TORINO. TORINO CRIMINALE DIVENTA UN FILM.

La storia di Torino l’aveva raccontata in una sua canzone Ivan della Mea negli anni ’70, adesso è diventata una realtà cinematografica. La storia è la storia di ragazzi contro.  Questa è la sintesi che lega il filo rosso della criminalità nel film  di “Torino criminale parte I”.  I luoghi protagonisti del film sono Rivoli, Collegno e Grugliasco. La sceneggiatura del regista, Leonardo D’Augelli, 31 anni,   che ha curato la trama e la regia.  Il 31 dicembre scorso il primo ciak e poi un susseguirsi di scene girate per le strade delle città, nelle piazze e nei mercati.

«La storia comune a molti giovani in cerca di lavoro che incrociano la strada della criminalità.  I giovani, una trentina,un po alla volta prendono il controllo delle piazze di spaccio e come in un girone dantesco per mantenere il controllo che mano a mano iniziano a prendere il controllo del territorio iniziano una guerra sanguinosa con gruppi criminali organizzati. I protagonisti sono i ragazzi con un lavori saltuari,in nero e con uno stipendi miseri affascinati dalla possibilità di fare tanta grana trafficando droga. D’Augelli spiega che i ragazzi non hanno capi o gerarchie al loro interno e si mettono contro tutto e tutti. Qualcun finisce anche risucchiato dalla stessa droga che spaccia. Le imprese criminali dei giovani sono costantemente monitorate da un commissario che tenta fermarne l’escalation criminale. Il commissario Tosco, interpretato da Demetrio Toscano,un attore professionista che come altri ha creduto nel progetto, insieme ai ragazzi e agli adulti che si sono prestati a interpretare i vari ruoli nel film.il regista D’Augelli confida che alla realizzazione delle riprese hanno partecipato circa 300 le persone e sono per lo più persone comuni.

 

«Torino Criminale»

In birreria,una sera, e l’incontro con altri amici  hanno fornito l’idea per il progetto che è cresciuto man mano che il tempo passava e la discussione diveniva sempre più intrigande. Il film è una creatura nata dalla collettività dove ognuno ha investito un po della sua vita. Il regista dal canto suo ha investito i suoi risparmi per l’acquisto dele attrezzature insieme ad altri che hanno messo a disposizione il proprio impegno,la professionalità e il materiale.   L’impegno giornaliero per lo sviluppo del film lo divide con i colleghi: Luca Moncalvo, operatore video, Marco Volturno, aiuto regista, Fabrizio Cirulli e Luciano Spinato, direttori fotografia, Mauro Tambasco, microfonista, Andrea La Vigna, ciakkista, Isabella Francica, segretaria di produzione, e e le truccatrici Marta Basiglio, Karolina Nevidovich, Stefania Fabbri, Noemi Boaglio e Denisa Profita. D’Augelli non dimentica di ringraziare quanti lo hanno sostenuto: “un grazie lo devo anche all’associazione Venartistica di Vittoria Adamo per le comparse e al negozio Taurus store di Alex Gallucci che ci fornisce le armi per le nostre scene”. La droga è il “leit motive” del film,ma il territorio si difende con le armi e le pistole .fucili e mitragliatrici intonano la colonna sonora del film con cui la banda difende il proprio territorio e il potere criminale sulle piazze di spaccio.

 

 

«Torino Criminale»

Il film è a metà del guado e D’Augelli deve pensare al futuro.  Il Film concorrerà al Festival mentre già si lavora alla seconda parte seconda del film “Torino criminale”. D’Augelli rivela:”Non solo stiamo progettando anche una fiction televisiva. Saranno sei puntate, poi vedremo a chi interesseranno”. “Si va dalla disoccupazione al sottile confine tra vita normale e malavita, dalla violenza sulle donne al bullismo”.

Le ultime scene sono proprio girate nelle scuole della zona della cintura torinese. D’Augelli prosegue parlando del sogno che per coloro che hanno collaborato al film è già diventata realtà: “Noi il nostro successo anche mediatico lo abbiamo avuto, già così. Anche per la gente, tanta, che si avvicina mentre facciamo le riprese. Poi, in verità, quello che per noi è la cosa più importante è credere, credere in questo progetto. E lavorare per realizzarlo con tutte le nostre forze».

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