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GERUSALEMME. LA STRAGE DI PASQUA SUL CONFINE TRA GAZA E ISRAELE.

Lo stato Ebraico,Israele, ha festeggiato la Pasqua Cristiana con una strage e l’uccisione di 17 palestinesi radunatisi al confine tra Gaza e Israele per una manifestazione pacifica.

I morti sono 17, un ragazzo di meno di 16 anni è tra gli assassinati dai soldati israeliani. L’ambasciatore palestinese presso le Nazioni Unite, Riyad Mansour, lo ha reso noto durante un incontro con i giornalisti a New York al termine di una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza convocata su richiesta del Kuwait.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha chiesto l’apertura una indagine indipendente sui fatti di venerdì culminati con la strage di 17 palestinesi disarmati durante una manifestazione al confine tra Israele e la Striscia di Gaza.

L’agenzia di stampa Wafa riferisce di altre sei persone ferite oggi, durante una nuova proteste, e di decine di intossicati dai gas lacrimogeni.

La Wafa ha dato notizia di soldati israeliani, di stanza alla frontiera,che hanno deliberatamente aperto il fuoco contro i manifestanti a est di Khan Younes, ferendo tre di loro alle gambe.

Gaza City, a Jabalia e vicino al campo profughi di Bureij, conta altri tre feriti da armi da fuoco mentre fonti mediche parlano di almeno tredici persone ferite.

L’Unione europea, in una nota dell’Alta rappresentante per la politica estera,Federica Mogherini, ha sottolineato come “l’uso di munizioni vere dovrebbe essere oggetto di un’indagine indipendente e trasparente. Mentre Israele ha il diritto di proteggere i suoi confini, l’uso della forza deve essere proporzionato in ogni momento. La libertà di espressione e di assemblea sono diritti fondamentali che vanno rispettati”.
“Un ritorno immediato alla calma è essenziale. Tutti coloro che sono coinvolti hanno bisogno di esercitare moderazione ed evitare ulteriori escalation violente e ogni atto che possa mettere in pericolo i civili”.

La manifestazione di venerdì ha provocato 17 morti e almeno 2 mila feriti.

I palestinesi si erano riuniti lungo il confine con lo stato ebraico per la “Marcia per il Ritorno” voluta da Hamas in occasione del Land Day, la celebrazione annuale dello sciopero generale e delle marce organizzate il 30 marzo 1976 in protesta per l’esproprio di terre per motivi di sicurezza da parte di Israele.

L’assistente del segretario generale delle Nazioni Unite per gli affari politici, Taye-Brook Zerihoun: “C’è il timore che la situazione possa deteriorarsi nei prossimi giorni. Siamo profondamente rattristati. Il rischio di escalation è molto reale, esiste la possibilità di un nuovo conflitto nella Striscia di Gaza”.

Centinaia di persone stazionano intorno agli accampamenti allestiti a qualche centinaia di metri dal confine con Israele.

Le tende funzionano da campo base per la partenza delle marce che nelle intenzione degli organizzatori proseguiranno fino al 15 maggio,70° anniversario della creazione dello stato di Israele.

Per i palestinesi la data del 15 maggio corrisponde con la “nakba” o catastrofe, data in cui centinaia di migliaia di persone furono costretti ad abbandonare le loro case durante la guerra del 1948 per non farvi più ritorno.

L’ambasciatore Mansour ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di “affrontare con serierà la questione fornendo protezione alla popolazione civile” della Striscia di Gaza.

L’autorità Nazionale Palestinese,il Presidente dell’Anp,Mahmoud Abbas, ha dichiarato per oggi una giornata di lutto nazionale e sciopero generale: chiusi i negozi della Cisgiordania e la maggior parte delle attività imprenditoriali, le università e le scuole hanno sospeso le lezioni.

Foad Aodi, il fondatore delle Comunità del mondo arabo in Italia alla Adnkronos ha riferito che sono iniziati i funerali delle vittime degli scontri mentre i medici locali chiedono “un corridoio sanitario e umanitario per 1.630 feriti”.

I palestinesi che accusano Israele di aver compiuto un grande  contro il popolo palestinese e il primo ministro dell’Anp, Rami Hamdallah, ha chiesto che lo Stato ebraico venga riconosciuto responsabile di quello che ha definito “omicidio premeditato”.

Il generale Ronen Manelis,portavoce militare israeliano, ha dichiarato :”Se la violenza continuerà lungo il confine di Gaza, Israele espanderà la sua reazione per colpire i militanti anche al di là della frontiera, all’indomani della marcia.

Su Twitter la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Heather Nauert,ha scritto:  “Siamo profondamente rattristati dalle perdite di vite a Gaza. Invitiamo tutti coloro che sono coinvolti ad adottare passi per abbassare le tensioni e stiamo lavorando a un piano per la pace. La violenza non porta avanti né l’uno né l’altro di questi obiettivi”.

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