TURCHIA. BLACK OUT,AL CALIFFO ERDOGAN IL 51% DEI VOTI,MA SI SOSPETTANO BROGLI ELETTORALI E 2,5 MILIONI DI VOTI DA RICONTARE.

Ankara.La vittoria data al 65% nei sondaggi per Recep Tayyip Erdogan è stata,ma con molti dubbi,del 51 % dei votanti. Il “Sì” alle riforme costituzionali assegneranno tutti i poteri a Erdogan ha ottenuto il 51,3 per cento dei consensi, contro il 48,7 dei “No”.

Il vantaggio tutto da verificare, ma sufficiente per spegnere la luce della democrazia,quel poco che era visibile, nel Paese. L’opposizione èarla apertamente di brogli e che molti voti non sono validi perché un cospicuo numero di certificati elettorali non presenterebbero il timbro ufficiale.

Erdogan si è invece attribuito la vittoria,nonostante siano state scrutinate solo il 60% delle schede elettorali :”La Turchia ha preso una decisione storica di cambiamento e trasformazione” che “tutti devono rispettare, compresi i Paesi che sono nostri alleati”.”La Turchia ha preso la sua decisione con quasi 25 milioni di cittadini che hanno votato sì, con quasi 1,3 milioni di scarto. È facile difendere lo status quo, ma molto più difficile cambiare”. Erdogan ha ringraziato i leader dei partiti che hanno sostenuto il ‘Sì’ al referendum:”Voglio ringraziare ogni nostro cittadino che è andato a votare. È la vittoria di tutta la nazione, compresi i nostri concittadini che vivono all’estero. Questi risultati avvieranno un nuovo processo per il nostro Paese”.

Nuovi scenari si apriranno in Turchia dopo che le autorità vidimeranno la correttezza dello svolgimento sul referendum. Il Paese prenderà la strada dell’autocrazia mediorientale lontana dalla repubblica voluta dal suo fondatore Mustafa Kemal,Ataturk: nazione  laica e candidata all’ingresso in Europa.

La candidatura all’ingresso in Europa la prima vittima della vittoria del “Sultano”che a breve potrebbe interrogare nuovamente i turchi sulla permanenza della Turchia come paese candidato a entrare nell’UE. Altro argomento che Erdogan ha messo sul tappeto,arringando le folle in campagna elettorale, è la reintroduzione della pena di morte,eliminata nel 2004.

I primi dati non ufficiali davano addirittura il “SI” al 65% poi ridimensionato al 51%.La situazione si è complicata quando le schede elettorali sono state oggetto di contestazione a causa della mancata apposizione del timbro ufficiale del referendum: I rischi di brogli sono evidenti,ma non è finita, almeno 2,5 milioni di schede dubbie devono essere oggetto di riconteggio e pare che solo il 60% del totale delle schede sia stato scrutinato mentre del restane 40% si sono perse le tracce.

La nuova costituzione assegna a Erdogan un potere quasi illimitato e diventare il politico più longevo nella storia

della Turchia.

Il Capo dello Stato sarà eletto direttamente dal popolo, come sancito dal referendum costituzionale del settembre 2010; e acquisisce tutti i poteri esecutivi fino ad oggi attribuiti al premier. Il nuovo capo dello Stato avrà l’autorità per proporre leggi e rimettere al Parlamento disegni di legge chiedendone la revisione e, qualora sorgano dubbi di costituzionalità, chiedere la pronuncia da parte della Corte Costituzionale. Il presidente della Repubblica acquisisce la funzione di nomina e destituzione di vicepresidenti, ministri e funzionari governativi, ma soprattutto il potere di emettere decreti legislativi su argomenti normalmente di competenza del governo, con l’esclusione di materie relative a libertà fondamentali e diritti civili e politici. Il presidente potrà mantenere il legame con il proprio partito di provenienza, legame che attualmente deve essere troncato a favore di un giuramento di totale imparzialità. In caso di stato di emergenza, il presidente della Repubblica potrà anche proporre la sospensione o la limitazione di diritti civili e libertà fondamentali.

Il Parlamento viene ridimensionato il ruolo di controllo che il Parlamento esercita su governo e presidente, potrà solo richiedere informazioni, indire riunioni per discutere le azioni dell’esecutivo e del capo dello Stato, potrà sollecitare risposte da parte dei singoli ministri con domande poste per iscritto. Viene abolita la mozione di sfiducia del Parlamento nei confronti di presidente ed esecutivo. Con la riforma, Erdogan potrebbe diventare il politico al potere più longevo della storia della Turchia superando anche il padre della patria Mustafa Kemal Ataturk. L’entrata in vigore della nuova costituzione nel 2019 azzererà il primo mandato del presidente consentendogli di restare in sella fino al 2029 ed esteso al 2034 in caso di scioglimento anticipato del Parlamento.

 

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