Mese: agosto 2018

GENOVA.VITTIME E FERITI NEL CROLLO DEL PONTE MIRANDO.

Molte persone sono rimaste coinvolte nel ctollo del ponte. Alcune sono state,fortunatamente, estratte vive dalle macerie.

Le due persone sono state portate portate al pronto soccorso del san Martino. Per le altre persone disperse è stato avviato il protocollo sisma per la ricerca dispersi.

Durante il crollo,  sotto il ponte,un camion si salva per miracolo all’ultimo momento.

Le squadre cinofile e Usar, gli esperti di ricerca e soccorso tra le macerie urbane, sono state attivate dai vigili del fuoco per intervenire sull’Autostrada A10.

La situazione dopo il crollo è molto confusa: le macerie hanno invaso il ciume sottostante e parte della strada.Nel crollo il ponte ha polverizzato tutto quello che ha investito sotto di esso. 

Le squadre di soccorso stanno estraendo dalle macerie i feriti mentre una unità di crisi è stata allestita a Villa Scassi. I team di protezione civile specializzati nella scavo sotto le macerie sono in arrivo a Genova da Piemonte e Lombardia.

I soccorritori giunti sul posto ripetono: “Qui c’è l’inferno”.Ma il catto che abbia smesso di diluviare rende i soccorsi più agevoli: “Il fatto che abbia smesso di diluviare per fortuna ora può rendere più agevoli le ricerche e i soccorsi”

Le prime ipotesi  che si avanzano sul crollo del ponte sono di un  cedimento strutturale: Se c’erano avvisaglie sulle condizioni del ponte? Assolutamente no. Non abbiamo mai avuto segnalazioni di questo genere» spiega a Rainews 24,Amalia Tedeschi, funzionaria dei vigili del fuoco.

Alcuni testimoni affermano di aver visto crollare il ponte: “Ho visto il ponte crollare davanti ai miei occhi”.”I detriti del crollo sono arrivati a 20 metri di distanza dalla mia macchina mentre da Bolzaneto mi stavo recando a Nervi, e ho visto il crollo del ponte mentre guidava lungo l’argine del Polcevera in direzione Sud, all’altezza del bivio per corso Perrone. Ho avuto come la sensazione che della corrente passasse dall’alto verso il basso, come se un tirante in sostanza sia stato colpito da un fulmine”.I testimoni sono rimasti bloccati all’altezza di Trasta con altri automobilisti,per la richiesta delle forze dell’ordine di sgomberare la strada per permettere ai mezzi di soccordo di raggiungere il luogo della tragedia. Nel disastro del ponte prima si è sbriciolato il pilone centrale, poi è venuto giù tutto il resto.

Il ministro Toninelli scrive su tweeter: “Immane tragedia, domani a Genova.
Sto seguendo con la massima apprensione ciò che è accaduto a Genova e che si profila come immane tragedia. Siamo in stretto contatto con Autostrade e stiamo andando sul luogo con il viceministro Rixi. La mia totale vicinanza in queste ore alla città” . 

Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, fanno sapere fonti del ministero, sarà domani sul luogo della tragedia.

Il viadotto crollato a Genova era intetessato da lavori di consolidamento della soletta del viadotto e, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione.

La precisazione arriva da una nota di Autostrade per l’Italia: “I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi”.

GENOVA. CROLLA IL PONTE MORANDI, VITTIME E FERITI SOTTO LE MACERIE.

Disastro quasi annunciato a Genova: crollato il ponte Morandi per un cedimento strutturale.


Sono le 11,50, su Genova èin corso un violento temporale e improvvisamente il ponte Morandi, su cui scorre il tratto terminale dell’A10, ha ceduto ed è parzialmente crollato.

Vittime e feriti a causa del crollo del ponte:“Almeno venti morti e diversi feriti” secondo i soccorritori. 

Nel crollo sono rimasti coinvolti anche bambini, ma il bilancio è ancora provvisorio.

Lo conferma all’Adnkronos, Francesco Bermano, direttore del 118 del capoluogo ligure.

La parte di ponte crollata è volatata giù per 100 metri  investendo la sottostante via Fillak a Rivarolo.

L’ipotesi più accreditata è wuella di un cedimento strutturale. La circolazione du gomma e ferroviaria è stata sospesa

Le parole che si odono nei filmati sono quelle di un testimone oculare del disastro:“Oh mio Dio, oh mio Dio”.

VERBANIA. CAMBIO AL VERTICE DELLA G.DI F. PROVINCIALE.

GUARDIA DI FINANZA VERBANIA: CAMBIO AL VERTICE DEL COMANDO PROVINCIALE.

Il 14 Agosto 2018 il Colonnello Gianfranco Parisi lascia l’incarico di Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Verbania, il Comandante subentrante è il Colonnello t. ISSMI Giuseppe Di Tullio. 

Il Col. Gianfranco Parisi è stato chiamato ad assolvere un prestigioso incarico a Roma presso la sede del Ministero dell’Interno – Dipartimento di Pubblica Sicurezza -, Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di Polizia.

Il Colonnello t. ISSMI Giuseppe Di Tullio, originario di L’Aquila, ha frequentato l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze e negli ultimi anni ha ricoperto prestigiosi incarichi operativi presso le sedi di Genova, Bologna e Cremona. Il Comandante subentrante ha assicurato il massimo impegno a supporto delle funzioni di Polizia Economico Finanziaria affidate alla Guardia di finanza nel territorio del VCO.

Nel corso dell’incarico di Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Verbania il Colonnello Gianfranco Parisi ha avuto modo di apprezzare l’impegno, la professionalità e l’efficace attività svolta da tutto il personale, che hanno consentito di conseguire lusinghieri risultati. Saluta e ringrazia le Autorità locali e Provinciali, con le quali ha avuto modo di instaurare proficui rapporti di collaborazione istituzionale.

Formula i migliori auguri al Comandante Provinciale subentrante Col t ISSSMI Giuseppe Di Tullio per il nuovo incarico. 

REGGIO CALABRIA. SEQUESTRATO PATRIMONIO A IMPRENDITORE VICINO ALLA ‘NDRANGHETA.

LA GUARDIA DI FINANZA HA SEQUESTRATO IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DI CIRCA 2 MILIONI DI EURO A IMPRENDITORE VICINO ALLA ‘NDRANGHETA.

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Le Fiamme Gialle del Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Reggio Calabria, hanno eseguito una misura di prevenzione patrimoniale emessa dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e del Sost. Proc. Antonella Crisafulli. La misura di prevenzione – eseguita nei confronti di Pizzichemi Alberto (classe “1970”) imprenditore di Melito di Porto Salvo (RC) e del suo nucleo familiare – ha interessato 10 beni immobili (tra cui appartamenti e terreni siti in Reggio Calabria e Bologna), l’intero complesso aziendale di una rivendita di tabacchi (sita all’interno di un noto centro commerciale bolognese), nonché altre disponibilità finanziarie. Le attività svolte, che hanno preso spunto dallo sviluppo investigativo di alcune segnalazioni di operazioni sospette inviate dagli intermediari bancari e/o finanziari, hanno consentito di dimostrare come il citato imprenditore, operante prevalentemente nel settore degli autotrasporti, operasse nella zona grigia di contiguità alle cosche IAMONTE (attiva nella fascia ionica della provincia reggina) e PIROMALLI (egemone sulla Piana di Gioia Tauro), così come anche emerso da riscontri operati sulle dichiarazioni di alcuni collaborazioni di giustizia, i quali, nel tempo, hanno indicato il proposto quale soggetto vicino alle citate consorterie di ‘ndrangheta. L’imprenditore, seppur formalmente incensurato perché assolto definitivamente dal delitto di associazione mafiosa, è stato ritenuto dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione inserito “in quella zona d’ombra” contigua alle organizzazioni criminali. La Corte di Appello, infatti, ha evidenziato che il Pizzichemi “è un faccendiere che vive ai margini di quella che può essere considerata una zona grigia, fatta di connivenze e collusioni tra mafia, imprenditoria e poteri pubblici”. Inoltre è stato destinatario nel 2010 di rinvio a giudizio per tentata estorsione, mentre nel 2011 è stato segnalato per frode fiscale mediante l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. A completare il quadro relativo alla pericolosità del soggetto proposto giungono infine le numerosissime frequentazioni con soggetti pregiudicati o con precedenti di polizia per vari reati, tra cui numerosi soggetti contigui o appartenenti a cosche di ‘ndrangheta.
In tale contesto le investigazioni a carattere economico/patrimoniale delegate dalla D.D.A. reggina al IV Gruppo del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria ed eseguite attraverso la ricostruzione dei flussi finanziari e delle vicende economiche dell’intero nucleo familiare dell’imprenditore, oltre a delineare la pericolosità sociale qualificata del proposto, hanno consentito di rilevare che gli investimenti dallo stesso effettuati nel tempo erano del tutto sproporzionati rispetto alle fonti di reddito legittimamente realizzate. In particolare i finanzieri hanno ricostruito tutti i redditi prodotti dall’imprenditore e dal suo nucleo familiare a decorrere dall’anno 1991 e, confrontandoli con gli acquisti e con gli investimenti effettuati negli anni, hanno dimostrato la netta sproporzione tra i redditi conseguiti e i beni acquisiti e le somme di denaro accumulate. Alla luce di quanto sopra, la citata Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale con il provvedimento in esecuzione, ha ora disposto l’applicazione della misura di prevenzione sull’intero patrimonio dell’imprenditore e su tutti i beni a quest’ultimo riconducibili, anche per interposta persona, che allo stato ammontano a circa € 2 milioni. Le attività esecutive del provvedimento emesso dall’A.G. reggina sono state eseguite con la collaborazione dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna.

Reggio Calabria, 10.08.2018

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