QATAR. TEHERAN IL VERO OBBIETTIVO NEL MIRINO DI DONALD TRUMP E DEI PAESI DEL GOLFO.

L’ISOLAMENTO DEL QATAR DOPO IL VIAGGIO DEL PRESIDENTE AMERICANO,DONALD TRUMP, DA PARTE DEI PAESI DEL GOLFO E’ LA CONSEGUENZA DELLA NUOVA/VECCHIA POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE USA NEI CONFRONTI DI TEHERAN.

L’Arabia Saudita,l’Egitto e gli altri paesi del golfo hanno ripreso la politica di emarginazione nei confronti di Teheran e del Qatar dopo il viaggio di Donald Trump a Riad il 19 maggio.

La visione saudita, condivisa da Israele, di mettere sullo stesso piano la lotta ai jihadisti dell’Isis e contro la Repubblica islamica dell’Iran ha trovato il forte consenso della nuova amministrazione Trump,che ha abbracciato la lotta contro Teheran dopo gli anni dell’apertura voluta da Obama.Gli USA in cambio del loro appoggio hanno guadagnato 110 miliardi di dollari di commesse militari;mettendo  a repentaglio la stabilità dell’area vendendo l’emiro al-Thani, simpatizzante dell’Iran, che ora rischia la sorte del padre Hamad, che aveva “inventato” il Qatar,al-Jazeera e la politica estera indipendente e che per questo fu costretto ad abdicare in favore del figlio nel 2013.

L’accusa nei confronti di al-Thani e del Qatar è di sosternere i Fratelli Musulmani, i gruppi salafiti e il movimento palestinese Hamas. Tutto vero,ma le stesse accuse rivolte al Qatar potrebbero essere rivolte anche all’Arabia Saudita e alle monarchie del Golfo. I sauditi devono trovare un capro espiatorio del terrorismo jihadista per liberare le politiche di contrasto al vero nemico nel golfo, l’Iran.

Gli Usa, che in Qatar hanno un quartier generale con 10 mila soldati,avrebbero voluto fondare una “Nato araba” anti-terrorismo,trasformata in una coalizione anti-iraniana.

La crisi del Golfo,durante il mese del Ramadan, è la conseguenza della sconfitta del fronte sunnita in Siria.

Le monarchie dei paesi del golfo hanno perso la guerra contro Damasco, sostenuto da Iran, Russia e Hezbollah libanesi e oggi tentano una rivincita isolando la Repubblica islamica e i suoi simpatizzanti.

I rischi per la stabilità dei paesi del golfo sono alti con monarchie senza nessuna base di consenso democratico,che potrebbe avere sviluppi imprevedibili. L’isolamento del Qatar potrebbe portare a ritorsioni contro i Paesi che fanno affari con Doha, tra questi l’Italia alla ricerca di quote di mercato in tutti gli Stati del Golfo.

L’Europa,Gran Bretagna e Francia  ha già fatto la sua scelta schierandosi a fianco della monarchia saudita. Il premier britannico,Theresa May ha compiuto il suo primo viaggio all’estero a Riad,dove ha difeso  l’impegno militare inglese a fianco dei sauditi nella guerra in Yemen contro gli ribelli sciiti Houthi.

I francesi, dopo avere avuto rapporti con il fondo sovrano del Qatar, si sono affidati agli investimenti sauditi per salvare l’industria nucleare.

L’Italia dovrà valutare gli effetti di un eventuale schieramento per non vanificare gli sforzi compiuti in Libia dove il generale Khalifa Haftar, rivale del governo di Tripoli di Sarraj, si è schierato contro il Qatar.

Il Qatar ha sostenuto gli estremisti islamici che la Turchia ha fatto passare sull’autostrada della Jihad per combattere in Siria,le cospicue donazioni ai jihadisti da parte degli altri Paesi del Golfo rendono la situazione contraddittoria e  complicata. L’accusa di terrorismo rivolta al Qatar non regge perché le ritorsioni sono in realtà da collegare ai rapporti tra Doha e Teheran.

I sauditi,complici gli israeliani, hanno chiesto ad americani, inglesi e giordani di tagliare il “corridoio” dei rifornimenti iraniani a Damasco e Hezbollah. La posta in gioco è molto alta ed è l’equivalente della guerra all’Isis e la spartizione della Siria.

I Sauditi usando la visita di Trump si sono riposizionati autoproclamandosi paladini dell’anti-terrorismo,mentre il Qatar stenta a capire che è finita l’epoca della sua indipendenza politica.

L’occidente nel nuovo quadro politico internazionale si schiera con i paesi del golfo guardando al portafoglio e ai propri interessi senza analizzare il fatto che il wahabismo, dottrina religiosa radicale comune sia al Qatar che all’Arabia, sia la base ideologica dei movimenti islamici radicali. L’unico stato che negli anni ha combattuto contro Jihadisti  e  estremisti sunniti è stato l’Iran,ma questo ha poco peso nell’attuale fase politica.L’unica cosa che conta è opporsi alla “Mezzaluna sciita” dell’Iran e  ai suoi interessi strategici in Siria e in Iraq.

 

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