ALESSANDRIA. L’IMPRENDITORIA MANDROGNA PARLA STRANIERO.

Il presidente dell’INPS, Tito Boeri,avrebbe ragioni da vendere a dire che senza i contributi dei lavoratori stranieri il sistema pensionistico italiano andrebbe in crisi. Le imprese con titolari stranieri  sono una realtà da tenere in considerazione. 


In provincia rappresentano il 10% delle imprese e continuano a crescere.

I dati diffusi dalla Camera di commercio lo scorso anno scorso fotografano una realtà con 446 nuove aziende «straniere» mentre ne sono state chiuse 356, con un saldo positivo di 110,+2,77% e 4041 aziende. 

L’anno scorso il numero delle imprese è sceso dello 0,63%,-282 e 43.901 aziende. 

 

Gian Paolo Coscia,presidente della camera di commercio di Alessandria spiega:”circa un’impresa su dieci,il 9%, è straniera nella provincia. Il dato rispetta la media piemontese,9,2%. 

Il settore più consistente è rappresentato  dalle imprese individuali e il settore più consistente è quello delle costruzioni. 

Le aziende straniere indubbiamente sono una risorsa importante nel panorama imprenditoriale che traina l’economia provinciale”. 

 

La nuova imprenditoria parla molte lingue e molti sono i paesi di orogine dei nuovi imprenditori sono: Marocco, Albania, Romania, Cina. 

La maggioranza delle imprese è a carattere individuale,82% e l’edilizia è il settore trainante con 1627 aziende, in leggero calo ,-0,67%, rispetto al 2015.

Il commercio conta 997 imprese con una crescita contenuta,+0,81%,le ditte commerciali sono calate del 2,94%. 

Il settore del turismo che presenta delle criticità per gli stranieri è il turismo con 324 unità e  -2,87%, -3,16% per le aziende turistiche provinciali. 

Bene l’agricoltura,+1,68%, e l’industria,+5,95%, con 120 e 200 imprese 

 Le imprese straniere danno lavoro a circa 16 mila persone,un dato importante e che è destinato a crescere considerando la aspettativa di crescita dell’economia provinciale.


La sostanziale stagnazione dell’economia provinciale nel 2016 che in controtendenza ha visto il consolidamento del fenomeno dei padroncini stranieri che operano nel mercato provinciale e nazionale spesso in concorrenza con le ditte locali,ma che come le nostre dovrebbero versare i contributi pensionistici e le imposte varie.

Solo un dubbio non trova risposta,ma le imprese artigiane locali quale destino avranno nel quadro che si va realizzando?


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