Mese: luglio 2018

ALESSANDRIA. PROVVEDIMENTI VIABILI PER SCAVO FIBRA OTTICA NEL QUARTIERE PISTA.

Alessandria, 23 luglio 2018
COMUNICATO STAMPA
Provvedimenti viabili

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Lavori di scavo per rete fibra ottica al quartiere Pista – da lunedì 23 luglio

Per consentire lo svolgimento dei lavori di scavo (area cantiere per attività di posa pozzetti, scavo tradizionale e minitrincea per realizzare rete fibra ottica FTTH) al quartiere Pista, dalle ore 8:30 del giorno 23 luglio 2018 per un periodo quantificato in giorni 40 consecutivi e naturali, sarà vietata la sosta con rimozione forzata nelle seguenti strade:
corso IV Novembre, nel tratto da via Mensi a piazza Mentana e nel tratto da via Ardigò a via Trento;
via Rivolta, tratto compreso tra corso IV Novembre e via Abba Cornaglia;
via Abba Cornaglia, tratto compreso da via Mensi a via Manzoni;
via Manzoni, tratto compreso tra corso IV novembre e il civico 20;
via G. Galilei, tratto compreso da via Manzoni a corso IV Novembre;
via Ardigò, tratto compreso da via G. Galilei e via Palermo;
via Pacinotti, tratto compreso da corso IV novembre fino al civico 27;
via Palermo, tratto compreso da via Ardigò a piazza Mentana;
via Trento, tratto compreso da corso IV Novembre a corso Romita;
via Trieste, tratto compreso da via Pacinotti a corso XX Settembre;
corso Romita, tratto compreso da via Pacinotti a corso XX Settembre;
corso XX Settembre, tratto compreso da corso Romita fino al civico 42 .

Lavori di scavo in via 1821 – da martedì 24 luglio

Per la necessità di autorizzare la chiusura di via 1821 per lo svolgimento dei lavori di scavo per manomissione suolo pubblico per posa pozzetti di realizzazione rete fibra ottica FTTH, dalle ore 8.30 alle ore 18 del giorno 24 luglio 2018, saranno vietati il transito e la sosta con rimozione forzata in via 1821, nel tratto da piazza Don Soria a via Santa Caterina da Siena. In caso di avverse condizioni meteorologiche, la chiusura sarà prorogata al giorno successivo.
Lavori di ripristino del fondo stradale in via Galvani (civico 22) – dal giorno 20 luglio 2018

Per consentire lo svolgimento dei lavori stradali di ripristino del fondo stradale a seguito di cedimento del sottosuolo in via Galvani nei pressi del civico 22, dalle ore 7 del giorno 20 luglio 2018 sino al termine dei lavori, sarà posto in atto un restringimento della carreggiata con occupazione di una corsia di transito con contestuale istituzione di un senso unico alternato regolato da movieri e/o da apposito impianto semaforico funzionante per tutto il periodo dei lavori. Contestualmente sarà istituito divieto di sosta con rimozione forzata, limitatamente al tratto di intervento

Lavori edili di pulizia canali di gronda del condominio di via Pisacane 39/43 – 30 luglio 2018.

Per la necessità di autorizzare il transito e la sosta di una piattaforma aerea per consentire lo svolgimento dei lavori di pulizia canali di gronda dello stabile ubicato in via Pisacane 39/43, in programma il 30 luglio, dalle ore 8.30 alle ore 14.30, vigerà il divieto di transito e di sosta con rimozione forzata in via Pisacane, nel tratto compreso fra i civici 37/43 con contestuale istituzione del doppio senso di circolazione, gestito da movieri, nel tratto stradale a senso unico in immissione da via Monteverde.

Trasloco in via San Francesco d’Assisi – Lunedì 23 luglio

Per permettere lo svolgimento di un trasloco in via San Francesco d’Assisi mediante il posizionamento di mezzi operativi, in programma il giorno 23/07/2018, dalle ore 10 alle ore 23, saranno vietati il transito e la sosta con rimozione forzata in via San Francesco d’Assisi, nel tratto compreso fra via Bergamo e via Legnano, per il posizionamento dei mezzi operativi.

TORINO. OFFICINA ABUSIVA PER LA RIPARAZIONE DI MOTOVEICOLI.

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA  SEQUESTRATO UNA OFFICINA ABUSIVA SPECIALIZZATA IN CENTAURI.

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E’ stata una precisa segnalazione a far scattare gli accertamenti che hanno consentito alla Guardia di Finanza di Torino di individuare un’officina meccanica specializzata nella riparazione di motociclette, completamente illegale.
I Finanzieri della Tenenza di Lanzo Torinese, coordinati dalla Procura della Repubblica di Ivrea, hanno effettuato nei giorni scorsi una perquisizione nei confronti della persona
sospettata di esercitare l’attività abusiva.
All’interno di un garage di San Francesco al Campo, comune del torinese, infatti, i
Finanzieri hanno rinvenuto una decina di motocicli in corso di riparazione, nonché tutta
l’attrezzatura normalmente utilizzata dai meccanici professionisti, banchi da lavoro e vari ricambi, alcuni dei quali ancora imballati nella confezione d’acquisto.
I Finanzieri, che hanno collaborato con il personale dell’A.R.P.A. Piemonte per i possibili
riflessi ambientali che potrebbero derivare da una simile attività, hanno quindi sequestrato l’officina e le motociclette trovate all’interno del garage.
Nel corso dell’intervento, inoltre, gli inquirenti hanno anche sequestrato al “meccanico”,
alcune armi da fuoco detenute legalmente all’interno dell’abitazione, ma custodite senza i dovuti accorgimenti per impedirne ad altrui l’uso.
L’uomo è stato segnalato per alcune violazioni ambientali e amministrative. Sono inoltre in corso da parte dei Finanzieri gli approfondimenti di carattere fiscale per ricostruire l’intero volume d’affari dell’officina “fantasma”.

BOLOGNA. “OPERAZIONE TAX CRIME”, SEQUESTRATI 12 MILIONI DI EURO.

GUARDIA DI FINANZA BOLOGNA: “OPERAZIONE TAX CRIME”,
CONFISCATI BENI PER 12 MILIONI DI EURO.

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I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, in esecuzione di un provvedimento emesso dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Bologna, ha sequestrato e contestualmente sottoposto a confisca nei giorni scorsi beni immobili e mobili per oltre 3,6 milioni di euro nei confronti di un delinquente seriale – con all’attivo più di 90 condanne definitive a partire dai primi anni ‘60 del secolo scorso – C.L. classe 1946, di origini pugliesi e residente nella provincia di Ferrara, ma con interessi economici anche nel bolognese, nel ravennate e nel tarantino.
Si tratta, in particolare, di una tenuta con annessa azienda agricola, luogo di dimora del
proposto, e un cascinale in Argenta (FE) nonché le quote di partecipazione di quattro società con sede nel medesimo paese del ferrarese e in Casalecchio di Reno (BO).
Il soggetto destinatario del provvedimento – tra l’altro già arrestato nell’anno 2015
unitamente alla moglie per fatti di bancarotta all’esito di un’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria felsineo in cui furono accertate e contestate distrazioni patrimoniali per oltre 2,1 milioni di euro in danno di due società – in ragione del suo particolare “curriculum criminale”, che annovera numerosi reati contro il patrimonio (quali la bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, l’omessa presentazione della dichiarazione, la ricettazione, la truffa, anche aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, il furto e l’estorsione) e contro la persona oltre a misure di carattere interdittivo, era stato “selezionato” per essere sottoposto al procedimento di prevenzione disciplinato dal cd. “Codice Antimafia” (D.Lgs. n.159/2011), in quanto ritenuto soggetto “socialmente e fiscalmente pericoloso”, ovvero persona abitualmente dedita a traffici delittuosi, da cui trae il proprio sostentamento, e che dispone di possidenze assolutamente incongruenti con il proprio profilo reddituale lecito (si pensi in merito che, dal 1979 a oggi, lo stesso risultava aver percepito – unitamente alla coniuge – solo 75mila euro di reddito).
La sua individuazione è stata il frutto di una mirata analisi di rischio condotta dal Comando Provinciale di Bologna, denominata “TAX CRIME”, che ha interessato un’ampia platea di soggetti, costituita dai denunciati dai dipendenti reparti per violazioni penal-tributarie nel decennio 2004-2014 e ritenuti, per l’appunto, potenzialmente “fiscalmente pericolosi”.
In tale contesto sono stati selezionati, anche utilizzando specifici applicativi informatici che hanno velocizzato e semplificato l’analisi dei dati, 11 nominativi ritenuti a rischio nei cui confronti è stato promosso, presso le competenti Procure delle Repubbliche della regione, l’iter per l’applicazione di misure di prevenzione personali.
Le conseguenti attività investigative condotte dal Nucleo di Polizia Economico
Finanziaria hanno permesso, ad oggi, di proporre il sequestro di beni per oltre 40
milioni di euro di cui 12 milioni già sottoposti a confisca.

TORINO. MARCHIONNE IN FIN DI VITA: ” DAL FALLIMENTO DELLA FIAT ALLA FABBRICA APOLIDE”.

Marchionne, 66 anni, è in fin di vita in una clinica Svizzera,ma nessuno dei suoi più acerrimi nemici avrebbero mai immaginato una fine così tragica e anonima per l’uomo che dal fallimento ha creato la fabbrica “internazionale”, divisa tra Olanda, Inghilterra e Stati Uniti mentre all’Italia ha lasciato solo la speranza di restare il rimorchio della azienda globale.

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L’ex nemico Airaudo in una intervista rilasciata al Fatto Quotidiano ha dichiarato: ‘Con un’azienda fallita ha acquistato una che stava fallendo, salvando Agnelli’

 

Sergio Marchionne, lo abbiamo sempre descritto come un manager un  pò italiano, un pò Svizzero, anglosassone e tanto americano.

Legato mani e piedi alla storia della Fiat alla quale ha imposto la sua politica economica, l’estromissione della Fiom dalla fabbrica,sfrattata e cacciata da Mirafiori, per essersi sempre opposta al disegno di Sergio Marchionne è stato solo il primo passo di un disegno internazionale che avrebbe trasferito la più grande fabbrica italiana negli Stati Uniti.

Sergio Marchionne che alle automobili ha preferito la finanza, riluttante al dialogo e alle critiche sindacali, dopo il referendum di Mirafiori e Pomigliano, ha lentamente iniziato l’opera di demolizione della Fiat italiana per imporre il modello di fabbrica mondiale con l’acquisizione di Crysler, senza per altro spendere un solo Dollaro.

L’eredità che lascia ai suoi successori sicuramente è la garanzia di continuità del lavoro in Italia, tutto che manca per avere un futuro sicuro.

Il manager italo-svizzero-canadese- americano lo ha raccontato l’ex sindacalista Fiom, che a Torino è stato il suo più acerrimo avversario, Giorgio Airaudo,ma non intendiamo ripubblicare l’intervista integrale bensì trarre degli spunti interessanti per analizzare lì’opera di Sergio Marchionne nei 14 anni passati in Fiat.

La figura di Sergio Marchionne  che da salvatore di Mirafiori è diventato il peggior nemico della prima fabbrica italiana che costruisce automobili: “la Fiat”.

La famiglia Agnelli che deve tutto a Marchionne:  “La storia del manager Marchionne  che dopo aver preso il comando di una azienda fallita ne ha acquistato un altra,anch’essa,fallita un’azienda fallita  per farne un gruppo internazionale e salvare gli interessi dei suoi datori di lavoro”.

Chi ha pagato il prezzo dell’internazionalizzazione della Fiat sono stati i lavoratori traditi dal salvatore di Mirafiori e Pomigliano che hanno dovuto fare i conti con la trasformazione della fabbrica italiana in una azienda apolide, divisa tra Olanda, Inghilterra e Stati Uniti lasciando in Italia solo la cassaforte di famiglia, i gioielli Ferrari e Maserati non esportabili senza pagare le conseguenze dell’abandono del “Made in Italy”.

 

Airaudo racconta che sono esistiti due marchionne: “Penso siano esistiti due Marchionne. Il primo è il Marchionne che arriva in Italia e prende un’azienda che tecnicamente era da libri contabili da portare in tribunale. È quello che io chiamerei Marchionne l’Italiano, il manager che recupera uno spirito nazionale, ritorna a parlare di prodotto, che gira gli stabilimenti, che mangia in mensa con gli impiegati, va a vedere come si fanno le singole lavorazioni. Aneddoti memorabili da questo punto di vista”.

“Il Marchionne che racconta in varie dichiarazioni che la Borsa è sanguinaria, che la colpa non è dei lavoratori, che sbagliano i manager, sbagliano i progettisti, mai i lavoratori. Abbaglia anche pezzi di politica di sinistra di allora. Penso a chi lo definiva un socialdemocratico piuttosto un non nemico dei lavoratori”.

Marchionne riesce a farsi amare dai lavoratori,sconfigge la Fiom nel referendum che impone la sua visione di “fabbrica”, abbandona Confindustria di cui non condivide le scelte politiche e sindacali, inizia l’ascesa incontenibile per la conquista dell’americana Crysler, riesce perfino a farsi amare dalla politica,Obama,Renzi e per ultimo Trump, e a  usarla per i suoi scopi

A Torino dorme al Lingotto, nell’ex palazzina uffici rimodernata, dove all’alba incontra i sindacalisti.

Il manager non nasconde la sua volontà di inaugurare una fase nuova nei rapporti sindacali,politici e economici.

Airaudio al Fatto racconta: “Già nel primo incontro ci disse subito: Io so come affrontare le banche e gli americani. Quelli erano giorni in cui erano in corso molti attentati in Iraq”.

Airaudo prosegue nel racconto spiegando che Marchionne non vedendoci convinti, mi disse: “Lei ha presente cosa stanno facendo i guerriglieri iracheni? Prima sparano e poi discutono. Ecco io li conosco gli americani. Con gli americani bisogna fare così, prima spari poi discuti. Se no non capiscono”.

Marchionne: “Vi garantisco che non chiuderò Termini Imerese e Mirafiori. Voglio un accordo con il sindacato e con i lavoratori perché non è colpa loro se la Fiat è così. Alle banche e agli americani ci penso io. In qualche modo ci propose un accordo per concentrarsi sugli altri fronti. Cosa che poi fece perché risolse il prestito convertendo con le banche italiane con buon risultato e si fece pagare da General Motors minacciando di regalargli la Fiat”.

Marchionne in Fiat viene identificato come “un manager di formazione anglosassone senza i ritualismi legati al ruolo dell’amministratore delegato.

L’abbigliamento:  maglioncino blu, un vero cambiamento rispetto ai completi ingessati dalle vecchia gestione.

Airaudo prosegue nel racconto: “Nei primi anni non amava apparire pubblicamente, ma era presente negli stabilimenti. Girava nei reparti”.

Marchionne in una occasione disse ad una lavoratrice: ‘Che brava che era stata a infilare il paraurti’.

Lei rispose: ‘Dottore è solo culo, di solito non va così’”.

La risposta schietta della lavoratrice servì a far capire cosa non andava in azienda e cosa si poteva fare per migliorare;  in un altro episodio aveva bacchettato pubblicamente un responsabile del reparto per i cassoni di materiale da assemblare, accatastato disordinatamente accanto alle linee di produzione.

Atteggiamento inimmaginabile solo qualche mese prima del suo arrivo racconta Airaudo: “Sono cose che all’inizio hanno reso l’uomo diverso dai soliti amministratori delegati Fiat che erano un gradino sotto Dio nella catena gerarchica, che erano più generali. Diciamo che da questo punto di vista lui ha democratizzato il suo ruolo”.

La politica lo strumentalizza indicandolo come un esempio da seguire per valorizzare l’industria del Paese.

La crisi del 2008 sorprende il manager come tutti gli altri.

La crisi crea i presupposti per il cambiamento e l’abbandono della dimensione nazionale rappresenta l’ancora di salvataggio della Fiat,nasce il secondo Marchionne,”l’americano”,alla ricerca di partner e mentre i tedeschi abbandonano la Fiat,dopo aver investito milioni,si affaccia l’occasione di acquisire la fabbrica di automobili americana a costo zero.

Il presidente Obama vuole salvare la Crysler dal fallimento e Marchionne si presenta come l’uomo ideale per salvare e rilanciare la Chrysler, prende i soldi in prestito dal governo statunitense per acquistare Chrysler.

In quel momento l’Italia sparisce dall’agenda di Marchionne, relegata al ruolo di periferia nella costruzione dei automobili.

Airaudo spiega:  “Da quel momento in poi l’Italia sparisce. Quindi il problema grosso non è tanto che c’è un Marchionne buono e uno cattivo.

C’è un Marchionne che in una prima fase faceva coincidere l’interesse nazionale, l’interesse del mantenimento degli stabilimenti con il rilancio del marchio Fiat e dei suoi prodotti. Nella seconda fase la priorità diventa internazionale e diventa denazionalizzare la Fiat. In qualche modo farla diventare un’impresa apolide”.

Airaudo: “Fiat, Fabbrica Italiana Automobili Torino, resta solo un acronimo: la Lancia non si produce più, i prodotti Fiat sono minimi e anzi è stata usata la rete distributiva e produttiva di Fiat per produrre Jeep”.

Marchionne stabilisce che la priorità della commercializzazione dei marchi Crysler assemblati negli Stati Uniti sostituisca le auto italiane. 

I nuovi assetti internazionali trasformano l’Italia nella periferia americana per difendere gli interessi del suo azionista di riferimento mentre la responsabilità di aver indebolito l’industria automobilistica italiana è della politica che non ha mai chiesto nulla.

L’operazione Chrysler ha spostato il baricentro della Fiat negli Stati Uniti, non il contrario.

Il referendum sul nuovo contratto Fiat interrompe la visone unitaria del contratto nazionale di categoria siglato tra confindustria e sindacati.

Airaudo ricordache l’ultima volta che ho visto Marchionne in un incontro riservato dopo il referendum di Mirafiori e lui da buon americano mi ricevette e mi disse: “Siete stati bravi e successivamente come l’americano con cui tu fai a pugni poi ti invita al bar.

Airaudo rispose: “Non abbastanza. Avete vinto per poco”.

Marchionne aggiunse: “Sa che io ho pensato di venire in assemblea a controbattere alle vostre ragioni? Però mi hanno fermato. A me sarebbe piaciuto. Sarebbe stato un bel duello.

Marchionne,spiega Airaudo, ricevette con un sondaggio in cui spiega perché ha vinto la Fiom, pur avendo perso il referendum: “adesso le spiego perché voi avete vinto”.

Sia a Mirafiori che a Pomigliano i no erano talmente tanti che offuscavano il sì.

La verità è che non si vinse, si è resistito. Si dimostrò che c’era un disagio.

Ma Marchionne andò avanti nel suo disegno in cui si avvalse del diversivo del contratto per nascondere la vera operazione. duplice aspettodenazionalizzare la Fiat fare quindi la trasfigurazione di un’azienda nazionale ad un’azienda apparentemente apolide per fare altro.

Airaudo nell’intervista al Fatto spiega la nuova situazione che si è creata intorno alla Fiat: “oggi il marchio Fiat è assolutamente più fragile tant’è che la Fiat ha bisogno di un alleato, operazione che lui non è riuscito a concludere. La Fiat non è diventata così grande da competere con i grandi produttori che resteranno e non è così grande da reggere la sfida dell’innovazione dell’automobile che va dalle vetture elettriche o alimentazioni alternative a quelle senza pilota”.

La metamorfosi è insomma incompleta:  “da soli non ce la si può fare tant’è che lei vede che ogni tanto si parla di una possibile alleanza con un altro americano o di interesse dei coreani. Il rischio molto grande è che quello che noi conosciamo come Fiat finisca nei prossimi mesi o anni in uno spezzatino industriale dove magari alcuni marchi vanno a nozze con alcuni operatori, altri restano autonomi”.

Fca è una multinazionale con il quartier generale a Detroit, la ragione sociale ad Amsterdam e paga parte delle sue tasse in Gran Bretagna.

Le sole società degli Agnelli rimaste in Italia sono la finanziaria di famiglia, la Juventus.

L’operazione voluta da Marchionne ha reso la Fiat un’azienda apolide e lasciato i lavoratori più deboli che nel 2008.

Il successore di Marchionne che dovrà gestire l’azienda sarà obbligato a confrontarsi con un monumento, un semidio difficile da sostituire con tutte le incognite irrisolte per un cambiamento lasciato a metà del guado.

la Fiat salvata dal fallimento, ma demansionata in Italia con un ridotto numero di marchi, la 500,l’Alfa che ancora non ha vinto la scommessa contro i più blasonati marchi europei,BMW e Mercedes, e lontani dalle 400 mila vetture che Marchionne prometteva da 10 anni in tutti i suoi piani.

Il prossimo amministratore delegato eredita il dilemma che Marchionne non ha risolto sulle alleanze, che potrebbe rompere definitivamente il vaso di coccio della fabbrica Fiat denazionalizzata, apolide e ora orfana del suo “patrigno padrone”.

 

ALESSANDRIA. IL PRECAMPIONATO GRIGIO SI APRE CON 5 RETI. ”LA MENTALITA’ E’ QUELLA GIUSTA” LE PAROLE DEL MISTER D’AGOSTINO.

Il vero precampionato si è aperto oggi con il primo test al mocca.

5 reti a 0 il risultato finale tra l’Alessandria e il Voghera nella prima amichevole del precampionato dei grigi. I ragazzi di mister D’Agostino sono andati a segno due volte nel primo tempo con Gonzalez e poi su rigore con Marconi. Nella ripresa hanno scritto il loro nome nel tabellino anche Sartore, De Luca e Fissore. Debutto in grigio per i due ultimi arrivati Tommaso Tentoni e Manuel De Luca. Prestia, invece, si aggregherà al gruppo da lunedì.

foto e servizio a cura di Andrea Amato

PARMA. FALSI CREDITI IVA PER 14.000.000 DI EURO SCOPERTI DALLA G.DI F. A PARMA.

LA GUARDIA DI FINANZA DI PARMA NEL CORSO DELL’INCHIESTA HA SCOPERTO FALSI CREDITI IVA PER 14.000.000 DI EURO. DENUNCIATI 59 RESPONSABILI E SEQUESTRATI BENI PER 4 MILIONI DI EURO.

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Le Fiamme Gialle di Parma, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Parma, hanno concluso una complessa indagine di polizia giudiziaria e tributaria nei confronti di un’articolata organizzazione criminale dedita alla frode fiscale, denunciando 59 persone e sequestrando beni mobili ed immobili per un valore di circa quattro milioni di euro. I due imprenditori organizzatori del sistema di frode, di origine campana ma residenti all’estero, sono anche destinatari di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Allo stato, i due soggetti si sono resi irreperibili e sono in corso le ricerche per il rintraccio.
Il meccanismo illecito ideato prevedeva la creazione o l’acquisizione – avvalendosi anche di professionisti del settore – di numerose società, che erano poi affidate a rappresentanti legali, quasi sempre extracomunitari, risultati meri prestanome. Nelle prime dichiarazioni fiscali presentate, i predetti soggetti economici esponevano falsi crediti IVA, generati da costi (per centinaia di migliaia di euro) in realtà mai sostenuti, non documentati o addirittura supportati da false fatture.
I crediti fittizi così creati venivano ceduti – tramite atti notarili – ad altre società o cooperative effettivamente operanti, gestite di fatto dai due medesimi imprenditori, ed attive, in diverse province del nord Italia, nel fornire personale per i settori della meccanica e dell’edilizia. Le società operative utilizzavano i crediti fittizi acquisiti per compensare reali debiti tributari e previdenziali maturati nel tempo, consentendo così di ridurre i versamenti dovuti nei confronti dell’Erario e di “monetizzare” il profitto dell’illecita condotta.
I Finanzieri hanno ricostruito crediti fittizi, esposti in dichiarazione, per un importo complessivo pari a circa 14.000.000 di euro, di cui 4.000.000 già indebitamente utilizzati in compensazione.
Il sistema fraudolento consentiva alle imprese non solo di ottenere un ingiusto risparmio di imposta, ma anche di risultare competitive nel mercato, potendo offrire manodopera a prezzi contenuti, a discapito delle società concorrenti che operano in modo regolare.
L’attività investigativa, che ha consentito di delineare compiutamente il contesto di riferimento nonché ruoli e responsabilità di ciascuno degli indagati, è stata sviluppata dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Parma mediante tecniche di investigazione pura (intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e appostamento ed esame documentale).
Sulla base dell’attività svolta, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Parma, su richiesta della Procura della Repubblica di Parma, ha emesso apposite ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due imprenditori, considerati i principali artefici del disegno criminoso, le cui ricerche sono tuttora in corso.
Gli ulteriori responsabili, ben 57 individui riconducibili a 92 società operanti in varie zone del territorio nazionale, sono stati invece denunziati a piede libero

ROMA. AVVICENDAMENTO TRA I DELEGATI DEL CONSIGLIO CENTRALE DI RAPPRESENTANZA MILITARE DELLA G.DI.F.

AVVICENDAMENTO TRA I DELEGATI DEL CONSIGLIO CENTRALE DI
RAPPRESENTANZA MILITARE DELLA GUARDIA DI FINANZA.
IL NUOVO PRESIDENTE E’ IL GENERALE DI BRIGATA GIANCARLO TROTTA.

download GEN. TROTTA
Si è svolta il 18 luglio u.s., alla presenza del Comandante Generale della Guardia di
Finanza, Gen. C.A. Giorgio Toschi, la cerimonia di passaggio di consegne tra i delegati
uscenti del Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare del Corpo dell’XI mandato e
i colleghi subentranti nell’incarico, eletti lo scorso 11 luglio.
Nel corso della cerimonia, il Generale Toschi ha voluto ringraziare i delegati uscenti per
l’intensa e fattiva attività svolta nel corso del mandato appena terminato,
soffermandosi, in particolare, sui più recenti traguardi raggiunti grazie anche al
contributo fornito dal COCER, quali il rinnovo dei contratti delle forze armate e di
polizia, relativi al triennio 2016-2018 che, dopo il lungo periodo di blocco degli stipendi
che ha penalizzato in particolar modo il comparto Sicurezza/Difesa, ha visto il
riavviarsi delle fisiologiche dinamiche retributive, nonché la definizione del
provvedimento di riordino dei ruoli e delle carriere delle forze armate e di polizia, che
ha significativamente ampliato le possibilità di progressione economica e di carriera del
personale.
Il Comandante Generale si è infine rivolto ai delegati neo eletti nel XII mandato ai quali
ha formulato gli auguri di buon lavoro sottolineando la delicatezza del ruolo che si
apprestano ad assumere e auspicando il proseguimento del leale rapporto di
collaborazione che ha sempre contraddistinto le relazioni tra lo Stato Maggiore del
Corpo e il COCER.
Alle parole del Comandante Generale hanno fatto eco gli interventi del Presidente
uscente, Gen. B. Bruno Bartoloni, il quale ha ringraziato la Guardia di Finanza ed i
colleghi per l’importante esperienza maturata, dapprima quale membro e poi quale
Presidente del COCER del Corpo, e tracciato un sintetico bilancio dei risultati
conseguiti nel corso dell’XI mandato, e del neo Presidente, Gen. B. Giancarlo Trotta,
che si è detto onorato dell’incarico elettivo conferitogli, che si impegnerà ad assolvere
nel solco tracciato dal predecessore, consapevole della grande responsabilità assunta nei
confronti di tutti gli appartenenti alla Guardia di Finanza.

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