ALESSANDRIA. ALESSANDRIA CALCIO,LICENZIATO IL DS GIUSEPPE MAGALINI.

 

Luca Di Masi,presidente dell’Alessandria calcio,ha ceduto alle pressioni della tifoseria della curva nord sollevando dall’incarico Giuseppe Magalini, direttore sportivo dell’Alessandria.  La decisione dopo un tormentato e sofferto girone di ritorno che ha visto i grigi crollare in campionato,perdere la testa della classifica e gettare alle ortiche il vantaggio enorme in Lega Pro accumulato con un girone di andata da record. Compromesso il passaggio diretto in serie B.

 

Giuseppe Magalini,direttore sportivo dei grigi dal 2014 con il  contratto in scadenza a fine campionato è stato licenziato dalla società senza attendere la scadenza del contratto. Il divorzio con il ds dopo quello del tecnico,Piero Braglia, è stato solo anticipato di qualche settimana.

Intanto esplode anche il caso del Brasiliano,Adriano Mezavilla, che a Tivoli ha reagito con un gesto di stizza nei confronti della tifoseria.

Adriano Mezavilla chiamato in causa ha riferito che il suo gesto non era rivolto alla tifoseria,ma ad un solo tifoso: “Non cerco giustificazioni per quanto è successo sabato a Tivoli, ma ci tengo a dire che il mio gesto, il braccio alzato, anche il’vaffanculo’, non era certo verso la tifoseria alessandrina, ma verso una persona che da mesi viene al campo e insulta, il sottoscritto, e anche i compagni, e che anche a Tivoli si è comportato in questo modo. Ho fatto un gesto sbagliato, ma è giusto chiarire come sono andati i fatti”.

L’allenamento è finito, Adriano Mezavilla, non avendo giocato,come altri che sono stati utilizzati solo per pochi minuti,ha svolto il programma completo di allenamento.

Fuori durante l’allenamento una cinquantina di tifosi hanno contestato duramente la squadra con inviti espliciti ad andare a lavorare e a vergognarsi.

Gli altri si sono allenati in un campo più lontano,ma provano ad avvicinarsi i tifosi fuori e urlano e contestano alzando il tono della voce. A Tivoli a partita finita Mezavilla si è chiarito con il presidente:  “Finita la partita, ero arrabbiato e sono uscito fuori. C’era il presidente che stava prendendo insulti. Mi avvicinato al pullman e dalla cancellata vedo tre facce. Una l’ho riconosciuta: insultava e voleva spiegazioni. Chi mi conosce sa che io ho sempre messo la faccia, ho anche discusso e mi sono confrontato. Ebbene questa persona da mesi era qui al campo a insultare tutti. Ho sbagliato per il mio gesto, cero, ma il rispetto vale per tutti: nei confronti della tifoseria, ma anche di noi giocatori. Non esiste un rispetto a senso unico”.  Il gesto è stato comunque condannato dalla società: “Avevamo appena pareggiato la partita più importante dell’anno, non stavamo raggiungendo ciò che volevamo: ero incazzato, ma il mio ‘vaffa’, alzando il braccio sinistro, e non il dito, era diretto proprio, e solo, a quella persona. Il diretto interessato sa benissimo di essere lui, ha insultato dall’inizio della partita, anche quando eravamo in vantaggio. Il mio gesto, e le mie parole, non erano rivolte alla tifoseria alessandrina ma, insisto, ad una persona singola. Tante volte ho parlato, con lui, ed è servito a niente. Io sono Adriano e continuerò a dimostrare il mio rispetto mettendo la gamba in campo. Possono dire, i tifosi, che sono scarso, che sono da serie C: io accetto tutto, ma dopo tre mesi che prendiamo insulti e diciamo nulla, può scappare un gesto”. Mezavilla continua la sua difesa: “Sono arrabbiato, lo ero dopo la gara a Tivoli e lo sono perché da due mesi non riesco a dare il mio contributo alla squadra. Non sto accusando nessuno, voglio solo dire la rabbia che ho dentro, perché io ho ancora il sangue”.”Mi sembra che ci stiamo attaccando troppo a un ‘vaffa” che ho detto in faccia, non sono andato a scriverlo, perché in quel momento c’era il presidente che stava prendendo insulti. Di Masi è una persona che ha fatto tanto per l’Alessandria,ha fatto scelte giuste e magari anche alcune sbagliate, però lui agisce sempre per il bene dell’Alessandria. Ho sentito gli insulti, non sono andato a parlare perché, come ho detto, è stato spesso inutile,e il gesto è verso uno solo e non verso i tifosi”.

 

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