Mese: giugno 2018

ROMA. “SPIAGGE LIBERE”: 5 ARRESTI, 7 FABBRICHE CLANDESTINE CHIUSE E 80.000 ARTICOLI CONTRAFFATTI SEQUESTRATI.

LA GUARDIA DI FINANZA ROMA CON L’OPERAZIONE “SPIAGGE
LIBERE” HA ESEGUITO 5 MISURE CAUTELARI PERSONALI, POSTI
I SIGILLI A 7 FABBRICHE CLANDESTINE E SEQUESTRATI 80
MILA ARTICOLI CONTRAFFATTI PRONTI AD INVADERE IL
LITORALE LAZIALE

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica
capitolina, sin dalle prime ore della giornata, stanno eseguendo tra Ardea e Fregene 5
misure restrittive della libertà personale (2 arresti domiciliari e 3 obblighi di dimora) nei
confronti di un sodalizio criminoso composto da 8 persone (2 soggetti italiani e 6 magrebini) impegnati nella smisurata vendita di articoli contraffatti.
Il gruppo, specializzato nella vendita di calzature e capi d’abbigliamento, aveva la gestione “estiva” del litorale laziale ricompreso tra le note località balneari di Torvaianica, Ostia, Fiumicino e Fregene, dove distribuiva, a prezzi più che concorrenziali, false scarpe da ginnastica, t-shirts, camicie e polo recanti i popolari marchi Hogan, Nike, Adidas, Fendi, Burberry, Prada e Michael Kors etc..
Le Fiamme Gialle di Fiumicino hanno complessivamente sequestrato 80 mila articoli
rinvenuti in 7 diversi siti occulti, tra cui fatiscenti laboratori clandestini e box di
stoccaggio, così di fatto azzerando le scorte di magazzino del gruppo criminoso ed
impedendo che l’illecita merce potesse invadere le spiagge laziali, atteso l’imminente arrivo dell’estate.
I numerosi sequestri effettuati sono il risultato di articolate indagini che hanno permesso di fare piena luce sui singoli ruoli dei soggetti impegnati nella filiera del falso, anche grazie ad intercettazioni telefoniche, lunghi pedinamenti e osservazioni, partendo proprio dalla minuta vendita attuata sulle spiagge, sino ad arrivare ai grossisti di origine magrebina che procuravano, in grandi quantità, gli articoli più di tendenza.
Da un calcolo approssimativo, si stima che, se immessa sul mercato, la merce sequestrata
avrebbe fruttato all’organizzazione oltre un milione e mezzo di euro, tutto a discapito
dell’economia legale e degli imprenditori onesti. In particolare, l’illecita vendita degli articoli doveva rispettare un rigido prezzario imposto dai promotori del gruppo criminale che voleva, così, evitare la “svendita” della preziosa merce e assicurare una vendita omogenea per tutti i soggetti rivenditori appartenenti al sodalizio. Ad esempio, nella collezione pirata, l’ambita polo con il tema di Burberry non poteva essere ceduta a meno di 25 euro, oppure le sneakers della Hogan, comprensive di sacchetto marcato, a non meno di 35 euro.

LECCE. SPACCIO DI STUPEFACENTI E USURA, SEQUESTRATI 1,5 MILIONI DI EURO.

LA GUARDIA DI FINANZA HA SEQUESTRATO BENI PER 1,5 MILIONI
DI EURO A DUE SOGGETTI AFFILIATI AL SODALIZIO
CRIMINALE DEDITO ALLO SPACCIO DI STUPEFACENTI,
ALL’USURA ED ALL’ABUSIVO ESERCIZIO DEL CREDITO

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Nell’ambito di complesse indagini di natura patrimoniale e finanziaria, militari
del G.I.C.O. del Nucleo Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza
di Lecce, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro patrimoniale
emesso dalla locale A.G., nei confronti di due soggetti appartenenti ad una
nota organizzazione criminale affiliata alla S.C.U. dedita all’usura, all’estorsione
ed all’abusivo esercizio del credito.
L’attività info-investigativa svolta dai finanzieri del G.I.C.O. ha permesso di
verificare l’esistenza dei presupposti legislativi per l’applicazione delle misure di
prevenzione personali e patrimoniali ai sensi della vigente legislazione
antimafia nei confronti del citato sodalizio e di accertare, inoltre, la presenza di
inconfutabili elementi attestanti l’elevata pericolosità sociale degli investigati e
la loro propensione a delinquere.
Nel corso delle indagini venivano eseguiti approfonditi accertamenti
patrimoniali e finanziari, che:
– facevano emergere l’intestazione di diversi cespiti ai prossimi congiunti dei
proposti, i quali, al fine di eludere la normativa antimafia, dichiaravano
fittiziamente residenze diverse;
– permettevano di accertare l’esistenza di una netta sperequazione tra le
disponibilità economico – patrimoniali e la ben più modesta posizione
reddituale da questi dichiarata.
Le risultanze investigative venivano comunicate al Sostituto Procuratore della
Direzione Distrettuale Antimafia dr. Valeria FARINA VALAORI, la quale
inoltrava, al Tribunale di Lecce, apposita richiesta di applicazione della misure
di prevenzione personale e patrimoniale disciplinate dal D.lgs. 159/2011.
In data 15.06.2018, la A.G., ha disposto il sequestro dei beni mobili, immobili
e delle disponibilità finanziarie che non hanno trovato giustificazione nei redditi
dichiarati e nelle attività svolte dai due soggetti proposti per l’applicazione della
misura di prevenzione e dai loro familiari.
In particolare sono stati sottoposti a vincolo reale 9 immobili destinati ad uso
abitativo ed 1 terreno ubicati nel comune di Lecce e San Cesario di Lecce, 2
autovetture, 1 motociclo nonché disponibilità finanziarie esistenti su 11
rapporti di conto/deposito e 3 polizze assicurative, per un valore complessivo
quantificato in 1,5 milioni di euro.
I beni posti sotto sequestro sono stati affidati all’amministrazione di un custode
giudiziario appositamente nominato dal Tribunale di Lecce.

ALESSANDRIA. EDILIZIA SANITARIA IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA.

EDILIZIA SANITARIA IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA.

“CHIUDIAMO I PORTI AL DELIRIO DELLE POLEMICHE INUTILI”.

Domenico Ravetti

Ad ottobre 2017 con un emendamento votato all’unanimità in Aula al Piano Obiettivi dell’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali avevo chiesto l’elaborazione di uno studio sull’edilizia sanitaria in provincia di Alessandria. Lo studio di Ires è stato consegnato in questi giorni e mette in campo alcune ipotesi su cui lavorare. Ipotesi che prescindono in larghissima misura dagli effetti della riforma sanitaria attuata in questa Legislatura.

Ires evidenzia che sono nelle disponibilità di Aso e Asl Alessandria edifici con un potenziale per oltre 700 posti letto in eccedenza rispetto al bisogno di salute dei cittadini. Da ciò ne deriva che le Istituzioni locali, al fine di utilizzare al meglio le strutture sanitarie pubbliche, possono decidere per il futuro di mantenere tutto com’è, oppure possono riempire gli spazi con servizi ospedalieri accessori e servizi territoriali (magari legati al piano cronicità), oppure, infine, possono decidere di costruire una struttura da 320 posti letto tra Novi Ligure e Tortona, alienando gli attuali edifici e specializzando diversamente quello di Acqui Terme.

Tale notizia non mi pare tanto originale visto che il dibattito e il relativo studio su un ospedale tra Novi e Tortona era stato alimentato da più versanti politici negli anni scorsi. Ciò che di originale è scritto circa quest’ultimo punto sono i costi e le modalità per realizzarlo.

Io capisco tutto, anche quello che a volte in politica è bene non capire. Ma i porti da chiudere sarebbero quelli delle polemiche inutili. Per questa ragione ho chiesto al Presidente del Consiglio Regionale di consentire alla IV Commissione Sanità della Regione Piemonte di incontrare Ires lunedì 25 giugno e al Presidente della Provincia di Alessandria di organizzare un incontro pubblico per la presentazione dello studio. Una presentazione senza i simboli dei Partiti che restituisca un’idea di futuro ai cittadini.

Domenico Ravetti

Capogruppo PD

Consiglio Regionale Piemonte

 

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

 

Domenico Ravetti

Presidente Gruppo Consiliare PD

Ufficio: Via Arsenale 14 10121 Torino

Tel. 011 5757039 – 011 5757020

Fax. 011 5757772

Sito internet: www.domenicoravetti.it

 

 

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ROMA. I PRIMI CENTO GIORNI INFAMI PER l’ITALIA GIALLO-VERDE. DAL PREMIER FANTOCCIO A PALAZZO CHIGI PASSANDO PER I CENSIMENTI NAZI-FASCISTI.

Il governo giallo verde non governa,ma festeggia con spot elettorali e fuochi artificiali i primi 100 giorni infami della 3^ Repubblica.

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Il governo del cambiamento che del cambiamento è stata folgorata sulla via di Damasco; un cambiamento così radicale da non cambiare nulla.

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Il governo del Primo Ministro,Giuseppe Conte, si è distinto sui social per non aver fatto nulla se non proseguire in quella campagna elettorale che vuole gli altri sempre cattivi,nemici da abbattere, e noi i buoni che in nome del cambiamento chiudiamo i porti, censiamo i cattivi sia che siano di Potere al Popolo che siano Rom, Sinti o solo poveri disgraziati.

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La logica in cui si muove il meccanismo del governo del premier terzo, terzo rispetto alle parti che hanno dato vita al contratto che ha dato i natali a questa inedita alleanza; il premier terzo al programma di governo, talmente terzo da essere sparito dalla scena politica immediatamente dopo il suo insediamento.

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Il premier,Giuseppe Conte, sconosciuto prima di essere investito della carica di primo ministro e sconosciuto è rimasto dopo per la sovraesposizione del vice premier;Matteo Salvini, che con una mossa ha dato scacco matto al premier e all’alleato pentastellato. E ora la scena, i cattivi propositi, i sondaggi, i commenti sui social pare siano tutti per le sue scelte infami e disumane.

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Quello che, però è interessante è capire quali siano stati i provvedimenti approvati e votati dal nuovo esecutivo al netto delle promesse elettorali e delle baggianate raccontate ad un popolo di “fessi” che complice l’antipatia per il “bullo di Rignano”, Matteo Renzi, ha regalato loro la vittoria e la possibilità di esibirsi in uno spettacolo muscolare senza precedenti. Ma sia chiaro l’esibizione muscolare è solo uno spot elettorale e coinvolge gli ultimi della terra;quelli che non hanno nazione,che fuggono da fame e povertà, che non hanno diritti e mai li avranno.

I PRIMI PASSI DEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO.

Il premier,Giuseppe Conte, ha il poco invidiabile record di fantasma di Palazzo Chigi. Non ha fatto in tempo a insediarsi nella sua nuova casa che già era scomparso dalle scene e nelle poche in cui compare fa la figura del “pupo siciliano” in grado di muoversi solo se i fili sono collegati con il risultato che se il puparo si ferma anche lui a sua volta resta immobile.

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Il vertice canadese del Canada avrebbe potuto aprire al premier un futuro da statista e invece ci ha pensato Rocco Casalino a rovinargli la scena dopo averlo letteralmente trascinato via per un braccio durante un intervista alla stampa estera, ma Conte non è nuovo a queste figure: in parlamento ha chiesto il permesso a Di Maio per poter esporre un pensiero ricevendone un “No” e ad esso si è attenuto da Primo Ministro che dovrebbe invece dettare l’agenda e le politiche del governo.

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Provvedimenti legislativi: nessuno perciò non c’è nulla da poter discutere, ma promesse tante e tutte nel segno del cambiamento. Ricordiamo  a onore della cronaca il taglio dei vitalizzi votato in parlamento,ma già bocciato da una sentenza della consulta alcuni anni fa e ora riproposto come cavallo di battaglia dei moderni don Chisciotte a 5 stelle.

LE PROMESSE ELETTORALI DEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO.

E’ interessante ripercorrere le tappe delle promesse elettorali del governo del cambiamento che hanno riempito i social almeno negli ultimi 2 o 3 anni. Alle promesse mirabolanti quanto illusorie venivano contrapposti post palesemente falsi, tendenti alla denigrazione dell’avversario quando non premeditatamente diffamatori nei confronti degli “Altri”.

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Ai provvedimenti del governo in carica venivano contrapposte critiche tanto illusorie quanto irrealizzabili o peggio false. la promessa del reddito di cittadinanza per tutti poi ridimensionato immediatamente dopo le elezioni: quello che doveva essere il reddito garantito di cittadinanza per tutti si è trasformato in un sussidio di disoccupazione.

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L’abolizione della legge Fornero,”il crimine contro l’umanità” lo definiva il leader della Lega Salvini, ma a conti fatti e senza alcun provvedimento effettivo resta in vigore salvo alcune modifiche insignificanti,solo proposte: “quota 100,ma con la clausola dei 64 anni di età anagrafica, una presa in giro per la maggior parte dei lavoratori ultracinquantenni ai quali conviene andare in pensione con la legge Fornero (63 anni e poche settimane, che con lo scivolo della Naspi voluta da Matteo Renzi diventano 61 e poche settimane)”.

L’abolizione della legge Fornero per ritornare dove? Alla legge sacconi con 41 anni di contributi,ma con il vincolo di poter accedere all’assegno pensionistico solo l’anno successivo e quindi 42 anni effettivi di contributi versati.

Interessante poi analizzare come il lavoro, il valore implicito del lavoro come fondamento dell’emancipazione dell’uomo sia stato volutamente  dimenticato sia dai 5 stelle che dai leghisti. La sola vaga e nebulosa difesa dei diritti dei lavoratori con il ripristino dell’art.18 che  è già finito in cantina e relegato più alla farsa teatrale che a una esigenza reale del movimento  di Casaleggio e associati con Di Maio nel ruolo di protagonista diventato comprimario di un attore più esperto e cinico.

Resta a Di Maio il decreto “dignità” che se attuato potrebbe togliere anche quel po di dignità di un lavoro precario,mal pagato delle App che dovrebbe interessare una platea di studenti piuttosto che essere annoverato tra i lavori che creano un reddito sicuro e permanente. Forse il decreto “dignità” potrebbe sostituire le prestazioni occasionali con una migliore organizzazione dl lavoro e compensazioni più remunerative.

La promessa della flat tax che alcuni,molti per la verità anche quelli con redditi da lavoro molto modesti, hanno visto come una possibilità per incrementare le entrate e fra quadrare i bilanci familiari e che invece al netto delle chiacchiere e degli slogan soi è mostrata come una semplice riduzione dell’Irpeg,dell’ Irap, dell’Ire e dell’Ires; il tutto ovviamente a spese della collettività che dovranno contribuire al taglio voluto da Salvini con l’aumento delle accise sul gasolio per autotrazione, il cui prezzo finale potrebbe essere equiparato la prezzo finale della benzina verde.

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Le uniche promesse che il governo del cambiamento sta perseguendo sono quelle non fatte in campagna elettorale: Maxi condono tombale per le cartelle esattoriali sotto i 100.000 euro.

IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO CHE REGALA SOLDI AGLI EVASORI E PUNISCE I CITTADINI ONESTI.

Ormai è chiaro a tutti che dopo il pandemonio creato con il blocco dei porti, in un momento in cui non c’erano particolari condizioni di allarme e condizioni di emergenza per le traversate e gli sbarchi dei migranti sulle coste italiane, che ha distratto l’opinione pubblica da proposte di provvedimenti impopolari quanto distorsivi del rispetto delle regole.  La strategia di Salvini è chiara:”distrarre l’opinione pubblica mettendo al centro dell’agenda politica il fenomeno delle migrazioni, il censimento dei Rom e in generale della questione etnica,della questione sicurezza,( la polizia deve avere le mani libere e se un fermato,che nessuno può equiparare a un delinquente o a un condannato, si rompe in braccio cadendo per le scale, beh se le cercata, ma se a rompersi un braccio o trovarsi con la testa rotta fosse lo stesso Salvini o qualche suo compare di partito forse anche il ministro dell’interno Salvini  avrebbe da recriminare  come accadde in via Bellerio per una manganellata data a Roberto Maroni), per poi avanzare proposte come il condono fiscale per le cartelle sotto i 100.000 euro, ma più avanti il condono potrebbe essere esteso agli abusi edilizi, ai grandi evasori e perché No! a coloro che hanno esportato illegalmente i loro soldi nei paradisi fiscali, compresi i 49 milioni di euro truffati dalla lega all’Italia.

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In tutto questo il premier,Giuseppe Conte, è uccel di bosco impegnato a difendere il suo ruolo e i privilegi che il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri gli  attribuisce.

Italian Premier designate Giuseppe Conte takes a pizza

Il vice premier Di Maio alle prese con le grane romane, riesce solo a balbettare un sussurrata difesa della sindaca Raggi e intimidire i giornalisti Rai con una ipotetica quanto sciocco censimento dei raccomandati in Rai e nella Pubblica Amministrazione che vedrebbe al primo posto la premier dame Isabella, quindi neanche a parlarne.

A questo proposito ricordo che quando feci,tanti anni fa, domanda di assunzione in rai, e non come giornalista pur essendo io iscritto all’ordine dal lontano 1987, 31 anni,ma come operatore  mi venne obbiettata la immeritata condizione di non aver conseguito mai la “Laurea”(Mea culpa) e oggi scopro che fior di Direttori di Tg, non in Rai, non sono mai stati Laureati e che Ministri e vice Ministri della Repubblica non hanno mai conseguito neppure il Diploma di maturità.

IL GOVERNO DL CAMBIAMENTO CHE NON HA CAMBIATO NULLA.

Il Primo Ministro è la cartina di tornasole di un governo del cambiamento che non ha cambiato nulla. Il Premier nonostante gli schiamazzi non è stato eletto dal popolo esattamente come tutti gli altri che lo hanno preceduto,ma con una penalizzazione in più: un curriculum sbugiardato dalle più quotate università, e un ombra che non è mai riuscita a vedere la luce e perciò rimasta in ombra, insomma l’ombra di un governo a trazione leghista, sempre più ombra di se stesso( auguri professore).

I ministri scelti per riempire le caselle dei ministeri più o meno ricalcano le scelte dei governi precedenti e il governo è la rappresentazione di tutti i governi di destra a guida Berlusconi che hanno sempre messo al centro dell’agenda politica l’impresa alla quale vengono asservite le politiche economiche. Con buona pace per i meridionali, i disoccupati, i lavoratori e i ceti medi impoveriti dalla crisi economica e spremuti fino alla “scorza” dalle proposte del vice premier Salvini.

LE OPPOSIZIONI:

Opposizioni non pervenute, al di la delle chiacchiere, P.D. alle prese con i dubbi congressuali: Renzi Si o No?  LeU che ancora si lecca le ferite, Potere al popolo, Comunisti, Rivoluzionari in cerca di identità.

In questo quadro politico l’agenda la detta il Ministro dell’Interno che continua a gonfiarsi nei sondaggi e si spera scoppi prima di aver fatto danni indelebili per il nostro paese.

 

 

 

 

 

 

PARMA SOTTO PROCESSO. SALTA LA PROMOZIONE IN A.

L’inferno dei tribunali rischia ancora una volta di sostituire il campo. Ora è ufficiale, il Parma andrà a processo presso il primo grado della giustizia sportiva rappresentato dal Tribunale Federale. Sono già stati deferiti Calaiò, Ceravolo e lo stesso Club per responsabilità oggettiva.

La causa è imputata ad alcuni messaggi via whatsapp inviati dai due giocatori del Parma a Filippo De Col e Alberto Masi, difensori dello Spezia, alla vigilia dell’ultima e poi decisiva partita del campionato di B.

Ai due del Parma è imputato il tentato illecito. In particolare, come riporta gazzetta.it, il messaggio più esplicito recita “non ci spaccare le gambe…” e viene interpretato come un tentativo di ammorbidire gli avversari ormai senza più obiettivi per quella gara.

Messaggi che non hanno mai ricevuto risposta da parte degli spezzini, che anzi hanno immediatamente informato il proprio Club e la procura federale, avviando di fatto l’indagine. Ora il Parma rischia una penalizzazione in classifica per il campionato corrente, con la conseguente perdita della promozione.

Un incubo che rischia di colpire una tifoseria e una piazza storiche del nostro calcio costrette a soffrire davvero oltremisura negli ultimi anni.

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