Mese: dicembre 2017

ALESSANDRIA. LIMITAZIONI ALLA VENDITA DI BEVANDE IN CONTENITORI DI VETRO.

CITTA’ DI ALESSANDRIA
UFFICIO STAMPA
Alessandria, 29 dicembre 2017
Capodanno 2018
Limitazioni alla vendita e somministrazione
di bevande in contenitori di vetro
Si comunica che in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno 2018,
dalle ore 19 del 31 dicembre 2017 alle ore 6 del 1° gennaio 2018, nell’area
interessata dalla manifestazione organizzata dall’Amministrazione
Comunale, vigerà il divieto di somministrare, vendere e/o distribuire
(anche gratuitamente) bevande in contenitori di vetro per asporto.
Il divieto è rivolto a tutti gli esercizi di vendita, di
somministrazione alimenti e bevande, artigianali e ai punti di ristoro temporanei,
situati in: piazza Marconi, piazza Garibaldi, corso Roma, via della Vittoria, via San Lorenzo e relative vie traverse. Sarà consentita esclusivamente la vendita in
contenitori di plastica o carta.
Vigerà, inoltre, per chiunque il divieto di immettere bevande in contenitori
di vetro nell’area della manifestazione, sia per uso proprio che con l’intento
di distribuirle ai presenti, anche se a titolo gratuito.
È consentita la somministrazione di bevande in contenitori di vetro
esclusivamente all’interno dei locali.

ALESSANDRIA. IL PONTE DEI SUICIDI: UN UOMO DI 56 ANNI SI LANCIA NEL VUOTO DAL PONTE MEIER

ALESSANDRIA. Il ponte che collega la ex cittadella militare al centro città ha questa notte visto consumarsi una nuova tragedia,dopo il suicidio dello scorso anno, un uomo dalla età apparente di 56 anni si è lanciato nel vuoto dal ponte Meier ad Alessandria.

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Il cadavere dell’uomo di 56 anni è stato scoperto da un agente di vigilanza privata che intorno alle 2.10 ha notato la giacca del suicida a terra e quando si è sporto per controllare ha visto un corpo sul greto del fiume.

Gli interventi dei soccorritori sono arrivati  immediatamente,ma hanno solo potuto recuperare il corpo senza vita del suicida,un cittadino albanese.

Sul posto sono giunti anche i i Vigili del Fuoco e i Carabinieri di Alessandria che stanno conducendo le indagini per far luce sulle ragioni al’origine del suicidio.

ALESSANDRIA.BULGARI: “NON E’ TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA”.

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COMUNICATO STAMPA FIOM CGIL ALESSANDRIA
“NON E’ TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA!”
Diventerà lo stabilimento più grande della provincia di Alessandria nel settore metalmeccanico e punta a diventare la più grande manifattura orafa d’Europa: è nel settore lusso e ha fatto uno stabilimento moderno degno dell’immagine del marchio aziendale: BULGARI.
Peccato però che a tanta modernità ed eticità sulle materie prime non corrisponda una gestione del personale altrettanto “moderna”.
Sugli attuali 590 dipendenti c’è un solo part time e 4 richieste di proroga di part time già esistenti: “RESPINTE”. Perché l’azienda deve ingrandirsi (previste assunzioni fino a 740 dipendenti), deve organizzarsi e non può rispondere all’esigenza di conciliare lavoro e famiglia per 4 dipendenti (donne naturalmente!). Lavoratrici, peraltro, che si sono messe a disposizione a cambiare mansione, ufficio, reparto.
L’azienda si copre dietro il CCNL che prevede l’obbligo di concedere il part time alle neomamme o a chi ha problemi di salute, quindi se chi richiede il part time è sola ma ha un figlio oltre i tre anni è noto che può lasciarlo a casa da solo! Oppure se invece di un bimbo c’è un anziano da assistere (come capita sempre più spesso) non possono farsene carico le aziende di questi problemi! Nel Nord Europa il part time è diffusissimo tra maschi e femmine, visto che i ruoli in famiglia sono equamente “condivisi”, in Italia invece il part time riguarda soprattutto le donne, ma se è utile all’azienda (commercio/servizi), allora diventa l’unica forma di assunzione, nell’industria invece è
un problema. Chi da anni fa contrattazione sa benissimo che se ci fosse più volontà e flessibilità (non solo da parte dei dipendenti vs l’azienda ma anche viceversa), si possono trovare le soluzioni tecniche.
Teniamo conto che in Bulgari l’orario è prevalentemente a giornata non su turni, e allora perché negare 4 richieste di part time, disattendendo, tra le altre cose, un regolamento interno da essa stessa redatto.
La vera ragione di questo diniego è che l’azienda vuole già definire chi decide e deciderà nel nuovo stabilimento l’organizzazione del lavoro e tutto il resto: potremmo citare, per esempio, un part time dato solo ad una parte di lavoratori, negandolo ad altri; la non volontà, dimostrata fino ad oggi a discutere di come armonizzare i tempi di ingresso: vestizione, procedure di sicurezza, ecc.
​E quindi non serve alcuna mediazione, già proposta dal Sindacato, per rispondere a quelle esigenze.
E’ un rifiuto “a priori”, anzi l’azienda dice che è un rinvio a quando lo stabilimento sarà a regime,ma i problemi familiari non sono rinviabili ed in qualche modo vanno risolti, magari dimettendosi.
Ma il sindacato non intende accettare una simile posizione e quindi ha deciso di chiedere
l’intervento di Consigliera di Parità e fare tutto ciò che legalmente “si può fare” per, prima di tutto,consentire a 4 donne di conciliare lavoro e famiglia (come prevedono anche alcune leggi di questo paese, che concedono sgravi, e inviti della Comunità Europea alle aziende a conciliare il più possibile le esigenze vita-lavoro ) e di affermare il proprio “ruolo” nel contrattare anche l’organizzazione del lavoro, considerando anche che le elezioni di rinnovo della RSU dello scorso luglio con più del 70% di affluenza, evidenziano una forte volontà delle lavoratrici e dei lavoratori di essere rappresentati. 1 RSU FIM CISL e 4 FIOM CGIL.
Auspichiamo che l’industria 4.0 stile AMAZON non stia facendo scuola ad altre aziende visto che si tratta dell’ennesimo passo indietro ed attacco ai diritti dei lavoratori. Nel settore del lusso comprimere il costo del lavoro può assumere solo quel significato.
Buone feste a tutti ed un augurio per un nuovo anno dove occupazione faccia il paio con
diritti e dignità !
Alessandria, 29 dicembre 2017
Anna Poggio
FIOM CGIL ALESSANDRIA

TORINO. SEQUESTRATO UN DEPOSITO CLANDESTINO DI FUOCHI D’ARTIFICIO

LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA SCOPERTO DEPOSITO CLANDESTINO DI FUOCHI D’ARTIFICIO.

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La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato a Beinasco, comune della prima cintura
torinese, oltre 13.000 fuochi d’artificio destinati ai festeggiamenti per la notte dell’ultimo
dell’anno.
Per diversi giorni, i Finanzieri del Gruppo Torino hanno osservato i movimenti di un
commerciante, gestore di un negozio che vende prodotti per animali nel centro di
Beinasco; una volta giunto il “carico” di artifizi pirotecnici i “Baschi Verdi” sono intervenuti accertando, pressoché “in diretta”, l’omissione di tutte le misure di sicurezza per lo stoccaggio dell’ingente quantitativo, che era stato abilmente occultato dietro le confezioni di crocchette per cani e insetticidi tra l’altro altamente infiammabili.
I fuochi d’artificio, anche appartenenti alla c.d. cat. “V”, nonché qualcuno dalla dubbia
provenienza e senza la prescritta marcatura CE di conformità, tra questi i famosi bengala
e le fontane luminose in batteria, non potevano essere immagazzinati con tali pericolose
modalità, in virtù anche del fatto che sopra l’attività dell’uomo è presente una palazzina ad uso condominiale.
Tre sono i soggetti, titolari dell’attività, che dovranno rispondere all’Autorità Giudiziaria dei fatti sopra descritti per i quali sono previste pene superiori ad un anno di reclusione.
Gli artifici pirotecnici, nei prossimi giorni, verranno fatti “brillare” dagli artificieri in apposita area attrezzata. A carico dei soggetti denunciati è stata inoltrata anche una segnalazione per omissione dolosa di dispositivi contro gli infortuni sul lavoro in quanto i dispositivi di spegnimento non erano prontamente disponibili in caso d’incendio.
Sono in corso accertamenti sulla provenienza degli artifizi pirotecnici per i quali è
necessaria una idonea abilitazione per la vendita ed il maneggio.

ALESSANDRIA. NESSUN BLOCCO ALL’ATTIVITA’ DI “ARAL”.

CITTA’ DI ALESSANDRIA
UFFICIO STAMPA
Alessandria, 28 dicembre 2017
Nessun blocco all’attività di ARAL spa
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L’attività della società ARAL spa può continuare senza interruzioni.
E’ stata, infatti, respinta l’applicazione della misura cautelare richiesta
dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia, nell’ambito
del procedimento penale che vede indagata la società ARAL spa, nella più
ampia indagine sul traffico illecito di rifiuti.
Per ARAL spa era stata richiesto, in via preventiva e cautelativa, lo stop
dell’attività di smaltimento per due anni.
Con ordinanza di oggi il GIP, dr.ssa Alessandra Sabatucci, ha rigettato
tutte le richieste formulate nei confronti della stessa società basandosi sul
fatto che, ai vertici aziendali, è stato nominato su indicazione del Ministero
dell’Interno e di concerto con la Prefettura di Alessandria, l’ex Prefetto,
Alessandro Giacchetti, come nuovo amministratore unico della società.
Questa nomina è stata considerata una garanzia di ferma cesura rispetto
alle pregresse condotte illecite, tale da consentire di escludere il pericolo
della reiterazione dei reati.
“Esprimiamo viva soddisfazione per questa notizia che dimostra come la
scelta, effettuata da questa Amministrazione, di proporre ai vertici di ARAL
un soggetto super partes, proveniente dalla Istituzioni, sia stata premiata
anche in sede giudiziaria– hanno commentato il sindaco, Gianfranco
Cuttica di Revigliasco e l’assessore all’Ambiente, Paolo Borasio -.ARAL
​può così continuare nel suo percorso di risanamento dei conti, potendo
contare anche su una rinnovata trasparenza e credibilità che ci fa ben
sperare per il futuro. In particolar modo vorremmo ringraziare l’operato
dell’avvocato, Piero Monti, che sta difendendo la società con indubbia
competenza e professionalità

TORINO. EUROSPIN SUSA,LA DIPENDENTE SI RIFIUTA DI LAVORARE A SANTO STEFANO: TRASFERITA A 100 KM MENTRE ALTRI PUNTI EUROSPIN OSPITANO I BANCHETTI NEOFASCISTI CHE RINGRAZIANO.

La politica,i rapporti industriali,sindacali e morali di Eurospin, sicuramente, non sono da annoverare tra i più limpidi e così mentre continuano a giungere foto di banchetti organizzati dai neofascisti davanti ai punti vendita delle catene di supermercati Eurospin e Pam.

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Che siano solo tollerati oppure organizzati poco importa. Quello che importa sono i fatti che dicono due cose: la prima che l’apologia di fascismo è un reato e la seconda che questi comportamenti non devono essere sottovalutati. Lo stesso accadde per la presenza di Forza Nuova nei punti vendita di Arcaplanet,in cui l’azienda inizialmente pronta a difendere la sua scelta e poi fare marcia indietro,sostenendo di non essere a conoscenza della natura del gruppo.

 


Il tentativo dei gruppi neo fascisti  era di proporsi come banchetti “solidali”.Ma bisogna ricordare e far ricordare ai supermercati che danno loro ospitalità che dietro quel movimento c’è la presenza del gruppo di “Roberto Fiore” che ben due sentenze della Cassazione hanno definito come una formazione «nazifascista».

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Il 2 dicembre scorso, il nuovo banchetto in un clima in cui il caso non è casuale dato che anche la Pam di Pordenone,davanti ai suoi negozi, pare non si sia fatto remore ad ospitare Casa Pound e il suo simbolo politico.

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In questo clima,e queste frequentazioni, è facile che venga da pensare che gli accordi sindacali e i diritti dei lavoratori sono carta straccia e che per chi disobbedisce agli ordini è pronta la punizione. In questo quadro si inserisce la storia di una commessa di eurospin di Susa e l’aria,per la donna,madre di due figli e un marito disoccupato,è da tempo particolarmente pesante,una brutta aria per una brutta storia, al supermercato Eurospin di Susa. La lavoratrice lavora nel negozio da almeno 12 anni nel reparto di ortofrutta,ma domenica 31 dicembre,e a San Silvestro si è rifiutata di prestare servizio festivo ed ha fatto valere il vecchio contratto indeterminato e con altre tre colleghe ha esercitato il diritto al riposo nel giorno festivo.

Il 14 dicembre il sindacato,Cisl-Fisascat spiega: “Perché possono accettare di lavorare volontariamente, senza obbligo da parte dell’azienda”.

La ritorsione dell’azienda il giorno dopo,quando l’ispettore “Eurospin” ha detto alla dipendente,( 40 enne di Susa, sposata con due figli piccoli e un marito disoccupato), di aver bisogno di lei nella sede di Cuorgnè, Alto Canavese, a partire dal lunedì 18 dicembre.

Il ricatto dell’ispettore di carattere personale ed economico perché il negozio di Courgnè dista almeno 100 km da Susa e il costo del viaggio circa 16 euro di benzina tra andata e ritorno è a carico della dipendente oltre alle insidie delle strade nella stagione invernale.

La comunicazione scritta del trasferimento le viene fatto pervenire ineme al nuovo orario di lavoro per completare la ritorsione:dalle 16.30 alle 20.30 (rendendole impossibile una vita familiare normale).

Il 18 la donna si presenta nel suo punto vendita di Susa,ma l’ispettore è irremovibile: “Devi andare a Cuorgnè”.

La donna in preda ad una crisi di ansia sviene tra gli scaffali,tra i  clienti basiti e icreduli per quanto stava accadendo.

La diagnosi del Pronto soccorso di Susa: “Stress da lavoro, riposo assoluto per una settimana”.La donna confida: “È solo un accanimento verso di me, io ho sempre dato tutta me stessa per questo lavoro”.

La linea politica di chi ospita i banchetti neo fascisti non è rivolta a creare condizioni di lavoro democratico in azienda e può darsi che sia accanimento contro la dipendente, che lo scorso anno era stata trasferita nel discount di Orbassano per essersi rifiutata di frequentare un corso a Verona.

La protesta sindacale e un presidio di solidarietà nei confronti della commessa è stato organizzato dalla Cisl Fisascat oltre ad aver provocato l’indignazione dell’assessore regionale alle Pari opportunità, Monica Cerutti, che avverte: “Credo che la lavoratrice di Susa sia ingiustamente oggetto di un atto di discriminazione. In situazioni analoghe la giustizia ha comunque dato ragione ai lavoratori. Sono però necessari interventi generali più che rincorrere i singoli casi”.

Alcuni giorni di riposo e la donna è ritornata nel negozio Eurospin di Susa dove per ora nessuno le ha contestato alcunché,ma il sindacato ha deciso di mettere sotto i riflettori l’Eurospin e avvisa che non permetterà all’azienda di intraprendere nuove misure di ritorsione nei confronti della donna.

 

Sabatino Basile,referente torinese della Cisl-fisascat,puntualizza:”Non è la prima volta che questo marchio della grande distribuzione si comporta in maniera ostile con chi non vuol lavorare la domenica e ha tutti i diritti per farlo. Il fascicolo di questa vicenda è già stato consegnato ai nostri avvocati, perché non finisce certo qui. Più volte ci siamo impegnati ad incontrare la dirigenza dell’azienda, mai avuto una risposta. Nelle prossime settimane organizzeremo altre forme di mobilitazione perché non siamo più disposti a far trattare così i lavoratori”.

 

TORINO. PROTESTA DEI DIPENDENTI FONDAZIONE MUSEI:INCATENATI SOTTO IL COMUNE DI TORINO.

I licenziamenti decisi dalla Fondazione Musei e il comune di Torino sono al centro della protesta dei lavoratori della Fondazione Musei.

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La decisione di incatenarsi sotto il comune di Torino dopo l’incontro tra i sindacati e i vertici della Fondazione in cui il presidente,Maurizio Cibrario, e  il segretario,Cristian Valsecchi, hanno confermato i 28 licenziamenti.

Il prossimo incontro il 12 gennaio,ma con poche speranze di ricomporre la crisi mentre la protesta si spostava sotto il Comune responsabile del taglio di 1 milione e 300 mila euro che ha portato ai licenziamenti.

Il muro contro muro tra Comune e Regione anche quando  l’assessore, Antonella Parigi, aveva espresso la propria disponibilità a trovare le risorse a patto che anche il Comune facesse la sua parte integrando con altre risorse.

Palazzo Civico è silente e scarica le responsabilità sulla Regione.

I lavoratori dei musei,dopo aver discusso con l’assessora alla cultura,Francesca Leon, hanno deciso di incatenarsi sotto il Comune alla cancellata del monumento al Conte Verde.

I vertici dei Musei non hanno escluso che nel 2018, terminata la procedura dei licenziamenti è ridotto l’organico, possa far ricorso ai contratti di solidarietà.

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