Mese: settembre 2017

ASCOLI PICENO.OPERAZIONE”MAMME DI FACEBOOK”TRUFFE AI TERREMOTATI.

LA GUARDIA DI FINANZA DI ASCOLI PICENO CON L’OPERAZIONE “MAMME DI FACEBOOK” HA SCOPERTO UNA TRUFFA AI SANNI DEI TERREMOTATI.DEVOLUTI ALLA CARITAS DIOCESANA I BENI SEQUESTRATI.

La Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha consegnato al Direttore della locale Caritas Diocesana Don Alessio Cavezzi, un rilevante quantitativo di beni sequestrati che provenienti da donazioni per i terremotati, in realtà stavano per essere rivenduti su 

iGuardia di Finanza 

Comando Provinciale Ascoli Piceno

Comando Provinciale

Guardia di Finanza Ascoli Piceno

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COMUNICATO STAMPA DEL 26 SETTEMBRE 2017

GUARDIA DI FINANZA DI ASCOLI PICENO:

OPERAZIONE “MAMME DI FACEBOOK” TRUFFA AI TERREMOTATI.

DEVOLUTI ALLA CARITAS DIOCESANA I BENI SEQUESTRATI.

La Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha consegnato al Direttore della locale Caritas 

Diocesana Don Alessio Cavezzi, un rilevante quantitativo di beni sequestrati che 

provenienti da donazioni per i terremotati, in realtà stavano per essere rivenduti su internet.

L’operazione denominata “Mamme di Facebook” è partita da monitoraggi svolti dalle Fiamme Gialle su un sistema di raccolta strutturato su Facebook attraverso il gruppo“Tutti uniti ancora una volta” che raccoglieva aiuti a favore delle popolazioni colpite dal sisma. Due promotrici: R.R. di Spinetoli (AP) – già nota per precedenti truffe – e Q.A. di Ascoli Piceno, si facevano spedire e poi rivendevano su piattaforme e-commerce come “Shpock” e “Subito.it” beni di ogni genere, fra cui scarpe vestiti, articoli per la pulizia della casa, aspirapolveri, nonché materiale scolastico, giocattoli, medicinali, coperte e beni di stretta necessità.

L’esecuzione di specifici provvedimenti, emessi dal PM della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno che ha coordinato le indagini, ha consentito di recuperare parte dei beni non ancora venduti, sequestrare personal computer,materiale informatico, telefoni cellulari e carte “Postpay” sui cui sono transitate somme incassate dalle vendite e soprattutto donazioni versate dagli ignari benefattori vittime della truffa.Proprio grazie alla loro rinnovata generosità e sensibilità, è stato oggi possibile devolvere in favore della Caritas Diocesana quei beni rinvenuti nella disponibilità delle due donne e non ancora venduti.

Nel corso del breve ma significativo incontro presso la Caritas, il Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, Cap. Giovanni Gualtieri, nel risaltare gli aspetti salienti dell’operazione ha sottolineato che come Corpo di Polizia economico-finanziario, la Guardia di Finanza continuerà a garantire la sua opera in termini di impegno e presenza per circoscrivere tutte quelle potenziali vicende illecite a danno delle popolazioni, già fortemente colpite dagli eventi sismici del 2016/2017

ROMA.OPERAZIONE”PEOPLE OUT”PERCEPIVANO L’ASSEGNO SOCIALE,MA ERANO RESIDENTI ALL’ESTETO.

LA GUARDIA DI FINANZA DEL NUCLEO SPECIALE SPESA PUBBLICA E REPRESSIONE FRODI COMUNITARIE HA PORTATO A TERMINE L’OPERAZIONE “PEOPLE OUT”: PERCEPIVANO ASSEGNI SOCIALI MA ERANO RESIDENTI ALL’ESTERO. DENUNCIATI IN 370.


Nell’ambito del rapporto di collaborazione tra la Guardia di Finanza e l’INPS, finalizzato a prevenire e reprimere truffe ai danni dello Stato, il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie del Corpo ha sviluppato e coordinato, sulla base dei dati forniti dall’Istituto e con il suo ausilio, una serie di attività investigative che hanno portato all’individuazione di un sistema di percezione indebita dell’assegno sociale, prestazione che rientra tra i principali strumenti cosiddetti “di protezione” attualmente in vigore.

L’emolumento, che è corrisposto dall’I.N.P.S. per tredici mensilità (circa € 450 al mese), spetta ai cittadini italiani, comunitari (con iscrizione all’anagrafe comunale), extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo), rifugiati politici ed apolidi (titolari dei rispettivi titoli di soggiorno) che:

 abbiano compiuto 65 anni (età cui va aggiunto un correttivo legato all’aggiornamento 

della speranza di vita);

 siano residenti effettivamente ed abitualmente in Italia;

 abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa per almeno dieci anni nel territorio 

nazionale (la permanenza decennale è stata introdotta dal 1° gennaio 2009);

 si trovino in condizioni economiche disagiate. 

Le attività sono state condotte sull’intero territorio nazionale e hanno consentito di 

individuare centinaia di cittadini, sia italiani che stranieri che, dopo l’ottenimento dell’assegno sociale, si erano trasferiti all’estero ovvero erano stati sempre effettivamente domiciliati “oltre confine”, non rispettando, pertanto, il requisito essenziale della stabile ed effettiva residenza sul territorio nazionale e certificando falsamente redditi inferiori alla soglia prevista dalla legge per il conseguimento del beneficio. Gli stessi continuavano a 

riscuotere illecitamente l’emolumento assistenziale attraverso l’accredito su c/c oppure ritornando, saltuariamente, in Italia al solo scopo di ritirare le somme allo sportello. Gli autori degli illeciti sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ovvero sanzionati con pena pecuniaria.

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