Mese: agosto 2018

ALESSANDRIA. INCONTRI SULLA TERRAZZA A TUTTO VOLUME.

Settembre Sansalvatorese

Incontri sulla terrazza

A tutto volume

ascoltare libri, leggere gli autori

Viaggio con le radici nella terra

“La politica è fatta

di vittorie e di sconfitte,

ma anche di vita,

persone ed emozioni.”

L’autore

Domenico Ravetti
dialoga con
Corrado Tagliabue
Terrazza Letteraria – Biblioteca Civica ore 21:00
persone ed emozioni.

SanSalvatore30092018

TORINO. ABUSIVISMO COMMERCIALE.

ABUSIVISMO COMMERCIALE IN VAL DI SUSA. CIRCA 5.000 ARTICOLI NON SICURI SEQUESTRATI.

5000 articoli circa sequestrati, destinati anche ai bambini, in quanto non conformi alle
direttive della Comunità Europea e del Codice del Consumo nazionale.
È il risultato di quanto accaduto nel comune di Bussoleno (TO), dove i Finanzieri della
Compagnia di Susa, nell’ambito di un ordinario controllo, teso a verificare il rispetto della
normativa fiscale da parte dei commercianti, hanno posto particolare attenzione al
contrasto delle forme di abusivismo commerciale.
I Finanzieri hanno sequestrato, presso un’attività commerciale gestita da un cittadino di
origine cinese, circa 5000 articoli, per lo più per uso domestico, tra cui anche centinaia di
piercing, collane, braccialetti e orecchini che venivano venduti senza alcuna indicazione
circa la denominazione legale o merceologica, i dati dell’importatore, la presenza di
materiali o sostanze pericolose e le modalità di smaltimento, con evidenti rischi per la
sicurezza degli ignari consumatori.
A carico del giovane imprenditore, L.Q. le sue iniziali, di anni 27, sanzioni amministrative
per oltre 1.000 euro.
L’operazione rientra nell’ambito del controllo economico-finanziario del territorio, eseguito
quotidianamente dalla Guardia di Finanza, per contrastare tutte le forme di commercio
illegale in modo da tutelare non solo i consumatori, ma anche gli imprenditori onesti
eliminando pericolose distorsioni delle corrette regole dell’economia di mercato.

MILANO. INCONTRO SALVINI-ORBAN, LA SINISTRA SI RICOMPATTA PER UN “EUROPA SENZA MURI”.

Piazza San Babila di nuovo piena di gente, la sinistra,ma non solo, democratici, cittadini comuni, antifascisti e persone che rifiutano la costruzione di muri di divisione.

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Il sit-in di protesta organizzato da “Europa senza Muri” e i “sentinelli di Milano” in contemporanea si è svolto contemporaneamente all’incontro tra un Premier e un vice premier, a sottolineare come sia la Lega e salvini la forza trainante di una coalizione che vede il M5s  allieneato e  succube delle politiche razziste, il premier Giuseppe Conte non pervenuto neppure questa volta se non per dimostrare ancora una volta la sua  inconsistenza di primo ministro.

Il premier Giuseppe Conte che a Roma ha incontrato il suo pari Babis che alla sua richiesta di accogliere almeno un migrante ha risposto NO, la posizione del gruppo di Visegrad passa anche da queste scelte nonostante il gruppo sia quello che riceve in assoluto più contributi dall’Europa.

La sinistra si è mobilitata contro l’incontro tra il ministro Salvini e il premier ungherese Orban, all’appello hanno risposto Anpi, Cgil, Acli, oltre a partiti come Pd, LeU e Possibile.

Pippo Civati è stato che tra i protagonisti della protesta sul molo di Catania per la nave Diciotti: “Non siamo 4 gatti. Spero che da qui riparta una nuova sinistra”. L’assessore alle politiche sociali del comune di Milano Pierfrancesco Majorino ha replicato alle critiche di Salvini sulla manifestazione di Milano.

Un gruppo di studenti dei centri sociali si è recato sotto il consolato ungherese per protestare contro la visita a Milano di Orban.
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Viktor Orban dichiaratamente razzista, omofobo e nazionalista nel 2014 è diventato celebre per il paradigma della visione nazional-conservatrice, diffusa in alcuni paesi dell’Europa centrale ex comunista.  Il primo ministro ungherese Orban intanto che prendeva soldi dall’Europa spiegava: “l’Ungheria sta costruendo uno stato illiberale, uno stato non liberale. Non rifiuta i princìpi fondamentali del liberalismo, come la libertà, ma non considera questa ideologia come l’elemento centrale dell’organizzazione dello stato, scegliendo invece un approccio diverso, di tipo nazionale”.

 

L’8 febbraio ha tenuto un discorso davanti ai sindaci dei capoluoghi di provincia del paese, nella città di Veszprém,Orban tornando sul progetto politico e sociale,ha chiarito i contorni che ha in mente per l’Ungheria:

“Nelle discussioni di ordine morale ed etico [noi ungheresi] non dobbiamo cedere terreno, perché dobbiamo difendere l’Ungheria per come è oggi. Dobbiamo affermare che non vogliamo che nella nostra società ci siano la diversità, la mescolanza: non vogliamo che il nostro colore, le nostre tradizioni e la nostra cultura nazionale si mescolino con quelle degli altri. Non lo vogliamo. Non lo vogliamo affatto. Non vogliamo essere un paese dove ci sia diversità. Vogliamo essere quello che eravamo mille e cento anni fa, quando siamo arrivati nel bacino carpatico. È questa la strada che vogliamo seguire; ma sfortunatamente oggi non è detto che questa strada sia percorribile. Dobbiamo difendere il nostro obiettivo, dobbiamo combattere per esso”.

 

Nel discorso del 18 febbraio sullo stato della nazione, il primo ministro ungherese ha di nuovo parlato della battaglia che oggi gli ungheresi stanno combattendo e ha alzato i toni contro le istituzioni europee:  “Sembra che l’Europa occidentale e l’Europa centrale abbiano scelto due strade divergenti. E per quanto possa sembrare assurdo la minaccia più pericolosa per l’Ungheria oggi arriva dall’occidente. Questa minaccia è rappresentata dai politici di Bruxelles, Berlino e Parigi. Vogliono farci adottare le loro politiche, quelle politiche che hanno trasformato i loro paesi in paesi di immigrazione e che hanno aperto la strada al declino della cultura cristiana e all’espansione dell’islam. Vogliono farci accettare gli immigrati e trasformarci in un paese con una popolazione mista”.

Orbán aveva detto: “Ventisette anni fa, qui in Europa centrale credevamo che l’Europa fosse il nostro futuro; oggi sentiamo che siamo noi il futuro d’Europa”. Parole di Viktor Orbán, ex liberale, ex dissidente, leader di un paese che da quattordici anni fa parte dell’Unione europea e di un partito, Fidesz, che a Strasburgo fa parte del gruppo dei popolari, il più grande del parlamento europeo. E capofila di una corrente politica che attraversa tutto il continente.

Il leader della Lega Salvini ha dichiarato di voler sposare la linea Orban per l’Italia e minacciato la crisi di governo perché dalle elezioni ne uscirebbe come unico sicuro vincitore, fatto che lo incoronerebbe a capo della leadership del Cdx e Premier del governo italiano.

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Le foto della manifestazione sono prese da facebook, grazie a tutti per il contributo.

 

TORINO. TURISMO E ATL:”ASTI CON ALBA E BRA E NON CON ALESSANDRIA.

TURISMO E ATL

RAVETTI: “ASTI CON ALBA E BRA E NON CON ALESSANDRIA? QUESTA ME LA SPIEGATE!”

 

Questa mattina ho partecipato all’incontro organizzato dai Presidenti delle Camere di Commercio di Alessandria e Asti; all’incontro erano presenti i colleghi del Consiglio Regionale eletti in provincia di Alessandria. Il tema dell’incontro verteva sulle strategie per lo sviluppo turistico e il futuro delle Agenzie Turistiche Locali di Alessandria e Asti dopo mesi di trattative e analisi utili all’accorpamento tra i due soggetti che, peraltro, corrisponde all’accorpamento tra le due Camere di Commercio. All’inizio del confronto abbiamo ottenuto alcuni ritagli di giornali che mi hanno lasciato letteralmente basito a partire dai titoli.

Ne cito due: “L’Atl di Asti si accorperà con quella di Alba e Bra per il turismo Unesco” e “La pace tra Langa e Monferrato grazie all’agenzia turistica unica”. Anticipo che ho chiesto chiarimenti in tempi ristretti a Raffaele Gallo, Presidente della III Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale, attraverso una seduta appositamente dedicata alla vicenda alla presenza dell’Assessore Parigi.

Trovo stupefacente l’esito del confronto tra Asti e Alessandria e vorrei capire fino in fondo le ragioni della rottura che, questo è il mio di vista, rischia d’essere dannosa per il sistema delle imprese impegnate nel settore e, questione di non poco conto, non considera l’identità e la cultura di parte fondamentale della provincia di Alessandria. Parlo di imprese e di Istituzioni che si identificano con tutti i progetti che riguardano il “Monferrato” e che devono continuare ad essere protagoniste della gestione del Monferrato, compreso il sito Unesco riconosciuto grazie agli Infernot.

Alessandria e il suo territorio non devono essere isolate e nemmeno possono essere poste ai margini della programmazione turistica generale a causa di scelte particolari che sanno di egoismo e scarsa visione.

Domenico Ravetti

Consigliere Regionale

Capogruppo PD

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