sperimentare una quadra completamente nuova e giovane, e la Juve alle prese con le scelte del tecnico che può spaziare tra Del Favero, l’ultimo arrivo Israel e  Nocchi proveniente dal settore giovanile.

I tre fuoriquota Nocchi, il difensore Alcibiade e il centrocampista Emmanuello,è arrivato alla Juve Idrissa Tourè, proveniente dalla seconda squadra del Werder Brema, e Alvaro Mavididi, attaccante classe 1998 proveniente dall’Arsenal.

ROMA. GENOVA PIANGE I SUOI MORTI E IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE VA AL MARE: “PER AMMORE”.

ROMA -Genova piange ancora i suoi morti, non si sono ancora spenti gli echi delle polemiche seguite agli applausi organizzati in favore del governo da una claps più interessata ai selfie, a mostrarsi accanto ai ministri che ai funerali delle vittime del ponte, che Il Ministro delle infrastrutture fa un altro sgarbo al suo ruolo istituzionale. Al parlamento che chiede a gran voce che il ministro venga a riferire risponde andandosene in ferie e lanciando messaggi di scherno in direzione dei suoi critici: “Qualche giorno di mare con la famiglia con l’occhio sempre vigile su ciò che accade in Italia. Ma tutti gli eroi della guardia costiera, dai vertici fino all’ultimo dei suoi uomini, come vedete, sono sempre con me. Anzi, li tengo sempre in… testa”.

Il Danilo Toninelli, il ministro pentastelleto delle Infrastrutture, ha posta su Instagram una foto sorridente, con la sua signora, in una località di mare mentre dovrebbe stare al suo posto in un momento così tragico per l’Italia e i genovesi. Evidentemente Toninelli non ha preso sul serio il ruolo istituzionale che ricopre e che lo inchioda alle sue responsabilità.Nulla di strano per i 5 stelle che fin dalla nascita hanno mostrato la loro inconsistenza politica e istituzionale.

Toninelli che anche senza occhiale mostra lo sguardo “concentrato” che l’ha reso famoso, lo sguardo profondamente interrogativo, ma chi sono io e quale è il mio ruolo?  In attesa di risposte esibisce il cappellino della della Guardia costiera incollato sulla testa, ma solo un’altra delle immagini fini a se stesse che servono a realizzare il progetto della propaganda a basso costo mentre la motonave Diciotti e la guardia costiera, a cui viene negato l’accesso e lo sbarco sul territorio, viene umiliata dal suo collega di governo Salvini . Un pezzo di stato italiano che impedisce a un altro pezzo dello stato di italiano ricongiungersi alla terra ferma.

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Le opposizioni non apprezzano, si indignano e chiedono al governo di riferire in parlamento: “Genova è ancora in ginocchio per il crollo del ponte e la nave militare italiana Diciotti, da cinque giorni in mare, non può ancora sbarcare i 177 migranti a bordo. Giorgio Mulé portavoce degli azzurri attacca il ministro: “Forza Italia aveva chiesto che il ministro venisse già questa settimana in Parlamento per riferire sul disastro del ponte Morandi, ma Toninelli aveva fatto sapere di aver bisogno di tempo per raccogliere più informazioni e ha fissato al 27 agosto. Forse, vista la scenografia della foto su Instagram, il tempo gli occorreva per raccogliere conchiglie.Siamo davanti a un oltraggio delle vittime e della verità. Il ministro Toninelli, invece di stare spaparanzato al mare, rimuova immediatamente, come gli chiediamo da due giorni, i componenti della commissione da lui nominati in aperto conflitto di interessi: chiediamo scusa noi per lui agli italiani. In quella foto non c’è l’Italia, ma un politico ridicolo che non si rende neppure conto di quanto sia inopportuno andarsene in giro e abbandonare la nave del suo Paese. ‘Risalga a bordo’, gli direbbe il suo compagno di partito De Falco. Ecco, lo faccia e si vergogni”.
Il deputato Diego Sozzani, capogruppo in commissione Trasporti per Forza Italia, rilancia: “Se ieri ho chiesto le dimissioni del Provveditore per le opere pubbliche Ferrazza, oggi con altrettanta serietà chiedo che sia il ministro Toninelli a fare un passo indietro. È proprio vero che i difetti stanno nel manico. Gli avevamo chiesto di venire in Parlamento a relazionare sul disastro di Genova, e invece ha scelto di andare in vacanza e sta facendo propaganda sui social. Toninelli dimentica di essere un ministro della Repubblica e si presta ad un selfie patetico e vergognoso sulla spiaggia dedicato peraltro al Corpo sbagliato, visto che gli eroi di questi giorni sono i Vigili del Fuoco e i tanti camici bianchi che hanno soccorso i feriti della Val Polcevera”.

Gianfranco Rotondi ironizza: “Se Claudio Scajola fosse ministro del V governo Berlusconi e, dopo la tragedia di Genova, fosse ritratto a raccogliere conchiglie come Toninelli, il Parlamento riaprirebbe per dargli la sfiducia e i girotondi sarebbero lunghi dal ministero fino a Imperia”.

Deborah Bergamini: “Speriamo che Toninelli in spiaggia non faccia altrettanti danni di quanti ne sta combinando al ministero. Bene il cappello in testa che lo ripara dai colpi di sole”.

In serata Toninelli è intervenuto con un tweet per difendersi dalle critiche. “Mi fa ridere chi accusa di essere al mare con la mia famiglia, sono fisso al telefono. Seguo ogni cosa che riguarda il Ministero e sono felice di farlo stando vicino a chi amo di più e da cui sono quasi sempre lontano. Si chiama amore, ma forse per certa gente è solo un’utopia”.

Danilo Toninelli

@DaniloToninelli

Mi fa ridere chi mi accusa di essere al mare con la mia famiglia. Sono fisso al telefono e seguo ogni cosa che riguarda il @mitgov. E sono felice di farlo stando vicino a chi amo di più e da cui sono quasi sempre lontano. Si chiama amore, ma forse per certa gente è solo un’utopia

ROMA.LA GUARDIA COSTIERA UMILIATA DAL MINISTRO,MATTEO SALVINI,BLOCCATA IN MARE DA OLTRE 5 GIORNI.

La nave militare italiana Diciotti con a bordo 177 migranti è rimasta bloccata per oltre cinque giorni al largo di Lampedusa ed ha potuto attraccare nel porto di Catania lunedì 20 agosto.

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Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture,Danilo Toninelli, ha indicato Catania come destinazione finale,ma al personale e ai migranti a bordo della nave è stato vietato scendere a terra dal ministro dell’interno,Matteo salvini che in una nota ha dichiarato:”Il ministro Salvini non ha dato né darà alcuna autorizzazione allo sbarco dei migranti sulla nave Diciotti, finché non avrà certezza che i 177 andranno altrove”.

C’è la conferma che sono in corso negoziati erano nell’Unione Europea per trovare un accordo sull’accoglienza dei migranti a bordo della Diciotti.

La motonave della Guardia Costiera  ospita a bordo alcuni minorenni e 28 di questi, secondo Save the Children, sarebbero non accompagnati. Il molo dichiarato off limits ai volontari vede solo la presenza di personale della guardia costiera, della polizia di Stato, della guardia di finanza e dei carabinieri,ma a nessun volontario o appartenenti alla Protezione civile è stato permesso di sostare sul molo di levante per l’assistenza allo sbarco.

Intanto il ministro Toninelli affida a twetter un comunicato con cui afferma:  “La nave Diciotti attraccherà a Catania. I valorosi uomini della guardia costiera hanno compiuto il proprio dovere salvando vite umane ad appena 17 miglia da Lampedusa. Ora l’Europa faccia in fretta la propria parte. Posso affermare ufficialmente che la Diciotti non è in rotta verso Pozzallo. Ho interloquito con fonti ministeriali e mi confermano che la nave non è in rotta verso il nostro porto. Ci sono stati dei movimenti è vero, ma per ora non si sta dirigendo qui”.

Ma fonti del Viminale negano che Matteo Salvini abbia dato dato o darà alcuna autorizzazione allo sbarco dei migranti sulla nave Diciotti, finché non avrà certezza che i 177 andranno altrove.

Intanto la Procura della Repubblica di Agrigento, ha avviato una indagine affidata alla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle e alla Squadra Mobile di Agrigento,che oltre ad  avere il compito di individuare scafisti e soggetti dediti al favoreggiamento della immigrazione clandestina, ha lo scopo di conoscere le condizioni dei 177 migranti a bordo.

Non è ancora stato fornito il porto sicuro in cui approdare, ma il porto di sbarco non sarà Lampedusa, dove il centro di accoglienza non è in condizione di ospitare 177 persone.

Matteo Salvini, intervistato da Agoràsui Rai3, ha affermato che avrebbe acconsentito allo sbarco della Diciotti in Italia se l’Europa avesse accettato la ridistribuzione dei migranti, come chiesto anche del ministro degli Esteri Moavero: “La nave Diciotti  può anche sbarcare in Italia basta che i 177 migranti vengano suddivisi, nello spirito di solidarietà europea, che è fatta di 27 paesi. Facessero la cortesia dal momento che abbiamo accolto più di 700mila persone arrivate via mare, di fare la loro parte”.

La polemica tra Malta e Italia si fa sempre più aspra con accuse reciproche. L’ accusa è che i migranti si siano avvicinati alle coste maltesi, ma che il barcone  sia stato rifornito di salvagente e lasciato alla deriva fino ad entrare nella zona SAR italiana dove è stato soccorso dalla Guardia Costiera italiana
La Diciotti ha accolto 190 migranti,ma 13 a causa delle loro condizioni di salute sono  stati portati nel poliambulatorio di Lampedusa.
La situazione era drammatica per alcuni migranti: 3 bambini affetti da scabbia, una donna incinta che ha avuto un aborto spontaneo e un uomo affetto da linfedema, mentre un altro presentava forti dolori addominali.

Salvini accusa Malta di avere spinto la barca di migranti verso le acque territoriali italiane, quindi in una zona dove l’Italia ha la responsabilità dei soccorsi, ma per Malta le autorità maltesi non erano obbligate a intervenire perché la barca non era in pericolo e non voleva essere soccorsa.

Il ministro maltese,Michael Farrugia ha affermato che: “Devono sbarcare a Lampedusa o in un altro porto italiano. La Guardia Costiera italiana ha intercettato i migranti all’interno del Sar (zona di Search and Rescue) maltese, ma esattamente fuori territorio italiano, senza coordinamento con il competente RCC, soltanto per impedirgli di entrare nella acque italiane”.

Per Malta il porto sicuro continua a essere quello di Lampedusa: “Un’intercettazione su una nave che esercita il suo diritto alla libertà di navigazione in alto mare non è considerata un salvataggio. Nel momento in cui i migranti sono sulla nave italiana Diciotti (territorio italiano) vicino a Lampedusa, l’unica soluzione finale è di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l’Italia vuole ancora trattare questo caso come un salvataggio, Lampedusa rimane il luogo più vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili”.

 

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