ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. SESSO A PAGAMENTO CON STUDENTESSE MINIRENNI:PER ARROTONDARE LA PAGHETTA DEI GENITORI.

La storia stretta nel più assoluto riserbo e dai contorni ancora tutti da chiarire coinvolgono un imprenditore sessantenne di Alessandria. 

Le ragazze tutte minorenni,come in un film o nei fatti di cronaca che ancora riecheggiano nei salotti romani,milanesi e nella provincia più profonda,  studentesse, allieve di scuole superiori in città,si “offrivano” in cambio di soldi per integrare la paghetta di papà


L’uomo non si sarebbe fatto scrupoli neppure davanti alla giovane età delle “squillo”, non è il nonno con manie giovaniliste e neppure il ricco imprenditore,politico annoiato sempre in conflitto con l’età,ma per l’accusa un uomo che intratteneva rapporti sessuali a pagamento con minorenni ed è il motivo dell’ordine di custodia cautelare in carcere. 

Il reato contestato per ora è lo sfruttamento della prostituzione. La segnalazione sarebbe partita da alcuni professori che avrebbero notato una insolita disponibilità di soldi da parte delle studentesse.Sono seguite poi le indagini di competenza della procura distrettuale di Torino e svolte dai poliziotti della questura. 

La notizia in città ha cominciato a circolare,seppur nulla è trapelato dagli investigatori della Procura,e pare che le studentesse siano state contattate su internet,ma è stato escluso che le foto delle ragazze fossero postate sui siti hard. L’uomo navigando in rete, molto verosimilmente sui social dove è più facile visualizzare i profili sarebbe stato attratto da graziose minorenni. 

I primi contatti,l’approccio con le studentesse fino agli appuntamenti conditi con sesso e soldi,tanti soldi(anche 600 euro a prestazione). I dubbi che sollevano la vicenda sono d’obbligo,ma l’uomo avrà modo di chiarire la sua posizione davanti ai Magistrati. Forse sì, forse no. Il difensore, Giuseppe Lanzavecchia,vista la delicatezza della vicenda non ha rilasciato dichiarazioni e anche in Procura bocche cucite. Anche indiscrezioni su una presunta perquisizione in casa del sessantenne non trova riscontri

Le indagini partite dal sospetto che la  paghetta di papà e mamma potesse essere integrata con qualche anziano benefattore senza valutarne le conseguenze.