QUARGNENTO. LA STORIA BORGO DEL DEL PALIO DELL’OCA BIANCA.

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FONTE WIKIPEDIA DEL BORGO DI QUARGNENTO.

L’origine romana di Quargnento è testimoniata, oltre che da citazioni storiche anche da alcuni ritrovamenti archeologici, tra i quali una lapide sepolcrale di epoca romana che cita la “gens Posilla”, famiglie romane stabilmente insediate nella non lontana Derthona intorno al 200 a.C. Sorto presumibilmente come guarnigione militare romana in posizione strategica per controllare la tribù degli Statielli, che occupava ampie zone dell’Appennino e del Monferrato, Quargnento fu conservato come insediamento stabile dei Romani anche dopo la fine della guerra Gallica e si trasformò a poco a poco in un grosso borgo agricolo, cui certamente ricorrevano per le loro necessità le vicine città romane di Hasta Pompeia, Derthona, Augusta Taurinorum.

Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente Quargnento divenne appannaggio del vescovo-conte di Asti, che rappresentava il più vicino centro di potere costituito. Verso la fine di questo periodo storico, nel 907 si verificò un episodio importante, la traslazione delle reliquie del martire cristiano Dalmazio a Quargnento, ordinata dal Vescovo di Asti, Audace, essendo Pedona soggetta alle scorrerie dei Saraceni. Anche in questo caso, pur essendo certo il fatto (le reliquie sono tuttora custodite e venerate in Quargnento), esistono contrasti sulla data dell’avvenimento, da alcuni fatto risalire ad epoca anteriore.

Quargnento fu oggetto di importanti privilegi regali ed imperiali: Berengario e Adalberto, entrambi Re d’Italia a deiLongobardi, con atto del 25 maggio 935[non chiaro] istituirono un mercato alle Calende di ogni mese; l’Imperatore Enrico III, con atto del 19 gennaio 1041[non chiaro] , confermato poi da papa Eugenio III il 16 maggio 1158[non chiaro] , individuava fra le terre in possesso del Vescovo di Asti, Quargnento con castello, chiesa e pertinenze.

Quargnento fu uno degli otto insediamenti, chiamati statielli[2], che contribuirono alla fondazione della città diAlessandria nella seconda metà del XII secolo[biblio 1]. Quaranta famiglie, per disposizione del Vescovo di Asti, si stabilirono dunque nella civitas nova.

Nata la città di Alessandria[4] essa si fondò in un primo momento dall’unione demica di Gamondium (Gamondio),Marenghum (Marengo) e Bergolium (Bergoglio). Questo si evince nel testo dei reclami contro Cremona del 1184dell’imperatore Federico ove indica i promotori ed autori della fondazione della nuova città: “de tribus locis, Gamunde vicelicet et Meringin et Burgul“. Non è descritto il nome del luogo dell’incontro, anche se pare già indicato con una certa precisione nella specificazione del sito sul Tanaro dove il trasferimento fu più breve: Bergoglio[biblio 2]. Ai tre luoghi citati si aggiunsero in seguito Roboretum (Rovereto), Solerium (Solero), Forum (Villa del Foro), Vuilije (Oviglio) eQuargnentum. In questo le popolazioni furono supportate, economicamente, dalla “Superba” e dai comuni della Lega Lombarda in contrasto con il marchesato del Monferrato, principale alleato di Federico Barbarossa.

La data ufficiale di fondazione di Alessandria è il 3 maggio 1168, anche se in quel momento ha già raggiunto una configurazione topografica, urbanistica ed amministrativa definita. Il nome “Alessandria”, confermato in seguito, sarà assunto in onore di Papa Alessandro III, ampio sostenitore delle azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero e che aveva scomunicato Federico Barbarossa.

Nel XIII secolo trovarono definitiva conclusione le annose controversie tra le giurisdizioni vescovili di Asti ed Alessandria sulla “mensa vescovile” di Quargnento, con l’assunzione del territorio quargnentino ad Alessandria. Da questo momento la storia di Quargnento segue quella del vicino capoluogo: Comune contro Federico Barbarossa, che pare avesse stabilito proprio a Quargnento il suo quartier generale, subì la rappresaglia dell’Imperatore il quale, adirato per l’insuccesso nell’assedio di Alessandria, distrusse ed incendiò il castello di Quargnento al punto che di tale costruzione non rimase traccia, salvo il detto dialettale “an castè” (al castello) per indicare la zona ove questo sorgeva.

Quargnento passò in seguito sotto la dominazione dei ViscontiSforza di Milano, al cui Ducato fu dato in feudo nel 1467.

Nei secoli XVI e XVII seguì le alterne vicende delle guerre franco-ispane; una circostanza miracolosa (ancor oggi ricordata ogni anno con una cerimonia religiosa detta delle “Allegrezze” in onore della Madonna del Rosario) fece sì che Quargnento fosse immune dalla peste del 1630.

Nel 1723 Quargnento, divenuto parte del Regno di Sardegna, fu assegnato alla Marchesa Vittoria Ghilini Cuttica di Cassine, la cui ultima discendente, Giulia, si imparentò nei primi anni del XX secolo con la nobile casata dei Baroni Guidobono Cavalchini Garofoli di Tortona, tuttora proprietaria dei terreni e della settecentesca villa edificata nel 1763.

Basilica di San Dalmazio

  • Basilica minore di San Dalmazio. Unica basilica della Diocesi di Alessandria, dedicata a san Dalmazio, ove se ne conserva il corpo. Si tratta di uno dei più importanti esempi ecclesiastici in provincia, con la sua maestosità e l’ottima manutenzione. Nel febbraio del 1992 papa Giovanni Paolo II l’ha elevata alla dignità di basilica minore.
  • Cinemacorto a Quargnento, festival annuale del cortometraggio iniziato nel 1999 e sospeso nel 2006 per difficoltà economiche. Il Primo Premio è stato intitolato alla sociologa Maria Teresa Torti.
  • Premio di narrativa e poesia Gian Stefano Primo Raiteri, in memoria dell’omonimo Poeta quargnentino. Concorso annuale iniziato nel 1998, biennale dal 2004, 2006, 2008, 2010 (10ª edizione con la pubblicazione del libro “CANTANO LE MUSE…Florilegio del Concorso Letterario G.S.P. Raiteri“) e 2012.
  • Estemporanea di pittura La strada di casa dedicata al famoso pittore quargnentino Carlo Carrà. Edizioni 2005, 2008, 2010, 2012, 2014 e 2015.
  • Simposio di Scultura in tufo del Monferrato, edizioni 2007, 2009, 2011 e 2013.
  • Festa Patronale/Sagra della melanzana (Prima edizione nel 2005). A cura della Pro loco e del Comune – ultimo fine settimana di agosto.
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