Mese: aprile 2017

ROMA. ALITALIA: VINCE IL “NO” AL REFERENDUM CONTRO I PIANI INDUSTRIALI CHE OGNI TRE ANNI MASSACRANO I DIRITTI DEI LAVORATORI.

ROMA. Il voto contro l’accordo azienda-sindacati sul piano di salvataggio della compagnia aerea getta le basi per il suo fallimento oppure per cessione dell’azienda ad altri soggetti per il rilancio e l’acquisizione di nuove tratte. L’ultimo capitolo di un pasticcio all’italiana che ha visto la compagnia di bandiera presa e abbandonata,usata per conquistare voti, acquisire consensi politici e nuovamente abbandonata a se stessa nelle mani di cordate di “imprenditori coraggiosi”,fino all’epilogo attuale: il più amaro di un brutto pasticcio all’italiana.

Lo Stato e il mercato, la politica e il sindacato e gli imprenditori coraggiosi hanno contribuito a scrivere una brutta pagina di storia dell’Alitalia. Azionisti pubblici,capitalisti privati,manager cinici e dipendenti privilegiati tutti colpevoli o tutti vittime di interessi che vanno oltre quelli economici.Nessuno è innocente e nessuno può tirarsi fuori da una vicenda su cui cala il sipario e dire “io non c’ero o io non centro”. Gli unici che hanno pagato le conseguenze di un disastro annunciato e la strumentalizzazione politica a cui è stato sottoposta la compagnia di bandiera sono i lavoratori di cielo e di terra,sottoposti al nuovo ricatto del giro di vite occupazionale,che il referendum lo hanno bocciato con l’ultimatum dell’azienda:1.300 esuberi, 900 in cassa integrazione straordinaria, 8 per cento di stipendio in meno per tutti.La proposta di Etihad, Invitalia e le banche avevano subordinato la concessione di altri 2 miliardi di capitali per tenere in piedi la compagnia all’accettazione di nuovi tagli e nuovi sacrifici solo per i lavoratori della compagnia,già scesi da 22 mila a meno di 12 mila dipendenti nel corso delle ultime ristrutturazioni.  I lavoratori del’Alitalia possono pagare per colpe che non hanno.

Ovviamente i molti “NO” al referendum sono stati caratterizzati dalla consapevolezza che potesse esistere un paiano B di salvataggio dell’azienda,che negli anni è stata oggetto di difeso,pur essendo indifendibile,per ragioni puramente politiche ed elettorali: L’italia non può fare ameno di una compagnia di bandiera e perciò bisogna salvaguardarne l’italianità,così tuonava Berlusconi in campagna elettorale e invece di cedere ai Francesi che avrebbero acquisito debiti e crediti la politica decise di tenersi i debiti e vendere ai privati la parte che creava profitti,almeno nelle intenzioni ora defunte definitivamente. Il Cd’A ha deciso che l’unica via e  l’amministrazione straordinaria e la nomina di un commissario, che salda i creditori che può saldare e poi porta i libri in tribunale.Il doloroso esito finale di una vicenda che si trascina da decenni che non è dettato solo dalla solita Europa, che vieta gli aiuti di Stato. L’Alitalia è una compagnia aerea che perde 700 milioni all’anno, 2 milioni al giorno, 80 mila euro l’ora. Luigi Gubitosi è l’ultimo presidente arrivato al capezzale del moribondo per tentare di rianimarlo,ma non ci sono più rotte da percorrere in concorrenza delle ricchissime compagnie degli Emirati,con  Ryanair e Easyjet che gli rubavano le tratte turistiche a corto e medio raggio e Freccerosse e Italo gli scippavano quelle pregiate come la Roma-Milano. I colpevoli della fine di Alitalia deve essere imputato ai politici che l’Alitalia l’hanno usata come fosse un taxi gratuito per motivi elettorali e spesso personali.Durante la Prima Repubblica la hanno  spolpata  le cavallette Dc e Psi con nomine lottizzate e assunzioni clientelari. La Seconda, quando Berlusconi nel 2008 l’ha  giocata al tavolo della roulotte della campagna elettorale, facendo saltare il banco dell’unica fusione che aveva ancora un senso, con Air France-Klm. La Terza repubblica Alitaliana difesa a chiacchiere, mentre si cedevano pezzi di mercato alle low cost straniere. L’Alitalia i privati l’hanno usata come fa un ruffiano col potere di Palazzo,accadde con i “patrioti coraggiosi” che su ordine del Cavaliere ci misero un obolo solo per garantire la patetica difesa dell’italianita’,senza una strategia credibile.

I manager l’Alitalia l’hanno sfasciata,con piani industriali da scaricare al macero e di bonus astronomici nel portafoglio.Tre manager all’anno per cinquant’anni, cinque solo negli ultimi cinque anni. Nordio ,Cempella,Mengozzi a Cimoli,Sabelli, Ragnetti, Cassano una squadra di calcio che non meriterebbe neppure la serie C cisti i pasivi che si sono andati moltiplicando ogni anno. Mengozzi e Cimoli tra una condanna a 6 e a otto anni qualcosa hanno restituito. I sindacati che hanno bloccato le possibili alleanze industriali,convinti che il bengodi degli anni ‘70 non sarebbe mai finito. Ormai siamo ai playoff, dentro o fuori,il tempo delle cicale è finito e l’unica speranza per la “defunta” compagnia di bandiera,mantenuta in vita fino ad oggi solo per calcolo politico, si accompagna all’arrivo di un partner industriale che si prenda cura del “morto”,lo resusciti e lo faccia tornare a volare nei cieli di un mondo globalizzato dove veder sfrecciare la compagnia di bandiera inorgoglisce i fanatici dell’identità nazionale,ma svuota le tasche della collettività e non da certezze di futuro ai lavoratori. Dal 1974 e il 2014,il Lazzaro italiano che non ha potuto contare sui miracoli e  l’intervento di Cristo, è costato 7,4 miliardi di denaro pubblico. Una tassa occulta,ma neppure troppo che vale 180 milioni l’anno. Il capolinea è dietro l’angolo e senza interventi pubblici o privati l’Italia può dare l’estrema unzione alla compagnia di bandiera ridotta a un colabrodo pubblico che ha riempito le tasche di tanti privati, può bastare in questo mondo di ladri qualche volta di troppa ingordigia si può anche morire.

MILANO. ARTICOLO 1 MDP ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE 2017:”ERA GIUSTO ESSERE QUI”

RICEVIAMO DA ARTICOLO 1 MDP E PUBBLICHIAMO.

Con le bandiere e con Pisapia, il primo 25 aprile di Articolo 1 a Milano: “Era giusto essere qui”

25 aprile 2017 Politica e Primo piano

Con Giuliano Pisapia, dietro lo striscione con la scritta “A conquistare la nuova primavera di libertà, accoglienza, progresso”, con le bandiere del Movimento per la prima volta in piazza, tutto il gruppo dirigente di Articolo 1 ha partecipato alla grande manifestazione dell’Anpi a Milano. Un clima di festa, nessuna concessione alle polemiche e lo spirito di chi vuole contribuire a tenere unite le forze democratiche e antifasciste e tutto il popolo italiano. In sintonia con l’auspicio dell’Anpi, che da Roma in mattinata aveva auspicato che le celebrazioni del 25 aprile potessero svolgersi nella giusta atmosfera di festa. “Questo è un 25 aprile gioioso – ha dichiarato l’ex sindaco di Milano – vedo tante persone che forse in questo periodo si sono trattate con freddezza che si abbracciano. Questa manifestazione è molto unitaria e questo mi dà speranza per il futuro”.

“Le contestazioni alla Brigata ebraica sono sbagliate – ha detto Roberto Speranza – Questa è una festa di tutta la comunità nazionale. La comunità ebraica ha svolto una funzione storica importante, sostenere quel ricordo è giusto. Così come è legittimo – ha aggiunto Speranza – criticare le politiche del governo israeliano, ma penso che siano un errore gli insulti alla comunità ebraica”. Anche Bersani ha criticato la decisione del Pd di non partecipare al corteo romano dell’Anpi, ma aggiunto di ritenere “aberrante che si contesti la brigata ebraica. Alla festa del 25 aprile – ha proseguito – devono partecipare tutti coloro che credono non solo alla libertà ma alla liberazione, cioè alla battaglia per essere sempre più liberi”. Per Massimo D’Alema “era giusto essere qui” perché occorre “ricostruire la sinistra a partire dalla Costituzione, dall’articolo 1 che si riferisce alla democrazia, al popolo e alla sovranità popolare e dall’articolo 3 che contiene l’uguaglianza”. Molti abbracci e foto con le bandiere anche per Enrico Rossi, Arturo Scotto, Francesco Laforgia e gli altri parlamentari di Articolo 1 che si erano dati appuntamento nel corteo.
A Roma Articolo 1 ha partecipato sia alla manifestazione della Brigata ebraica sia a quella dell’Anpi, conclusa come sempre a Porta San Paolo. Le donne di Articolo 1 hanno portato dieci rose rosse sul luogo dove dieci donne furono uccise dai nazifascisti il 7 aprile del ’44, sotto il Ponte di ferro sulla via Ostiense. E una rosa rossa, prima dell’inizio delle manifestazioni, era stata deposta sulla tomba del partigiano Alfredo Reichlin al cimitero del Verano. Un ricordo e un grazie a lui e a coloro che ci hanno donato l’eredità di questo giorno e di questa festa.

ROMA. L’ON.LUIGI DI MAIO PRENDE LUCCIOLE PER LANTERNE: “OLTRE A NON SAPER LEGGERE LE MAIL NON SA LEGGERE NEPPURE I RAPPORTI DI FRONTEX”.

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ROMA . L’onorevole Luigi Di Maio nella rincorsa all’elettorato di Matteo Salvini inciampa in un nuovo ostacolo,un ostacolo pari all’incomprensione delle mail e dei litigi con i congiuntivi,ai rapporti,alle foto e agli appoggi di personaggi quanto mai discutibili.  Per Luigi Di Maio:”le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo per salvare dalla morte i profughi sarebbero colpevoli di incrementare il traffico di esseri umani e sarebbero complici degli scafisti”. La tesi che condivide con la Lega e la destra più estrema parte da una errata lettura del rapporto di Frontex.  L’agenzia di controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea, la quale nella “Rysk Analysis 2017″ avrebbe scritto:  “i mezzi di soccorso delle ONG, come Médicins sans frontiérs, Proactiva open arms, Sos Méditerranée, Save the children, Jugent Rettet,Sea Watch,Sea Eye e Life Boat funzionerebbero come “taxi del mare” inviati intenzionalmente verso le acque territoriali libiche per raccogliere i migranti e trasportarli in Italia”.

LE BUGIE DI LUIGI DI MAIO VENGONO A GALLA LEGGENDO IL RAPPORTO DI FRONTEX:  Nel rapporto “Rysk Analysis 2017” l’agenzia Frontex non usa mai l’espressione “taxi” o “taxi del mare”. Né ha mai sostenuto che le organizzazioni non governative siano “colluse con gli scafisti”. A pagina 32 del rapporto si legge: “le ONG potrebbero avere “unintended consequences”.  Le stesse “conseguenze involontarie” che potrebbero avere le attività dell’EUNAVFOR MED, la task force istituita dal Consiglio europeo per salvare i naufraghi capitanata dall’ammiraglio italiano Enrico Credendino.

DOMANDA AL VICE PRESIDENTE DELLA CAMERA LUIGI DI MAIO: L’Ammiraglio Enrico Credentino è anch’egli un “ipocrita” e complice di mafia capitale come Saviano?”.

Le ONG contestano le argomentazioni di Frontex,secondo la quale queste organizzazioni potrebbero favorire involontariamente le attività degli scafisti, che comunque è una lettura completamente diversa da quella sostenuta dal grillino Di Maio. 


I grillini piuttosto che andare a raccattare qualche consenso qua e la,a destra e a sinistra, dovrebbero interrogarsi come potrebbe essere possibile occuparsi seriamente del problema immigrazione,i limiti di Frontex e contribuire a risolverlo. 

L’agenzia, nata nel 2004, ha il compito di vigilare sulle frontiere esterne dell’Unione e non quello di salvare i profughi in difficoltà.  In più occasioni è stato tentato di modificarne la missione,ma rispetto alle politiche degli inizi della missione volta uniccamente a reprimere i passaggi con il sequestro delle imbarcazioni,del cibo, dell’acqua,del carburante per costringerle a fare inversione di marcia, è stato fatto un passo avanti dando all’agenzia compiti più estesi anche se solo teorici.

Superate le obiezioni di alcuni stati,tra cui l’Italia,era stato deciso,in linea teorica, di mettere a disposizione dell’agenzia,da parte degli stati membri,di gruppi di intervento rapidi  in caso di situazioni di emergenza. Di questi gruppi finora non si è mai vista neppure l’ombra.
Frontex è inesistente sul fronte dei soccorsi in mare,questo ha costretto l’Italia ad agire in solitudine,in maniera ammirabile, nell’azione di soccorso in mare e accoglienza dei migranti con dedizione ed efficienza da parte della Marina militare e delle organizzazioni di volontariato. LA MARINA MILITARE, LE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO AGISCONO NEL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E DEI VALORI DI CIVILTA’ PIU’ PROFONDI DELLA COSCIENZA UMANA: “NON MERITANO GLI INSULTI DI LUIGI DI MAIO,CHE INVECE DOVREBBE FARE UNA SERIA ANALISI DI COSCIENZA E GUARDARSI ALLO SPECCHIO OGNI VOLTA CHE LANCIA ACCUSE E INVETTIVE CONTRO GLI ALTRI INVECE DI GUARDARE ALLA SUA PERSONA”.

ALESSANDRIA. IL LIVORNO RISPONDE A DI MASI.

Comunicato A.S. Livorno Calcio

COMUNICATO A.S. LIVORNO CALCIO

COMUNICATO A.S. LIVORNO CALCIO

In riferimento alle dichiarazioni del Presidente dell’ U.S. Alessandria Calcio rilasciate nel post gara di Alessandria-Renate del 22/4/2017, la Società A.S. Livorno Calcio ritiene opportuno e doveroso affermare di non aver bisogno di sollecitazioni o appelli morali da parte di nessuno.

In merito a quanto sopra non ci sarà alcuna dichiarazione da parte dei tesserati dell’ A.S.Livorno Calcio.

A.S. Livorno Calcio srl

 

Alessandria. Il Livorno chiuderà la stagione di calcio di lega pro contro la Cremonese è rappresenta l’ago della bilancia,il lasciapassare per la promozione diretta in serie “B”. Le ultime due partite di lega pro sono alle porte e sono quantomai decisive per entrambe le squadre,Cremonese e Alessandria,e saranno decisivi i comportamenti in campo,le valutazioni e gli opportunismi. I grigi colpevoli di aver mandato alle ortiche un campionato già vinto a Dicembre devono ora non sbagliare e sperare nel comportamento sportivo corretto del Prato e del Livorno,prossime avversarie della Cremonese che possono decidere il destino di questo campionato,il destino dei grigi e sopratutto della società dell’Alessandria calcio.

La contestazione della curva,fuori dallo stadio,e con alcuni cori anche dentro lo stadio evidenziano lo stato di malessere della tifoseria e della curva da sempre ritenuta,non a torto,il 12° uomo in campo per i grigi.

La sofferenza dei giocatori in campo,la voglia di fare, spesso si scontra con una realtà diventata dura e quasi insostenibile; le avversarie del girone di andata si sono rafforzate e l’Alessandria è divenuta il bersaglio,la squadra da battere per fare bella figura e allora più nessuna molla,come è stato sabato sera contro il Renate,come se quella contro i grigi fosse la partita della vita da vincere o pareggiare costi quel costi.

Qualcuna,come la Giana Erminio, si è spinta addirittura oltre la correttezza sportiva usando una incomprensione di Vannucchi con il direttore di gara per portarsi in vantaggio,il resto è ormai cronaca, e alle disattenzioni,alle incomprensioni si è unita la stanchezza per un campionato sempre in attacco e la frustrazione per un girone di ritorno da retrocessione.

 

 

TORINO. TORINO COMICS CHIUDE CON 55.000 VISITATORI.

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Torino Comics chiude con 55.000 visitatori

Grande successo per i tornei videogames e le competizioni cosplay

 

Torino, 23 aprile 2017. La XXIII edizione di Torino Comics chiude con 55.000 i visitatori – provenienti da tutto il nord-ovest. Un dato che conferma il trend positivo del 2016.

 

 

HIGHLIGHTS

 

 

I sold out: grandi fumettisti e youtuber

 

Grande apprezzamento per l’area autori, che ha confermato la formula – unica nel panorama delle fiere italiane – dello spazio espositivo personalizzato per ogni disegnatore. Sold out l’incontro sulle due principali scuole di pensiero del fumetto Disney mondiale, quella danese e quella italiana, che ha visto sul palco il norvegese Arild MIdthun, lo spagnolo Cèsar Ferioli, lo sceneggiatore italiano Roberto Gagnor e il letterista Diego Ceresa.

 

Il successo delle competizioni cosplayer. Oltre 350 partecipanti alle sfilate tra sabato e domenica.

 

Si è svolta sabato 22 aprile a Torino Comics la tappa italiana delle qualificazioni dell’International Cosplay League, competizione cosplay mondiale a cui partecipano cosplayer qualificati da Paesi di tutto il mondo. Finali a Madrid a settembre. Tra i singoli, sul gradino più alto del podio è salita Sheila Alessandrini, che ha impersonato Maria Thorpe di Assassin’s Creed. Per la coppia, i vincitori sono stati i gemelli Marco ed Enrico Callioni, che hanno interpretato i personaggi Ruby e Sapphire – romantic jewels gentleman – dalle illustrazioni della disegnatrice giapponese.

 

Videogames: assegnati i titoli dell’Italian Gaming League, il campionato italiano di eSports.

 

Torino Comics ha ospitato le finali dell’Italian Gaming League, il campionato italiano di eSports. I migliori team italiani si sono sfidati su tre dei più importanti videogiochi in circolazione: League of legends, Hearthstone e Fifa.

Nella finale di Fifa17 è stato Lionel, dei TeS Gaming, a conquistare il primo titolo di campione sul campo di calcio virtuale dell’Italian Gaming League, battendo il team iDomina. Ad aggiudicarsi i 2.000 euro di Heartshtone è stato Okeie del team iDomina, che ha battuto in finale il rappresentante del team EnD Gaming.

Alle 17 di domenica 23 aprile sono ancora in corso le finali di League of Legends, con un montepremi in palio di 10.000 euro: la finale primo-secondo posto è tra TeS Gaming e Next Gaming. Proprio nei giorni di Torino Comics, inoltre, TeS Gaming ha annunciato di essere stato acquisito dal Genoa Calcio, che è diventata di fatto la prima società di calcio italiana ad avere un team eSports di League of Legends.

 

Il prossimo appuntamento in programma è con l’edizione natalizia di Torino Comics, che si svolgerà il 16 e 17 dicembre 2017.

 

 

 

 

 

PARIGI. ELEZIONI PRESIDENZIALI: I CANDIDATI SCONFITTI INVITANO A VOTARE PER EMMANUEL MACRON CONTRO LA DERIVA NEOFASCISTA DI MARINE LE PEN.

Emmanuel Macron e Marine Le Pen si contenderanno la Presidenza e i destini di Francia ed Europa al ballottaggio, tra due settimane . Le previsioni della vigilia sono state rispettate e nonostante le tensioni e gli ultimi attentati di Parigi Emmanuel Macron scavalca Marine Le Pen nei voti reali.

Nel comunicato del ministero dell’Interno francese il candidato indipendente è al 23,75%, la leader del Front National al 21,53%.  Il candidato del centrodestra,Francois Fillon, al 19,9%,il candidato di sinistra Jean-Luc Melenchon al 19,6%, il socialista Hamon al 6,3% e Dupont-Aignant al 6,3%.

Il presidente francese uscente Francois Hollande ha annunciato in una dichiarazione televisiva che:”Voterò per Emmanuel Macron”. Hollande ha proseguito: la presenza dell’estrema destra fa di nuovo correre un rischio al Paese. La sua lunga storia, i suoi metodi, i legami con gruppi estremisti ovunque in Europa, ma soprattutto le conseguenze che avrebbe l’applicazione del suo programma sulla vita del nostro Paese”. “E’ impossibile tacere, non ci si può rifugiare nell’indifferenza, si impone la mobilitazione e la chiarezza, voterò Emmanuel Macron”. Il programma dell’estrema destra di Marine Le Pen rappresenta un rischio per la Francia.  Hollande ha spiegato dettagliatamente che il Front National propone: “il potere d’acquisto dei francesi verrebbe amputato se Marine Le Pen vincesse e la Francia uscisse dalla zona euro”, “le misure protezioniste comporterebbero la soppressione di migliaia di posti di lavoro”, “se fossero imposti dazi sulle merci che arrivano dall’estero ci sarebbe un aumento dei prezzi senza precedenti che colpirebbe i più deboli”. “Di fronte alla minaccia terroristica che esige solidarietà e coesione nel Paese l’estrema destra dividerebbe profondamente la Francia, darebbe un marchio a una parte dei nostri cittadini per la loro origine o la loro religione, metterebbe in discussione i principi della Repubblica”.

Al ballottaggio il pericolo di una ascesa della destra parrebbe essere scongiurata e il  sondaggio realizzato da Ipsos/sopra Steria per France Info Emmanuel Macron otterrebbe il 62% delle preferenze contro il 38% di Marine Le Pen.

Le elezioni hanno rappresentato per l’estrema destra francese un record assoluto, il Front National sfonda la soglia dei 7 milioni di voti.

Altro elemento di novità per la storia della Quinta Repubblica in Francia è che nessuno dei due candidati dei grandi partiti di centrosinistra,i socialisti, e di centrodestra,i Républicains, va al ballottaggio per l’Eliseo.

Emmanuel Macron ha dichiarato che in Francia: “Si volta oggi chiaramente pagina nella vita politica francese”. Il leader di En Marche,Macron: “Il Paese sta attraverso un periodo inedito nella sua storia, con la crisi, il terrorismo e ha risposto nel modo migliore. Io voglio andare oltre i risultati di stasera e unire tutti i francesi. Porterò avanti l’esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l’Europa. Spero tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi”. “Oggi il popolo francese si è espresso. Nel momento in cui il nostro paese attraversa un periodo inedito della nostra storia, colpita dal terrorismo e dalle sofferenze economiche ha risposto nel più bello dei modi, andando a votare massicciamente e ha deciso di mettermi in testa al primo turno”.

Emmanuel Macron ha poi ringraziato Francois Fillon e Benoit Hamon per aver dato ai loro sostenitori l’indicazione di votare per lui al ballottaggio del 7 maggio. 


Marine Le Pen ha ringraziato i suoi sostenitori e gli elettori
: “Mi avete portato al secondo turno delle presidenziali. Ne sono onorata con umiltà e riconoscenza. Vorrei esprimere a voi elettori patrioti la mia più profonda gratitudine. E’ un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro “.”Io vi propongo l’alternanza fondamentale che fondi un’altra politica. Questo non accadrà con Macron, erede di Hollandee del suo quinquennato catastrofico. Il sistema ha cercato in tutti i modi, anche i più contestabili, di soffocare questo grande dibattito politico. Adesso questo dibattito finalmente si farà. Sì, sono io la candidata del popolo“.

Lo sconfitto Francois Fillon invita gli elettori a votare per Emmanuel Macron.

Il candidato dei Républicains alludendo al Penelopegate ha ridadito:  “Questa sconfitta è la mia sconfitta, ma prima o poi la verità emergerà,lo scandalo della moglie pagata per fare la sua assistente con denaro pubblico, ma poco o mai vista in Parlamento. L’estremismo porta solo disgrazie e divisioni”. “Non sono riuscito a convincervi al momento giusto la verità su queste elezioni sarà scritta. E’ una mia sconfitta, io solo ne debbo portare il peso. Alle legislative potranno far sentire la voce del centro e della destra, per questo vi chiedo di restare uniti e determinati”. “In attesa dobbiamo scegliere chi è preferibile, l’astensione non fa parte dei miei geni, soprattutto quando c’è un partito estremista, conosciuto per la sua violenza e l’intolleranza. Il suo programma porterebbe il paese al fallimento, aggiungerebbe caos europeo. Non c’è altra scelta che votare per Emmanuel Macron”.

Il vincitore delle primarie socialiste, Benoit Hamon,con il 6,5% ha riconosciuto la sconfitta ed  invitato immediatamente  i suoi elettori a votare per Emmanuel Macron. La sinistra non è morta:”Ho fallito nell’evitare il disastro che si annunciava da anni, me ne assumo la responsabilità senza nascondermi”. Macron da parte sua ha detto:”L’eliminazione della gauche a vantaggio dell’estrema destra è una pesante sconfitta elettorale, ma anche una sconfitta morale”. “La gauche deve ascoltare vostro messaggio, basta con questa follia autodistruttiva, sono fiero della campagna che ho condotto. La sinistra non è morta”. Il primo ministro socialista, Bernard Cazeneuve, ha invitato a votare al ballottaggio per Emmanuel Macron.

Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise) non ha dato nessuna indicazione di voto per il secondo turno del 7 maggio: “Ognuno di noi sa, secondo coscienza, qual è il suo dovere”.

Marine Le Pen durante una visita al mercato di Rouvroy, vicino a Henin-Beaumont, prima di rientrare nel suo quartier generale a Parigi ha tuonato contro il vecchio fronte repubblicano, completamente marcio, che nessuno vuole più, che i francesi hanno scalzato con rara violenza, e che ora cerca di coalizzarsi con Macron. Tanto meglio!. Un riferimento, agli appelli dei leader socialisti e repubblicani a favore del candidato di En Marche.

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