Mese: Maggio 2017

TORINO. PARANZA DEL GECO,NIENTE FESTIVAL “ATTARANTA’TA” A TORINO PER IL 2017.

“FONDI TAGLIATI E AIUOLE INAGIBILI”: NIENTE FESTIVAL IN PERIFERIA

Addio pizzica in piazza Umbria: mancano i fondi e le aiuole non sono agibili

Riporto anche su questo blog il postpubblicato ieri su Fb dalla Paranza del Geco a proposito dell’annullamento del suo festival Torino Attarantàta:

Con immenso dispiacere ci vediamo costretti ad annunciare, a meno di 12 ore da quello che sarebbe stato il suo regolare svolgimento, l’annullamento dell’edizione 2017 del Festival Torino Attarantàta – Primo Festival di Pizzica e Musica Pugliese di Torino.
Annullamento dovuto ad una serie di problemi tecnici, indipendenti dalla volontà della nostra Compagnia Artistica, sorti dall’impossibilità da parte dell’organizzazione della tradizionale festa in piazza Umbria della comunità dei Torremaggioresi di Torino, di cui il Festival era parte integrante, di ottemperare a nuove normative comunali, e dovuto a una serie di problematiche dovute a tagli dei fondi comunali di cui stanno soffrendo i quartieri torinesi, tra cui l’inagibilità di diverse aiuole e aree verdi della piazza.
Ci vediamo quindi costretti a rinunciare, per quest’anno, ad un Festival ricco di dieci anni di storia, storia della nostra Compagnia Artistica, storia della Città, storia della comunità pugliese del quartiere e storia delle immigrazioni dal Sud Italia, vecchie e nuove – dai lavoratori Fiat, agli studenti del Politecnico.
Un appuntamento musicale e culturale consacrato da un successo di pubblico in costante crescita – attestato su una presenza media di 5.000 persone di ogni età, diventato ormai parte integrante della tradizione delle Feste patronali dei rioni cittadini, ed a cui testate nazionali e televisioni hanno sempre dedicato grande attenzione e visibilità.
Vogliamo ringraziare tutte le autorità e personalità politiche circoscrizionali, cittadine e regionali che hanno dimostrato attenzione e sostegno a tutte le edizioni precedenti del Festival, sperando si possano trovare nuove forme di sostegno istituzionali e private per iniziare a pensare e progettare l’edizione 2018.
Viste le difficoltà elencate e col preciso scopo di lavorare a una nuova edizione nel 2018, abbiamo deciso di intraprendere una serie di iniziative che rendano la manifestazione – che ormai fa parte del palinsesto culturale della città – auto-sostenibile e non soggetta a questo tipo di imprevisti. In particolar modo lanceremo una campagna di crowfunding che promuoveremmo attraverso tutti i nostri spettacoli e incontri.
Ci scusiamo con tutto il nostro pubblico, sempre partecipe alle nostre attività con calore ed entusiasmo, rinnovando l’invito a prendere parte ai nostri concerti e spettacoli in programma durante l’estate in Torino ed in tutta Italia.
Potete contattarci direttamente per dare un vostro segnale di sostegno, proporci idee e suggerimenti: info@paranzadelgeco.it

TORINO. CHIARA APPENDINO MOLTO CHIARA:PER DIECI MESI HA RACCONTATO BUFALE SUI BUCHI DI FASSINO.

la Sindaca Appendino ha raccontato la favoletta del buco lasciato dall’amministrazione Fassino,lo hanno ripetuto nelle fabbriche e nelle aziende un esercito di decelebrati al servizio di sua maestà Beppe. Il buco di Fassino secondo Chiara avrebbe impedito qualsiasi margine di manovra nel disastro dei conti torinesi. Il buco si scopre ora che non  c’è, la giunta Fassino non ha lasciato il Comune con i conti disastrati,ma in ordine. La Corte dei Conti. ha stabilito che la litania dei “debiti di Infrato fuori bilancio”semplicemente non esistono, perché quei soldi non sino mai stati fuori bilancio.

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Nuova Società in un articolo a firma Andrea Doi, citando la Corte dei Conti che si avvia a chiudere l’istruttoria sugli ultimi bilanci del mandato di Piero Fassino seppellendo ora et semper la polemica del “buco” che ha caratterizzato il nullafaccentismo appendinico nei primi dieci mesi di governo.

Il sito online  del mensile : “la scorsa settimana Palazzo Civico ha ricevuto il documento che conclude l’istruttoria della Corte dei Conti i cui contenuti sono stati diffusi quest’oggi da un quotidiano torinese. La Corte, dopo aver analizzato la documentazione inviata dalla Città, conferma che i mutui sono di Infrato eGtt e non sono imputabili al socio (la Città). È la stessa conclusione a cui era arrivato l’audit dei dirigenti del Comune (LEGGI ARTICOLO), prima brandito come una clava dall’amministrazione e poi abbandonato quando le sue conclusioni non contribuivano ad alimentare gli alibi di quello che abbiamo battezzato come “paradigma vittimario”.  Fassino nel 2014 e nel 2015 e poi Appendino nel 2016 hanno coperto parzialmente i contributi da versare ad Infrato: quel debito, dunque, rimane e dovrà avviarsi un piano di rientro a condizioni diverse da quelle attuali. Il Comune, infatti, contribuiva a versare 21 milioni di euro all’anno alla sua partecipata quale contributo alla costruzione della metropolitana, ma poiché il peso di questa rata è diventato insostenibile è ora necessario rimodularlo nel tempo. Un’ipotesi di rinegoziazione, a quanto scritto nell’audit, era già stata avviata dalla precedente amministrazione, ma questa non è stata conclusa dalla Giunta a 5 stelle che ha preferito lasciare spazio a dieci mesi di polemiche invece di affrontare e risolvere la situazione”.

La realtà dei conti torinesi è assai diversa da quella rappresentata dal M5S e dalla sua Sindaca: “oltre al buco che non c’è, ci sono anche meno debiti di quello che raccontano perché il debito scende, la gestione corrente è in miglioramento e le scelte fatte dalla precedente amministrazione Fassino sono state considerate legittime, nonostante l’indebitamento e i problemi di cassa. Problemi che sono notevolmente peggiorati da quando la Sindaca Appendino è in carica. E non per colpa di Fassino. Ecco così sbugiardata un’altra delle bufale seriali del M5S”.

 

ROMA.DONALD TRUMP AFFETTO DA “NARCISISMO MALIGNO” COLTO DA UN RAPTUS DI DELIRIO DI ONNIPOTENZA CRITICA IL BEL PAESE.

DONALD TRUMP A SKY TG 24 ORE.

Trump: “l’Italia è il Paese più bello del mondo, peccato sia governata da questi incapaci”.

“Abbiamo portato le migliori menti italiane negli Stati Uniti, i migliori artigiani, i migliori medici, i migliori economisti voglio che il paese da me amministrato diventi la più grande potenza mondiale e sono convinto che gli Italiani siano le persone giuste a cui affidare questo compito. Non capisco come il popolo non si renda conto che i loro politici stanno dilapidando un patrimonio immenso, la Nazione Italia potrebbe uscire dalla crisi domani stesso, ma non con questo sistema politico”.

Ecco cosa risponde quando gli si chiede cosa pensa della politica italiana degli ultimi anni:

“…tranne qualche eccezione, sono persone che non sono in grado di farsi rispettare in Europa e nel Mondo, non godono della stima di nessun capo di Stato”.

Parole dure che trovano d’accordo molti cittadini italiani, i quali sono pieni di rabbia e impotenza, per una situazione politica disastrosa, con a capo l’ennesimo premier mai eletto e mai voluto.

Con queste  parole il presidente degli Stati Uniti d’America , lancia una forte critica alla nostra amministrazione politica, ma quello che fa riflettere sono anche le parole rivolte verso il popolo, persone comuni che hanno il potere di fermare tutto ciò e far si che il nostro Paese torni ai fasti di un tempo.

Non servono molti commenti per constatare il quadro clinico degenerativo del presidente degli Stati Uniti,Donald Trump. Colto da un raptus di onnipotenza critica l’Italia e le sue istituzioni senza neppure conoscerle,cosa di cui non ci stupiamo se i Trump non sanno distinguere un Santo da un calciatore”.

Gli States dalla loro scoperta certamente si sono distinti per i furti e le ruberie.I nativi americani,gli indiani d’america,ne sanno qualcosa e avrebbero molto da dire sullo stile Yankee. Prima hanno rubato le terre e l’identità ai legittimi proprietari poi le navi “Corsare” hanno trasportato milioni di migranti”schiavi”,non consenzienti,in America per lavorare le terre usurpate e infine non soddisfatti hanno finanziato e organizzato colpi di stato e guerre in America latina,in Africa,Asia,ovunque potesse esserci qualcosa da portare via realizzare il sogno della potenza militare yankee.

Forse Donald Trump sogna per l’Italia l’ascesa di un politico a sua immagine e somiglianza: “insomma un degenerato,decelebrato colto dalla sindrome di “narcisismo maligno” e demenza senile.

ROMA. OPERAZIONE DREAM CAR: POVERO IN “CANNE” VIAGGIAVA IN LAMBORGHINI GALLARDO

LA GUARDIA DI FINANZA DI ROMA HA CONDOTTO L’OPERAZIONE DREAM CAR SCOVANDO un evasore totale alla guida di una Lamborghini, arrestato per truffa e una frode fiscale da oltre 25 milioni di euro.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, su ordine del Tribunale di Velletri, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un noto imprenditore dell’arredamento per la casa, S.F., accusandolo di frode fiscale per oltre 25 milioni di euro.

L’attività di investigazione è stata originata da un controllo economico del territorio nel corso del quale i finanzieri della Compagnia di Velletri hanno fermato un sessantenne della provincia di Napoli alla guida di una Lamborghini “Gallardo”. Avviati i primi controlli per verificare la posizione fiscale del soggetto,insospettiti dalle incongruenze rilevate, le Fiamme Gialle hanno deciso di approfondire la posizione dell’imprenditore, costituita da una fitta rete di società di fatto a lui riconducibili e caratterizzata da una forte esposizione debitoria nei confronti dell’Erario.

L’esame dei conti correnti intestati alle diverse società e l’ispezione della documentazione contabile e, soprattutto, extracontabile acquisita hanno permesso di ricostruire una evasione fiscale di oltre 25 milioni di euro, nonché consentito alla Procura della Repubblica di Velletri di chiedere il fallimento della principale società della galassia imprenditoriale, in considerazione dei consistenti debiti nei confronti dell’Erario per oltre 2,5 milioni di euro.

Il sessantenne,gravato da precedenti specifici, nell’ultimo periodo, pur versando in una difficile situazione finanziaria, non ha rinunciato alla sua passione per le auto di lusso.

Attraverso false dichiarazioni e millanterie,aveva persino predisposto un sito internet dove i prodotti in vendita erano “garantiti” dalla pluriennale esperienza nel settore, ovvero sin dal 1940!,è riuscito a truffare diversi istituti di credito per acquisire finanziamenti e procedere all’acquisto di autovetture di grossa cilindrata, puntualmente rivendute a terzi compiacenti al solo scopo di evitarne pignoramenti e sequestri.

Analogo sistema truffaldino è stato utilizzato per acquistare forniture di carburanti, intestandole a società fantasma evitando così i pagamenti.

La Procura di Velletri, sulla base delle risultanze investigative raccolte dalla Guardia di Finanza, ha chiesto e ottenuto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore, unitamente a provvedimento di sequestro a garanzia del credito erariale.

L’esecuzione del provvedimento  ha consentito, oltre all’applicazione della misura restrittiva della libertà personale, di procedere al sequestro di 3 autoveicoli, 2 BMW e la Lamborghini “Gallardo” e  di un lussuosissimo appartamento.

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