Mese: marzo 2017

LONDRA. THERESA MAY PARLA E FA ESPLODERE IL TIFO DA STADIO:FISCHI,APPLAUSI E RISATE.

il premier Theresa May parla alla Camera dei Comuni,a Whitehall,nei pub solitamente chiassosi scende il silenzio.

 

Alle 12,35 la Storia si è messa in moto,ma nessuno sa quale futuro riserva la brexit ai cittadini britannici. La premier,Theresa May, è l’unica che ha le idee ed una gran voglia di protagonismo. Le sue idee vuole spiegarle ai sudditi di Sua Maestà come la lettera di addio all’Europa inviata al caro Donald Tusk. Bruxelles ha le idee altrettanto chiare.Le idee divergono tra i secessionisti e i custodi della comunità europea; Theresa May nel suo intervento al parlamento Inglese esordisce:”Oggi è un giorno storico, indietro non si torna”.

Inizia oggi la sfida diplomatica che porterà l’Inghilterra fuori dall’Europa.Nei locali che affollano la capitale britannica tra hamburger, patatine e birre, gli sguardi sono puntati sul televisore per la diretta da Westminster. I sottotitoli scorrono,tolto il mute improvvisamente le sale vengono invase dalla voce della Premier. May in televisione dichiara che Londra riprenderà il controllo dell’immigrazione. I tifosi della leave ascoltano assorti e replicano che ci sono  troppi stranieri, soprattutto dall’Est Europa. L’Europa avrà problemi a esportare prodotti nel Regno Unito,ma anche la rotta inversa non sarà uno scherzo:agricoltori e pescatori saranno le prime vittime della brexit. Nessuno ha idea di ciò che riserva il futuro ai rapporti anglo-europei  nemmeno l’apertura di Theresa May che batte il tasto del trade e ripete che vuole una profonda e speciale partnership con gli europei.

La giornata della premier è affollata di impegni;alle 8 riunione di governo e alle 11 arrivo a Westminster . La camicia bianca e giacca blu accenna ai valori liberali e democratici da condividere con l’UE,ma dai banchi dell’opposizione accolgono con degli sberleffi e dei buuuu l’intervento. Mentre il parlamento esprime il suo disaccordo e il suo dissenso per la brexit il pub osserva, muto. Sono lontani i tempi dello scontro referendario e ora è tempo di guardare avanti,il Regno Unito esce dalla Ue non dall’Europa.  Il Red Lion tifa per May e gli occhi sono tutti per lei,ma nessuno aspetta annunci diversi da quelli che il suo speech fece il 17 gennaio alla Lancaster House. Il Triggering Day, il giorno dell’Articolo 50 è il tema della giornata;nel suo intervento la premier smussa gli spigoli, ammette che Londra esce dal mercato unico perché non scegliere quel che è conveniente e scartare il resto,cherry picking,e allora meglio rinunciare a tutto o quasi perchè un oiede dentro l’Europa evidentemente cerca ancora di tenerlo,almeno per quel che riguarda i rapporti commerciali. I funzionari di società di consulenza sanno che quello che sta succedendo è semplicemente un disastro. Dividersi è semplicemente una cosa inutile,Steve,40 anni consulente, ascolta e commenta come un fiume in piena, si sfoga con il vicino: “It’s a disaster”. Keith. Altri avventori sono ottimisti:” noi abbiamo bisogno della Ue e loro di noi, un accordo lo troveremo anche se sarà difficile, mica possono farci regali”. La frase ad effetto raggiunge l’obbiettivo e gli avventori esplodono in una fragorosa risata.

A Parliament Squadre, fuori Westminster, due ragazzi sventolano le bandiere europee e una piccola orchestrina che intona il motivo che accompagnò l’ingloriosa attraversata del Titanic. La Brexit, il requiem della Nazione, altro che la «Global Britain» di Theresa May.

La Gran Bretagna non chiuderà le porte agli stranieri e lavorerà per un buon accordo con la Ue per tutelare chi ha messo le radici a Londra. Boris Johnson due ore più tardi darà garanzie al nostro ministro Alfano sullo status degli italiani.

Gli attivisti dello Ukip con la spilla ben in vista sul bavero  possono brindare felice: “Siamo liberi, indipendenti, perché anche voi italiani non ci seguite?”. La May deve fare i conti con scozzesi,gallesi e nord irlandesi per tenero unito il Regno,solo la promessa di promuovere la cessione di poteri alle regioni  può placare la rabbia e la voglia di staccarsi dall’Inghilterra per rimanere in Europa. Stay together, unirsi nel periglioso e incerto cammino che,però promette la premier darà frutti e ottimi risultati. La replica di Jeremy Corbyn, il leader laburista,arriva a telecamere spente.cala il sipario sui pub Inglesi e John ordina due birre per brindare alla brexit:la Storia ha imboccato la sua strada.

ROMA. ANDREA ORLANDO: SRDADICARE IN TRE ANNI LA POVERTA’ ASSOLUTA.

INTERVENTO DI ANDREA ORLANDO,MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA,CANDIDATO ALLA SEGRETERIA DEL PARTITO DEMOCRATICO.

Diciamo lavoro, e lo dico io per primo: lavoro buono e di qualità.
In Italia ci sono un milione e mezzo di lavoratori in povertà assoluta e 6 milioni e mezzo che, tra disoccupati e scoraggiati, non hanno un lavoro ma che sarebbero disponibili a lavorare. A quanti e in quanto tempo, con il lavoro che le trasformazioni tecnologiche nel immediato fanno diventare merce rara, daremo risposte?

La delega non basta. Le persone in condizione di povertà assoluta sono 4,6 milioni, più del doppio rispetto a prima della crisi. Intere famiglie che non riescono a comprare beni e servizi essenziali (cibo, vestiti, medicine) e vivono spesso in alloggi fatiscenti. Sono quelli che non guardano al Pd. Sono quelli che forse, ormai, non guardano più da nessuna parte. A loro abbiamo dato una prima risposta, approvando in Senato la delega sul contrasto alla povertà, che introduce il Reddito di inclusione. Meglio di quanto sia stato mai fatto prima, ma non basta. Le risorse stanziate finora, 1,8 miliardi per il 2017, coprono (in maniera parziale) una platea di un milione e mezzo di poveri. In Italia sono quasi tre volte tanto. Agli altri, come glielo spieghi?

La nostra proposta.
Partiamo dalla proposta dell’alleanza contro la povertà.
Destinata a tutte le famiglie che vivono in quella condizione che si chiama povertà assoluta. Il primo passo fondamentale è portarli fuori da quella linea d’ombra, e quindi dare concretamente a ogni famiglia e ogni mese la somma che manca fra il reddito di quella famiglia e quello che serve per essere fuori dalla soglia di povertà.

È la somma che manca per far sì che quella famiglia possa rimettersi in cammino. È una somma che quindi sarà diversa a seconda della situazione di partenza. Per una famiglia di tre persone potrebbero essere 800 euro. Ma questo è solo il primo passo. Perché la povertà non si combatte solo con un assegno. È fondamentale che questo reddito si trasformi in tessuto connettivo. Perché la povertà è isolamento. Spesso è invisibilità. Allora ecco che accanto a questo reddito di connessione deve partire una robusta offerta di servizi sociali e educativi un percorso di riqualificazione e reinserimento, fatto di servizi, di formazione, di istruzione per i figli, di salute.

Le risorse che mancano. Per arrivare a coprire tutti i poveri servono circa 7 miliardi di euro. Partiamo dalle risorse già previste della delega contro la povertà. Servono quindi 5 miliardi. Arriviamoci gradualmente, in tre anni.

L’obiettivo è sradicare in tre anni la povertà assoluta. Sarebbe un bel primato per l’Italia. È uno dei migliori obiettivi dell’Europa. Perché l’Europa ha anche questo di obiettivo. La lotta alla povertà contiene tutte le lotte che dobbiamo fare. È lotta per dare coesione al Paese, per dare futuro ai bambini. Per assicurare dignità agli anziani. Per dare possibilità di un lavoro a tutti. Perché bisogna avere il coraggio di dire che per chi vive in condizioni di povertà assoluta spesso trovare un lavoro è impossibile. Perché non ci sono né crescita, né sviluppo senza il protagonismo di tutti.

Andrea orlando

ALESSANDRIA. 11 GIUGNO AL VOTO PER I SINDACI, BALLOTTAGGI IL 25 GIUGNO

Le elezioni amministrative si terranno l’undici giugno,domenica. Il giorno delle amministrative sono state decise dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, con un decreto. Il turno di ballottaggio sarà domenica 25 giugno. Il voto amministrativo interessa 1021 Comuni, 153 con più di quindicimila abitanti, 25 i Comuni capoluogo,Alessandria in prima fila.

Acqui Terme,Alice Bel Colle, Carezzano, Carrosio, Castelletto Monferrato, Frassineto, Morano Po, Pomaro, Rosignano, Serravalle e Gavazzana, Molare e Valmacca sono chiamati al voto.

Alessandria fa la parte del leone in questa tornata elettorale con sette candidati a sindaco: Renato Kovacic (Partito Comunista di Rizzo); Cesare Miraglia,ex capo dei Moderati locali; Gianfranco Cuttica di Revigliasco (il candidato di centrodestra); Michelangelo Serra per il Movimento 5 Stelle,;Oria Trifoglio ,Quarto polo;, Gianni Ivaldi ,Led e Rita Rossa,Partito Democratico.

Acqui Terme presenta quattro candidati sindaci,ma si potrebbe aggiugere un quinto con la rottura di FdI/An con il sindaco uscente Bertero:Carlo De Lorenzi per il Pd, Enrico Bertero, Bernardino Bosio e Lorenzo Lucchini ,Movimento 5 Stelle.

TORINO. IL TASSISTA,TIFOSO DELLA LEGALITA’,SI DIFENDE:CREDEVO CHE L’AMBULANZA FOSSE VUOTA,SU DI ME SCRITTE COSE TERRIBILI E NON VERE.

download ambulanza

Intervistato da La Stampa si difende il tassista cinquantenne che è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio dopo aver bloccato il passaggio ad un ambulanza con a bordo un ferito in gravi condizioni ed una emorragia interna in corso.Il tassista racconta: «Sono molto provato da tutto quello che mi è capitato in questi giorni. Io posso aver sbagliato, magari sono stato superficiale, ma non credo di essere un mostro e penso che in questi giorni siano state dette tante cose non vere».

La pagina facebook “Torino sostenibile” ha pubblicato le foto del tassista,Claudio, che con dovizia di particolari ha documentato gli attimi di quello che potremmo definire come un pomeriggio di ordinaria follia. Claudio,denunciato per interruzione di pubblico servizio,parla con la voce  tremante,rotta dalla commozione, punto scoppia a piangere:”ho sbagliato,ma non sono il mostro descritto in questi giorni”.Il protagonista del blocco stradale improvvisato per bloccare l’ambulanza della Croce Rossa nell’interporto Sud di Orbassano ripete che quel post non avrebbe mai dovuto scriverlo.Ha rimosso il post e chiesto scusa al presidente della Croce Rossa.

Claudio nel suo racconto parla di quel giorno mentre alla guida del suo taxi stava portando una cliente al San Luigi. Imboccando una stradina a senso unico alle spalle dell’ospedale, preceduto da una Punto,scorge nella direzione opposta un’ambulanza,senza sirene e senza lampeggianti accesi,che si accinge a svoltare contromano.Tesi negata dagli operatori della Cri che hanno dichiarato che l’autista aveva già acceso i lampeggianti e si stava apprestando a inserire i dispositivi sonori.

le foto postate dal tassista,dice,mostrano le luci sono spente e c’erano anche altri automobilisti che potranno testimoniarlo.

L’immagine postato su Facebook, però,mostra una luce accesa.ma,il tassista si difende,è stata scattata in un momento successi,quando l’ambulanza era in procinto di fare retromarcia,prima era tutto spento. 

Il mezzo di soccorso era uscito dall’ospedale per trasportare alle Molinette un paziente con una grave emorragia interna.Bloccata dalla punto e dal tassista che nega ancora: “ma non abbiamo bloccato nessuno. Il conducente della Punto non l’avevo mai visto prima e quell’autista ci stava venendo addosso. Lui ha scartato per evitarlo e io me la sono trovata davanti. Non potevo muovermi perché al mio fianco c’era un Suv e alle spalle altre macchine”.

Le foto,però mostrano una strada libera dando la possibilità di scendere dal taxi in strada per scattare fotografie. Il conducente della punto, invece, si è avvicinato a finestrino e l’autista del 118 avrebbe detto che stava trasportando un paziente critico.

Claudio era lontano non ha udito  che cosa si sono detti l’autista della punto e quello dell’ambulanza. Le foto le ha scattate solo per documentare quello che era successo. “Se un’ambulanza viaggia senza luci e sirene penso che non sia in emergenza. Noi ci siamo preoccupati per quello che sarebbe potuto succedere se ci fosse stato un incidente».

 

Nel post ha scritto Claudio ha scritto,ma poi ci ha ripensato e chiesto scusa: “Ci siamo dovuti fermare e al grido di “vergogna, vergogna” per farli tornare in retromarcia»…  Io ero convinto che l’ambulanza fosse vuota e che avesse compiuto una manovra azzardata. Ero arrabbiato, ma ha fatto retromarcia da sola. Ho sbagliato a scrivere quel post e ho chiesto scusa, adesso bisogna dire la verità. Sono un padre di famiglia, una persona per bene e sto attraversando un momento difficile della mia vita, dal punto di vista del lavoro e della salute. Non volevo fare nulla di male, ma questa storia è stata amplificata, gonfiata e mi auguro che possa finire al più presto, senza doversi trascinare in tribunale”.

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