Mese: agosto 2018

PONTIDA. RAGAZZA CONTESTA IL LEADER LEGHISTA: “SALVINI SEI FASCISTA STAI ROVINANDO L’ITALIA”.INSULTSTA E SPINTONATA DAI LEGHISTI.

PONTIDA. Matteo Salvini dopo aver seminato tanta tempesta inizia a raccoglierne i frutti amari della contestazione e succede nel fortino di Pontida durante il consueto appuntamento della Lega.

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I migranti,donne,bambini morti in mare, affogati per saziare la fame di razzismo che da sempre anima e contraddistingue il leader leghista,come una medaglia da portare a collo ed esibire si suoi fans condita con frasi celebri del ventennio fascista:”tanti nemici,tanto onore”.

Il leader che semina violenza, che vuole la ruspa per i campi ROM,i centri sociali e vuole prendere a calci in culo i comunisti, che direttamente o i direttamente è responsabile delle aggressioni a Partinico,in Sicilia, i ferimenti con armi ad aria compressa di migranti, colpevoli di essere migranti e poveri , impedisce alle navi della Guardia Costiera italiana(che è parte del territorio italiano) di attraccare ai porti della penisola, che lancia proclami e accuse contro la società autostrade salvo poi scoprire che i nemici giurati di oggi sono stati i finanziatori di ieri.

in questo quadro drammatico per l’Italia per la prima volta il leader Matteo Salvini, nonché ministro dell’Interno, è stato contestato apertamente a Pontida, durante la festa estiva del partito.

La ragazza di 17 anni,durante il solito monologo, che il leader stava tenendo con argomenti tanto caro ai leghisti,vecchi e nuovi,contro gli avversari politici, nel mirino del ministro questa volta c’era Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, gli ha urlato: “Tu stai rovinando l’Italia, sei un fascista”.

La ragazza di 17 anni che vive e studia nella Bergamasca ha spiegato: “Non sono leghista, non appartengo a nessun partito, e nemmeno frequento i centri sociali, volevo solo sentire cosa diceva il ministro”.

Salvini parlava male di Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, dicendo che potrebbe anche andare “un po’ all’estero”, liberando quindi la poltrona che occupa.

All’intervento della ragazza hanno fatto seguito gli insulti e gli spintoni della folla nel grande capannone accanto al “sacro prato” di Pontida.

Salvini tolti i panni del lupo per vestire quelli della vittima dai microfoni lamentava che: “ormai mi danno del fascista e del razzista, e anche del nazista, e dell’assassino”, infine è dovuto correre ai ripari, visto che la gente, militanti e famiglie, molti bambini,non si tranquillizzava: “Nessuno sprechi tempo per questa ragazza. Non voglio sentir volare una mosca, sennò me ne vado”.

Alcuni funzionari della Digos sono intervenuti per portare fuori dal capannone S. e tre suoi amici.

Identificati, accompagnati fino alla loro auto, lei soprattutto inseguita dalle urla dei fascioleghisti: “sei vestita da comunista” per la gonna anni settanta indossata dalla ragazza, “non eri neanche nata, cosa vuoi sapere tu del fascismo”. Ma evidentemente sono i leghisti presenti sotto il tendone a non sapere niente del fascismo e della deriva neo fascista che sta prendendo l’esecutivo retto da Lega e M5s.

Salvini ha ripreso con i suoi temi: immigrazione, sicurezza, antimafia, e la tragedia di Genova: “Sto lavorando per ottenere da Autostrade tutto quello che è possibile per i parenti delle vittime, per i feriti e gli sfollati, stiamo facendo di tutto perché aprano il portafoglio”.

In tema di Antimafia segnaliamo che per la morte di Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso dalla mafia dopo il suo amico e collega Giovanni Falcone,non è stata spesa neppure una parola, una frase di cordoglio di circostanza.

TORINO. OUTLET DEL FALSO B & B.

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA SCOPERTO UN OUTLET DEL FALSO NEL B & B ABUSIVO 

Una dimora ottocentesca in perfetto stile “barocco”, con mobili, quadri, tendaggi che riportano pall’austera epoca sabauda.


Così si presentava un “B & B” a due passi dal centro di Torino, pubblicizzato sui più importanti siti del settore alberghiero, con un’unica anomalia: tutto abusivo.

Parte da qui l’indagine della Guardia di Finanza di Torino che, una volta accertata l’abusività della struttura ricettiva, ha scoperto che era anche diventata la base per la fornitura di borse e scarpe di noti marchi di lusso, spacciate per originali dai due gestori dell’albergo, ma palesemente false.

I “brand” offerti e rivenduti nella “dimora storica” erano infatti di altissimo livello: dagli orologi Rolex alle scarpe Chanel sino alle borse di Hermès e Louis Vuitton per le quali si dovevano sborsare, in ogni caso, migliaia di euro per il loro acquisto. 

Dietro la vendita del materiale c’era l’ormai solito racconto ”..degli articoli originali provenienti da 

Dubai che per questioni doganali, non meglio specificate, venivano importati in Italia a prezzi dimezzati… “ : tutto rigorosamente falso ovviamente.

Grazie a questa “storiella”, raccontata dai due soggetti coinvolti nell’indagine, era per loro possibile rivendere, fino a 5.000 euro, borse acquistate a 50 euro l’una.

Durante le perquisizioni all’interno della struttura abusiva, nel corso delle quali sono stati sequestrati decine di articoli, imballi e packaging falsi, i Baschi Verdi del Gruppo Torino, che hanno richiesto l’intervento della Polizia Locale per gli aspetti di competenza, hanno anche individuato uno studio medico abusivo attrezzato di tutto punto per l’attività di massofisioterapista, ma abilmente camuffato da centro ayurvedico.

I responsabili, due cinquantenni torinesi, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Torino per truffa, frode in commercio, ricettazione, contraffazione marchi e per esercizio abusivo della professione sanitaria, mentre le stanze adibite a studio medico, dapprima sequestrate, una volta smantellate delle attrezzature presenti e dopo il pagamento delle relative sanzioni, sono state restituite.

Sono ora in corso, da parte dei Finanzieri, gli accertamenti di carattere fiscale per ricostruire l’intero volume d’affari dell’attività abusiva. 

L’operazione rientra nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e sono finalizzate a preservare il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed Europea.

GENOVA. L’ITALIA DEL MIRACOLO SI SBRICCIOLA 

Non servono inchieste ai ministri Di Maio e Toninelli per trovare un colpevole alla tragedia di Genova, un caprio espiatorio va benissimo per continuare una campagna elettorale infinita e nascondere le responsabilità di chi da anni si oppone a qualsiasi opera, a qualsiasi infrastruttura da affiancare alle opere già esistenti.  

Non sono passate neppure 48 ore, con i morti ancora caldi negli obitori saliti a 39, i parenti delle vittime in coda per i riconoscimenti, i feriti negli ospedali di cui alcuni in codice rosso, i vigili del fuoco che ancora scavano tra le macerie che si è scatenata la guerra della propaganda pentaleghista.

Le accuse vanno dai vincoli  europei inesistenti, l’Italia che può immediatamente spendere 118 miliardi di euro senza che questi vengano messu a bilancio, alle accuse contro la società autostrade di cui Toninelle e Di Maio chiedono a gran voce la reboca della concessione, al costo di 20 miliardi di penale, e le dimissioni dei vertici, ma dimenticandosi di spiegare che la concessione era stata rinnovata per altri 30 anni nel 2004 dal governo Berlusconi di cui la Lega di Salvini era alleata. Dimenticandosi che solo il 1 agosto 2018 il ministro Toninelli aveva messo “la Gronda”,opera che sarenbe servita a ridurre il trafgici sul ponte Morando crollato, tra le opere da liquidare perché considerata un inutile spreco di denaro pubblico.

Insomma se cerchiamo colpevoli e capri espistori prima che le indagini siano completate possiamo sbizzarrirci.

Il premier,Giuseppe Conte, intervenuto sul luogo del disastro dopo aver presieduto un consiglio dei ministri in Pregettura a Genova si è allineato al coro dei pentastellati e promesso la revoca della concessione autostradale,più una multa da 150 milioni di euro. 

Il tempismo mostrato nello scarica barile, con minacce di revoche e multe, senza che iniziata neppure uno straccio di indagine,senza che vi siano degli indagati e senza che sia stato emesso alcun avviso di garanzia. Ma l’accusa, su cui si regge la propaganda, rivolta alla concessionaria è che ad Autostrade paghiamo i pedaggi più alti d’Europa e loro pagano tasse bassissime.

La propaganda di Di Maio sui pedaggi pur non centrando nulla con quanto accaduto al Ponte Morandi,pare abbia fatto guadagnare un sacco di like su Facebook.

La revoca delle concessioni non arriverà mai,i costi dell’operazione porterebbero nelle casse di Autostrade per l’Italia una penale di venti miliardi di euro, che non abbiamo e non ci possiamo permettere.

L’importante era trovare il colpevole di comodo da offrire in pasto all’opinione pubblica per il rituale odio quotidiano. 

Autostrade e il suo amministratore delegato, Giovanni Castellucci, non sono stati i primi a finire nella gogna dei colpevoli, ma solo dopo l’Europa cattiva di Salvini, dei richiedenti asilo di Santanché, dei camionisti polacchi di Milena Gabanelli, del comitato No Gronda e dei Cinque Stelle che lo sostenevano, Beppe Grillo e il Pd di Graziano Delrio per finire con Dario Toninelli.

Non ha senso avere bisogno di trovare un colpevole, un capro espiatorio, mentre ancora i pompieri stanno estraendo morti e feriti dalle macerie. 

Non ha senso istigare gli animi della gente che non risolve nulla e nessuno dei problemi legati alla mobilità e non affronta il cuore del problema: perché da anni il Ponte Morandi era stato individuato come pericoloso, ma è da anni, da decenni, che nessuno ha operato seriamente per ristrutturarlo o sostituirlo.
Il Ponte Morandi è pericoloso spiegava Giovanni Calvini, ex presidente degli industriali di Genova, nel dicembre 2012, e che quel ponte sarebbe crollato entro dieci anni, ma nessuno si è accollato l’onere politico e economico di ristrutturarlo o di sostituire quel “fallimento dell’ingegneria”, come disse il professor Antonio Brencich, nella sua intervista a Primo Canale del 2016.

Ma i ponti crollati sono cinque negli ultimi cinque anni,il tetto dell’Istituto Tecnico Montani di Fermo, crollato a maggio, senza vittime per puro caso,a causa  delle micro o macro manutenzioni straordinarie che questo Paese rimanda a data da destinarsi mentre 10 miliardi sono stati sottratti dal governo attuale all’edilizia scolastica.

Lo stesso potremmo dirlo per le 647 opere incompiute che campeggiano sulla Penisola da un trentennio. 

La totale indifferenza pubblica e privata nei confronti del rischio sismico e idrogeologico nell’Italia dei 400 terremoti negli ultimi cento anni. 

Possono cambiare gli attori, i politici, i tecnici, le aziende, ma qnonuello che di procrastina nel tempo  sono le negligenze, i ritardi, la faciloneria,le lentezze burocratiche,i lavori fatti male,i manager incompetenti che rappresentano l’autobiografia in cui tutti, nessuno escluso, dovremmo prenderci un pezzo di responsabilità.

Un Paese serio ci metterebbe due mesi a costruire un ponte, e due anni a trovare un colpevole,ma in Italia è il contrario ci vogliono anni per spostare un masso,per costruire un ponte,una strada e una intervidta per trovare il colpevole,il caprio espiatorio su cui conbogliare la rabbia della gente.

Invece di pretendere tempi certi per la realizzazione delle opere, una burocrazia più snella, investimenti più semplici, appalti che prescindano dal criterio del massimo ribasso, gare europee per l’assegnazione delle concessioni preferiamo gridare la rabbia contro i presunti colpeboli senza risolvere il problema e dargli una soluzione. 

Da questo modo di pensare, vivere e affrontare i ptonlemi,perché anche noi siamo parte problema, nulla e nessuno ci potrà assolvere, nemmeno Toninelli, o Salvini, o Di Maio, né il capro espiatorio che ci hanno offerto in dono e che ci offriranno al prossimo disastro.

MILANO. DENUNCIA UN EPISODIO RAZZISTA, MA SUBISCE UNA AGGRESSIONE  MEDIATICA DA LEGHISTI E FASCISTI CON INSULTI E MINACCE.

Non si sono ancora spente le luci sul caso della capo treno che fascisti e leghisti,aizzati dal ministro dell’interno, tentano un linciaggio mediatico contro Raffaele Ariano.

I metodi sono gli stessi usati dai fascisti nel ventennio per mettere a tacere chi la pensa diversamente da loro.

Aggressioni, intolleranza, minacce e insulti contro gli oppositori del pensiero unico del neo fascismo, razzista e xenofobo sostenuto, alimentato e foraggiato dal vice premier.

La madre di Raffaele Ariano,Annamaria Abate, ha scritto al presidente Mattarella.

La madre del passeggero della Trenord che ha raccontato dell’annuncio razzista della capotreno del Milano-Cremona: “contro zingari e molestatori”, e invitati a scendere dal treno, senza tanti complimenti, “perché avete rotto”.

Una denuncia civile, ma ciò che è accaduto a Raffaele di civile non ha nulla. Come accade da tempo, lo stesso è accaduto al Presidente Mattarella,alla Presidente della Camera,Laura Boldrini, e a tanti sconosciuti simpatizzanti di sinistra o presunti tali è stato aggredito da una massa di haters su Twitter tanto che ha dovuto presentare formale denuncia in Questura. 

La tecnica è sempre la stessa: “inizia un singolo con una offesa e una minaccia, se l’aggredito non reagisce o mostra segni di timore, tutti gli altri di lanciano come iene fameliche contro la vittima, facendosi forza uno con l’altro. Insomma un attacco in massa per ridurre la vittima al silenzio: “questo è il volto del moderno neofascismo alimentato da gruppi di destra, dai leghisti protetti e giustificati dalle esternazioni del ministro dell’interno.

Certamente  Raffaele non  è stato aiutato, anzi, il commento del ministro Salvini che si è schierato con la capotreno e ha attaccato Raffaele perché l’impiegata razzista di Trenord potrebbe perdere il lavoro ha dato giato alle trombe dei razzisti. 

Da qui la lettera di Annamaria Abate al Capo dello Stato pubblicata integralmente sul sito di Articolo 21.

Caro Presidente,
sono la madre di Raffaele Ariano, 32enne, assegnista di ricerca in una Facoltà di Filosofia. È un privato cittadino: non un politico, non un opinionista, non una figura pubblica. Come comune cittadino ha segnalato un’azione scorretta di un capotreno, un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. Per farlo ha scritto con toni pacati e rispettosi un post sul suo profilo Facebook e una lettera a un giornale locale.
Nei giorni successivi, sulla pagina Facebook Ufficiale “Lega – Salvini Premier”, è comparso un post che indicava in Raffaele il responsabile del possibile licenziamento della capotreno (licenziamento mai auspicato da mio figlio e di cui non è comparsa mai menzione nei comunicati di Trenord), con tanto di fotografia, nome e cognome e un link diretto alla sua pagina Facebook con la seguente frase: “State con la capotreno o con il denunciatore, Raffaele Ariano?”.
A partire dal post di “Lega – Salvini Premier” è seguito un vero e proprio linciaggio mediatico da parte di sostenitori della Lega e di gruppi neo-fascisti come CasaPound e Forza nuova, contenenti ingiurie e minacce all’incolumità fisica di mio figlio e della nostra famiglia (…)
La gravità di quanto accaduto va, però, molto al di là della sua persona: l’aggressione e il linciaggio mediatico che si è riversato su mio figlio, per il sol fatto di aver chiesto pubblicamente il rispetto di principi e valori scritti nella nostra Costituzione, potrebbero colpire chiunque. Quanto accaduto è un fatto politico che riguarda la nostra democrazia. La responsabilità degli insulti e delle minacce da parte degli odiatori del web è certamente personale, ma i cinquantamila commenti sul profilo di un privato cittadino non vi sono arrivati spontaneamente, bensì – per quanto ci risulta – sollecitati e guidati direttamente dalla pagina Ufficiale “Lega – Salvini Premier”. Allora mi chiedo: può essere tollerato che dalla pagina della forza politica il cui segretario è anche Ministro dell’Interno si fomenti intenzionalmente una tale campagna d’odio? È tollerabile in uno Stato di diritto che un privato cittadino possa essere minacciato nella sua incolumità per azioni riconducibili al Ministro preposto all’ordine e alla sicurezza di tutti i cittadini? In un Paese dove il Ministro dell’Interno avesse la possibilità di chiudere la bocca a chi osa dissentire su un qualsiasi tema di pubblico interesse, ci si sente più o meno sicuri?
(…) Confidando nella Sua persona e nel ruolo che ricopre, affido a Lei questi inquietanti quesiti e Le chiedo, rispettosamente, come cittadina e come madre, di valutare un Suo intervento, secondo i Suoi poteri e prerogative costituzionali, a tutela dei nostri diritti di cittadini italiani, del nostro ordinamento e dei valori democratici su cui si fonda.

ROMA. MALTA SALVA 114 MIGRANTI.

ROMA. La motovedetta maltese ha salvato 114 migranti alla deriva su una barca che stava affondando.

La Marina di Malta ha dato notizia del salvataggio dei migranti che trovavano a bordo di un gommone. La barca in difficoltà era stato avvistato all’alba durante un pattugliamento di routine, a 53 miglia nautiche a sud dell’isola. Il gommone imbarcava acqua e rischia a di affondare con suo carico di vite umane, ma tutti i migranti sono stati soccorsi dalla motovedetta e saranno portati a Malta.

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