REGGIO CALABRIA. OPERAZIONE “U PATRI NOSTRU”,SEQUESTRATI OLTRE 28 MILIONI DI EURO DALLA GUARDIA DI FINANZA.

LA GUARDIA DI FINANZA DI REGGIO CALABRIA CON OPERAZIONE “U PATRI NOSTRU” HA SEQUESTRATO UN PATRIMONIO, DEL VALORE DI 28 MILIONI DI EURO, RICONDUCIBILE AD UN NOTO IMPRENDITORE CONTIGUO ALLA ‘NDRANGHETA. ESEGUITE DIVERSE PERQUISIZIONI DOMICILIARI E LOCALI.

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la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la Direzione Distrettuale Antimafia, le Fiamme Gialle del locale Comando Provinciale, del Nucleo Speciale Polizia Valutaria e del Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata hanno eseguito, nelle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Roma, un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria con il quale è stata disposta, nei confronti dell’imprenditore edile vibonese RESTUCCIA Angelo, l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dell’intero patrimonio aziendale di n. 4 imprese commerciali, delle rispettive quote societarie, di n. 27 immobili,appartamenti, locali commerciali, terreni, svariati rapporti finanziari e assicurativi,per un valore stimato pari a circa 28 milioni di euro.

L’attività investigativa della Guardia di Finanza ha fatto emergere che l’imprenditore,sebbene abbia riportato solamente condanne per fatti di modesta entità,violazioni fiscali e alla normativa sul lavoro,è da tempo colluso con la ‘ndrangheta. Le attività dell’imprenditore sono salite grazie agli appoggi delle cosche “Piromalli” e “Mancuso” operanti rispettivamente nei territori di Gioia Tauro (RC) e Limbadi (VV). Legame da accordi e interessi economici comuni. I rapporti risalgono ai primi anni Ottanta ed  hanno consentito all’imprenditore di prosperare e, nel contempo, ha favorito gli interessi dei sodalizi mafiosi, rafforzandone le capacità operative e di controllo del territorio.

L’imprenditore RESTUCCIA Angelo era già segnalato nell’operazione di polizia denominata “Bucefalo”, condotta dai Reparti delle Fiamme Gialle e conclusasi con l’esecuzione, nel corso del 2015, di provvedimenti cautelari personali e patrimoniali nei confronti di 11 soggetti, tra cui l’imprenditore ANNUZIATA Alfonso.

Il legame storico tra l’imprenditore ed i componenti di vertice della cosca “Piromalli”, da Don Peppino fino a Pino PIROMALLI e come lo stesso si fosse prestato da oltre venti anni, volontariamente e consapevolmente, al perseguimento degli scopi imprenditoriali ed economici della cosca, così creando e sviluppando, nel tempo, solide interessi economici, accompagnate da investimenti commerciali nel territorio di Gioia Tauro.  Il parco commerciale ANNUNZIATA è da ritenere partecipe della cosca PIROMALLI, rappresentandone il «cuore imprenditoriale»”.

Le indagini hanno  accertato che nella realizzazione del “Parco Commerciale Annunziata” di Gioia Tauro (RC) erano state impiegate diverse imprese legate, direttamente o indirettamente, a cosche di ‘ndrangheta.

L’assegnazione dei lavori era una prerogativa esclusiva della cosca “Piromalli”, tanto da rappresentare uno dei motivi scatenanti la storica rottura dei rapporti tra la citata famiglia e la cosca “Molè”, le più potenti della piana di Gioia Tauro, storicamente legate da vincoli economici e di sangue.

La RESTUCCIA COSTRUZIONI S.p.a. gestita ed interamente riconducibile a RESTUCCIA Angelo ha realizzato una consistente parte dei lavori edili, la struttura prefabbricata adibita a nuova sede dell’“ANNUNZIATA S.r.l.”,due capannoni ed un fabbricato che insistono all’interno del parco commerciale.

Le investigazioni,le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di appurare come “…don Angelo Restuccia…” non solo conoscesse da tempo i vertici della cosca “Mancuso”, ma li frequentasse e si rapportasse con loro, attraverso un rapporto duraturo e sinallagmatico tale da produrre reciproca collaborazione e reciproci vantaggi, aventi ad oggetto il comune interesse alla realizzazione di opere edili sia pubbliche che private nel territorio calabrese.

RESTUCCIA Angelo è un esempio emblematico di “imprenditore mafioso”, che ha instaurato con la ‘ndrangheta, tanto reggina quanto vibonese, un rapporto interattivo fondato su legami personali di fedeltà e orientato ad un vantaggio economico, avendo certamente tratto dall’attiguità agli ambienti criminali un beneficio per la propria attività imprenditoriale. Gli investigatori definito il profilo di pericolosità sociale, hanno concentrato l’attività investigativa sulla ricostruzione del complesso dei beni di cui RESTUCCIA Angelo e il suo nucleo familiare potevano disporre, direttamente o indirettamente, nel periodo tra il 1985 al 2017. La G.di F. ha  accertato, non solo la sproporzione esistente tra il profilo reddituale e quello patrimoniale, ma, soprattutto, il ruolo di imprenditore “mafioso” che lo stesso ha rivestito nel tempo, tanto da poter sostenere che il patrimonio accumulato altro non sia che il frutto o il reimpiego dei proventi di attività illecite e, nella specie, dell’attività delittuosa di cui all’art. 416-bis c.p.. Si è appurato infatti, che la “corporate governance” sistematicamente illecita abbia alterato nel tempo le attività economiche riconducibili alla famiglia RESTUCCIA, snaturandone la loro ipotetica origine lecita, e trasformandole quindi, quale “frutto di attività illecita”, in altre entità economiche distinte dalle precedenti.

La Direzione Distrettuale Antimafia, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto, il provvedimento di sequestro preventivo sui seguenti beni riconducibili a RESTUCCIA Angelo: patrimonio aziendale e capitale sociale della “Restuccia Costruzioni S.p.a.” (8 immobili e 27 veicoli), con sede in Filandari (VV), esercente l’attività di “fabbricazione di prodotti in calcestruzzo per l’edilizia”; patrimonio aziendale e capitale sociale della “Sud Frantumati S.r.l.” (3 immobili), con sede legale in Filandari (VV), esercente l’attività di “lavori generali di costruzione di edifici”;patrimonio aziendale e capitale sociale della “AEDES Immobiliare S.r.l.”, con sede in Filandari (VV), esercente l’attività di “locazione immobiliare di beni propri”; quote sociali (33,33%) della “F.C.F. Società Agricola S.r.l.” con sede legale in Nicotera (VV), esercente l’attività di “coltivazione di ortaggi in piena aria”; n. 27 beni immobili, tra appartamenti, locali commerciali e terreni siti nella provincia di Vibo Valentia e Roma; 3 polizze vita e plurimi rapporti finanziari/assicurativi personali e aziendali. Contestualmente all’esecuzione della misura di prevenzione, i Reparti della Guardia di Finanza hanno eseguito perquisizioni locali nei luoghi nella disponibilità dell’indagato e dei suoi familiari, ubicati prevalentemente nel territorio di Vibo Valentia.

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