Mese: settembre 2017

PECHINO.PRESSING DELLA  CINA SULLA COREA DEL NORD.

Continua il pressing della Cina sull Corea del Nord dopo le sanzioni decise dal consiglio di sicurezza dell’ONU il 12 settembre.Il governo cinese gioca la carta della pressione economica e ha ordinato alle compagnie nordcoreane e alle joint venture miste sino-nordcoreane di chiudere le attività sul territorio cinese entro 120 giorni dalla approvazione delle sanzioni votate  dal  di Sicurezza dell’Onu il 12 settembre.

La decisione è stata resa nota con la pubblicazione sul sito web del ministero del Commercio cinese ed  è una parte degli sforzi che la comunità internazionale sta facendo per aumentare il pressing su Pyongyang in merito ai programmi nucleari e missilistici.

La Cina attraverso il portavoce del ministero della difesa,Wu Quian, ha spiegato di aver fatto sforzi enormi e compiuto passi nei confronti di Pyongyang per risolvere la questione del nucleare nordcoreano, ma il nodo del problema è il conflitto esistente tra la Corea del Nord e gli Usa”.

Il ministero della Difesa,Wu Qian,ha aggiunto di sperare che i Paesi coinvolti possano adottare un approccio responsabile e iniziative utili ad allentare le tensioni facendo qualcosa di concreto e ribadito che “la soluzione militare non è un’opzione”. 

GIEBEN. L’ASINO SI MANGIA LA MACLAREN,MA POI SI GIUSTIFICA:”PENSAVO FOSSE UNA GROSSA CAROTA”.

TRA ASINI CI SI INTENDE SEMPRE,IL PRIMO GUIDA UN BOLIDE DA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO,IL SECONDO AMA FARE UNA DIETA VARIEGATA A BASE DI CAROTE E FIBRA DI CARBONIO.QUELLA DELLA MACLAREN PER INTENDERCI.

L’asino,”Vitus”,provando vicino al suo recinto una grossa carota arancione decise di fare qualche assaggio qua e là,ma il proprietario dela carota,un’auto sportiva McLaren arancione, non ha gradito ritrovare la costosa auto con la carrozzeria mangiata ed ha citato in giudizio il proprietario dell’asino,che a suo dire avrebbe arrecato un danno di oltre 5 mila euro alla carrozzeria dell’auto.

Markus Zahn, proprietario dell’auto, ha tentato invano di ottenere il risarcimento del danno provocato dall’animale. Gli agenti di polizia intervenuti per effettuare gli accertamenti hanno stabilito che “Vitus” potrebbe aver scambiato la McLaren,incautamente parcheggiata di fronte al suo recinto, per una grossa carota.

Il proprietario di “Vitus” da canto suo gli ha detto:”Dovevi cercarti un posto migliore per parcheggiare” la carota arancione.

MILANO.REGIONE LOMBARDIA: SALUTE ARRIVA IL GESTORE,CHE SI OCCUPERA’ PIU’ DELLE SUE TASCHE CHE DELLA SALUTE DEI PAZIENTI

In Regione Lombardia la salute è un business,lo stanno sperimentando con la creazione del gestore che si occuperà di pianificare esami e cure per gli ammalati,ma senza tener conto delle specificità della malattia. Occhio solo al portafogli.

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la vicenda è molto complicata,ma per semplificarla basterà immaginare di metere la nostra salute e la nostra vita nelle mani di un manager che ha come obbiettivo:risparmiare e guadagnare risparmiando sulla salute dei pazienti.

Due sono le delibere che la giunta regionale Lombardia ha votato senza neppure discuterle in consiglio regionale, la n. 6164 del 3 gennaio e la n. 6551 del 4 maggio 2017, che modifica totalmente l’assistenza sanitaria in Lombardia cancellando alcuni dei pilastri fondativi della legge di riforma sanitaria la n. 833 del ’78.

Le stime della Regione su circa 3.350.000 cittadini “pazienti cronici e fragili” suddivisi in tre livelli a seconda della gravità della condizione clinica.

I pazienti lombardi riceveranno una lettera con la quale la Regione li inviterà a scegliersi un gestore al quale affidare, attraverso un “Patto di Cura”, un atto formale con validità giuridica, la gestione della propria salute.

Il gestore sarà scelto su consiglio del medico di base o  da elenco creato ad hoc.

Il gestore predisporrà il Piano di Assistenza Individuale (Pai) prevedendo visite, esami e  interventi ritenuti da lui necessari per il paziente,come regione comanda. Il medico di medicina generale (Mmg) può integrare il Pai, provvedendo a informare il Gestore, ma senza modificarlo essendo il Pai in capo al Gestore.

La Regione ha stabilito un corrispettivo economico da dare al “Gestore” per le patologie,65 malattie, dei pazienti da gestire. Il gestore,qualora risparmiasse sui costi delle cure mediche,potrà tenere per se stesso la parte eccedente: quindi se ipoteticamente per un paziente la regione stanzia 1000 euro e il gestore ne spende 100 i rimanenti 900 euro sono del gestore che potrà eventualmente dividerli con il Mmg,Medico di medicina generale.

Il gestore non deve per forza essere un medico, può essere un ente anche privato e deve avere una precisa conformazione giuridica e societaria e può gestire fino a… 200.000 persone.

Nelle scelte dei gestori,ovviamente, conteranno di più i profitti che la salute e la cura dei pazienti che potranno cambiare gestore,ma dopo un anno.

La personalizzazione dei percorsi terapeutici scompariranno e con essi anche il rapporto di fiducia con il medico curante. Le società gestiranno da 100 a 200.000 Pai (Piani di Assistenza) come numeri  atti a produrre guadagno.Pazienti da usare per produrre plus valenze.

MONZA. LA FORZA DELLA ‘NDRANGHETA:SINDACO I NOSTRI INTERESSI VANNO AL PRIMO POSTO. LA GIUNTA CADE E ARRIVA IL COMMISSARIO.

I consiglieri comunali di Seregno,Monza,si sono dimessi in massa e la Giunta comunale è caduta. Lega Nord, Forza Italia e minoranza, centrosinistra e liste civiche, questa mattina hanno deciso di abbandonare l’incarico,il prefetto di Monza e Brianza,Giovanna Vilasi,spiega “Sono partite le pratiche per la sospensione della Giunta, al più tardi domani pomeriggio sarò in grado di comunicare ufficialmente il commissariamento del Comune di Seregno”.

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Il vicesindaco di Seregno Giacinto Mariani, della Lega Nord,ha annunciato le sue dimissioni durante un incontro ad Albiate alla presenza del segretario della Lega Nord,Matteo Salvini.Giacinto Mariani è indagato per abuso d’ufficio nella maxi inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel mondo della politica e dell’imprenditoria in Brianza. Dimessi anche i consiglieri del gruppo consiliare Lega Nord di Seregno a cui hanno seguito le dimissioni anche del gruppo consiliare di Forza Italia:il sindaco Edoardo Mazza e il consigliere Stefano Gatti sono agli arresti.

Alla ‘ndrangheta ogni promessa e debito.

William Viganò,capogruppo del PD, ha commentato: “E’ stata una scelta necessaria anche per la minoranza, dato che qualcuno della maggioranza non ha mollato nel decaduto Consiglio,altrimenti non ci sarebbero stati i numeri per far cadere questa giunta, un atto dovuto ai cittadini”.
Gli assessori e i consiglieri di Forza Italia a sostegno delle dimissioni ha spiegato: “Alla luce dei recenti eventi che hanno interessato il nostro Comune, con senso di responsabilità e rispetto dei cittadini seregnesi abbiamo rassegnato le dimissioni. Altrettanto hanno fatto i coordinatori cittadini. Il partito locale pone la massima fiducia nella magistratura e si augura che venga restituita serenità e credibilità alla vita amministrativa, alle istituzioni e alla città”.

La scelta delle dimissioni è stata concordata con i coordinatori regionale e provinciale degli azzurri, Mariastella Gelmini e Fabrizio Sala, che,però hanno tenuto a  chiarire: “Non è una dichiarazione di colpevolezza degli indagati,sarà la magistratura ad esprimersi,ma una scelta responsabile per garantire alla città, dopo nuove elezioni, un’amministrazione nel pieno delle sue funzioni e attenta alle esigenze dei cittadini”.
Mario Nava, portavoce del Movimento 5 Stelle in Comune a Serergno: “Non c’era più nessun motivo per portare avanti il nostro lavoro in Consiglio comunale. Continueremo ad operare sul territorio. Seregno da anni è coinvolta in scandali. La prossima amministrazione dovrà lavorare per i cittadini e non servire il malaffare”.
Mariani si difende,o cerca di difendere quel poco che resta di in-difendibile, intanto che si attendono le decisioni del GIP del Tribunale di Monza sull’interdizione dai pubblici uffici per Mariani: “Sono ventiquattro anni che sono seduto in Consiglio comunale, come assessore, come consigliere comunale e poi dieci anni da sindaco e due anni e qualche mese da vicesindaco, la Lega senza se e senza ma è per la lotta all’ndrangheta, quando ho visto che qualcosa non andava ho fatto degli esposti. Da qui in avanti, con quello che sta uscendo sulla stampa, verremo additati come mafiosi, tutto quello che noi non siamo. Per questo tutto il nostro gruppo ha deciso di dare le dimissioni”.
Il vicesindaco Mariani  è al centro delle intercettazioni contenute nelle annotazioni dei carabinieri ed emergerebbe la sua figura nell’inchiesta. La telefonata dell’ottobre 2015 del costruttore Antonino Lugarà, in carcere per corruzione e considerato vicino alla ‘ndrangheta, parla di Mazza con Stefano Gatti, consigliere, e quest’ultimo gli dice: “Lui c’ha il padrone…unico padrone…Giacinto Mariani”. In un’altra intercettazione un architetto dice che Mazza sarebbe “di fatto ‘guidato’ dal vice-sindaco Mariani”, definendolo una ‘pedina’.

PARMA.A “SORAGNA”E’ VIETATO ESSERE COMUNISTI,PAROLA DI LEGHISTA. ANCHE MUSSOLINI E IL FASCISMO MISERO AL BANDO LE LIBERTA’ PERSONALI E DI ESPRESSIONE.

LA MAMMA DEGLI IMBECILLI E’ SEMPRE INCINTA,MA QUESTA CE LA MESSA TUTTA,MA PROPRIO VERAMENTE TUTTA E PER NON SMENTIRSI INVITANO A METTERE FUORILEGGE COLORO CHE CI HANNO RESTITUITO LA LIBERTA’:I COMUNISTI E NON SOLO.

RIPRENDO E PUBBLICO L’ARTICOLO DEL SEGRETARIO  DELLA FGCI DELL’EMILIA ROMAGNA.

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La proposta del Consiglio Comunale di Soragna (provincia di Parma), datato 23 settembre 2017 sulla messa al bando dell’ideologia Comunista, si rifà in modo diretto alla Legge Fiano, in questi giorni in discussione al Senato per l’approvazione. Assistiamo sempre più a discussioni piene di odio e di urla, non comprendendo che il Comunismo è la voce anche del silenzio, della concretezza delle alternative, e tutto il resto è la voce di chi ha paura della verità. E per quanto urliate e cerchiate di zittire la nostra voce, noi continueremo a fare politica e diffondere la nostra visione del mondo.

Quindi avvisiamo che da oggi 27/09/2017 chiunque venisse trovato sul territorio comunale di Soragna in possesso o intento a riprodurre, distribuire, diffondere, vendere, richiamare pubblicamente la simbologia, le gestualità, o di manifestare ideologia da ricondurre al Partito Comunista potrebbe essere richiesto da Iaconi Farina al Governo stesso che si proceda nei suoi confronti ad infliggere pene severe, con pena aumentata se questo dovesse accadere attraverso i mezzi della rete informatica.”

Continua imperterrito, dunque, il tentativo da parte dei governi (locali, nazionali od europei) di limitare l’ideologia comunista, minacciando persino di perseguire coloro che, liberamente, decidono di impegnarsi per una società migliore, più libera e più giusta. Si fa forte dunque in noi, ed in tutti i cittadini italiani, il bisogno di essere presenti, e resistenti, al fine di poter tornare ad una situazione di piena agibilità dei valori antifascisti, in cui non ci sia paura di esprimere la propria idea, contraria a quella dei poteri forti, gli stessi che rubano milioni di euro dichiarandosi innocenti, e che minano le volontà popolari. Da sempre i Comunisti sono a fianco dei lavoratori, del popolo, degli sfruttati, di chi non trova modo di far valere i propri diritti.

La Costituzione Italiana sancisce non solo il divieto di ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista, ma protegge soprattutto la libertà personale e di pensiero di ogni cittadino, in ossequio agli autentici valori che animarono la Resistenza antifascista. Invitiamo dunque i firmatari della mozione a rispettare la storia del nostro Paese, a rispettare la storia della costruzione della democrazia del nostro Paese, imperniata sulla Carta Costituzionale che, non a caso, porta la firma del comunista Umberto Terracini.

La mia praticità consiste in questo: nel sapere che a battere la testa contro il muro è la testa a rompersi e non il muro.
(A. Gramsci)

 

di Fabio Ferraris, Segretario FGCI Emilia Romagna e FGCI Parma.

FROSINONE.OPERAZIONE”VIRTUAL MONEY”: ESTORSIONI ON LINE CON PAGAMENTI IN “BITCOIN”

LA GUARDIA DI FINANZA HA DISARTICOLATO UNA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE
DEDITA ALL’ESTORSIONE CON PAGAMENTO IN BITCOIN

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All’alba di oggi, i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, hanno
eseguito, in provincia di Frosinone, una misura cautelare personale e reale nei
confronti di 7 soggetti tutti indagati per i reati di associazione per delinquere
finalizzata all’estorsione, alla frode informatica ed all’autoriciclaggio.
Il provvedimento, emesso dal GIP di Frosinone su richiesta del Procuratore
della Repubblica, Dott. Giuseppe De Falco, ha disposto la custodia cautelare
in carcere per due soggetti e la misura dell’obbligo di firma per altri cinque
membri dell’organizzazione nonché il sequestro del capitale sociale e del
complesso aziendale di una società e di tutte le disponibilità finanziarie
giacenti sui conti correnti riconducibili all’organizzazione.
Le articolate indagini hanno tratto origine dall’analisi di numerose “segnalazioni
per operazioni sospette” con le quali gli intermediari finanziari evidenziavano un
anomalo utilizzo di carte ricaricabili sulle quali era transitato, in circa un
anno, oltre 1 milione di euro.
L’operazione denominata “Virtual Money” ha permesso di smantellare
l’organizzazione criminale che aveva una particolare metodologia
delinquenziale: in sostanza alcuni sodali inoculavano nei personal computer di
ignari utenti, il virus denominato criptolocker con il quale bloccavano l’utilizzo
dello strumento informatico. Per riottenerne la disponibilità gli utenti erano
costretti a pagare un riscatto, rigorosamente in bitcoin, da acquistarsi su siti di
cambiavalute riconducibili agli indagati. Il controvalore, di circa 400 euro per
ogni estorsione, veniva accreditato su carte di credito ricaricabili intestate a
soggetti prestanome e comunque nella disponibilità del vertice
dell’organizzazione.
I finanzieri hanno anche ricostruito i successivi movimenti di denaro che, dalle
carte ricaricabili, confluiva su conti correnti nazionali e, da quest’ultimi, all’estero
Guardia di Finanza
NUCLEO SPECIALE POLIZIA VALUTARIA
per l’acquisto di ulteriori bitcoin. Quest’ultima circostanza è stata
particolarmente valorizzata dall’Autorità giudiziaria in quanto costituisce
reimpiego in attività finanziarie e speculative.
Nei sei mesi d’indagine sono stati ricostruiti i movimenti finanziari transitati per
circa 40 carte di pagamento e sono stati ricondotti al modus operandi fin qui
descritto numerosi accadimenti estorsivi denunciati dalle persone offese in tutta
Italia.
È stato riscontrato anche il tentativo di mascherare ulteriormente l’illecita attività
con l’utilizzo di un’ulteriore schermo costituito da una società di cambiavalute
creata ad hoc.
L’attività si inquadra nell’ambito di una più ampia strategia attuata dalla Guardia
di Finanza finalizzata a contrastare insidiosi fenomeni di criminalità economica
e ad evitare che nuovi mezzi di pagamento possano essere utilizzati per
inquinare il circuito finanziario legale.

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