ALESSANDRIA. GRIGI:MA NOI NON CI SAREMO! LA CURVA NORD FUORI DALLO STADIO NELLA PARTITA CONTRO IL RENATE.

Lo spettacolo che si presenterà al nuovo “Mister” dei Grigi,Bepi Pillon,nella partita casalinga contro il Renate sarà spettrale,il paesaggio lunare di una curva vuota,illuminate dai fari,meno di un ripensamento, solo le gradinate grigie. Nessuno striscione,nessuna bandiera e nessun coro a incitare i grigi in quella che potrebbe essere la partita più delicata e difficile di tutto il campionato.

Le tifoserie resteranno fuori dallo stadio e tenteranno di convincere anche gli indecisi a non entrare per rendere la protesta contro la società ancora più evidente.

Il cambio di allenatore non è servito,evidentemente, a placare le proteste della tifoseria grigia,che già dopo la sconfitta con la Giana aveva manifestato un profondo malessere e il dissenso nei confronti della società. Alle proteste seguirono una serie di “botta e risposta” tra società e tifosi con scambi di accuse molto violente nel linguaggio. L’epilogo,tardivo,a Pasqua con l’esonero di Braglia e l’incarico a Pillon con l’obiettivo di portare la squadra in serie “B” possibilmente con la promozione diretta,ma se la capolista Cremonese,per la prima volta durante tutto il campionato, non dovesse permetterlo tentare la promozione alla lotteria dei “playoff”. La paura di non farcela,rabbia per l’ennesima stagione buttata al vento hanno convinto le tifoserie che dietro un girone di ritorno da retrocessione siano stati occultati problemi diversi dal semplice stato di salute della squadra nel suo complesso. Da questo punto di vista l’esonero di Braglia assume contorni ambigui. “Mister Braglia esonerato per non aver saputo incentivare la squadra?” o “Mister Braglia vittima sacrificale da dare in pasto ai tifosi quale strumento per scaricare le tensioni ed esorcizzare le paure di questi mesi?”

L’Alessandria con un girone di andata da record con almeno 12 punti diretta inseguitrice e 24 sulla terza in classifica. La crisi iniziata con la sconfitta contro il Livorno,che al primo impatto poteva sembrare un fatto “normale”,un rallentamento con un club blasonato come il Livorno,a metà campionato, era un fatto accettabile.Ma i pareggi e le sconfitte a ripetizione fino all’epilogo contro la Pistoiese che ha permesso alla Cremonese di recuperare lo svantaggio sui grigi e addirittura di conquistare la testa della classifica è stato vissuto dai tifosi come un fatto inaccettabile.

 

Comunicato Gradinata Nord – La nostra posizione e l’invito a non entrare in gradinata nella prossima gara interna contro il Renate:
Siamo veramente stufi di dover commentare ancora una volta un fallimento sportivo annunciato, cui abbiamo assistito impotenti dall’inizio dell’anno, certificato oggi dal cambio della guida tecnica da parte della società. Le sprezzanti dichiarazioni del nostro presidente Luca Di Masi, rese in fotocopia trasferta dopo trasferta, si sono tramutate in un patetico scaricabarile, che toglie la squadra al principale indiziato, il quale soltanto qualche giorno prima aveva fatto altrettanto col portiere titolare, in un teatrino tutto italiano cui siamo purtroppo avvezzi, anche per cose di gran lunga più importanti. Il tutto nel silenzio più totale del Direttore Sportivo, che le cronache danno per triste e amareggiato, in un momento in cui l’entusiasmo di qualche settimana fa per un risultato comunque alla portata (visti i continui passi falsi delle avversarie dirette) si è oramai trasformato in rabbia, quella vera, quella che ti travolge quando per l’ennesima volta ti senti parte di una farsa, in cui l’unico vero però sei tu, spettatore pagante di portafoglio e soprattutto di sentimenti.

Soltanto degli sprovveduti potevano pensare che le sistematiche sconfitte rimediate a Livorno, Arezzo, Como, Cremona, Siena non fossero avvisaglie di qualcosa che non esisteva più o respirava faticosamente, ma il successo finale è stato incredibilmente affidato alla certezza che nessuna delle inseguitrici avesse la forza per recuperare uno svantaggio che di domenica in domenica si andava assottigliando. Per il terzo anno consecutivo si crolla da metà stagione in poi, per il terzo anno consecutivo si compra al mercato di gennaio più sull’onda emotiva che sulle reali richieste degli allenatori in carica, per il terzo anno consecutivo giocatori prima inarrestabili e invincibili si trasformano in ectoplasmi incapaci di chiudere partite contro squadre di bassa classifica, per il terzo anno consecutivo si scaricano frustrazioni e mancanze proprie contro una tifoseria fantastica, che alcune piazze di serie A possono solo sognare.

Tutto questo nel solito teatrino di ovatta, fatto di inaugurazioni e appuntamenti che il tifoso vero e sanguigno non può digerire, specialmente quando si rende conto da mesi che il Titanic sta affondando e l’orchestrina continua a suonare per distrarre i più stupidi. Giocatori che a marzo parlano coi tifosi di “paura di vincere”, un allenatore che prima li bacchetta, poi li difende, poi li bacchetta ancora…. atleti pagati tantissimo coccolati e mai strigliati a dovere. Ora non dipende più da noi Luca, ma dalla Cremonese, società che ha una storia recente molto più gloriosa della nostra e che difficilmente si farà sorpassare, dopo avere inseguito tutto l’anno…. il tuo “Voglio la serie B subito!” suona alquanto patetico.

Contro il Renate noi non ci saremo, resteremo fuori dallo stadio lasciando la parte centrale della Nord vuota e senza striscioni, gli spazi saranno delimitati da un nastro colorato. Chiediamo a tutti i tifosi della gradinata di dimostrare veramente il loro disappunto partecipando a questa iniziativa, senza comprare il biglietto della partita. Saremo all’ingresso della Nord e proveremo a convincere chi la pensa diversamente, forse stare fuori può servire a scuotere chi sta per l’ennesima volta trasformando un sogno in un incubo così brutto che se per caso la Cremonese, per qualche motivo, si suicidasse, anche l’eventuale raggiungimento della serie B sarebbe un traguardo ottenuto più per demeriti altrui che per meriti propri.

Questa settimana decine di multe da 166 euro cadauna sono arrivate a casa di ragazzi della gradinata, per un totale di quasi 3000 euro, colpevoli di essersi seduti sulla rete metallica dietro la porta. La tempistica è perlomeno strana, in un’ annata in cui gli stewards hanno cominciato ad avere comportamenti provocatori, anche perché punisce un gesto inoffensivo che viene ripetuto da sempre allo stadio senza nessun problema. Dopo averci tolto tutti gli strumenti del tifo, dopo diffide spesso distribuite con grande leggerezza, provvedimenti assurdi, striscioni ignifughi, orari e divieti pazzeschi, adesso ci tocca pagare di tasca nostra solo e unicamente per essere tifosi appassionati. Il lento processo per avere uno stadio pieno di manichini coi pop corn in mano e le divise ufficiali continua, ma non ci vedrà partecipi di questo scempio.

Non ci avrete mai come volete voi.

Gradinata Nord

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