Mese: luglio 2018

BOLOGNA. CONFISCATI BENI PER 7 MILIONI DI EURO AD UN “EVASORE SOCIALMENTE PERICOLOSO”.

LA GUARDIA DI FINANZA DI BOLOGNA HA ESEGUITO LE MISURE DI PREVENZIONE
PATRIMONIALI. ESEGUITA UNA CONFISCA DI BENI DEL VALORE DI
OLTRE 7 MILIONI DI EURO NEI CONFRONTI DI UN “EVASORE FISCALE
SOCIALMENTE PERICOLOSO”.

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I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, dando
esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal locale Tribunale,
hanno confiscato, tra le province di Bologna, Modena e Rimini, un ingente patrimonio
mobiliare e immobiliare – costituito da appartamenti, auto, conti correnti e quote di società, del valore di oltre 7 milioni di euro – riconducibile a un imprenditore di Monte San Pietro (BO), già condannato dallo stesso Tribunale di Bologna – Ufficio G.I.P., a 1 anno e 8 mesi di reclusione, per “associazione a delinquere”, per essere stato costitutore, promotore ed organizzatore di un sodalizio dedito alla “frode fiscale”.
La società di cui il medesimo è stato rappresentante, una s.r.l. operante nel settore del
“commercio all’ingrosso di articoli di cancelleria e per l’ufficio”, è risultata, infatti, coinvolta in un meccanismo di frodi all’I.V.A. comunitaria (noto come “frode carosello”) finalizzato: sotto l’aspetto fiscale, all’indebito ottenimento di un’IVA a credito da utilizzare in detrazione o di cui chiedere il rimborso (con conseguenti mancati introiti per l’Erario); sotto l’aspetto commerciale, alla possibilità per la società di acquisire e rivendere beni a prezzi inferiori a quelli di mercato, con ripercussioni negative sulla libera concorrenza.
L’odierno provvedimento, che giunge al termine di complesse indagini condotte dai
finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, sotto la direzione
del Sostituto Procuratore Morena Plazzi, rappresenta il secondo atto di un
procedimento per l’applicazione di misure di prevenzione patrimoniali antimafia, nel cui ambito il Tribunale di Bologna aveva già accolto e disposto, nel mese di settembre del
2016, il sequestro dei citati beni.
In particolare, le indagini di polizia economico-finanziaria condotte dagli specialisti del
G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) hanno permesso di
appurare come il citato imprenditore, oltre a rientrare nella categoria prevista dal Codice
Antimafia della “pericolosità sociale cd. generica”, quale “evasore fiscale seriale,
abituale, sistematico delle imposte dirette e indirette”, presentasse un profilo
reddituale dichiarato al Fisco sproporzionato rispetto all’elevato tenore di vita e ai beni
posseduti, che sono stati di conseguenza confiscati in quanto ritenuti acquisiti con
proventi, appunto, frutto di evasione fiscale.
Ora questi patrimoni potranno essere gestiti dall’Agenzia Nazionale per i beni
Sequestrati e Confiscati che ne curerà la destinazione e il riutilizzo a fini sociali.

BOLZANO. FRODE FOSCALE E RICICLAGGIO INTERNAZIONALE.

FRODE FISCALE E RICICLAGGIO INTERNAZIONALE PER OLTRE 5 MILIONI DI EURO:
LA GUARDIA DI FINANZA DI SILANDRO SEQUESTRA IMMOBILI, SOCIETA’ E
RAPPORTI FINANZIARI.

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Beni immobili, un’autovettura, quote societarie, polizze assicurative e conti correnti bancari per un valore pari a circa un milione di euro sottoposti a sequestro nei confronti dei responsabili di un gruppo societario che commercializza all’ingrosso prodotti alimentari (operante in Italia e all’estero) nonché di un consulente fiscale residente a Genova.
Questo il bilancio dell’attività recentemente conclusa dalla Guardia di Finanza di Silandro, che fa seguito a un’indagine in materia di reati fiscali e riciclaggio, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bolzano.
L’operazione ha preso l’avvio da alcune verifiche fiscali svolte nei confronti dello stesso gruppo societario; nel corso dei controlli, i finanzieri di Silandro hanno constatato una frode fiscale per oltre 5 milioni di euro realizzata attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
In particolare, per abbattere il reddito imponibile e sottrarsi così al pagamento delle imposte, i responsabili delle società e il consulente hanno riprodotto fedelmente numerose fatture riportanti il logo di alcuni fornitori abituali di merce (pasta e altri prodotti alimentari), risultati poi totalmente estranei ai fatti.
Per assicurare parvenza di effettività ai costi fabbricati “a tavolino”, era stato ideato un sistema di pagamento delle fatture attraverso assegni formalmente intestati agli (ignari!) fornitori ma che in realtà, attraverso false girate, venivano incassati su vari conti correnti bancari nella disponibilità del consulente, uno dei quali acceso presso un istituto di credito austriaco.
L’attività investigativa, svolta anche tramite perquisizioni e indagini bancarie all’estero, ha consentito di accertare il rientro degli illeciti profitti nella disponibilità degli autori della frode, tramite il sistematico prelievo di ingenti somme in contanti dai conti bancari che il professionista aveva messo a disposizione.
Il ruolo di comprimario svolto dal consulente nella frode, grazie al quale è stato possibile architettare
l’uscita e il rientro di circa 5 milioni di euro nelle casse societarie, è costato allo stesso
l’incriminazione di riciclaggio, reato punito con la pena della reclusione da 4 a 12 anni.
I due responsabili delle società verificate sono stati invece denunciati per i reati di “dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti” (che prevede la pena della reclusione da un anno e sei mesi a sei anni) e di “impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita” (che prevede la pena della reclusione da quattro a dodici anni). In particolare, quest’ultima incriminazione è collegata al fatto che una parte dei fondi neri costituiti illecitamente sono stati reinvestiti in una delle società del gruppo.
Nei giorni scorsi, in esecuzione di un provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria, si sono concluse le operazioni di sequestro dell’ultimo bene immobile che mancava all’appello: una villetta con garage in una località di pregio della costiera ligure. Peraltro, il proprietario dell’immobile aveva fino all’ultimo tentato di ostacolare il corso della giustizia fingendone la donazione a un parente al fine di sottrarlo al sequestro.

GENOVA. “OPERAZIONE RIEN NE VA PLUS”: SEQUESTRATA COLLEZIONE DI AUTO DI LUSSO E D’EPOCA.

GUARDIA DI FINANZA: “OPERAZIONE RIEN NE VA PLUS”. SEQUESTRATA UN’INTERA COLLEZIONE DI AUTO DI LUSSO E D’EPOCA TRA GENOVA, MARANELLO (MO), MONTECARLO, COSTA AZZURRA E REGNO UNITO, NEI CONFRONTI DI UN EVASORE
APPARENTEMENTE NULLATENENTE E AI SUOI OTTO COMPLICI PRESTANOME CHE FORMAVANO UN GRUPPO CRIMINALE TRANSNAZIONALE.
SEQUESTRATE – IN ITALIA E ALL’ESTERO – NUMEROSE FERRARI, PORSCHE E LAMBORGHINI, CHE STAVANO PER ESSERE BATTUTE ALL’ASTA IN FIERE INTERNAZIONALI.

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I militari del I Gruppo del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova,
nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno
sequestrato complessivi 20 autoveicoli, facenti parte di una prestigiosa collezione di auto
d’epoca e di gran lusso, tutti riconducibili ad un soggetto privato genovese – non
imprenditore, esercente abitualmente il commercio di auto di lusso e storiche – avente oltre un milione di euro di debiti con il fisco.
Proprio per tale esposizione con l’erario, questi si era spogliato di tutti i beni a lui intestati, attribuendoli fittiziamente ai parenti della propria compagna – tutti sprovvisti di reddito – ad altri soggetti compiacenti, tra i quali due italiani – un torinese ed un lodigiano – oggi residenti a Montecarlo, anche attraverso re-immatricolazioni nel Principato di Monaco.
L’operazione è nata a seguito dell’apertura di una verifica fiscale lo scorso maggio nei
confronti del principale indagato, selezionato attraverso un esame degli indici di rischio.
L’analisi forense condotta sullo smartphone dell’indagato ha portato alla luce numerosi
documenti, attestanti l’interposizione fittizia di ben otto prestanome per le auto poi
sottoposte a sequestro.
Per tale ragione, è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Genova l’esistenza di
un gruppo criminale transnazionale, finalizzato alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, che opera in più Stati.
Successivamente all’apertura della verifica, il titolare effettivo di tutta la collezione si stava adoperando per procedere alla vendita all’asta in due blasonati eventi internazionali (il “classic & sport cars” di Montecarlo ed il prestigioso “Goodwood festival of speed” nel Regno Unito, nei giorni dal 12 al 15 luglio) di otto tra le autovetture della sua collezione, tra cui tre Ferrari, una Corvette di altissimo valore collezionistico e una Lamborghini Murcielago, esemplare nr. 26 delle 185 complessivamente prodotte, che aveva lasciato l’Italia lo scorso 4 luglio alla volta dei salotti britannici.
In tale contesto, il soggetto torinese-monegasco, “titolare” fittizio di alcune Ferrari, vanta
anche un ruolo primario nella casa d’asta genovese che stava curando la vendita a
Montecarlo di alcune delle auto in parola.
Vista l’imminente vendita all’incanto, su richiesta degli investigatori, la Procura della
Repubblica di Genova – Dott. Giancarlo Vona – ha emesso un provvedimento di sequestro
preventivo finalizzato alla confisca, con procedura d’urgenza, che è stato immediatamente eseguito dai militari del I Gruppo Genova, i quali sono riusciti a recuperare – in un’operazione durata una settimana – le autovetture in Italia e all’estero ed hanno bloccato– grazie all’utilizzo dei canali di cooperazione internazionale attivati dal II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza – la vendita all’asta nel Regno Unito e nel Principato di Monaco.

VIOLENTO TEMPORALE E TROMBE D’ARIA SPAZZANO L’ALESSANDRINO. RAFFICHE OLTRE GLI 87 Km/h.

Il maltempo è tornato a colpire gran parte dell’Alessandrino. Un violento temporale all’ora di pranzo si è abbattuto su gran parte della provincia.

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Pioggia e vento hanno sferzato Acqui Terme, l’ovadese e si sono poi spostati anche su Alessandria. Il temporale non ha risparmiato neppure la zona di Valenza, di Novi Ligure e del tortonese. Come riportato sempre dalla Protezione Civile della Provincia, rilevati ben 55mm di pioggia di cui oltre 52mm in 40 minuti e raffiche di vento record fino a 87 km/h che hanno spezzato rami e alberi finiti poi sulla strada. Proprio alberi e rami caduti subito dopo pranzo hanno creato disagi in particolar modo lungo la PS10 da Alessandria e Spinetta e in diverse vie del sobborgo alessandrino.

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Numerosi sono stati gli interventi per cantine, garage, negozi e anche abitazioni invase dall’acqua in diverse zona della provincia. Ad Alessandria i residenti del quartiere Cristo hanno fatto i conti anche con la temporanea chiusura dei sottopassi, tra cui quello di via Raschio, dove due auto sono rimaste intrappolate e poi una sommersa dall’acqua, per fortuna senza conseguenze per gli automobilisti, riusciti a mettersi in salvo.

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