Mese: marzo 2018

TORINO. SMARRISCE IL CANE,MA DURANTE LA RICERCA RESTA BLOCCATO IN UNA ZONA IMPERVIA.

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA SOCCORSO IL PADRONE DI UN
CANE CHE SI ERA PERSO ED IL PADRONE ERA RIMASTO BLOCCATO IN UNA
ZONA IMPERVIA.

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Una disavventura a lieto fine per un quarantenne di Bardonecchia ed il suo cane.
Durante la scorsa serata il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza è stato allertato
telefonicamente dall’uomo, rimasto bloccato al buio nel tentativo di recuperare il proprio cane, un setter irlandese, finito in una zona impervia probabilmente seguendo l’odore di qualche animale selvatico.
Il personale della Stazione Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Bardonecchia,
coadiuvato dal C.N.A.S., è quindi intervenuto ed ha raggiunto il malcapitato, aiutandolo poi a scendere a valle.
L’operazione, particolarmente difficile vista la pendenza della zona e la notevole presenza di ghiaccio, si è comunque risolta per il meglio.
Tuttavia, in quei frangenti del soccorso, non è stato possibile recuperare il cane dell’uomo;infatti, anche se l’animale non si trovava molto lontano dai soccorritori, le condizioni impervie della zona erano troppo rischiose per procedere al buio.
Alle prime luci dell’alba il personale del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di
Bardonecchia ha raggiunto il setter che, nonostante la notte passata all’aperto, stava
benissimo.
Portato a valle, utilizzando anche corde e tecniche alpinistiche, il cane è stato
riconsegnato al proprietario.

PALERMO. MADRE MORTA NEL 2010,MA IL FIGLIO CONTINUAVA A PERCEPIRE LA PENSIONE.

LA GUARDIA DI FINANZA DI PALERMO HA SCOPERTO CHE  L’INPS CONTINUAVA A PAGARE DAL 2010 UNA PENSIONE ALLA MADRE DEFUNTA. SCOPERTA UNA
TRUFFA AI DANNI DELLO STATO COMMESSA DA UN PALERMITANO E
SEQUESTRATO L’INTERO AMMONTARE ILLECITAMENTE PERCEPITO.

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Su delega della Procura della Repubblica di Palermo, militari della Guardia di Finanza della Sezione di Polizia Giudiziaria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo,
emesso d’urgenza dal Pubblico Ministero e successivamente convalidato dal GIP del
Tribunale alla stessa sede, per la somma di 32.000,00 euro circa, pari all’indebita
percezione della pensione di una signora defunta da anni.
Il figlio della predetta, (Z.F.) palermitano di 64 anni, pregiudicato, aveva infatti omesso di
comunicare all’INPS il decesso della madre, avvenuto negli Stati Uniti nell’ottobre del 2010,continuando così ad incassare, mediante una delega ricevuta, gli importi mensilmente accreditati sul conto corrente della donna.
Gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle hanno consentito di rilevare che le somme delle pensioni venivano dapprima bonificate su un rapporto bancario intestato all’indagato e,successivamente, investite su conto deposito.
Nel silenzio dell’uomo e nell’inconsapevolezza dell’INPS, la frode ai danni dello Stato è stata scoperta allorquando si è dato inizio alle pratiche di successione ereditaria fra i figli della defunta signora.
E’ così emersa l’indebita percezione e si è proceduto a segnalare i fatti alla competente
Autorità Giudiziaria.

PALERMO. MADRE MORTA NEL 2010,MA IL FIGLIO CONTINUAVA A PERCEPIRE LA PENSIONE.

LA GUARDIA DI FINANZA DI PALERMO HA SCOPERTO CHE  L’INPS CONTINUAVA A PAGARE DAL 2010 UNA PENSIONE ALLA MADRE DEFUNTA. SCOPERTA UNA
TRUFFA AI DANNI DELLO STATO COMMESSA DA UN PALERMITANO E
SEQUESTRATO L’INTERO AMMONTARE ILLECITAMENTE PERCEPITO.

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Su delega della Procura della Repubblica di Palermo, militari della Guardia di Finanza della Sezione di Polizia Giudiziaria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo,
emesso d’urgenza dal Pubblico Ministero e successivamente convalidato dal GIP del
Tribunale alla stessa sede, per la somma di 32.000,00 euro circa, pari all’indebita
percezione della pensione di una signora defunta da anni.
Il figlio della predetta, (Z.F.) palermitano di 64 anni, pregiudicato, aveva infatti omesso di
comunicare all’INPS il decesso della madre, avvenuto negli Stati Uniti nell’ottobre del 2010,continuando così ad incassare, mediante una delega ricevuta, gli importi mensilmente accreditati sul conto corrente della donna.
Gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle hanno consentito di rilevare che le somme delle pensioni venivano dapprima bonificate su un rapporto bancario intestato all’indagato e,successivamente, investite su conto deposito.
Nel silenzio dell’uomo e nell’inconsapevolezza dell’INPS, la frode ai danni dello Stato è stata scoperta allorquando si è dato inizio alle pratiche di successione ereditaria fra i figli della defunta signora.
E’ così emersa l’indebita percezione e si è proceduto a segnalare i fatti alla competente
Autorità Giudiziaria.

ROMA. SALVINI-DI MAIO: AMANTI LITIGIOSI.

Matteo Salvini provoca e Luigi Di Maio,che come una novella fidanzata replica e tira in ballo l’amante più ambito,ma anche il più vituperato,umiliato e offeso durante la scorsa legislatura, il Pd. Il giochino delle parti che vorrebbe ingelosire il partner,però non funziona e il PD manda a dire che resterà all’opposizione, lontano dai litigiosi amanti.

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Il formazione del futuro governo somiglia sempre più alla parodia di casa Vianello che non alla ricerca di convergenze per un programma di governo.  Le consultazioni tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio inizieranno tra pochi giorni e già si respira l’aria viziata della vecchia politica con i nervi a fior di pelle.

Il balletto della provocazione l’ha iniziata il bullo della Lega: “Da solo Di Maio dove va… Voglio vederlo trovare 90 voti in giro, che dalla sera alla mattina si convincono. E poi 50 voti sono molti meno di 90”.

Luigi Di Maio risponde per le rime alla frecciatina di Salvini che risponde stizzito su twitter: “Salvini dice che gli bastano 50 voti. Vuole fare il governo con i 50 voti del Pd di Renzi in accordo con Berlusconi? Auguri!”

Il PD tirato in ballo dagli amanti litigio risponde a entrambi con Delrio si e non ci sta a buttare nella mischia ,ancora una volta ,i democratici.

Il neo capogruppo PD,Graziano Delrio chiarisce se ancora ce ne fosse bisogno: “Ancora una volta Di Maio ci prova a buttare in mezzo anche i democratici, ma il giochino non funziona. Il ruolo del Pd in questa legislatura è stato chiarito più e più volte. Ma se il concetto ancora non risultasse chiaro, allora ci ha pensato Graziano Delrio a chiarire, per l’ennesima volta, la posizione: “I voti del Pd – ha detto il neocapogruppo alla Camera – non sono a disposizione. Decidiamo noi”.

ROMA. SALVINI-DI MAIO: AMANTI LITIGIOSI.

Matteo Salvini provoca e Luigi Di Maio,che come una novella fidanzata replica e tira in ballo l’amante più ambito,ma anche il più vituperato,umiliato e offeso durante la scorsa legislatura, il Pd. Il giochino delle parti che vorrebbe ingelosire il partner,però non funziona e il PD manda a dire che resterà all’opposizione, lontano dai litigiosi amanti.

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Il formazione del futuro governo somiglia sempre più alla parodia di casa Vianello che non alla ricerca di convergenze per un programma di governo.  Le consultazioni tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio inizieranno tra pochi giorni e già si respira l’aria viziata della vecchia politica con i nervi a fior di pelle.

Il balletto della provocazione l’ha iniziata il bullo della Lega: “Da solo Di Maio dove va… Voglio vederlo trovare 90 voti in giro, che dalla sera alla mattina si convincono. E poi 50 voti sono molti meno di 90”.

Luigi Di Maio risponde per le rime alla frecciatina di Salvini che risponde stizzito su twitter: “Salvini dice che gli bastano 50 voti. Vuole fare il governo con i 50 voti del Pd di Renzi in accordo con Berlusconi? Auguri!”

Il PD tirato in ballo dagli amanti litigio risponde a entrambi con Delrio si e non ci sta a buttare nella mischia ,ancora una volta ,i democratici.

Il neo capogruppo PD,Graziano Delrio chiarisce se ancora ce ne fosse bisogno: “Ancora una volta Di Maio ci prova a buttare in mezzo anche i democratici, ma il giochino non funziona. Il ruolo del Pd in questa legislatura è stato chiarito più e più volte. Ma se il concetto ancora non risultasse chiaro, allora ci ha pensato Graziano Delrio a chiarire, per l’ennesima volta, la posizione: “I voti del Pd – ha detto il neocapogruppo alla Camera – non sono a disposizione. Decidiamo noi”.