Mese: agosto 2018

#SERIEB. DE LAURENTIS SI PRENDE IL BARI.

Aurelio De Laurentiis si è preso il Bari.

Una firma per chiudere un’epoca e aprirne un’altra. Quattro secoli dopo Bari ritorna nel Regno di Napoli. L’arrivo del patron dei partenopei può cambiare la geografia del calcio stesso spostando i vecchi equilibri e creandone di nuovi”.


Dopo anni di limbo e stagioni passate a cercare di capire il futuro della società biancorossa, i baresi potranno dormire sonni tranquilli. De Laurentiis, arricchitosi di 14 anni d’esperienza nel mondo del calcio, punterà ad una rapida risalita e ad una repentina crescita economica.

Così come fatto col Napoli, ADL proverà a riportare un grande calcio in una città che da troppo viene bistrattata.

ASTI. SEQUESTRATA OFFICINA ABUSIVA E 550 LITRI DI OLI ESAUSTI.

FISCO E AMBIENTE: SCOPERTA OFFICINA ABUSIVA E SEQUESTRATO IMMOBILE OVE ERANO STOCCATI OLI ESAUSTI.


I militari della Compagnia di Asti hanno individuato in Grana (AT) un’officina meccanica per la riparazione di autoveicoli, il cui titolare, pur avendo ufficialmente chiuso la propria attività nel 2011, ha continuato ad operare abusivamente. Nella stessa officina erano conservati oltre 550 litri di oli esausti e altri rifiuti speciali derivati dalle riparazioni effettuate quantomeno negli ultimi due anni. 

Tenuto conto dei gravi rischi ambientali, connessi al mancato smaltimento dei rifiuti speciali individuati, i Finanzieri hanno proceduto al sequestro dell’intera officina con la conseguente segnalazione del responsabile alla Procura della Repubblica di Asti per violazione alle norme del Testo Unico Ambientale (D.L.gs 152/2006).

Nei confronti del soggetto “evasore totale” è stato anche avviato un controllo di natura fiscale teso alla ricostruzione del reale volume d’affari conseguito dal meccanico, un cittadino italiano di 51 anni. 

Il servizio rientra nell’ambito del quotidiano impegno del Corpo volto a contrastare le violazioni economiche e finanziarie, quali l’abusivismo commerciale, che ingenera una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori che agiscono in conformità alla vigente normativa fiscale e amministrativa.

ROMA. IL MINISTRO,MATTEO SALVINI,BARA SUI NUMERI: PUBBLICA IL NUMERO DI IMMIGRATI ARRESTATI 95,MA DIMENTICA GLI ITALIANI ARRESTATI 113.

Ministro e leader della Lega, Matteo Salvini, che bara sui numeri per foraggiare ancora sentimenti razzisti nell’opinione pubblica italiana.

La nota diramata da Matteo Salvini,dopo la denuncia pubblica dell’atleta azzurra di orgine nigeriana Daisy Osakue,ha più il sapore di una beffa che la reale volontà di perseguire i crimini da chiunque siano stati commessi.

Ha dichiarato che “ogni aggressione va punita e condannata”, ripete che è “una sciocchezza l’emergenza razzismo in Italia” e per dimostrarlo spara la solita idiozia in salsa leghista: “Solo negli ultimi tre giorni, nel silenzio generale, la Polizia ha arrestato 95 immigrati, mentre altri 414 sono stati denunciati”. In realtà nei tre giorni indicati dal ministro sono state arrestate 208 persone di cui 113 italiani, ma Salvini lo ha dimenticato, evidentemente per evidenziare i crimini commessi da stranieri e sottolinearne la “pericolosità”.

La funzione e il dovere di ministro dell’Interno viene umiliata per portare acqua a se stesso: leader della Lega.

Il ministro a doppio senso di marcia incapace di distinguere il ruolo istituzionale da quello di capo partito.

Lo “sdoppiamento” che sta creando imbarazzi all’interno del Viminale per la difficoltà di soddisfare le richieste del titolare del dicastero di “mantenere le promesse fatte in campagna elettorale”, come Salvini accusa spesso durante le riunioni con i capi dei vari dipartimenti.

I continui,giornalieri, richiami rivolti ai responsabili degli apparati di sicurezza sui rischi derivati dalla “presenza di massa di clandestini nel nostro Paese” fa crescere la preoccupazione  che un tale atteggiamento possa scatenare atti di emulazione rispetto agli episodi di intolleranza già avvenuti e moltiplicarli.

L’interesse dimostrato da “segretario del Carroccio” sui dossier legati alla presenza di clandestini sul territorio nazionale sovrasta quelli di ministro dell’Interno. 

A tre mesi dall’insediamento al Viminale Salvini ha capito che tutte le promesse elettorali, prime fra tutte quelle di rimpatriare 500mila clandestini o di aprire un centro di permanenza in ogni Regione, sono carta straccia e relegate nell’angolo delle beffe elettorali irrealizzabili,ma tanto lo sapeva già prima che sarebbero state un fallimento.

Altro punto chiave riguarda il diritto di asilo ai rifugiati. 

Prima delle elezioni Salvini aveva ripetuto più volte che le regole per la concessione dello status saranno cambiate. Il 4 luglio ha emanato una circolare per raccomandare “la riduzione dei tempi per l’esame delle istanze” e la concessione del permesso solo “per seri motivi”. 

Un provvedimento che è stato poi “sollecitato” nell’applicazione dal presidente della commissione nazionale.

L’iniziativa è stata respinta dal “Tavolo Asilo” perché, come viene  sottolineato dalla Commissione nazionale:”il ministro, non ha competenza sulle risposte delle Commissioni, che devono essere indipendenti da indicazioni politiche ed essere solamente legate alle previsioni di legge e alle storie personali dei richiedenti, senza alcun intervento che risulti contrario al dettato costituzionale. 

In particolare poi per i minori non accompagnati richiedenti asilo, la valutazione dovrebbe riguardare in via prioritaria il loro superiore interesse”.

In tema di legittima difesa Salvini ha sempre detto che l’intenzione della Lega era quello di consentire ai cittadini di poter reagire a un’intrusione nella propria abitazione o nel proprio negozio sparando senza incorrere nelle conseguenze previste dal codice penale. 

La concessione e la “licenza di sparare a chiunque si introduca in un’abitazione privata, annullando la valutazione oggi prevista per legge di proporzionalità fra offesa e difesa”.
Il riassunto nella proposta nel disegno di legge presentato proprio dalla Lega che all’articolo 1 prevede: “Si considera che abbia agito per legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’ingresso o l’intrusione mediante effrazione o contro la volontà del proprietario o di chi ha la legittima disponibilità dell’immobile, con violenza o minaccia di uso di armi di una o più persone, con violazione di domicilio”. 

I tecnici del Viminale hanno spiegato al ministro che una simile previsione avrebbe derogato al principio secondo cui non spetta ai cittadini la protezione dei luoghi, ma alle forze di polizia, ma il leader della Lega non sente ragioni perché, ha spiegato: “sono gli italiani a chiederlo”.