ANNUNCI ECONOMICI

REGGIO CALABRIA. ‘NDRANGHETA, SEQUESTRATI 6,5 MILIONI DI EURO.

la GUARDIA DI FINANZA di REGGIO CALABRIA HA APPLICATO LA MISURA DI
PREVENZIONE PATRIMONIALE NEI CONFRONTI DI INDIZIATO DI
APPARTENENZA ALLA ‘NDRANGHETA. SEQUESTRATO PATRIMONIO
DI VALORE STIMATO IN OLTRE 6,5 MILIONI DI EURO.

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Militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Servizio Centrale
Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, coordinati della locale
Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, stanno
eseguendo un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione
del Tribunale di Reggio Calabria, che dispone l’applicazione della misura di
prevenzione patrimoniale del sequestro sul patrimonio riconducibile a
AQUINO Nicola Rocco cl.’49, originario di Marina di Gioiosa Jonica (RC),
costituito da n. 24 fabbricati, 10 terreni agricoli, nonché quote societarie e
compendi aziendali relativi a 6 imprese commerciali, per un valore
complessivo stimato di circa 6,5 milioni euro.
Il provvedimento si fonda sulle risultanze delle indagini di cui al p.p. n.
1389/08 R.G.N.R. D.D.A. – operazione “Crimine”, condotta dal Comando
Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria e conclusa nel 2010 con
l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di n. 119
soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, del delitto di cui all’art. 416 bis c.p.
(associazione per delinquere di tipo mafioso), tra cui anche il predetto
AQUINO Nicola Rocco.
Quest’ultimo era stato ritenuto intraneo all’omonima cosca di ‘ndrangheta di
Marina di Gioiosa Jonica (RC) e, in particolare, aveva fatto parte della “locale”
di Marina di Gioiosa Ionica, con il seguente ruolo:
“AQUINO Nicola Rocco, AQUINO Giuseppe, TAVERNESE Vincenzo,
MAZZAFERRO Rocco, COLUCCIO Antonio, con la qualità di partecipi attivi
alla locale, con il compito di assicurare le comunicazioni tra gli associati,
partecipare alle riunioni ed eseguire le direttive dei vertici della società e
dell’associazione, riconoscendo e rispettando le gerarchie e le regole interne
al sodalizio, curando gli affari dell’associazione”.
Tale provvedimento restrittivo non veniva eseguito dagli Organi di Polizia in
quanto l’AQUINO si rendeva irreperibile. Veniva, quindi, emessa nei suoi
confronti ordinanza di custodia cautelare nel mese di settembre 2010 e il
proposto era successivamente dichiarato – con apposito decreto – latitante: e
tale restava per quasi 4 anni, sino alla revoca della misura disposta nel corso
del giudizio di appello.
Con sentenza di primo grado n. 348/2012, il G.U.P. presso il Tribunale di
Reggio Calabria dichiarava AQUINO Nicola Rocco colpevole dei reati
ascrittigli, escluse le aggravanti ex art. 416 bis comma 6 c.p., condannandolo
alla pena di anni 12 di reclusione.
Successivamente, la Corte di Appello di Reggio Calabria, con sentenza n.
10157/2015, assolveva AQUINO Nicola Rocco “per non aver commesso il
fatto”.
In esito alle suddette attività investigative, veniva delegata dalla menzionata
D.D.A. al G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio
Calabria ed allo S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza, apposita indagine a
carattere patrimoniale volta all’individuazione – ai fini dell’applicazione di una
misura di prevenzione – del patrimonio riconducibile al summenzionato
proposto.
In tale ambito, i Finanzieri individuavano, con riferimento al percorso
esistenziale del proposto, le condotte delittuose dallo stesso poste in essere,
le frequentazioni, i legami parentali, i precedenti giudiziari e gli altri elementi
ritenuti fondamentali per la formulazione, ai sensi della normativa antimafia,
da parte della competente A.G., del prescritto giudizio prognostico sulla
pericolosità sociale.
Alla luce di tali risultanze, il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione ha
ritenuto sussistente – richiamando il principio dell’“autonoma valutazione” del
materiale probatorio – la pericolosità sociale del proposto “qualificata” dalla
riferibilità ad un’associazione per delinquere di stampo ‘ndranghetista.
Le conseguenti investigazioni a carattere patrimoniale, condotte dai citati
Reparti della Guardia di Finanza attraverso la ricostruzione e l’analisi delle
transazioni economiche e finanziarie operate – negli ultimi trent’anni – dal
proposto e dal relativo nucleo familiare, hanno consentito l’individuazione dei
patrimoni dei quali gli stessi risultavano disporre, direttamente o
indirettamente, il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla
capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi, nonché le fonti
illecite dalle quali il proposto aveva tratto le risorse per la loro acquisizione.
Alla luce di quanto sopra, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia,
la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha
disposto, con l’odierno provvedimento, il sequestro di prevenzione del
patrimonio riconducibile ad AQUINO Nicola Rocco cl. ‘49 costituito dai
seguenti beni immobili, quote sociali e compendi aziendali, per un valore
complessivo stimato in circa € 6.500.000,00:
a. n. 24 fabbricati e 10 terreni ubicati in Marina di Gioiosa Ionica (RC),
Roccella Ionica (RC), Riace (RC) e Stignano (RC);
b. quote sociali e compendi aziendali relativi complessivamente a n. 6
imprese, come di seguito indicato:
– patrimonio aziendale della D.I. “AQUINO SALVATORE” P.IVA
01368670806, con luogo di esercizio in Marina di Gioiosa Ionica (RC),
esercente l’attività di segagione e lavorazione delle pietre e del marmo;
– patrimonio aziendale della D.I. “AQUINO FRANCESCO” P.IVA
01606130803, con luogo di esercizio in Marina di Gioiosa Ionica (RC),
esercente l’attività di commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari, di
materiali da costruzione e legnami;
– patrimonio aziendale della D.I. “GIOIELLERIA AQUINO DI AQUINO
MARIA” P.IVA 02158070801, con luogo di esercizio in Marina di Gioiosa
Ionica (RC), esercente l’attività di commercio al dettaglio di articoli di
gioielleria;
– quote sociali e patrimonio aziendale della “REGINA S.a.s. DI AQUINO
VINCENZO DI FRANCESCO AQUINO & C.” P.IVA 01149810804, con sede
legale in Marina di Gioiosa Ionica (RC) ed unità locale “Bar Il Brutto
Anatroccolo” esercente l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e
bevande;
– quote pari al 33,33 % del capitale sociale della “ISCA DREAM S.r,l.
IMMOBILIARE” P.IVA 02807000795, con sede legale in Isca sullo Ionio (CZ),
esercente l’attività di costruzione di edifici residenziali e non residenziali;
– quote pari al 20 % del capitale sociale della “V.B.D. IMMOBILIARE
S.r.l.” P.IVA 02328670803, con sede legale in Caulonia (RC), esercente
l’attività di lavori generali di costruzione di edifici;
c. rapporti bancari e finanziari comunque riconducibili al proposto e ai
componenti il proprio nucleo familiare, aventi saldo attivo superiore a €
1.000,00.