Mese: giugno 2018

PECHINO.DA RADIO CINA INTERNAZIONALE: TERRORISMO COMMERCIALE U.S.A. LE PRIME CONSEGUENZE NEGATIVE.

Emergono negli Stati Uniti le prime conseguenze negative del “terrorismo commerciale”

Nonostante l’allarme per gli attriti commerciali scatenati dagli Stati Uniti e lanciato da diversi Paesi come Cina e Canada, cui si è poi aggiunta la voce dell’Ue, secondo cui una guerra commerciale non lascerebbe spazio a vincitori, la Casa Bianca ha continuato ostinatamente ad insistere su questa linea fino ad infliggere danni al “Made in Usa”, di cui è molto orgogliosa.

Venerdì 25 giugno la casa motociclistica statunitense Harley Davidson, che vanta una storia di oltre un secolo, ha deciso di spostare parte della produzione fuori dagli Stati Uniti per evitare le misure doganali ritorsive decise dall’Ue nei confronti degli Usa. Il giorno stesso, i “big five” americani della tecnologia (Facebook, Amazon, Apple, Netflix ed Alphabet) hanno visto andare in fumo 80 miliardi di dollari sul mercato azionario, provocando un “murder case dei mercati” indotto da Harley Davidson.

Negli ultimi due giorni la “furia” del presidente americano si è riversata sui social network. In diversi tweet Trump ha espresso parole di condanna nei confronti di Harley Davidson, colpevole di essere stata la prima, tra tutte le società, ad “alzare bandiera bianca”. Per questo motivo il presidente ha minacciato la casa motociclistica con l’imposizione di tasse “come mai avvenuto in precedenza”.

Donald Trump ritiene che Harley Davidson sia un rappresentante di spicco del “Made in Usa” e che abbia contribuito in modo importante alla sua entrata alla Casa Bianca. L’imposizione di dazi ad altri Paesi e la riduzione delle imposte nei confronti delle aziende domestiche sono misure con cui Trump ha intenzione di tutelare le imprese Usa – proprio come Harley Davidson – incentivandole a fare ritorno in patria con più linee di produzione, capitali e posti di lavoro. Tuttavia, oggi, quest’azienda che ha contribuito al successo di Trump è diventata “ribelle”, e coloro che dovevano essere i più tutelati sono stati i primi a fuggire. Tutto sembra muoversi in direzione contraria rispetto alla volontà di Trump.

In effetti, Trump non ha alcun titolo per condannare Harley Davidson poiché altre aziende di questo tipo sono state costrette in un vicolo cieco proprio a causa dell’adozione unilaterale delle misure di protezionismo commerciale decise dal presidente americano. Inoltre, vista l’imposizione da parte dell’Ue di misure doganali ritorsive nei confronti degli Stati Uniti, la tassazione imposta dall’Unione europea sui prodotti Harley Davidson è cresciuta dal 6% al 31%; In questo modo il prezzo di ogni motociclo in vendita sul territorio dell’Ue ha registrato una crescita media di 2200 dollari, con un aumento dei costi a livello annuale tra gli 80 e i 100 milioni di dollari. Il trasferimento di parte della produzione all’estero deciso da Harley Davidson è stata una scelta obbligata da parte della casa motociclistica, che così ha voluto evitare i rischi.
Harley Davidson è stata la prima azienda del “Made in Usa” ad uscire dal gioco di Trump, provocando, con quest’azione, segnali di fallimento della politica economica e commerciale del governo Usa, insieme ad una serie di effetti a catena. Attualmente, l’industria dell’energia, dell’agricoltura e del manifatturiero si trovano in una situazione di sofferenza; inoltre, con sempre più Paesi – tra cui Cina, India, Turchia, Messico, insieme a quelli dell’Unione europea – che hanno adottato misure doganali ritorsive nei confronti del “Made in Usa”, la Casa Bianca vedrà sempre più aziende domestiche spostarsi in altri Paesi, proprio come ha fatto Harley Davidson. Infine, se Trump deciderà realmente d’imporre le “tasse più alte mai registrate in precedenza” alle aziende statunitensi che intendono portare all’estero la produzione attivando la procedura dell’ “ultimo giorno”, saranno i cittadini americani che per primi dovranno ingoiare il boccone amaro delle conseguenze delle azioni di “terrorismo commerciale” adottate da Trump.

Finora, il “terrorismo commerciale” scatenato dagli Usa attraverso l’adozione di dazi doganali ha avuto enormi effetti sugli investimenti, sull’occupazione, sui mercati e sui consumi in tutto il mondo. Le importazioni da parte di vari Paesi hanno subito rallentamenti, con l’aumento dei prezzi delle materie prime, mentre i prodotti agricoli provenienti dagli Stati Uniti stanno perdendo fette di mercato, insieme alla diminuzione degli ordini da parte delle fabbriche tedesche. A questo proposito il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha detto di aver sentito per prima volta queste parole dai responsabili delle imprese: “gli investimenti sono stati posticipati, insieme alle decisioni e alla disponibilità dei posti di lavoro.”
La presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, e il direttore generale del Foreign Trade Association, Christian Ewert, hanno recentemente ricordato che “non c’è alcun vincitore in una guerra commerciale”. Oggi, Harley Davidson ha spostato parte della produzione all’estero, suscitando l’indignazione di Trump. A causa del numero sempre maggiore di contromisure prese da Paesi come India, Turchia, Messico, Cina, ed anche dall’Unione europea, il governo Usa si troverà a fare i conti con le conseguenze negative delle politiche commerciali da esso stesso adottate.

SAVONA. ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA ALLA FRODE FISCALE, 2 ARRESTI E 1 AI DOMICILIARI.

VASTA OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI SAVONA:
PERQUISIZIONI ED ARRESTI PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA
ALLA FRODE FISCALE. TRE LE PERSONE ARRESTATE: DUE IN CARCERE ED UNA AI
DOMICILIARI. ALTRE DUE PERSONE DESTINATARIE DELLA MISURA DI OBBLIGO DI
DIMORA E FIRMA. ACCERTATI REATI AMBIENTALI.

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona, in data odierna, hanno eseguito provvedimenti cautelari emessi dal GIP di Savona – Dr.ssa Alessia Ceccardi, su richiesta del Sost. Procuratore della Repubblica Dr. Vincenzo Carusi, nei confronti di 5 soggetti.
Numerose le perquisizioni tra la Val Bormida, il capoluogo savonese e la provincia di Cuneo.
Queste, ancora in corso, interessano abitazioni ed uffici degli indagati, nonché aree di
stoccaggio rifiuti.
Tra i perquisiti risulta anche un ex dirigente di azienda pubblica.
Contestate a due società anche violazioni di cui al D.L.vo 231/2001, relativo alla Responsabilità amministrativa delle società e degli enti.
B.C. e C.N. sono stati tradotti in carcere a Marassi, mentre R.M. è stata posta agli arresti
domiciliari. Obbligo di dimora e firma, invece, per B.C. e T.L..
Ai destinatari delle misure coercitive è stata contestata l’associazione per delinquere, finalizzata all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
L’indagine trae origine da attività ispettiva di polizia economico-finanziaria condotta nei confronti di una cooperativa di lavoro, emersa – al termine degli accertamenti condotti – come soggetto economico fittizio.
Durante la verifica fiscale, i finanzieri hanno accertato che la società di riciclaggio e smaltimento rifiuti, al fine di ottenere vantaggi fiscali e contributivi, aveva creato ad hoc la cooperativa deputata alla formale assunzione dei lavoratori: questi ultimi, già dipendenti della società, venivano assunti dalla cooperativa continuando a svolgere, tuttavia, le stesse funzioni. Era sempre la cooperativa che, poi, fatturava alla società il costo delle prestazioni, senza procedere- se non in minima parte – al pagamento delle imposte e contributi dovuti.
Questo escamotage ha consentito – nel tempo – alla società di portare in deduzione dal proprio reddito i costi relativi alle prestazioni fittiziamente rese dalla cooperativa e, contestualmente, risultare in regola con il DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva), attestazione necessaria per poter partecipare agli appalti pubblici.
Nel corso dell’operazione, che vede coinvolti – a vario titolo – circa quindici indagati, sono stati anche sottoposti a perquisizione un impianto industriale utilizzato per la trasformazione dei rifiuti ed un’area ubicata nel territorio della provincia di Cuneo, ove risulterebbe stoccato “compost”, materiale organico proveniente dalla raccolta differenziata urbana (“umido”), risultato dagli accertamenti, invece, rifiuto speciale.
Al vaglio delle Fiamme Gialle numerosa documentazione afferente ad analisi commissionate a laboratori chimici per qualificare la natura del “compost”.
Sequestrati beni e valori per oltre 1,7 milioni di euro.
Agli indagati vengono contestati anche reati ambientali, connessi alla lavorazione, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti non conforme alla normativa di settore.

TORINO. “MADE IN ITALY”, 40.000 CALZATURE CONTRAFFATTE.

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO IMPEGNATA NELLA LOTTA ALLA
CONTRAFFAZIONE E FALSO “MADE IN ITALY” HA EFFETTUATO UN  MAXI SEQUESTRO DI CALZATURE

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Oltre 40.000 le calzature sequestrate dalla Guardia di Finanza di Torino in due
depositi di spedizionieri internazionali con sede nella zona nord di Torino, tutte
falsamente marchiate con il logo di un noto e storico brand del lusso italiano.
Altrettanti sono stati gli imballi sequestrati riportanti l’indicazione “ITALIA”, per
buona parte, in realtà, importati dalla Cina, oltre 2 milioni di euro il valore della
merce sequestrata.
“Decolletè”, “Ankle Strap e “Open Toe”, alcuni dei noti modelli di calzature e
centinaia di “shopping bags” tutte di alta qualità riproducenti falsamente lo storico
marchio italiano del lusso e commercializzate tramite un noto sito internet gestito
dalla stessa società coinvolta nelle indagini.
E’ quello che hanno scoperto nei giorni scorsi i “Baschi Verdi” del Gruppo di Torino
che hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica i due amministratori
della società per frode in commercio, contraffazione dei marchi e ricettazione.
Proseguono, nel frattempo, le indagini dei Finanzieri per ricostruire il profitto
dell’illecita attività imprenditoriale.

ALESSANDRIA. SOSTITUZIONE PIANTE NELLE FIORIERE ANTISMOG.

Alessandria, 26 giugno 2018

COMUNICATO STAMPA
Sostituzione delle piante nelle fioriere antismog

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La ditta SPRAYTECS Technologies Ltd, su richiesta del sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, si occuperà in settimana di sostituire i fiori presenti all’interno delle fioriere antismog collocate nelle vie centrali della Città.
Le postazioni ATU (Air Treatment Units) attualmente presenti sono quattro e si trovano nelle vie del centro cittadino: 2 in via dei Martiri, 1 in piazzetta della Lega e 1 in corso Roma (nel tratto piazzetta della Lega/via Piacenza).
Le ATU si attivano automaticamente, in via telematica, quando si verificano condizioni di inquinamento elevato, rilevato dagli stessi sensori di PM10, collocati nell’area interessata dalla sperimentazione; agiscono su grandi volumi d’aria, catturando le polveri sottili in filtri di sicurezza idonea e diffondono aria priva di polveri i inquinanti.
Le fioriere hanno anche una grande valenza di arredo urbano e quindi è importante che vengano mantenute in ordine e curate per dare al nostro centro urbano piacevolezza e decoro.
Per questa ragione il sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, si è attivato per la sostituzione della attuali fioriture collocate all’interno con nuove essenze arboree, adatte alla stagione.
La sostituzione delle piante verrà effettuata a spese della ditta e senza alcun impegno economico da parte del Comune di Alessandria. La ditta si occuperà, anche, della regolare innaffiatura.
“In autunno riprenderà la sperimentazione con le fioriere antismog per la rilevazione dei dati delle PM 10 – ha spiegato il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco -. Nell’attesa, per non doverle rimuovere, vogliamo che le fioriere siano mantenute in ordine. Si trovano, infatti, nelle vie centrali della nostra Città e costituiscono importante elemento di decoro e di arredo urbano. Ringrazio, quindi, l’azienda che ha prontamente risposto alla mia richiesta occupandosi della sostituzione delle primaverili viole del pensiero con nuove piante estive, adeguando anche alla nuova stagione la manutenzione e le innaffiature, il tutto a proprio carico e senza esborso da parte del Comune”.

CUNEO. “PULIZIA D’ESTATE”, SEQUESTRATA VASTA AREA AI MARGINI DELLE LANGHE.

OPERAZIONE “PULIZIE D’ESTATE” –
SEQUESTRATA VASTA AREA AI MARGINI DELLE LANGHE.

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Le Fiamme Gialle della Compagnia di Bra hanno sequestrato, nel Comune di Santo
Stefano Belbo, un’area di circa 3.000 metri quadri, ufficialmente adibita a pascolo, sulla
quale, invece, veniva esercitata l’attività di autodemolizione abusiva, condotta da un
soggetto italiano denunciato per violazione delle norme in materia ambientale.
L’operazione de qua, che è stata portata a termine nell’ambito dell’ordinario controllo
economico del territorio svolto dai finanzieri braidesi, è stata innescata da un giro di
perlustrazione in una zona periferica di Santo Stefano Belbo durante il quale erano
emerse alcune anomalie: nei pressi del cavalcavia che si trova sulla SP 592 in direzione
Canelli, infatti, era stata individuata un’area recintata, risultata poi priva di autorizzazioni per accogliere l’attività di autodemolizione, sulla quale era possibile osservare la presenza di numerosi rottami, carcasse di automobili, alcune ancora con la targa, pile di pneumatici, batterie esauste, elettrodomestici, imballaggi in plastica senza dispositivo di protezione.
I successivi approfondimenti hanno consentito di appurare che l’area era registrata come terreno adibito a pascolo e che ivi avrebbe formalmente sede l’impresa di soccorso
stradale facente capo al presunto responsabile dell’illecito.
Al termine delle operazioni di ricognizione, svolte con la collaborazione dei Tecnici
appartenenti all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale di Cuneo – Sede
Operativa di Bra, nell’area sequestrata è stato inventariato e sequestrato tutto il materiale illecitamente stoccato, tra cui rifiuti pericolosi, sparso e accatastato in modo disordinato ed esposto alle intemperie, soggetto, pertanto, sia al deperimento che al percolamento di sostanze liquide tossiche nel terreno sottostante. L’azione ispettiva avviata d’iniziativa dal Corpo ha già ottenuto il primo sigillo
procedimentale, espresso dall’Ordinanza di convalida del sequestro emessa dal Giudice
per le Indagini preliminari del Tribunale di Asti, sicché il soggetto coinvolto, oltre alle
rilevanti sanzioni di natura pecuniarie previste dalla Legge, dovrà fronteggiare gli oneri di bonifica dell’intera area.