SIENA.FALLIMENTO SOCIETA’ CALCISTICA AC SIENA.

DOPPIA OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI SIENA.
CONCLUSE LE INDAGINI SUL FALLIMENTO DELLA SOCIETA’ CALCISTICA AC SIENA
SPA. CONTESTATI REATI DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA, EMISSIONE DI
FATTURE PER OPERAZIONI INESISTENTI, ACCESSO ABUSIVO AL CREDITO. LA
GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA BENI PER 8,5 MILIONI DI EURO.

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La Guardia di Finanza di Siena ha sequestrato beni per oltre 8,5 milioni di euro all’ex
Presidente della A.C. Siena Spa, all’esito delle indagini concluse nei confronti della
squadra di calcio senese, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Siena, sotto
l’egida della locale Procura della Repubblica.
Ravvisate ipotesi di reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale mediante distrazioni di denaro; bancarotta fraudolenta mediante false comunicazioni sociali; bancarotta fraudolenta per pagamenti preferenziali.
Al Presidente della società ora in fallimento, sono stati contestati altresì reati fiscali
per dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed
omessi versamenti di imposte, nonché il reato di accesso abusivo al credito.
La Guardia di Finanza ha eseguito in questi giorni, le notifiche degli avvisi di
conclusione delle indagini nei confronti di undici indagati, contestualmente
all’esecuzione delle procedure di sequestro di beni immobili e disponibilità
finanziarie.
I sequestri sono stati disposti dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Siena, per le ipotesi di reati tributari emerse nel corso delle attività ispettive eseguite dalla Guardia di Finanza nei confronti della società calcistica: in particolare, mascherando da cessione di ramo d’azienda la cessione di un bene immateriale, venivano fraudolentemente sottratti all’imposizione fiscale elementi attivi assoggettabili ad Iva, per oltre 20 milioni di euro.
Le misure cautelari reali sono state applicate alle disponibilità finanziarie rinvenute
sui conti correnti, nella forma per equivalente, su immobili ubicati in Roma, e sulle
quote di partecipazione da questi detenute su alcune società del Gruppo.
La società calcistica a distanza di alcuni mesi dalla mancata iscrizione al campionato,dopo aver tentato la strada del concordato preventivo, rigettato dal Tribunale di Siena per mancanza di garanzie, era stata dichiarata fallita.
Nel frattempo erano già partite le indagini, disposte e coordinate dalla Procura della
Repubblica di Siena e delegate al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Siena, per le ipotesi, poi confermate, di reati fallimentari, tra cui bancarotta preferenziale e fraudolenta per distrazione e ricorso abusivo al credito.
A insospettire gli inquirenti era stata un’operazione di cessione del marchio “Ac
Siena” – speculare ad altra analoga posta in essere dalla società di basket Mens Sana
e balzata alle cronache a seguito di un’altra inchiesta della Guardia di Finanza di Siena

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