ASTI. DIRIGENTE SPORTIVO ADESCAVA LE SUE GIOVANI VITTIME ON LINE PER POI RICATTARLE.

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Non si è ancora spento l’eco del pedofilo alessandrino suicidatosi in carcere che la cronaca ci riporta un nuovo squallido episodio di pedofilia.Il fato è accaduto tra le provincie di Asti e Cuneo dove un dirigente sportivo adescava le giovani promesse del calcio on line per poi ricattarle.

Le vittime erano ragazzini con meno di 16 anni mentre il pedofilo ne ha 24 anni, direttore sportivo di una squadra di calcio; da due anni la polizia postale lo aveva messo sotto la lente di ingrandimento dopo essere entrato nel mirino degli investigatori della Polizia Postale di Torino.

Una delle vittime un ragazzino astigiano, 14 anni, aveva sporto denuncia contro l’uomo insieme ai suoi genitori,in cui il giovane ha raccontato  particolari molto imbarazzanti.

Attraverso una intensa attività di monitoraggio e di indagine gli investigatori hanno tracciato il sistema di adescamento del direttore sportivo. Il dirigente aveva inventato e prodotto quattro identità femminili finte con immagini di adolescenti molto carine, le cui foto erano state preventivamente rubate in rete servivano ad avvicinare,virtualmente,i giovani e ottenere l’amicizia. Utilizzava termini e dinamiche dei giovanissimi quasi tutti calciatori militanti in squadre fra l’Albese e l’Astigiano.

La falsa amichetta adolescente si mostrava molto interessata all’atleta in erba e con uno stratagemma  li invitava a  inviarle dei selfie erotici, che ovviamente venivano scaricati e conservati dal pedofilo. Avute in mano le immagini imbarazzanti e compromettenti faceva leva sulla vergogna e sull’inesperienza delle vittime, le ricattarle dicendo che le avrebbe pubblicate sui vari profili Facebook, WhatsApp, Kik e Telegram.

I ragazzini pur di evitare la pubblicazione delle foto cedevano al  ricatto inviando altre altre foto osè in cambio della segretezza.

Il giovane calciatore non ce l’ha fatta a sopportare oltre i ricatti ed ha raccontato tutto ai genitori che si sono rivolti alla Polizia che dopo due anni di indagini ed una perquisizione a casa del pedofilo,24 enne, hanno trovato migliaia di video e filmati estorti alle giovani vittime.Sono  oltre un centinaio i ragazzini caduti nella trappola del pedofilo al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari,per evitare,immaginiamo,spiacevoli incontri con altri detenuti con le conseguenze che questi casi comportano.

 

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