Mese: marzo 2017

ALESSANDRIA. 11 GIUGNO AL VOTO PER I SINDACI, BALLOTTAGGI IL 25 GIUGNO

Le elezioni amministrative si terranno l’undici giugno,domenica. Il giorno delle amministrative sono state decise dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, con un decreto. Il turno di ballottaggio sarà domenica 25 giugno. Il voto amministrativo interessa 1021 Comuni, 153 con più di quindicimila abitanti, 25 i Comuni capoluogo,Alessandria in prima fila.

Acqui Terme,Alice Bel Colle, Carezzano, Carrosio, Castelletto Monferrato, Frassineto, Morano Po, Pomaro, Rosignano, Serravalle e Gavazzana, Molare e Valmacca sono chiamati al voto.

Alessandria fa la parte del leone in questa tornata elettorale con sette candidati a sindaco: Renato Kovacic (Partito Comunista di Rizzo); Cesare Miraglia,ex capo dei Moderati locali; Gianfranco Cuttica di Revigliasco (il candidato di centrodestra); Michelangelo Serra per il Movimento 5 Stelle,;Oria Trifoglio ,Quarto polo;, Gianni Ivaldi ,Led e Rita Rossa,Partito Democratico.

Acqui Terme presenta quattro candidati sindaci,ma si potrebbe aggiugere un quinto con la rottura di FdI/An con il sindaco uscente Bertero:Carlo De Lorenzi per il Pd, Enrico Bertero, Bernardino Bosio e Lorenzo Lucchini ,Movimento 5 Stelle.

TORINO. IL TASSISTA,TIFOSO DELLA LEGALITA’,SI DIFENDE:CREDEVO CHE L’AMBULANZA FOSSE VUOTA,SU DI ME SCRITTE COSE TERRIBILI E NON VERE.

download ambulanza

Intervistato da La Stampa si difende il tassista cinquantenne che è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio dopo aver bloccato il passaggio ad un ambulanza con a bordo un ferito in gravi condizioni ed una emorragia interna in corso.Il tassista racconta: «Sono molto provato da tutto quello che mi è capitato in questi giorni. Io posso aver sbagliato, magari sono stato superficiale, ma non credo di essere un mostro e penso che in questi giorni siano state dette tante cose non vere».

La pagina facebook “Torino sostenibile” ha pubblicato le foto del tassista,Claudio, che con dovizia di particolari ha documentato gli attimi di quello che potremmo definire come un pomeriggio di ordinaria follia. Claudio,denunciato per interruzione di pubblico servizio,parla con la voce  tremante,rotta dalla commozione, punto scoppia a piangere:”ho sbagliato,ma non sono il mostro descritto in questi giorni”.Il protagonista del blocco stradale improvvisato per bloccare l’ambulanza della Croce Rossa nell’interporto Sud di Orbassano ripete che quel post non avrebbe mai dovuto scriverlo.Ha rimosso il post e chiesto scusa al presidente della Croce Rossa.

Claudio nel suo racconto parla di quel giorno mentre alla guida del suo taxi stava portando una cliente al San Luigi. Imboccando una stradina a senso unico alle spalle dell’ospedale, preceduto da una Punto,scorge nella direzione opposta un’ambulanza,senza sirene e senza lampeggianti accesi,che si accinge a svoltare contromano.Tesi negata dagli operatori della Cri che hanno dichiarato che l’autista aveva già acceso i lampeggianti e si stava apprestando a inserire i dispositivi sonori.

le foto postate dal tassista,dice,mostrano le luci sono spente e c’erano anche altri automobilisti che potranno testimoniarlo.

L’immagine postato su Facebook, però,mostra una luce accesa.ma,il tassista si difende,è stata scattata in un momento successi,quando l’ambulanza era in procinto di fare retromarcia,prima era tutto spento. 

Il mezzo di soccorso era uscito dall’ospedale per trasportare alle Molinette un paziente con una grave emorragia interna.Bloccata dalla punto e dal tassista che nega ancora: “ma non abbiamo bloccato nessuno. Il conducente della Punto non l’avevo mai visto prima e quell’autista ci stava venendo addosso. Lui ha scartato per evitarlo e io me la sono trovata davanti. Non potevo muovermi perché al mio fianco c’era un Suv e alle spalle altre macchine”.

Le foto,però mostrano una strada libera dando la possibilità di scendere dal taxi in strada per scattare fotografie. Il conducente della punto, invece, si è avvicinato a finestrino e l’autista del 118 avrebbe detto che stava trasportando un paziente critico.

Claudio era lontano non ha udito  che cosa si sono detti l’autista della punto e quello dell’ambulanza. Le foto le ha scattate solo per documentare quello che era successo. “Se un’ambulanza viaggia senza luci e sirene penso che non sia in emergenza. Noi ci siamo preoccupati per quello che sarebbe potuto succedere se ci fosse stato un incidente».

 

Nel post ha scritto Claudio ha scritto,ma poi ci ha ripensato e chiesto scusa: “Ci siamo dovuti fermare e al grido di “vergogna, vergogna” per farli tornare in retromarcia»…  Io ero convinto che l’ambulanza fosse vuota e che avesse compiuto una manovra azzardata. Ero arrabbiato, ma ha fatto retromarcia da sola. Ho sbagliato a scrivere quel post e ho chiesto scusa, adesso bisogna dire la verità. Sono un padre di famiglia, una persona per bene e sto attraversando un momento difficile della mia vita, dal punto di vista del lavoro e della salute. Non volevo fare nulla di male, ma questa storia è stata amplificata, gonfiata e mi auguro che possa finire al più presto, senza doversi trascinare in tribunale”.

FROSINONE. UN MIX DI ALCOL E DROGA ALL’ORIGINE DELL’AGGRESSIONE E L’OMICIDIO DI EMANUELE MORGANTI, MA SI INDAGA ANCORA SUL REALE MOVENTE DEI 15 MINUTI DI FEROCIA.

FROSINONE. Incerto il motivo dell’aggressione con cui è stato ucciso Emanuele Morganti. L’unica certezza è che gli aggressori hanno agito in tre fasi diverse,Paolo Palmisani e Mario Castagnacci usato nei confronti della vittima un ferocia inaudita come è stato testimoniato durante le indagini. Il pm di Roma, Stefano Rocco Fava, ha chiesto  la convalida del fermo per concorso in omicidio volontario. Il medico legale ad un esame esterno del cadavere ha appurato che le lesioni sono compatibili con un tubo oppure un manganello,”mezzo di natura contusiva a superficie piuttosto ristretta ed allungata in corrispondenza della regione frontoparietale sinistra”. Il magistrato sottolinea come “la pericolosità dei due indagati è rilevantissima e dimostrata dal comportamento gravissimo posto in essere, assolutamente sproporzionato al banale litigio che ha originato gli eventi e nel quale, per di più, non erano stati coinvolti gli indagati medesimi”. Il pm ricostruisce l’aggressione: Morganti cade per terra senza sensi all’altezza degli uffici del giudice di pace. Emanuele Morganti veniva raggiunto da Paolo Palmisani e da Mario Castagnacci che lo colpivano in sequenza con un pugno al capo ciascuno.Il pm Stefano Rocco Fava nella ricostruzione spiega:  Il pugno sferratogli da Mario Castagnacci abbatteva letteralmente Emanuele che, privo di conoscenza, crollava al suolo sbattendo violentemente la testa contro la parte ove la portiera posteriore lato guida combacio con il telaio di una non meglio indicata Skoda di colore blu. Nonostante il ragazzo fosse a terra privo di conoscenza, l’aggressione continuava e i suoi amici Marco Morganti, Gianmarco Ceccani, Lorenzo Fanella e Riccardo Milani cercavano di soccorrerlo e difenderlo dai colpi facendogli scudo con le proprie persone.

Nella notte la svolta nell’inchiesta per la morte del ventenne dopo due giorni di agonia.  La Procura di Roma ha ordinato il fermo di due fratellastri di 27 e 20 anni , Mario Castagnacci e Paolo Palmisani,  con l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi.  Il procuratore capo di Frosinone,Giuseppe De Falco, ha riferito di indizi gravi e concreti e di molte ombre sul reale movente della violenza che si è scatenata nei 15 minuti precedenti la morte del giovane,l’esatta dinamica della violenta aggressione, che si sarebbe svolta in tre fasi  con intensità diversa.
Il procuratore capo di Frosinone durante la conferenza stampa ha riferito che i carabinieri li hanno rintracciati in casa di una parente alla periferia di Roma est, i due non hanno opposto alcuna resistenza al fermo. Il procuratore ha anche sottolineato di rimarcare la “reticenza” da parte di chi ha assistito al pestaggio.
Mario Castagnacci,uno dei due fermati per l’omicidio di Emanuele Morganti, era stato trovato in possesso di centinaia di dosi di droga e fermato a Roma giovedì 23 marzo,ma fu rilasciato il mattino successivo;convalida dell’arresto e  scarcerazione per consumo di gruppo di stupefacenti. Nella notte il pestaggio di Emanuele.

 L’arresto di Castagnacci e di altre tre  persone era avvenuto nel corso di una operazione anti droga da parte dei carabinieri della Stazione San Pietro in un appartamento romano.  La perquisizione aveva permesso di sequestrare 300 dosi di cocaina, 150 di crack e 600 di hashish. Il 24 marzo i 4 erano comparsi davanti al gip di Roma che aveva convalidato gli arresti,ma rimettendoli in libertà senza l’osservanza di nessun tipo di obbligo.

La notte tra il 24 e il 25 marzo Emanuele Morganti viene pestato ad Alatri e Castagnacci secondo gli investigatori è l’autore del colpo mortale. All’origine del feroce pestaggio,da parte di Castagnacci e Palmisani, pare esserci l’assunzione di un mix di alcol e droghe. Castagnacci con precedenti penali, nel 2011 era stato arrestato perché in possesso di 5 chili di hashish, ed attualmente ha un altro procedimento in corso  per traffico di stupefacenti.

Mario Castagnacci e Paolo Palmisani sono stati posti in regime di isolamento nel carcere romano di Regina Coeli. La misura dell’isolamento è stata presa per il rischio di ritorsioni e a seguito di minacce da parte di altri detenuti.
L’avvocato di Mario Castagnacci, Tony Ceccarelli, ha rinunciato all’incarico: “È stata una decisione autonoma, presa senza alcuna pressione”. L’avvocato ci tiene a sottolineare :”Lo dico perché in questi giorni molti i colleghi, anche di indagati più marginali, che sono stati minacciati e malmenati”.

MASSA. LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO E AVVIA L’AUTOGESTIONE DELLA FABBRICA FALLITA.

Massa. La determinazione di 24 operai della Rational Speedy Wash è risorto il progetto socialista dell’autogestione. Nel cuore dell’area di crisi apuana, la fabbrica con i suoi 24 operai ha riacceso le macchine. La Rational Speedy Wash, stabilimento nato nel ’56, progetta, produce  commercializza lavatrici e altri macchinari per lavanderie.

L’azienda nel 2013  aveva avviato il concordato in continuità con Banca Intesa; gli operai avevano accettato di fare i sacrifici,riducendo l’orario di lavoro e il salario firmando un accordo per l’applicazione del contratto di solidarietà.  La Rational,nei 4 anni che sono seguiti è riuscita a saldare parte dei debiti e a chiudere il bilancio dello scorso anno in pareggio. Il concordato dava ancora tempo all’azienda 5 anni per rientrare definitivamente dal debito,ma la banca che ha un’ipoteca sul capannone dello stabilimento di 2,5 milioni di euro nelle scorse settimane ha presentato istanza di fallimento a fronte dei debiti residui della Rational: trecentomila euro.  Rinaldo Valente,operaio della Rational racconta:“Alcuni operai piangevano ma ci siamo subito asciugati le lacrime e un minuto dopo ci siamo detti che la fabbrica non doveva chiudere e la prima macchina l’abbiamo fatta riaccendere al sindaco Alessandro Volpi”. La Regione Toscana convocherà separatamente Banca Intesa e  proprietà dello stabilimento per  bloccare l’istanza di fallimento. La Rational continua a lavorare,ad investire in dignità e con l’orgoglio di aver mandato un segnale agli operai che vivono in situazioni di crisi: “Sì può fare”.