BRASILE.BRASILIA,MILITARI IN STRADA PER DIFENDERE GLI EDIFICI PUBBLICI CONTRO LE PROTESTE ANTIGOVERNATIVE.

Il presidente del Brasile, Michel Temer, ieri aveva annunciato la mobilitazione delle forze armate per difendere gli edifici pubblici a Brasilia contro le violenti proteste scoppiate nella capitale federale.

L’Agencia Brasil ha comunicato che Il decreto con il quale veniva autorizzato l’uso dell’esercito è stato revocato, dopo le critiche dell’opposizione e della maggioranza,al presidente, che ha riportato il Brasile ai tempi della dittatura militare,1964-1985.

La manifestazione contro il governo Temer era iniziata pacificamente con almeno 200.000 persone,ma era terminata con 7 arresti,49 feriti,tra manifestanti ed agenti.  Le sedi dei ministeri dell’Agricoltura, della Pianificazione e della Cultura sono state prese d’assalto con devastazioni e principi di incendio,messi sotto controllo dai vigili del fuoco dopo aver fatto evacuare l’area.

La surreale Brasilia, la capitale politica del Brasile, disegnata dai più famosi architetti del paese  è stata al centro di una violenta battaglia tra 200 mila manifestanti e 5 mila poliziotti.

5 persone colpite da armi da fuoco sparati ad altezza d’uomo contro chiunque si muovesse nella zona degli scontri. Un colpo di pistola ha ferito un ambulante estraneo alla manifestazione attraversandogli la faccia all’altezza della mascella.

44 risultano ferite, con tagli al volto, alle mani, alle braccia, sul corpo. Otto poliziotti sono stati ricoverati con ferite e contusioni.

Il presidente del Brasile per l’occasione ha mobilitato l’esercito con 1500 soldati  e 200 marines a difesa di tutti gli edifici pubblici e governativi fino al 31 maggio. I militari sono stati dispiegati per presidiare la sede del Tribunale Supremo Federale (TSF) e il Parlamento.

La scelta di Temer ha riportato il Brasile nel clima della dittatura militare,il provvedimento pur temporaneo che  il presidente Temer  avrebbe usato ogni volta che lo avesse ritenuto necessario.

La polemica sul decreto è stata immediata come lo scarico di responsabilità tra Temer ed il sindaco di Brasilia: secondo Temer lo avrebbe sollecitato il sindaco di Brasilia, ma il sindaco si sarebbe solo consultato con il Capo dello Stato giudicando eccessiva la misura. Temer a questo punto ha scaricato le accuse sul ministro della Difesa,che non ci sta e rimanda al mittente le accuse.

Il provvedimento si basa su una legge d’emergenza, la Law and order Assurance(GLO), varata nel 1999, rivista nel 2001 e poi firmata dalla Rousseff nel 2014 . E’ stata applicata solo durante le Olimpiadi e i Mondiali dell’anno scorso.

Il presidente Temer succeduto alla Rousseff è stato incastrato da una registrazione in cui acconsente al pagamento di tangenti ed ora tenta di resistere all’opinione pubblica che ne chiede le dimissioni.

Il Tribunale Supremo Federale ha deciso di incriminarlo per tre gravi reati: corruzione passiva, intralcio alla giustizia e associazione a delinquere.

Temer che si è dichiarato estraneo alla corruzione,ha rifiutato di dimettersi,e chiesto al Tribunale Supremo di avviare tutte le indagini necessarie. Sempre nell’ambito della corruzione ha contestato la registrazione sostenendo che avrebbe avuto  almeno 70 tagli.

Il perito da lui incaricato, assieme allo staff di avvocati che lo assiste, ritiene che la prova non abbia alcun valore giuridico.

Il suo partito (PMDB) e quelli che lo sostengono non credono all’innocenza di Temer e stanno valutando l’ipotesi di un impeachment ,di cui ci sono già 8 richieste ufficiali e l’avvio di un’elezione indiretta con il voto del Congresso.
Il corteo convocato dai sindacati e dai partiti di opposizione aveva attraversato la capitale al grido di: “Fuori Temer, occupiamo Brasilia”,davanti allo stadio Mane Garrincha, i manifestanti si erano dispersi.

Al termine della manifestazione Temer aveva deciso di mobilitare l’esercito e questo punto un gruppo di manifestanti si era diretto verso la zona dove sorgono i ministeri e il Congresso,armati di bastoni e di pietre, il volto coperto, protetti da scudi di metallo e di plexigas avevano raggiunto le sedi istituzionali.

Alcuni gruppi di manifestanti erano penetrati in alcuni ministeri e devastato gli interni e appiccato  incendi. La cattedrale era andata a fuoco, contenuti i danni. La polizia intervenuta ha trovato una forte resistenza da parte dei presenti e di altre migliaia di di persone che stavano sopraggiungendo. La battaglia è esplosa furibonda con il lancio di centinaia di candelotti lacrimogeni e colpi di pistola.

Oglobo ha pubblicato una foto in cui viene immortalato uno dei poliziotti che spara con la sua pistola. La magistratura ha avviato sette indagini,alcune sull’uso delle armi da parte degli agenti e altre sulle devastazioni.

In un clima tesissimo ed il governo che rischia di cadere da un momento all’altro: “resiste solo per far passare le riforme del lavoro e delle pensioni ma può contare su una maggioranza sempre più sfilacciata, su un presidente azzoppato dalla corruzione e da un paese, a stragrande maggioranza, che non lo vuole più”.

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