ALESSANDRIA

ALESSANDRIA.LA FIGURA,LA STATURA MORALE E POLITICA DI UMBERTO ECO INCUTE “TIMORE” E “PAURA”. NO DEL SINDACO E DELLA GIUNTA AL LICEO ECO.

LICEO INTITOLATO A UMBERTO ECO:SI DELLA FAMIGLIA,NON DEL SINDACO GIANFRANCO CUTTICA E DELLA GIUNTA DI CENTRO DESTRA A GUIDA LEGHISTA. BLOCCATA LA PRATICA IN PROVVEDITORATO E SI DOVRANNO ATTENDERE ALTRI 5 ANNI.

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Autore,semiologo e studente alessandrino,Umberto Eco subisce lo “schiaffo” della giunta di centro destra a guida leghista del sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco che ha dato parere contrario all’intitolazione del liceo classico all’autore alessandrino.

La giunta infastidita da Umberto Eco scrittore,uomo,intellettuale con una statura morale e politica lontanissima da questi amministratori,che mai si potranno affacciare o paragonare alla figura di Eco, ha votato all’unanimità contro l’ipotesi di intitolargli l’istituto dove aveva mosso i primi passi da studente,ma la domanda è che cosa non infastidisce ,in generale,le giunte di centro destra a guida leghista?

Il dirigente scolastico,Roberto Grenna,amareggiato e deluso al quotidiano La Stampa ha dichiarato di aver ottenuto il si dl consiglio di istituto,l’approvazione della vedova Renate Ramge e dei figli dello scrittore,ma il comune ha messo una pietra tombale sull’iniziativa con il suo No: “Pare che la Giunta abbia votato all’unanimità contro questa intitolazione e quindi abbiamo dovuto bloccare tutto. La trovo una decisione incomprensibile che non vorrei fosse dettata anche da tutto il bailamme che c’è stato intorno a questa cosa”.

L’iniziativa non era piaciuta agli studenti del Plana che si erano schierati contro,ma aveva trovato il gradimento dei professori e molti cittadini tra cui l’amico Gianni Coscia.

Prosegue Grenna:”Umberto Eco è l’unico personaggio alessandrino famoso a livello internazionale. in città abbiamo la scuola dove è andato e non gliela intitoliamo? Vorrei capire perché. Vorrei sapere le motivazioni del no della Giunta comunale, a me sembrava un gesto di buon senso”.

Umberto Eco morto il 19 febbraio 2016,all’età di 84 anni, scrittore, filosofo e semiologo, a Monte Cerignone nell’Urbinate, dove aveva ristrutturato un ex convento dei gesuiti ed aveva trascorso gli ultimi giorni della sua vita festeggiando l’addio al 2016 in compagnia della moglie e degli amci tra cui Gianni Coscia,avvocato,e fisarmonicista.

La vicenda di Umberto Eco aldilà della decisione,molto discutibile, della giunta comunale di Alessandria pone molti interrogativi sulle amministrazioni di centro destra a guida leghista nel nostro paese,che se da una parte incita all’odio contro i migranti,gli zingari e più in generale verso gli accattoni con provvedimenti e ordinanze che vietano l’accattonaggio e invitano i cittadini a non concedere elemosine dall’altra,come a “Seregno”,dalla cronaca di questi giorni, e in Lombardia,mostrano l’altra faccia della medaglia: “asserviti alle logiche spartitorie e agli interessi delle” ‘ndrine” e delle “cosche”. Succede che il giorno dopo essere stato eletto sindaco di Seregno,oggi agli arresti domiciliari,ovviamente con una campagna elettorale, fotocopia di quella alessandrina, tutta improntata sulla sicurezza,la lotta alla criminalità extracomunitaria,all’immigrazione clandestina e all’accattonaggio,il sindaco riceve una telefonata,intercettata dai Carabinieri,in cui l’interlocutore lo tratta,letteralmente,come una pezza da piedi e gli intima di mettere al primo posto dell’agenda della nuova amministrazione i suoi interessi personali e gli interessi delle cosche.Insomma per farla breve potremmo dire:”Prepotenti con i deboli e zerbini coi potenti”.Ma ad Alessandria,siamo sicuri che questo non succederà mai e mai il sindaco,Gianfranco Cuttica di Revigliasco,si piegherà agli interessi personalissimi di qualche potente.