FOGGIA. IL NEO SINDACO,CARMINE D’ANELLI,INAUGURA IL SUO MANDATO FACENDO RIMUOVERE LA TARGA INTITOLATA A GIUSEPPE DI VITTORIO.

Un post su Facebook dell’europarlamentare PD, Elena Gentile,ha denunciato l’odioso episodio contro la memoria di che ha speso la sua vita per difendere i braccianti agricoli : “Il sindaco neoeletto Carmine d’Anelli sceglie di inaugurare la sua esperienza di governo con la rimozione della targa marmorea dedicata a Giuseppe Di Vittorio che i suoi concittadini (i braccianti di Rodi) vollero dedicare alla sua memoria nel 1958″, è la denuncia della politica cerignolana”.”E poi c’è qualcuno che si fregia di averlo sostenuto in campagna elettorale. Qualcuno… non uno qualsiasi”.
Il riferimento è al segretario provinciale dem e assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese, sostenitore di d’Anelli in campagna elettorale, tra comizi e selfie.

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Elena Gentile spiega:”Ho provato così a chiamarlo in causa, dopo questo gesto eclatante visto che sulle candidature delle amministrative c’è stata assoluta mancanza di confronto. Molti di noi hanno appreso i nomi dei candidati dalla stampa, tanto che io stessa ho appoggiato l’altra candidata, Giovanna Amedei, e la sua lista civica composta da gente del Pd”. Con Elena Gentile  l’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, il forzista Massimo Cassano, la sottosegretaria alfaniana Dorina Bianchi e il consigliere regionale Giannicola De Leonardis.

Il sindaco d’Anelli sindaco di Rodi Garganico,dal 2002 al 2012, con la Casa delle libertà,nel secondo con una lista civica, poi consigliere comunale nel 2012, con una civica,candidato, senza essere eletto, al consiglio regionale nel 2015 con il Movimento Schittulli :”con il professore ho ancora un rapporto fraterno”.

Il sindaco,D’Anelli racconta l’accaduto:

“Nel 2009 inoltrammo la domanda alla prefettura di Foggia per ricevere il titolo di Città, che ottenemmo l’anno dopo dopo aver inviato i documenti. Ce lo annunciò l’allora prefetto e oggi vicepresidente della Regione, Antonio Nunziante. Così realizzammo una targa che portava le parole del decreto di concessione dell’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e la mia firma, come si fa di solito”.

Il 1° maggio del 2014 il sindaco Nicola Pinto decise di sostituire la targa commemorativa con la lapide per Di Vittorio, proprietà di una storica sede del Pci (ora Pd).

Quel gesto suscitò grande scalpore perché la targa del 2010 finì, come testimoniato dalle foto dell’epoca, in uno stanza accanto a un bagno del Comune prima di essere collocata in una nicchia all’interno. E oltretutto alla cerimonia di scoperta della lapide dei braccianti c’era proprio Elena Gentile. “Questa parte di cronaca e questi problemi allora non mi erano stati raccontati. Ma anche se il precedente sindaco avesse sbagliato, d’Anelli avrebbe potuto dare un segnale di riconciliazione facendo convivere tranquillamente le due iscrizioni. Di Vittorio è un pezzo di storia ed è ancora attuale, simbolo di una memoria da conservare e che anzi va attualizzata. La rimozione personalmente è stata un pugno nello stomaco”.

Il sindaco prosegue: “Avevo annunciato durante un comizio che avrei ripristinato la vecchia targa, probabilmente fu rimossa dal mio predecessore perché portava il mio nome. La lapide del grande Di Vittorio, a cui va il mio grande rispetto come uomo e sindacalista, verrà restituita al Pd o troverà la giusta collocazione nella via di Rodi già intitolata a lui. Quella dell’onorevole Gentile è una cafonata per colpire l’assessore Piemontese, che invece ha deciso di appoggiarmi perché mi ha ritenuto adatto per risollevare un paese in dissesto. Non è la prima volta, come già successo a Vieste lo scorso anno, che sostiene gente ritenuta capace anche se in liste diverse dal Pd. Nei paesi si guarda la persona, non il partito”.

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