Mese: Maggio 2017

ALESSANDRIA.DAL MITO ALLA SATIRA.

Giovedì 18 maggio alle ore 17.30 presso il museo civico di Palazzo Cuttica verrà inaugurata la mostra: “Dal mito alla satira. Stampe napoleoniche dalle collezioni della Fondazione CRAL di Alessandria”. 

L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio con il sostegno della Regione Piemonte, si inserisce nell’ambito delle iniziative legate alla rievocazione storica della Battaglia di Marengo.

La mostra è dedicata alla valorizzazione del nostro territorio attraverso una serie di stampe napoleoniche che hanno come teatro Marengo ed i luoghi della battaglia ma non solo: al racconto del “mito napoleonico” si aggiungono una serie di stampe satiriche che raccontano la storia di Napoleone da un altro punto di vista, trascinando il mito dell’uomo straordinario e del grande stratega in un uomo screditato e crudele, causa di guerre e morti.

La battaglia di Marengo fu combattuta il 14 giugno 1800 alle porte della città di Alessandria, fra il fiume Bormida ed il piccolo centro di Spinetta Marengo, durante la Seconda Campagna d’Italia, tra le truppe francesi guidate dal Primo Console Napoleone Bonaparte e l’esercito austriaco comandato dal generale Michael Von Melas. 

La battaglia divenne subito uno degli eventi più importanti della leggenda napoleonica ed ebbe un’influenza decisiva dal punto di vista militare e politico, cambiando l’assetto dei domini europei, riconfermando il predominio francese in Italia e consolidando definitivamente il ruolo di prestigio e di potere che stava assumendo in quegli anni, in Francia, il Primo Console Napoleone Bonaparte. 
Le stampe riguardanti la battaglia di Marengo e gli avvenimenti ad essa correlati sono immagini che narrano una storia “visiva” dello scontro fra le truppe, austriache e francesi, che si snoda come un racconto eroico e trionfale con Napoleone quasi sempre in primo piano sulla scena della battaglia. 

Tutte queste incisioni riguardanti la battaglia di Marengo raffigurano in maniera sapiente, con la tecnica dell’acquaforte o della litografia in bianco e nero, un Napoleone fiero e coraggioso, circondato dal suo Stato Maggiore e da generali altrettanto capaci e “generosi” nel sacrificio della propria vita nelle campagne di guerra. In ognuna di queste incisioni, inoltre, viene quasi sempre riportata la data dello scontro (a volte con alcune imprecisioni temporali) per fissare nel tempo il momento glorioso della battaglia vinta.

La mostra prosegue con una serie di stampe satiriche che, in antitesi con le incisioni precedenti, mettono in discussione, in maniera fortemente ironica, tutto quello che Napoleone ha creato negli anni del suo potere assoluto: gli avvenimenti storici vengono sintetizzati attraverso raffigurazioni colorate, semplici ma molto incisive, che sottolineano l’avversione per questa figura storica così controversa. 

Le stampe satiriche sono in gran parte tedesche, alcune italiane e altre ancora inglesi mentre la maggior parte delle stampe napoleoniche riguardanti la battaglia di Marengo sono, ovviamente, francesi. 

Il prezioso materiale di entrambe le raccolte è stato acquisito dalla fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria che, nel corso degli anni, ha creato un corpus di opere straordinarie su Marengo comprendente stampe, dipinti, acquarelli, libri e altri oggetti che rappresentano un piccolo tesoro del patrimonio culturale e territoriale alessandrino; tuttavia è con la recente acquisizione delle stampe satiriche, in gran parte inedite, che si è dato avvio ad un’importante ampliamento della raccolta napoleonica. 

In questo modo si ha una visione più completa, obiettiva e critica della figura di Napoleone Bonaparte raffigurato prima, nella parabola ascendente simboleggiata dalla battaglia di Marengo, come un mito irraggiungibile poi, durante la parabola discendente avvenuta in breve tempo, come un paradosso grottesco rinnegato da tutta Europa già in fase di “Restaurazione”.

La mostra permetterà di vivere attraverso queste rare incisioni un momento di storia piemontese locale, con uno sguardo rivolto all’Europa dell’epoca ottocentesca attraverso l’ironia di alcuni illustratori e caricaturisti che, con i loro disegni, fanno comprendere ai posteri lo “stato d’animo” di allora.

In occasione dell’iniziativa del MIBACT “Festa dei Musei” sabato 20 e domenica 21 maggio l’ingresso alla mostra sarà gratuito 
Orari: sabato e domenica dalle ore 15 alle 19                                                                                                                                                                                 Per info- www.cultura.it

ROMA. DEBORA SERRACCHIANI TESTIMONIAL DI FORZA NUOVA A SUA INSAPUTA.

 

 

Le affermazioni di Debora Serracchiani,governatrice della regione Friuli Venezia Giulia sono cadute a “fagiolo” sulla campagna dei social di estrema destra, xenefoba e nazifascista, per le contestate affermazioni sulla violenza sessuale della presidente PD.

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Debora Serracchiani testimonial di Forza Nuova,ma è ovvio che nella vicenda si inseriscono elementi di deviazione e strumentalizzazioni per una frase non spiegata e alienata da una analisi che ha il sapore della propaganda a baso prezzo.

La bufera scatenata dalla frase sugli stupri,(“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”), la presidente dem finisce nel tritacarne mediatico di Forza Nuova,che sulla “cazzata” sparata dalla presidente Dem, ha costruito un’imbarazzante campagna social: il volto della Serracchiani ,la sua frase,sono accostati strumentalmente allo slogan: “la realtà è più forte di ogni ideologia buonista”.

Sotto, accanto all’hashtag #arrendeteviallarealtà, il simbolo di Forza Nuova, il partito che già due sentenze della Cassazione (2010 e 2011) hanno ritenuto legittimo equiparare a una formazione “antisemita” e “nazifascista”.

L’uscita sulla violenza sessuale alla Serracchiani è costata critiche da molte parti politiche, Pd compreso.  La politica,quella di tutti i giorni,noiosa,autoreferenziale,del tutti contro tutti,e bacchettona non avrebbe mai immaginato che una frase buttata come se vento alle ortiche potesse essere ingaggiata come testimonial da un partito nazionalista e xenofobo che della lotta all’immigrazione ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. La governatrice del F.V.G. non arretra di un millimetro dalla sua linea: “Ho solo detto una cosa di buon senso, scomoda ma evidente”,fornendo nuovo combustibile  agli slogan e le iniziative intolleranti e razziste che Forza Nuova ha portato avanti in questi anni in tutto il territorio nazionale.

Tra le richieste che furoreggiano tra i militanti di Forza Nuova quella di militarizzare i quartieri, ronde notturne, appelli alla popolazione a farsi giustizia da sè di fronte al “far west2 che gli immigrati hanno portato nelle città friulane”.

Lorenzo Mestroni, segretario cittadino di Forza Nuova,dopo un caso  di molestie era entrato a gamba tesa sulla questione immigrazione: “La gente friulana è stufa, sa oramai benissimo che dietro questa politica di solidarietà si nasconde un mondo di malaffare, vedi le indagini da nord a sud sulle cooperative che si spartiscono gli immigrati come merce, e vedi anche qua ad Udine: ospiti in arrivo sotto indagine per diversi reati”. La soluzione per Forza Nuova? “Blocco dei flussi, rimpatrio di tutti gli irregolari e priorità ai poveri udinesi,sempre di più e sempre più soli”. L’offensiva lanciata dal partito di Roberto Fiore contro “ogni ideologia buonista” punta ora sull’ultima provocazione: la faccia della nuova “testimonial” Serracchiani. Nuove polemiche non tarderanno a piovere.

Per la presidente Dem,Debora Serracchiani, forse il ritorno alla cultura dei movimenti degli anni settanta e all’autocritica non farebbe male:”La violenza sessuale ai danni di un essere umano che sia perpetrata da un richiedente asilo,da un extracomunitario clandestino,da uno sconosciuto,da un amico o da un familiare provocano lo stesso dolore ed hanno lo stesso effetto:”offendere la dignità della persona ed è un atto odioso e  inaccettabile,senza se e senza ma,da chiunque la compia”.

ALESSANDRIA. PRESENTATE LE LISTE PER LE ELEZIONI DEL NUOVO SINDACO ALLE AMMINISTRATIVE 2017.

CITTA’ DI ALESSANDRIA

Alessandria, 13 maggio 2017

Elezioni Amministrative 2017

Presentazione delle liste

Si è conclusa la presentazione delle liste per le prossime elezioni amministrative che si terranno domenica 11 giugno.

Sono state presentate n. 21 liste

I candidati alla carica di Sindaco sono 8:

  1. Domenico Campana con 1 lista: Ripresa d’Italia;
  2. Gianfranco Cuttica di Revigliasco con 4 liste:
  • Lega Nord;
  • Forza Italia Berlusconi con Cuttica;
  • Fratelli d’Italia Cuttica Sindaco;
  • SìAmo Alessandria
  1. Gianni Ivaldi con 2 liste:
  • LED Laboratorio di Energie per il Domani;
  • Riaccendiamo Alessandria;
  1. Emanuele Locci con 3 liste:
  • Locci Sindaco;
  • Direzione Italia per Locci;
  • Alessandria Migliore;
  1. Cesare Miraglia con 3 liste:
  • Sindaco Cesare Miraglia Lista Civica;
  • Verdi;
  • Giovani Civici;
  1. Maria Rita Rossa con 4 liste:
  • Lista Rossa;
  • Sinistra per Alessandria;
  • Partito Democratico Rita Rossa Sindaco;
  • Moderati per Rossa;
  1. Michelangelo Serra con 1 lista: Movimento Cinque Stelle
  2. Oria Trifoglio con 3 liste:
  • Quarto Polo Oria Trifoglio;
  • Partecipazione Democratica Oria Trifoglio;
  • Patto per Alessandria Oria Trifoglio.

 

 

ALESSANDRIA. SLOWFOOD,LA TERRA AI GIOVANI PER SALVARE IL SUOLO.

La terra ai giovani per salvare il suolo

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.

09/05/2017

«Il commercio di terreni rurali non deve essere libero come il commercio di qualsiasi altro capitale, perché la terra è irrimediabile e indispensabile […]. Un equo ordine giuridico dovrebbe considerare l’interesse pubblico del terreno, molto più che nel caso di qualsiasi altra proprietà». Queste righe sono contenute in una sentenza della Corte Costituzionale tedesca del 1967. A cinquanta anni esatti da questa dichiarazione, il Parlamento Europeo ha adottato un provvedimento con il quale invita la Commissione ad adottare strumenti pratici per facilitare l’accesso alle terre ai giovani agricoltori e a considerare misure volte a «combattere la concentrazione dei terreni agricoli sviluppando misure supplementari a sostegno di micro, piccole e medie imprese».

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photo credits overgrowthesystem.com

 

Un buon proposito di cui, ahimè, abbiamo un disperato bisogno: dagli anni ‘70 a oggi, infatti, abbiamo già perso senza rimedio il 30% dei terreni agricoli a disposizione sulla superficie terrestre. È come se ogni anno fosse andata perduta una porzione di suolo fertile grande come l’Italia. Ogni giorno l’equivalente della città di Berlino.

Le cause sono diverse ma tutte legate alla cattiva gestione del suolo agricolo: eccessiva cementificazione, consumo delle risorse idriche, uso smodato dei fertilizzanti. Secondo il Grantham Centre for Sustainable Futures dell’Università di Sheffield, ci vogliono circa 500 anni per creare appena 2,5 cm di suolo ma la sua erosione avviene a un ritmo fino a 100 volte maggiore del tasso di formazione. È necessario, quindi, ristabilire un equilibrio e questo deve passare attraverso i consumi alimentari. Alcuni Paesi ci stanno provando: secondo l’indiceelaborato dal Food Sustainability Report (realizzato da Fondazione Barilla center for food and nutrition e Milan center for food law and policy) Francia, Giappone e Canada sono le realtà dove il cibo è più buono perché è dove viene prodotto, distribuito e consumato meglio. Questi tre paesi rappresentano un esempio di agricoltura più sostenibile, in cui si spreca meno cibo e dove si adottano politiche innovative per combattere lo spreco alimentare. L’Italia, invece, si ferma alla sesta posizione in graduatori: bene il livello di emissioni di gas serra ma da migliorare ancora la parte relativa agli sprechi e all’obesità infantile.

Un altro problema delineato dal Parlamento di Bruxelles è la concentrazione delle terre in poche mani, il cosiddetto fenomeno del “land-concentration”. In Europa il 3,1% delle aziende agricole controllano il 52,2% dei terreni agricoli a disposizione. Non solo: anche «la vendita di terreni a investitori non agricoli e a holding» finanziarie è da regolare, si trova scritto nel provvedimento europeo. Ciò provoca disuguaglianza e la disuguaglianza minaccia il modello familiare dell’agricoltura: l’80% dei coltivatori europei, al di sotto dei dieci ettari, possiedeappena il 12% dei terreni fertili. Le imprese più grandi, invece, detengono un quinto delle superfici utilizzabili del continente pur rappresentando lo 0,6% del totale. Una tendenza, purtroppo, in crescita: gli agricoltori di piccola scala hanno perso il 17% dei terreni coltivabili, perdita dovuta in parte all’accentramento in poche mani di terreni liberi e in parte alla degradazione dei suoli.

Intanto che le indicazioni dei piani alti si concretizzino, anche la società civile si mobilita: 400 organizzazioni europee, tra cui Slow Food, hanno lanciato la campagna People4Soil (www.salvailsuolo.it), presentata durante l’ultima edizione di Terra Madre Salone del Gusto da Carlo Petrini: l’obiettivo è quello di raccogliere un milione di firme per avvalersi del diritto di iniziativa dei cittadini europei (Ice) e richiedere un intervento di Bruxelles per tutelare il suolo dal cemento, dall’inquinamento e dagli interessi speculativi.

Prendetevi un minuto per firmare, serve a tutti!

A cura di Maurizio Bongioanni
press@slowfood.it

 

 

TORINO. ADESIONE DELL’80% ALLO SCIOPERO DEI MUSEI.

I LAVORATORI  DEI MUSEI CIVICI DEL RISORGIMENTO,DELLA MONTAGNA,LOMBROSO E ANATOMIA UMANA,DIFFUSO 90 E POLO UNIVERSITARIO HANNO PROCLAMATO UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE.

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Lo sciopero è andato molto bene oltre le aspettative raccontano i lavoratori dei musei civici:«Siamo soddisfatti, la prima giornata di sciopero sta andando molto bene». L’agitazione a cui hanno aderito l’80 per cento dei lavoratori significa musei completamente chiusi,quelli di via Cesare Lombroso. Il museo del Risorgimento aperto, ma senza personale. Lo sciopero è stato giustificato dalle minori garanzie per i lavoratori nei servizi di custodia e biglietteria dei musei in questione a causa dello smembramento dell’appalto. Il presidio davanti al Museo del Risorgimento, poi il gruppo di lavoratori,molti di loro appartengono a categorie deboli, si tratta di persone con disabilità,si è spostato sotto Palazzo civico.

I rappresentanti della Filcams Cgil,Marco Prina, chiarisce:”Siamo già stati ricevuti dall’assessore alla Cultura Francesca Leon, ma le incertezze sul futuro di questi dipendenti non sono state fugate. Le conseguenze dell’appalto spezzatino saranno licenziamenti, e una riduzione delle ore lavoratore con conseguente calo di un reddito che è già ai minimi termini, si tratta di una media di 800 euro al mese. Ad oggi oltretutto l’assessorato non ha concesso alcuna proroga malgrado le promesse, tanto è vero che stanno partendo le procedure di licenziamento collettive da parte delle cooperative coinvolte”.

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