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TORINO. ELSA FORNERO SALE SUL PATIBOLO MEDIATICO:”SCUSATE SONO STANCA,ORA VADO VIA”.

La riforma delle pensioni di Elsa Fornero,che lo si voglia pensare oppure no,è stata la vigliaccata più infame che un governo possa perpetrare ai danni dei suoi cittadini.

Ma la ministra Elsa Fornero che pure l’ha firmata non è la principale responsabile per un provvedimento:”la riforma delle pensioni” che è servita a fare,immediatamente, cassa attraverso il risparmio sull’erogazione di nuove pensioni da parte dello stato.

Per comprenderne a pieno il significato bisognerebbe ripercorrere le riscrivere l’intera vicenda che ha coinvolto 400.000 “esodati” i quali dopo aver firmato e accettato il licenziamento per accedere alla mobilità e al termine alla pensione si sono ritrovati gabbati e “mazziati”,senza lavoro e senza pensione in un limbo assurdo preludio della povertà,che ha trasformato persone per bene in mendicanti.

La ex ministra Fornero ad un certo punto dice:”Scusate ma ora vado. Sono distrutta».

Mentre la ministra tenta di mostrare un certo orgoglio per una riforma di cui che l’ha seguita va fiero in Europa, sullo schermo si proietta il suo processo,il processo ad un ministro che con la sua legge ha distrutto famiglie,dignità e vite.

400.000 lavoratori che in tutte le categorie,nessuna esclusa, avevano fatto un patto con lo Stato per andare in pensione in anticipo ed hanno dovuto sopportare il peso del tradimento,come se quello fosse il regalo del governo Monti agli italiani prima di Natale.

La Storia ha già scritto nelle sue pagine il nome del colpevole di quella che è stata l’ecatombe sociale più grave dal dopo guerra in poi, anche il nome evoca quanto grave e infamante siano stati i risultati della riforma:”esodati”, è una professoressa universitaria di Torino che risponde al nome di Elsa Fornero, ha 69 anni, ministro del Lavoro nel governo tecnico guidato da Mario Monti tra la fine del 2011 e l’inizio del 2013.

Furono sicuramente anni duri che richiesero una forma di austerità che fece male al paese,ai lavoratori,ma che salvò l’Italia dal precipizio in cui è invece sprofondò la Grecia,ma a caro prezzo e a pagarne il conto furono i lavoratori,gli “esodati” e le nuove fasce di povertà in cui sprofondò il ceto medio italiano destinato ad estinguersi per aggiungersi agli ultimi,i più poveri.

La “troika” e le istituzioni finanziarie imponevano ad Atene l’agenda al governo, un dramma nel dramma che all’Italia è stato risparmiato anche se ha ha vissuto la perfidia della classe politica che ha chiesto ai tecnici di sostituirsi nel lavoro sporco e metterli poi sul banco degli imputati:”Altrimenti oggi sul banco degli imputati non ci sarei io, ma chi per venti anni ha illuso gli italiani raccontando che andava tutto bene”si sfoga la professoressa.

La prof. Elsa Fornero mentre proiettano “L’Esodo”,un film di Ciro Formisano in cui si racconta la storia vera di Francesca,”esodata” (con un nipote di sedici anni da mantenere,fare crescere) e costretta a chiedere l’elemosina, alle 6 del pomeriggio sale sul patibolo mediatico in un cinema di periferia.

E’ la prima volta che vede la proiezione e lo fa con un gruppo delle sue vittime,ma ci tiene a ricordarlo che il suo cognome è l’unico che ricordano:”Solo il mio. Quello di Monti l’hanno scordato tutti. Anzi, si sono dimenticati di tutti i professori. Tranne che di me. Credevo di servire il Paese in un momento drammatico. Sono stata un’ingenua».

Pianse già una volta in diretta TV parlando dei pensionati,ma,forse, quell’immagine lasciava trasparire il futuro che si apprestava a colpire una delle classi più deboli del paese e l’amarezza che le segna il viso non le dà pace prima di consegnarsi al plotone di esecuzione apparecchiato solo per lei.

Il film racconta della storia personale di Francesca “l’esodata”,ma racconta anche il ministro in un ottica ed una visione molto negativa: “la strega”, “la ladra”, “perché è così diverso quel che hanno fatto i professori da chi entra per rubarti in casa”?

La prof. se ne sta davanti a quel plotone di esecuzione,che per 1 ora e 40 minuti le scarica addosso bordate di proiettili, immobile, rigida, le braccia serrate al petto e la mascella stretta.

Il racconto di Francesca che si inginocchia a terra e chiede la carità. La Fornero che sicuramente mastica che: “Ma questa storia sarebbe stata più drammatica ancora senza il governo di cui ho fatto parte”. Sarebbe stata la Grecia.

Francesca che alla nipote racconta una bugia,aver trovato lavoro come lavapiatti perché non ha cuore di dirle la verità,l’umiliazione dopo anni e anni di lavoro è troppo grande da affrontare con leggerezza e con il suo lavoro se ne è andata via la sua dignità di lavoratrice e di donna: “Che stupidi questi professori quando dicevano di non sapere se l’indomani l’Italia avrebbe avuto i soldi per pagare i dottori, gli insegnanti, le forze dell’ordine”. Francesca mangia solo tonno in scatola. “Forse è stata tutta un’illusione, non c’era chi diceva che i ristoranti erano pieni e la gente stava bene?”.

 

La voce di Francesca, a tratti, si spezza per l’emozione troppo forte: “Ma certo che si risolve,vuoi mica che ci lascino senza pensione?”. Invece Sì ed insieme a Francesca erano in 400 mila ,di cui solo 150 mila sono stati tutelati.La Fornero sbotta: “Sì, e 130 mila li ho garantiti io. Chi è venuto dopo che cosa ha fatto?”.

 

Non so se la Fornero anche solo per un momento abbia provato vergogna guardandosi nello schermo e ripercorrendo l’orrendo dramma inscenato con la sua riforma,ma tutti i protagonisti della storia hanno perso un pezzo della loro vita.

Qualcuno ha chiesto alla Fornero di domandare ai protagonisti della sua odissea come ci si senta mentre raccontano delle crisi di panico, la famiglia a brandelli, gli anni bui senza lavoro né pensione.

Come si sente la Fornero nella parte di colei che è stata l’attore,l’autore unico di una  carneficina sociale senza eguali nella storia d’Italia,con l’esclusione della 2^ guerra mondiale.

Elsa Fornero potrebbe e fa una riflessione: “Chi racconta storie così vince comunque, io perdo sempre”,un pensiero amaro che non fa una piega: “come ci si difende davanti a chi ha perso lavoro, reddito, dignità? Come si spiega che poteva andare molto peggio, ammesso che sia vero? E come si fa i conti con l’idea di essersi prestati a un’operazione che la politica non voleva intestarsi e ha delegato ai tecnici?

Elsa Fornero dopo anni non è ancora riuscita a darsi una risposta alle sue domande: “Questa riforma fa tanto comodo: ce se ne può vantare in Europa, mentre in Italia basta dire che è tutta colpa mia. Ora vado, sono stanca”.