Mese: aprile 2018

ALESSANDRIA. INTERVENTI SULLE AREE VERDI CITTADINE.

COMUNICATO STAMPA
Interventi sulle aree verdi cittadine

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L’assessore ai Lavori Pubblici ed Aree Verdi, Giovanni Barosini, ha fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori di manutenzione e controllo in diverse aree verdi di città e sobborghi. L’argomento già trattato nel corso delle scorse sedute del Consiglio Comunale, in risposta ad alcune interpellanze presentate, è stato ulteriormente approfondito dall’assessore che ha così commentato i lavori effettuati ed in corso di svolgimento:“Ora che finalmente le condizioni climatiche lo permettono, stiamo lavorando, con impegno, per migliorare diverse aree pubbliche cittadine che da tempo necessitavano di una sistemazione.
Nell’area verde compresa tra via D’Angennes e corso Carlo Marx, con il preziosissimo e fattivo impegno di alcuni volontari dell’associazione A.T.A, stiamo realizzando una nuova zona di sgambamento per i cani. Abbiamo già fatto richiesta di panchine e cestini per rifiuti ad AMAG che saranno installati appena possibile. Inoltre, a cura dell’Amministrazione Comunale saranno posizionate alcune fontanelle e portata l’illuminazione pubblica con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’area.
Si lavora anche sulla struttura dell’ex asilo Campi, per la quale ho già provveduto a contattare i referenti privati che se occupano affinché svolgano una pulizia del giardino della struttura dove sono presenti vetri e plastica e provvedano a riparare la rete metallica della recinzione che è stata danneggiata da atti di vandalismo. Richiederò, inoltre, anche la rimozione di rifiuti ingombranti e dei giochi ormai fatiscenti e la collaborazione della Polizia Municipale perché intensifichi i passaggi nella zona”.
“Le aree verdi di cui disponiamo sono un tesoro per la nostra città e vanno conservate e gestite al meglio per consentire ai cittadini di poterne beneficiare in piena sicurezza – ha continuato Barosini – . In quest’ottica, dopo un sopralluogo nei giorni scorsi, ho dato mandato che venga effettuata una manutenzione straordinaria del parco Tonelli per rimuovere giochi non più fruibili e sostituirli con altri, sistemare alcune panchine e riparare una fontanella non più funzionante.
Come ho già avuto modo di ribadire in risposta ad un’interpellanza nello scorso Consiglio Comunale, questa Amministrazione è consapevole della necessità di mantenere sotto controllo le aree verdi ed, in particolare, quelle che contengono giochi per i bambini per consentire la loro fruizione in sicurezza.
Sono già state effettuate varie e, magari anche semplici, migliorie nei parchi di Spinetta Marengo, via Torre a Cascinagrossa, nel parco Isola delle Sensazioni, nel parco di via De Gasperi, nel parco Villa, nel parco Volta Rivera e in quello di via Zanardelli, ma non ci fermiamo qui e, come sono solito dire, un centimetro alla volta, proseguiamo nell’attenta opera di manutenzione monitoraggio di tutte le aree.
Sono state installate, infine, nuove panchine nuove in Largo Magenta, ai Giardini Pubblici, in Parco Italia e via De Gasperi.
Per concludere rivolgo un accorato appello a tutti i cittadini, alle associazioni, agli Enti e, non ultimo anche alle aziende del territorio: chi lo desidera può adottare un’area verde, un parco cittadino o più semplicemente un’aiuola o una singola fioriera. Chi è interessato mi può contattare per stipulare un’apposita convenzione”.

ROMA. MATTEO RENZI,SEGRETARIO DIMISSIONARIO,VA DA FABIO FAZIO A DETTARE LA LINEA DEL PARTITO DEMOCRATICO: “NO AD ACCORDI CON I 5 STELLE”.

Le prime pagine dei più grandi giornali nazionali dedicano i titoli all’intervento di Matteo Renzi nella trasmissione di Fabio Fazio.

I commenti sono unanimi: il dialogo tra i due partiti è morto

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La storia di una tranquilla domenica di follia la possiamo anche raccontare con i titoli dei maggiori giornali nazionali che dedicano pagine e titoli all’intervento di Matteo Renzi da Fabio Fazio a”Che tempo che fa”.

L’intervento di Matteo Renzi a “Che tempo che fa” ha monopolizzato la scena politica ed è stato seguito e atteso più delle elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia.
La stira di questa domenica ci racconta di un segretario del Pd sconfitto a più riprese alle elezioni: ricordiamo la sconfitta alle amministrative,al referendum Costituzionale e in fine alle politiche che,però non molla e scalpita per ritornare in sella alla segreteria del partito con un “ve l’ho avevo detto io che questi non erano capaci a fare un governo” e quella che ripropone è un governo di larghissime intese per rifare per l’ennesima volta la legge elettorale, ma con un sistema a doppio turno alla francese.

Matteo Renzi che a capo del Partito Democratico ha prodotto una serie di accirdi infausti, il primo fra tutti l’accordo del Nazareno con Berlusconi: sconfessato poi dallo stesso Berlusconi dopo la essere decaduto da Senatore della Repubblica per gli effetti della legge Severino.

Lo stesso Matteo Renzi che ha diviso e spaccato il Pd, liquidando l’opposizione interna prima ancora che confrontarsi per dare vita a una gestione collegiale del partito. Ha sconfessato i sindacati con “se ne faranno una ragione” e proseguito sulle strade delle riforme con l’unico risultato che l’opposizione interna al partito ha finito per abbandonarlo e nel paese è cresciuta in maniera smisurata l’opposizione sociale a qualsiasi proposta venisse dal Partito Democratico.

Sindaci Pd puniti pur avendo governato bene le città da loro amministrate; bocciatura della riforma Costituzionale con il conseguente abbandono della legge elettorale che prevedeva un premio di maggioranza al partito o coalizione che otteneva il 37% dei consensi( con quella legge oggi avremmo un governo di Cdx a guida Matteo Salvini.

Matteo Renzi nella sua spasmodica ricerca di consensi a destra: ” i voti della destra li andiamo a prendere a destra, ha finito per allontanare dal partito gli elettori di sinistra,un bacino di voti su cui il Pd ha sempre contato e che in questa occasione sono andati ad ingrossare il bottino elettorale di M5s e Lega.

Matteo Renzi che con il Jobs Act( già sperimentato e indubbiamente fallimentare in Germania)ha avuto il merito di far crescere l’opposizione sociale nel paese e relegare il Pd a ruolo di partito padronale e antioperaio al servizio dei Marchionne di turno con cui Matteo ha avuto più di un occasione per andarci a braccetto.Unica nota stonata è stata quella che Marchionne gli ha riservato dopo le elezioni: “complimenti per le riforme tutte a favore delle imprese,ma hai fatto il tuo tempo e ora non servi più”,in poche parole “scaricato”.

Matteo renzi che si è dimesso senza dimettersi mai, prima da presidente del Consiglio all’indomani delle elezioni,poi da segretario del partito dopo la sconfitta del 4 marzo,che domenica di ordinaria follia da ex segretario detta la linea a tutto il partito.

Matteo Renzi lo ha potuto fare in virtù di un ulteriore strappo alla vita democratica nel partito Democratico quando,sicuro della sconfitta elettorale, nel presentare le liste dei candidati ha impedito alla base di partecipare alla creazione delle liste stesse,attraverso quello strumento che chiamano primarie, e imposto i suoi candidati in tutte le circoscrizioni sicure e garantirsi in questo modo la maggioranza di Deputati e Senatori in  parlamento in appoggio alla sua linea politica.

Esultano sui social i simpatizzanti di Renzi,ma i titoli dei giornali e i commenti sono meno entusiastici di quelli dei simpatizzanti:

Repubblica:“Scontro Renzi-Di Maio, sfuma l’intesaM5s-Pd” che scrive:“L’ex premier chiude. Il grillino: lui ego smisurato, la pagheranno”.

Il Corriere della Sera: “No di Renzi ai Cinque Stelle”.

Il Messaggero: “Renzi chiude la porta a Di Maio” ,“L’ex premier dice no a M5S e propone un tavolo che vari un sistema costituzionale alla francese.

Di Maio: “Ego smisurato, la pagheranno”. Ma ok di Berlusconi. Oggi i risultati del voto in Friuli”.

Il Fatto Quotidiano: “Renzi tifa per il Di Maio-Salvini e incolpa elettori e Costituzione”.

Il Mattino: “Renzi: no a M5S, sì a nuove regole”.

Il Giornale: “Renzi chiude. Di Maio KO”.

Francesca Schianchi sulla Stampa, in seconda pagina, scrive: “Renzi torna in campo. “Un governo a tempo per riscrivere le regole”.

Francesca Schianchi scrive ancora facendo un resoconto della serata: “No a «fare i badanti a un governo M5S», ma disponibilità a «scrivere le regole insieme» se i vincitori delle elezioni proporranno «una legge elettorale e riforme costituzionali».

Matteo Renzi nonostante la promessa di uscire di scena per indossare i panni del “senatore semplice di Scandicci”,torna in tv, ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa” per ribadire la linea di chiusura a un governo col Movimento.

Di Maio prende atto e con amarezza ricorda: “Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un governo, il Pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno. Altro che discussione interna al Pd. Decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato”.

Di Maio che in questa “Domenica di follia” ha scritto una lettera-appello ai dem sul Corriere della Sera, a tre giorni dalla direzione Pd che dovrà decidere quale atteggiamento tenere nei confronti dell’ipotesi di dare una maggioranza di governo al paese, il segretario dimissionario sceglie la trasmissione di prima serata per dare indicazioni precise su quello che definisce il suo “punto di vista”, ma che è sufficiente per affossare qualunque accordo, visto che i senatori Pd sono 52 e dovrebbero votare a favore in 48. Io non ne conosco uno disposto a farlo”.

Il reggente Maurizio Martina, ignorato nelle parole dell’ex premier, chiederà alla direzione di ottenere comunque il via libera all’incontro con i grillini: “Incontrare Di Maio è normale, magari in streaming; votare la fiducia a un governo Di Maio no. Altrimenti la gente non crede più nella democrazia, nell’esercizio del diritto di voto”.

Una chiusura totale a “fare i soci di minoranza di un partito azienda, la Casaleggio associati”.

Monica Guerzoni sul Corriere della Sera commenta: “Renzi torna e si riprende la scena, relegando sullo sfondo del dibattito politico i teorici dell’apertura ai 5 Stelle, da Maurizio Martina a Dario Franceschini (…) il senatore di Scandicci ha scelto Fabio Fazio per mettere la pietra tombale su ogni ipotesi di intesa con gli arcinemici. E per collaudare il «nuovo» Renzi, di lotta e non più di governo. (…) L’intento è rappresentare un Pd di principi e valori che non farà giochi di palazzo (il suo) e un Pd di posti e di potere, quello di Franceschini e dei ministri dialoganti. Le parole di Renzi da Fazio, per quanto pronunciate senza gli accenti urticanti di un tempo, hanno gelato le minoranze e il fronte aperturista. Tirando una bomba sul dialogo l’ex segretario ha sminato la direzione del 3 maggio, rendendola pressoché inutile. Come dice a sera Matteo Orfini, sollevato e contento perché il suo leader ha attestato il Pd sulla linea dell’intransigenza, «la maggioranza dei dem è per il “sediamoci al tavolo e bocciamo il governo”».

Lucia Annunziata in un intervista al Fatto Quotidiano: “Ho visto un Renzi doc, nel senso che è ancora fermo alla sconfitta del referendum del 4 dicembre. È evidente che le sconfitte le digerisce molto male…”.

Mario Ajello sul Messaggero: “L’abito che Matteo ha voluto indossare è quello del leader che sta fuori dal «teatrino» dove «come due adolescenti Salvini e Di Maio giocano così: “Lo faccio io il premier!”, “No, tocca a me!”». Mentre lui, Renzi, con approccio raziocinante e svariate citazioni di Macron, cerca di elevarsi dalle guerricciole della politica politicante e nei contenuti del suo discorso riecheggia, alla lettera, la posizione espressa per primo da Dario Franceschini con queste parole subito dopo il voto del 4 marzo: “Tutti insieme per le riforme e avviamo una legislatura costituente”.

In direzione del Pd, giovedì, questa sintonia tematica tra Renzi e Franceschini potrebbe pesare nella discussione e negli equilibri del partito. La cui leadership Matteo si tiene stretta, provando a volare un po’ più alto del solito”.
Tommaso Ciriaco su Repubblica: “Renzi torna pienamente in campo. Distrugge le ambizioni trattativiste del reggente Maurizio Martina, che aveva investito tutto sull’ipotesi di un patto di governo con i pentastellati. E provoca apertamente Di Maio: “Ci hanno chiamato mafiosi, pìddioti, ladri di democrazia. Non possiamo rientrare dalla finestra come fosse un giochetto di palazzo dei caminetti romani. È una questione di dignità”.

Laura Cesaretti al Giornale: “È questa dunque l’alternativa che propone Renzi: niente appoggio del Pd per portare a uno dei vincitori i voti che gli mancano. Ma disponibilità ad intese larghissime che abbiano al centro un progetto di riforma. “Noi su questo saremo disponibili”. Quanto alle richieste di incontro con i Cinque Stelle, il Pd non dice no: “Si incontrano Kim e Moon, possiamo incontrarci anche noi e Di Maio. Anzi, li sfido a farlo in streaming questo incontro, così chi chiariscono se hanno cambiato idea sui vaccini, o sulla Tav  o sull’Ilva”.

I giornali di destra attaccano Roberto Fico in merito ai contributi che non avrebbe pagato alla colf (Libero :“Il Fico comincia a marcire” o Il Tempo: “Ficolf, ora che fsi?”),mentre i 5 Stelle rispondono indirettamente a Renzi con lo spettacolo di Grillo.

Eleonora Capelli su Repubblica:Beppe Grillo, “Il Pd è morto, perché non ha narrazione, non ha storie da raccontare, è antipatico, non parla ai giovani, ha perso qualsiasi significato, è noioso, anzi è morto di noia. E noi ci vogliamo fare un governo?”.

Annalisa Cuzzocrea su Repubblica:Luigi Di Maio, “ La pagheranno,l’espressione in un post in cui non riesce a trattenere la rabbia”.

Di Maio ha seguito Matteo Renzi ospite nel programma di Fazio dalla Sicilia dove si è recato per staccare la spina dalle tensioni di due mesi di trattative,ma ha dovuto interrompere la tregua  e scrivere la parola fine ad ogni illusione.

La Domenica di ordinaria follia finisce con la certezza che non ci sarà un governo 5 stelle e l’ipotesi più accreditata e quella di un voto anticipato,magari a giugno, come auspicato dalla maggioranza dei grillini,ma non prima di aver chiarito che:”a cambiare la Costituzione o la legge elettorale con Renzi non ci pensiamo nemmeno”.

I “veterani” del M5s si sfogano: “Ci ha preso per i fondelli”.

Il candidato premier dei 5 stelle scrive su facebook:”Il Pd non riesce a liberarsi di Renzi nonostante l’abbia trascinato al suo minimo storico prendendo una batosta clamorosa altro che discussione interna al Pd. Oggi abbiamo avuto la prova che decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato”.

Infine la confessione della resa: “Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un governo nell’interesse degli italiani. Il pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno. Domani seguitemi in diretta sulla mia pagina Facebook. Ci saranno novità!”.

Il fedelissimo deputato lombardo Stefano Buffagni scrive: “Io voglio ringraziare pubblicamente il bulletto di Rignano, ci ha ricordato perché abbiamo sempre combattuto il suo Pd. Grazie perché riesce sempre a ricompattare il Movimento”.

 

NOVI LIGURE. “BOMBER” LEVIS TRASCINA LA NOVESE ALLA VITTORIA.

Le novesi hanno una missione, quella di vincere ed acciuffare il terzo posto ormai distante solo 2 punti, lo sa bene anche la classe ’93, Maria Speranza Levis, trascinatrice della Novese e goleador, infatti, la numero 27 in questa stagione ha messo a segno 17 reti, ben 5 nelle ultime tre giornate, numeri da capogiro, numeri da vera Bomber.

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Le Biancocelesti portano a casa i 3 punti battendo 4 a 2 la Molassana Boero.

un primo tempo spento per le padrone di casa che faticano a carburare, complice forse il caldo insopportabile. Per più di 20 minuti le squadre giocano nella metà del campo senza mai creare disturbo ai portieri e serve un’invenzione della solita Levis che al 25° recupera un pallone nella tre quarti avversaria, parte in velocità e brucia la difesa trovandosi a tu per tu con il portiere trafiggendolo.

Le Genovesi, sotto di un gol, accelerano i ritmi ed entrano svariate volte in area senza però trovare il gol, ma al 37° il portiere biancoceleste esce su un pallone pasticciato in difesa e tuffandosi trova solo le gambe dell’avversaria, l’arbitro non può fare altro che intervenire ammonendo l’estremo difensore e decretando il calcio di rigore successivamente trasformato da Marta Pozzo. La prima frazione di gioco termina sul risultato di 1 a 1.

Nel secondo tempo la Novese entra in campo con un’altro spirito, ingrana la marcia e va in goal con Zecchino molto abile a segnare su assist di Accoliti; Passano altri 10 minuti e le biancocelesti trovano anche il terzo gol, stavolta con Serena Accoliti, in due tempi con un primo tiro centrale parato dal portiere, al secondo tentativo la insacca sul primo palo. Le ospiti al 30° minuto trovano il 3 a 2 con Crivelli, altro pasticcio in difesa, palla che sfila e per la numero 11 genovese tutto semplice a porta vuota.
In chiusura Levis trova la doppietta personale e porta il punteggio sul 4 a 2.


Il quarto posto è matematico ma le Biancocelesti con questo risultato si portano a due punti dal terzo grazie al pareggio interno della Lavagnese contro la Florentia finita a reti bianche.

GERUSALEMME. I SOLDATI ISRAELIANI FANNO IL TIFO MENTRE SPARANO AI MANIFESTANTI PALESTINESI

DA INVICTA PALESTINA.

“Questo glielo insegnerà”: i soldati israeliani gongolano e tifano mentre sparano ai manifestanti palestinesi.

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“Un proiettile letale e tutto sarà finito”

25 aprile 2018

Le inquietanti riprese della Cisgiordania pubblicate da un gruppo israeliano per i diritti umani mostrano soldati israeliani che discutono su come migliorare i tiri dei cecchini su manifestanti palestinesi disarmati e fanno il tifo mentre li colpiscono con proiettili di gomma.

Il video mostra tre soldati della Forza di Difesa israeliana (IDF)  su una strada che porta a un insediamento palestinese e che sparano contro un gruppo di palestinesi che si sono radunati a pochi metri di distanza. I soldati vengono anche ripresi tranquillamente mentre discutono il modo migliore per sparare alle persone.

“È lontano, ancora troppo lontano. Aspetta che si avvicinino“ si sente un soldato che dice all’altro mentre si prepara a sparare un colpo. E si scoraggiano a vicenda dal fare tiri da una distanza troppo grande, poiché potrebbe solo spaventare i manifestanti.

“Abbiamo bisogno di un bel colpo e basta. Questo insegnerà loro a non lanciare pietre “, dice ad un certo punto un soldato. Dallo stesso soldato si sente dire nel video che le pietre, a quanto pare lanciate dai palestinesi, non hanno nemmeno raggiunto la posizione dei soldati. Gli uomini mostrano anche una reazione entusiasta dopo che uno di loro ha colpito un manifestante con un proiettile di gomma.

E’ inquietante come uno dei soldati osserva: “Un proiettile letale e tutto sarà finito”, a cui l’altro risponde che “non hanno bisogno di un fuoco vero”. Il primo poi si lamenta che non si può effettivamente sparare a una persona con un proiettile di gomma.

Secondo la descrizione del video, pubblicato su YouTube dal Centro di informazione israeliano per i diritti umani nei Territori Occupati (B’Tselem), l’incidente è avvenuto nel villaggio palestinese di Madama, situato a sud-est del città di Nablus, in Cisgiordania, il 13 aprile.

L’esercito israeliano ha creato un posto di blocco all’ingresso orientale del villaggio. Quando i palestinesi hanno tentato di rimuovere il posto di blocco durante un’azione di protesta, sono arrivati ​​in tutto 11 soldati israeliani. Ad un certo punto, i palestinesi hanno iniziato a lanciare pietre contro i soldati. Tuttavia, non è chiaro se i soldati abbiano iniziato a sparare in risposta alle azioni dei dimostranti o prima che i palestinesi iniziassero a lanciare pietre.

Sette palestinesi sono rimasti feriti nell’incidente. Due di loro sono stati portati in un ospedale di Nablus per cure mediche, mentre altri sono stati curati sul posto.

Il video è stato pubblicato pochi giorni dopo che un generale israeliano in pensione ha difeso la pratica dell’IDF di aprire il fuoco vivo su manifestanti disarmati a Gaza in una controversa intervista. Zvika Fogel, ex capo dello staff del Southern Commando dell’IDF che controlla il confine di 65 chilometri con Gaza, ha detto che chiunque si avvicini alla barriera di confine tra Israele e Gaza pone automaticamente una potenziale minaccia alla sicurezza e potrebbe quindi essere considerato un bersaglio legittimo, anche se è un bambino.

La madre di Mohammed Ayoub mostra la foto di suo figlio  l’adolescente palestinese “giustiziato” dall’IDF era disarmato, lontano dal confine.

Un testimone che ha filmato l’episodio ha riferito a RT che il fatto che un ragazzo di 15 anni a Gaza fosse disarmato e piuttosto lontano da una recinzione di confine non ha impedito ai cecchini israeliani di sparargli, mentre i genitori in lutto hanno definito l’uccisione del loro figlio una “esecuzione”.
Mohammed Ayoub è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da un cecchino israeliano venerdì, mentre le accese proteste lungo il confine israeliano con Gaza, pesantemente fortificato,  hanno raggiunto la quarta settimana.

La cosiddetta protesta “Marcia del ritorno” viene presentata come una disperata richiesta palestinese di ritorno alle loro case occupate da Israele nel 1948. Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, migliaia di manifestanti sono stati finora feriti – e quasi 40 uccisi – poiché le regole di ingaggio permettono alla Forza di Difesa israeliana (IDF) di usare proiettili veri contro tutti i manifestanti che ritengono pericolosi.

Il momento in cui Ayoub è stato colpito “con un proiettile esplosivo alla testa” è stato ripreso da un cameraman locale, Abdul Hakim Abu Riyash, che ha detto a RT che l’adolescente non era affatto vicino alla linea di frontiera ma piuttosto “lontano – circa 200-300 metri “.

“Non era una minaccia per l’esercito israeliano e non stava facendo alcun movimento che potesse essere considerato una minaccia”, ha detto il cameraman, sottolineando che il 15enne “partecipava alla marcia come tutti gli altri”.

“Il mio video dimostra che non portava alcun tipo di arma – non una pietra, né una fionda,”  ha detto Riyash.

I genitori di Mohammed in lutto ricordano di essere stati avvertiti  che “gli israeliani stanno minacciando e prendendo di mira le persone”, ma nonostante il loro tentativo di impedire al  figlio di partecipare alle proteste di venerdì, lui ha disobbedito.

La madre del ragazzo ha raccontato che il figlio “aveva chiesto di andare a giocare fuori, quando se n’è andato ha detto a sua zia che sarebbe andato alla manifestazione solo per un’ora, ma appena è arrivato lì lo hanno preso di mira e giustiziato … è successo in meno di un’ora”.

Il padre dell’adolescente ucciso ha aggiunto che Mohammed era un “figlio innocente”, che voleva solo “dare uno sguardo alle sue terre  occupate e rendersi conto dei suoi diritti”. Il soldato israeliano che ha preso la vita di suo figlio deve essere una persona “senza coscienza”, ha detto il padre. “Non solo lui, ma anche  il suo stato e il presidente, quelle persone non hanno nessuna  etica.”

La morte di Mohammed ha suscitato proteste internazionali, ma non è stato il primo adolescente palestinese ad essere ucciso dalle forze di sicurezza israeliane, ha riferito il padre. “Hanno processato i soldati che hanno ucciso quei bambini?” si chiedeva.

“Chiedo alle Nazioni Unite e a tutti i paesi di stare con noi e punire il deprecabile [primo ministro israeliano Benjamin] Netanyahu e il soldato terrorista  senza vergogna”, ha aggiunto il padre.

Dopo che il filmato dell’omicidio di Mohammed è stato pubblicato, l’UE ha condannato le azioni israeliane e ha chiesto una “completa indagine” sull’accaduto.

“Mentre lamentiamo ancora una volta la perdita di vite umane, l’UE chiede alle Forze di difesa israeliane di astenersi dall’utilizzare la forza letale contro manifestanti disarmati, come affermato più volte, la priorità ora deve essere quella di evitare ulteriori escalation di violenza e perdita di vite umane”.

Il coro delle voci indignate è stato affiancato dal coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, che ha sollecitato un’indagine approfondita e si è chiesto su Twitter: “In che modo l’uccisione di un bambino a Gaza oggi aiuta la pace? Alimenta la rabbia e genera più uccisioni.”

Nel frattempo l’IDF nella sua dichiarazione, con naturalezza, ha negato  ogni responsabilità per la morte dell’adolescente e ha dato tutta la colpa al gruppo radicale palestinese Hamas.

“Sfortunatamente, l’organizzazione terroristica di Hamas mette deliberatamente i civili in pericolo, quando ogni settimana mette bambini e donne in prima linea nelle rivolte mandandoli verso il confine e usandoli come ‘scudo umano’ per la realizzazione dei suoi obiettivi “, si legge nella dichiarazione dell’IDF.

L’IDF ha riferito che “ancora una volta avvisa i civili di non avvicinarsi alla barriera di sicurezza e di non partecipare alle attività violente e agli attacchi terroristici”, nonostante i testimoni affermino che Mohammed non fosse  coinvolto in nessuna di queste attività. Ha aggiunto che la morte del quindicenne sarà ‘accuratamente controllata’ proprio come tutti gli altri casi in cui “si sostiene che un individuo sia stato ucciso dal fuoco dell’IDF”.

 

MILANO.

Hagar Omara, Mariam Benmakhlouf, Rola e Nura con la metropolitana verso Assago per partecipare al XVI incontro dei palestinesi che vivono in Europa

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trad. Invictapalestina.org

Fonte:

https://www.rt.com/news/424840-palestinian-executed-idf-witness/

https://www.rt.com/news/425032-israel-soldiers-cheer-shoot-palestinians/

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