ALESSANDRIA. AZIONI TERRITORIALI PER UN COMMERCIO LIBERO E GIUSTO E PER UN EUROPA LIBERA DAL “CETA”.

CITT À DI ALESSANDRIA
UFFICIO STAMPA
Alessandria, 28 luglio 2017
COMUNICATO STAMPA
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‘Azioni territoriali per un commercio libero e giusto e per un’Europa libera dal CETA’:
il Consiglio Comunale approva ODG.
Il Consiglio Comunale, nella seduta di ieri, ha approvato l’ordine del giorno
avente ad oggetto ‘Azioni territoriali per un commercio libero e giusto e per
un’Europa libera dal CETA’.
Con questo atto, il consiglio comunale intende sollecitare il Sindaco e la
Giunta a porre in essere ogni azione necessaria affinché Parlamento e
Governo non autorizzino l’entrata in vigore nel nostro paese del trattato
CETA, arrestino il processo di ratifica dell’accordo in Italia ed adottino ogni
iniziativa necessaria ad ostacolare l’applicazione del trattato a tutela della
produzioni agricole italiane.
L’ordine del giorno è stato illustrato dall’assessore allo Sviluppo
Economico, Riccardo Molinari, che ha posto l’accento sulla necessità di
trattare con urgenza questo tema alla luce delle tempistiche del dibattito
parlamentare a riguardo.
“Il CETA è da ritenersi pericoloso per l’economia del nostro paese perché
creerebbe grandi danni al comparto agricolo nazionale ed abbasserebbe
gli standard di difesa dei consumatori
– ha commentato l’assessore Molinari
-. Per l’Italia l’agricoltura è un asset fondamentale dove la qualità
e le regole della produzione sono un punto di forza. Il ‘Made in Italy’è
universalmente riconosciuto come straordinaria leva competitiva per la
crescita del Paese.
Il CETA introduce un meccanismo di acritica deregolamentazione degli
scambi che finirebbe per pregiudicare in modo significativo la competitività
e l’identità del sistema agricolo nazionale, conducendo ad un sistema di
competizione sleale tra le grandi corporation canadesi e le piccole imprese
agricole nostrane. Inoltre, determinerebbe l’ingresso nel mercato europeo
di prodotti trattati con gli OGM ed altre sostanze vietate.
Il CETA non tutela la riconoscibilità dei prodotti facendo invadere l’Europa
con prodotti ‘italian sounding’ perché non garantisce il riconoscimento
delle eccellenze e delle provenienze geografiche italiane. Sul fronte
dell’export agroalimentare, infatti, all’Italia vengono riconosciute appena 41
indicazioni geografiche a fronte di 291 DOP e IGP registrate, con la
conseguente rinuncia delle restanti 250 con impatti gravissimi sul piano
della perdita della qualità.
Ultimo punto, ma non meno importante, l’accordo conferisce ad organismi
estranei agli ordinamenti giuridici nazionali il potere di influenzare
direttamente le norme e le politiche nazionali, senza avere al suo interno
un richiamo alla portata vincolante del principio di precauzione che, in
Europa, impone una condotta cautelativa nelle decisioni che riguardano
questioni scientificamente controverse circa i possibili impatti sulla salute e
sull’ambiente.
Per tutte queste ragioni esprimo la mia viva soddisfazione per
l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di questo atto”.
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