Mese: agosto 2018

ROMA. MATTEO SALVINI, IL GIOCO DELLE TRE CARTE COL TRUCCO. LE EMERGENZE APPAIONO E SCOMPAIONO A CONVENIENZA.

Matteo Salvini è sicuramente il vincitore nel braccio di ferro che lo vede opposto a tutte le istituzioni: Magistratura, Guardia Costiera,Europa, Quirinale,governo e opinione pubblica.

Nella strategia del ministro che i migranti scendano a terra o non scendano affatto è poco importante.


La scelta esecrabile di creare una nuova emergenza risponde e paga le politiche di Matteo Salvini, leader della Lega prima ancora che ministro.

Con il gioco delle tre carte, in cui le emergenze appaiono e scompaiono a secondo delle convenienze del momento, Matteo Salvini ha sempre sviato l’interesse dell’opinione pubblica dai problemi reali del paese, dalle promesse elettorali mancate e irrealizzabili, dai guai suoi e della Lega con la giustizia e 49 milioni di euro da restituire, dal suo rapporto con gli alleati di prima e di poi per la conquista della leadership nel centrodestra.


Come un vero “mattatore”, istrione dello spettacolo,ha calcato le scene del teatrino della politica, non ha governato neppure un giorno,ma ha fatto tanta propaganda e continuato la sua eterna campagna elettorale, con il suo 17% ha imposto la sua linea politica come se avesse la maggioranza assoluta dei consensi, per l’inconsistenza politica dei 5 stelle che non si sono mai dimostrati all’altezza del risultato elettorale e delle responsabilità che da esso dovevano assumersi.

Durante un percorso durato poco più di due mesi dell’esperienza di governo, a 5 mesi dalle elezioni Matteo Salvini ha dovuto spesso cambiare strada, cambiare le carte in tavola per non essere travolto lui stesso da quelle truccate che di volta in volta inseriva nel mazzo.

In questo percorso troviamo le promesse della campagna elettorale magistralmente accantonate per dare spazio all’emergenza inventata dei migranti con una invasione inesistente.

Esaurita momentaneamente l’emergenza ha dato fiato alle trombe della legittima difesa che poi tanto legittima non lo era, ma di emergenza in emergenza ha continuato a calcare la scena e conquistare consensi ai danni del povero, troppo sorridente, Di Maio che ha così potuto sperimentare sulla sua pelle la lezione che quella vecchia volpe di Unberto Bossi diede a Berlusconi nel 1994: cotto,cucinato e dato un pasto al capo dello stato.

La sua strategia è stata quella di calcare la scena della politica senza lasciare spazio all’avversario alleato di una stagione.

Non intendeva dividere la parte del protagonista assoluto di una stagione con il suo alleato di governo Di Maio è lo ha fatto, ha imposto la sua visione politica e umiliato in più occasioni,ogni volta che ne ha avuto l’occasione, le proposte dei 5 stelle, ultima in ordine di tempo il taglio delle pensioni d’oro che penalizzerebbe il nord.

Nel suo percorso Matteo Salvini ha cavalcato e abbandonato momentaneamente  molti cavalli di battaglia.

Ha impostato la sua personale campagna elettorale con la sfida per la premiership nel cdx a  Berlusconi per poi abbandonarlo al suo destino e allearsi con il nemico giurato dei forzisti:il M5s.Nei primi due mesi di governo ha usato tutti i mezzi e gli strumenti a sua disposizione, ha in ordine di tempo distratto l’opinione pubblica con l’emergenza migranti abbandonando la flat tax non realizzabile, ma come spiegarlo all’elettorato che aveva riposto le proprie speranze in lui, sopratutto agli industriali veneti che sul fisco da anni incalzano la Lega e lo stesso Matteo Salvini.
In attesa di tempi migliori ha tentato la carta del riconoscimento internazionale con un accordo con i libici per la creazione degli hot spot sul loro territorio, ma l’insuccesso dell’operazione e il rifiuto dei libici lo hanno obbligato a spostare l’attenzione dall’emergenza migranti alla legittima difesa.

La carta della legittima difesa, pur avendo Salvini dichiarato avere già pronto un progetto di legge da presentare a settembre alla discussione in parlamento, pare non abbia avuto nell’opinione pubblica, l’effetto desiderato, vuoi per una certa disaffezione della gente a questi argomenti, vuoi per l’intervento delle forze di polizia che vedevano nel provvedimento una invasione di campo e per le difficoltà del governo sui temi economici interni ed internazionali.

La situazione economica del paese, il Decreto Dignità voluto fortemente da Di Maio e dal M5s per riprendere visibilità sulla scena politica e recuperare i consensi erosi dall’alleato avversario, la fuga dei capitali stranieri, diffidenti nei confronti dell’esecutivo, l’aumento dello spread, dei prezzi dei carburanti, il rischio concreto dell’aumento dell’IVA unito alle voci che lo indicavano come garante della lobby delle armi hanno consigliato al ministro una momentanea pausa per tentare la strada del “machismo” con la  collaborazione della sirenetta di Rai1,Elisa Isoardi.

Foto,selfie,baci sotto l’ombrellone e gite in barca,abbuffate a base di pesce,fritti misti,birra e superalcolici scolati in discoteca a spese dei contribuenti hanno,però sortito l’effetto contrario a quello desiderato. Non rabbia, invidia da parte dei nemici e scene di giubilo nei fans. Invece ha raccolto solo ilarità, indignazione e critiche trasversali. Storia finita e sirenetta tornata nella conchiglia. A salvarlo e condannarlo definitivamente il crollo del ponte di Genova con i suoi 43 morti. La linea aggressiva dei primi giorni è andata via via scemando alla luce delle responsabilità sue e della Lega che ricevette donazioni in denaro e  nel 2008 votò il decreto salva Benetton con applauso finale.


Il ponte da dimenticare e far dimenticare al più presto e quale migliore occasione se non il nuovo salvataggio che la motonave della Guardia Costiera, Diciotti, ha operato nel Mediterraneo.

E allora punto e a capo, il mazziere ridistribuisce le carte e il gioco riprende.

Il ministro,Matteo Salvini, questa volta aumenta la posta e nello scontro con il Quirinale mette sul piatto della bilancia le sue dimissioni:”o si fa come dico o ne ne vado”,”o si cambia l’Italia o si cambia il ministro”.

E possiamo starne certi, più che una minaccia è una certezza perché nel frattempo Salvini ha raggiunto i suoi obbiettivi: la leadership del centro destra a spese di Berlusconi. Aver ridotto la consistenza elettorale del M5s e averlo relegato al ruolo di comprimario, un protettorato della Lega.

In un probabile governo tecnico che potrebbe seguire ad una crisi del governo Conte non avrebbe il dovere di votare la finanziaria, giustificando in questo modo il fallimento delle ricette economiche della Lega e otterrebbe il risultato ancora più importante: lasciare immutate tutte le questioni che sono state terreno di scontro in questi mesi a partire dall’emergenza migranti, alla abrogazione della legge Fornero, alla legittima difesa, alla flat tax e oltre che potrebbero ridare fiato alle trombe del ministro.


Perché alle chiacchiere, alla propaganda non sono seguiti i fatti e di tutte le cose dette non ne è stata fatta neppure una. Ma il dubbio e forse la speranza è che la gente che oggi delira e giubila per Salvini, come ieri fece per Renzi, dimentichi in fretta il pifferaio che ha fatto tanta propaganda e non ha governato un giorno.


SERIE A. JUVENTUS. LO STADIUM SOLDOUT PER RONALDO. I TIFOSI ATTENDONO IL PRIMO GOL.

Dopo l’esordio contro il Chievo, dove ha lasciato il segno sul povero Sorrentino, Ronaldo è pronto per l’esordio in bianconero allo Stadium. I tifosi in visibilio non hanno perso tempo e i biglietti per Juventus – Lazio sono finiti già da 10 giorni.

A Torino tutti attendono il fischio d’inizio, sabato alle ore 18, ma soprattutto attendono il primo gol in serie A di Ronaldo, si può dire che i tifosi bianconeri non aspettano altro che l’inizio dell’era marchiata CR7.
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Attenzione però, quella di sabato non sarà una partita facile, perché la sfidante della vecchia signora è un’agguerrita Lazio che cerca il riscatto dopo il match contro il Napoli, inoltre l’acquilotto  può contare su una rosa davvero imprevedibile e sulla sua punta di diamante, Ciro Immobile, sempre in grandissima forma, capace di creare giocate che mettono letteralmente seduta la difesa.

SERIE A. INTER. SPALLETTI RIVOLUZIONA IL MODULO. CONTRO IL TORO SERVONO CONFERME. NAINGGOLAN L’UOMO CHIAVE?

L’Inter è una squadra in fase di transizione verso un orizzonte nuovo, e sta cercando una definizione tattica diversa rispetto al passato. È il terzo grande cambiamento di Spalletti durante la sua esperienza a Milano, dopo il progetto base attuato all’inizio della scorsa stagione e la riscrittura successiva al mercato di gennaio 2018, quando l’arrivo di Rafinha e il lancio definitivo di João Cancelo consigliarono al tecnico toscano di rendere più liquido il suo sistema, una mossa decisiva per centrare il quarto posto e l’accesso alla Champions League.

Spalletti_BUF7228-681x454Obbiettivo raggiunto si, ma grazie al Crotone di Zenga che fermò la Lazio e rinviò il verdetto Champions all’ultima giornata in una sfida tesissima, vinta in rimonta dai milanesi.

Ora però servono conferme, non si può sempre contare tutto sulla fortuna, contro il Torino deve uscire la vera Inter, quella coraggiosa, orgogliosa e vincente. Perché contro il Sassuolo la scusa della condizione fisica non ottimale poteva essere accettata ma da domenica non si avranno più scuse, bisogna fare sul serio.

4E14FEB300000578-0-image-a-82_1531238616752Spalletti cambia modulo ruoterà intorno a una nuova figura tattica, quella dell’uomo di complemento in attacco. Un profilo che corrisponde alle caratteristiche di Radja Nainggolan. L’ex della Roma è stato acquistato perché possa garantire il dinamismo necessario a trasformare il 4-2-3-1 in un modulo dinamico, con due calciatori che si dividono l’area di rigore in fase conclusiva.

 

 

 

CATANIA. I MIGRANTI SULLA MOTONAVE DICIOTTI AMMALATI DI SCABBIA.

Agrigento-Catania per incontrare i migranti bloccati da una settimana sulla nave della Guardia costiera Diciotti, bloccata prima al largo di Lampedusa e poi dirottata in direzione porto di Catania.

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I migranti disperati e affetti dalla scabbia sono stati curati dai medici a bordo della motonave della Guardia Costiera, ma è passato troppo tempo e non è più rinviabile il ricovero in ospedale.

La scoperta del procuratore, Luigi Patronaggio, a bordo della nave : «in gran parte ammalati e colpiti da scabbia». la mascherina sul viso, colloqui con i mediatori culturali e i sanitari prima di aprire un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona, che potrebbe anche aggravarsi del reato di tortura.

Il procuratore di Agrigento, la città dei Templi, è rimasto scioccato da quanto ha visto sulla nave: “la  realtà supera ogni immaginazione”. “Sulla nave Diciottti quasi rìtutti ammalati di scabbia. Una realtà devastante, a cominciare dai cattivi odori che ti restano addosso. Mi ha accompagnato un appuntato che non era mai stato a contatto con questa realtà. Sconvolto. Dottore dal vivo cambia tutto, non è come si legge sui giornali… Ha ragione”. Luigi Patronaggio,Procuratore di Agrigento.