ROMA. LE PRIMARIE DEL PD VANNO DI TRAVERSO A BEPPE GRILLO CHE NON CAPISCE LA DIFFERENZA TRA UN CLIC E LE CODE AI SEGGI.

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Tutti i dati mostrano la voglia di partecipare alla vita politica del paese. Le polemiche sulla data delle consultazioni non ha dato i frutti sperati e la partecipazione il giorno prima della festa dei lavoratori è stata entusiasmante.

Beppe Grillo non è riuscito ad ingoiare il rospo che gli è andato per traverso e non sopportando le code ai seggi documentate dalle foto, e soprattutto prostrato dai numeri, ha inforcato la tastiera per dedicare un post alle primarie Pd.

Personale e solitaria l’invettiva che ha dedicato contro le code ai seggi,sottolineando che il voto online è più snello e veloce.sopratutto se a votare sono in 35 e a scegliere il candidato bastano 18 voti. Grillo paragona le code alle primarie definendole: “le code ai seggi hanno la stessa lungimiranza di quelli che si opponevano ai treni e alle automobili perché riuscivano a pensare solo a cavalli più veloci”.

Beppe Grillo nel futuro vede  voto elettronico, forse su questo punto non ha del tutto torto,sopratutto quando a contare i voti ci sono anonimi fantasmi.  Il leader grillino non ha ancora capito la differenza tra fare file ai seggi per votare con la voglia di partecipare e cliccare su un tasto senza avere alcun rapporto con gli elettori. La questione vera,per Beppe Grillo, non sta nei clic o di croci su una scheda, ma la voglia di partecipazione e il fatto che la piattaforma Rousseau,gestita da una società privata,la Casaleggio Associati,è sempre più bassa nel M5s.

Le percentuali di votanti ai referendum proposti da Grillo,le comunarie per designare i candidati sindaco sono sempre ridotte a poche decine di click, la partecipazione non è fondamentale nel Movimento. Il caso Genova insegna che le votazioni vanno bene finché il risultato piace a Grillo, nel caso opposto si cancellano.

Le tifoserie divise tra i sostenitori del voto online e quelli delle file ai seggi. Il sistema di voto ai seggi  è testato e difficilmente alterabile,ma con i rischi di casi negativi che ci sono e e ce ne saranno. Il voto online deve essere messo a punto,motivo per cui non è utilizzato in gran parte del mondo e non garantisce ancora la trasparenza.

Il vero punto è la voglia di partecipare che gli elettori del Partito democratico,lo hanno dimostrato oggi con tanta voglia di partecipazione. Le polemiche di Grillo non scalfiscono di un mm la voglia di partecipare a quella che è stat una grande giornata di democrazia. La domanda è quando on line ci sarà una giornata simile?  Il M5s nonostante sia la prima o seconda forza politica nel paese decide ancora la presentazione dei propri candidati con pochi click. Il fatto vero è che non sono i click, ma che i click sono pochi.

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