Mese: marzo 2018

TORINO. STICK DI COLLA PERICOLOSA PER LA SALUTE.

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA
SEQUESTRATO MIGLIAIA DI STICK DI COLLA PERICOLOSA

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Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Torino ha concluso un’operazione di sequestro
di oltre 350.000 confezioni di colla potenzialmente pericolosa.
Gli stick, di uso comune, erano composti da materiali tossici e nocivi, false anche le
etichettature apposte sulle confezioni riportanti indicazioni palesemente contraffatte;
queste le motivazioni alla base del provvedimento di perquisizione emesso dalla Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Torino ai quali i Finanzieri del Gruppo Torino hanno dato esecuzione.
L’indagine, partita mesi fa dal capoluogo piemontese, ha richiesto accertamenti tecnico
scientifici sui campioni di colla acquisiti. Gli esiti hanno confermato la presenza di sostanze vietate in concentrazione superiore ai limiti consentiti dalla legge. Si tratta, in particolare, di dicloroetano, una sostanza cancerogena tossica irritante e cloroformio anch’esso irritante.
I prodotti nocivi sequestrati, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo,
anche in piccolissime quantità, avrebbero potuto provocare lesioni acute o croniche.
Le colle tossiche erano stoccate in 16 depositi dislocati un pò in tutta Italia, dalla
Lombardia alla Toscana, dal Veneto alla Sicilia, dalla Campania al Lazio; tra le Province
interessate alla frode Firenze, Cremona, Padova, Catania, Latina, Mantova, Napoli e
Brescia.
Le indagini dei Baschi Verdi del Gruppo Torino hanno permesso di smantellare l’intera
filiera distributiva facente capo ad imprenditori italiani e cinesi che importavano i prodotti pericolosi dalla Cina.
L’intervento delle Fiamme Gialle, nello svolgimento del loro esclusivo compito di polizia
economico-finanziaria, è stato finalizzato oltre alla dismissione dal commercio di prodotti pericolosi, anche a riportare sui giusti livelli i parametri della libera concorrenza, che invece, come accade con la vendita di prodotti non conformi e quindi prodotti in“economia”, causa danni a chi propone merce regolare e con i prezzi livellati.
Al termine delle indagini sono nove gli imprenditori denunciati per svariati reati, dalla frode in commercio, all’immissione in commercio di prodotti pericolosi sino alla vendita di prodotti contenenti sostanze vietate.
Il valore della merce sequestrata supera i 2 milioni di euro.

TORINO. STICK DI COLLA PERICOLOSA PER LA SALUTE.

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA
SEQUESTRATO MIGLIAIA DI STICK DI COLLA PERICOLOSA

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Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Torino ha concluso un’operazione di sequestro
di oltre 350.000 confezioni di colla potenzialmente pericolosa.
Gli stick, di uso comune, erano composti da materiali tossici e nocivi, false anche le
etichettature apposte sulle confezioni riportanti indicazioni palesemente contraffatte;
queste le motivazioni alla base del provvedimento di perquisizione emesso dalla Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Torino ai quali i Finanzieri del Gruppo Torino hanno dato esecuzione.
L’indagine, partita mesi fa dal capoluogo piemontese, ha richiesto accertamenti tecnico
scientifici sui campioni di colla acquisiti. Gli esiti hanno confermato la presenza di sostanze vietate in concentrazione superiore ai limiti consentiti dalla legge. Si tratta, in particolare, di dicloroetano, una sostanza cancerogena tossica irritante e cloroformio anch’esso irritante.
I prodotti nocivi sequestrati, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo,
anche in piccolissime quantità, avrebbero potuto provocare lesioni acute o croniche.
Le colle tossiche erano stoccate in 16 depositi dislocati un pò in tutta Italia, dalla
Lombardia alla Toscana, dal Veneto alla Sicilia, dalla Campania al Lazio; tra le Province
interessate alla frode Firenze, Cremona, Padova, Catania, Latina, Mantova, Napoli e
Brescia.
Le indagini dei Baschi Verdi del Gruppo Torino hanno permesso di smantellare l’intera
filiera distributiva facente capo ad imprenditori italiani e cinesi che importavano i prodotti pericolosi dalla Cina.
L’intervento delle Fiamme Gialle, nello svolgimento del loro esclusivo compito di polizia
economico-finanziaria, è stato finalizzato oltre alla dismissione dal commercio di prodotti pericolosi, anche a riportare sui giusti livelli i parametri della libera concorrenza, che invece, come accade con la vendita di prodotti non conformi e quindi prodotti in“economia”, causa danni a chi propone merce regolare e con i prezzi livellati.
Al termine delle indagini sono nove gli imprenditori denunciati per svariati reati, dalla frode in commercio, all’immissione in commercio di prodotti pericolosi sino alla vendita di prodotti contenenti sostanze vietate.
Il valore della merce sequestrata supera i 2 milioni di euro.

VERBANIA. LE FIAMME GIALLE CELEBRANO LA RICORRENZA DEL PRECETTO PASQUALE

LE FIAMME GIALLE DI VERBANIA CELEBRANO A COSSOGNO LA
RICORRENZA DEL PRECETTO PASQUALE.

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FOTO DI REPERTORIO

Nella mattinata di giovedì 22 marzo, in occasione del Precetto Pasquale, è stata
celebrata presso la chiesa di San Brizio a Cossogno una Santa Messa officiata dal
Cappellano Militare Capo del Comando Regionale Piemonte Don Gianfranco Pilotto,
con l’ausilio di Don Adriano Micotti, Parroco di Cossogno.
Il Precetto Pasquale è stato celebrato in presenza del Sindaco del Comune di
Cossogno, Doriano Camossi, del Comandante Provinciale, Colonnello Gianfranco
Parisi, degli appartenenti alle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Verbania e di
una rappresentanza dei Finanzieri in congedo (A.N.F.I.).
Quest’anno è stato deciso dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di
Verbania di celebrare il Precetto Pasquale per i militari del Corpo della Guardia di
Finanza di Verbania, nella citata parrocchia del Comune di Cossogno, ovvero nella
stessa località ove nello scorso mese di Novembre era stata intitolata una via al
Maresciallo Gaudenzio Bottini, nativo nello stesso Comune, deceduto il 4 Gennaio del
1941 durante un servizio di vigilanza alla linea di frontiera nel Comune di Re (VB), ove il
citato Sottufficiale era Comandante della locale Brigata della Guardia di Finanza.
Tale ricorrenza, particolarmente gradita al Sindaco di Cossogno, ai familiari del
Maresciallo Gaudenzio Bottini ed ai cittadini presenti alla funzione religiosa, è stata
celebrata nella chiesa di Cossogno, anche per manifestare particolare vicinanza alla
popolazione di uno fra i tanti piccoli Comuni esistenti nella Provincia del Verbano Cusio
Ossola.

NOVARA. DONATI ALA CARITAS CAPI DI ABBIGLIAMENTO CONTRAFFATTI SEQUESTRATI

Donati alla Caritas Diocesana Novarese migliaia di capi abbigliamento sequestrati dalla GdF Migliaia di magliette e felpe sono state donate dalle Fiamme Gialle alla Caritas
Diocesana Novarese.

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I capi di abbigliamento sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel corso dei
consueti servizi d’istituto.
La merce è stata sequestrata, e successivamente confiscata, in quanto recante
marchi contraffatti delle più note griffe nazionali ed estere. Nello specifico i circa 4000
articoli sono risultati essere di buona fattura tanto da indurre i finanzieri a richiedere
al Magistrato inquirente l’autorizzazione a devolvere in beneficenza tale materiale
che altrimenti, come da prassi, sarebbe stato distrutto in un inceneritore.
Naturalmente tutti i capi di abbigliamento sono stati “bonificati” mediante la rimozione
di tutti i segni distintivi riconducibili alle griffe taroccate.
L’iniziativa si pone il duplice obiettivo di dare un aiuto concreto a chi più ha bisogno,
soprattutto in questo momento di difficoltà generalizzata, e di focalizzare l’attenzione
dell’opinione pubblica su un fenomeno, la vendita di merce falsa, che produce una
significativa alterazione del mercato regolare e causa delle ingenti perdite arrecate a
tutta filiera produttiva e commerciale dei prodotti genuini.

MILANO. “TAX OFFSET” OMESSI VERSAMENTI PER 40 MILIONI DI EURO.

Milano, operazione “TAX OFFSET”

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Danno all’Erario per oltre 40 mln di euro
Debiti d’imposta compensati con crediti inesistenti tramite accollo
I finanzieri del Gruppo Milano ed i funzionari del Settore Contrasto Illeciti
dell’Agenzia delle Entrate, attraverso l’esecuzione di articolate indagini di polizia
giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno portato
alla luce un complesso schema fraudolento basato sull’apparente possesso di
crediti d’imposta di fatto inesistenti, utilizzati per compensare debiti di soggetti
terzi, attraverso lo strumento dell’accollo del debito. Tale istituto, previsto dallo
Statuto del contribuente, non può essere peraltro utilizzato per versamenti tramite
compensazione.
Il meccanismo fraudolento, che ha interessato oltre 200 imprese operanti
sull’intero territorio nazionale, è stato ideato da una consulente di Milano, che,
con la collaborazione del coniuge e di ulteriori professionisti, si accollava
direttamente, ovvero attraverso due società alla stessa riconducibili, i debiti
d’imposta delle imprese accollate, procedendo poi a compensarli in F24 con
crediti inesistenti, a fronte di un compenso mediamente pari al 70% del valore
nominale dei crediti. Gli approfondimenti investigativi hanno evidenziato la natura
assolutamente simulata dei crediti utilizzati nelle indebite compensazioni. In
taluni casi, a testimonianza del comportamento spregiudicato tenuto
dall’indagata, i crediti fittizi utilizzati in compensazione risultavano riferibili ad anni
d’imposta antecedenti la costituzione stessa delle società che ne vantavano la
formale titolarità.
In capo alle imprese accollate ne è derivata una situazione di irregolarità fiscale
e contributiva dovuta agli omessi versamenti superiori a 40 milioni di euro, oltre
al danno connesso all’esborso di quanto pattuito nei contratti di accollo a favore
degli ideatori della frode.
Le indagini hanno permesso di intercettare una quota significativa dei flussi
finanziari distratti dagli indagati, transitati sul conto corrente della principale
società utilizzata nel disegno criminoso, costretta al fallimento. E’ stata eseguita
pertanto la misura degli arresti domiciliari nei confronti dell’ideatrice del sistema
fraudolento, in procinto di allontanarsi dall’Italia per trovare riparo nelle Isole
Cayman, nonché del coniuge arrestato in un lussuoso chalet di una nota località
turistica Valdostana.
Nel complesso, sono stati contestati a 9 soggetti i reati di cui agli artt. 110 c.p.,
10 quater del D. Lgs. 74/2000, 216 e 223 della Legge Fallimentare, eseguendo
sequestri preventivi finalizzati alla confisca di beni immobili, autovetture,
imbarcazioni, conti correnti e quote societarie per un importo complessivo pari ad
oltre 4,5 milioni di euro.