Mese: marzo 2017

ALESSANDRIA. I GRIGI BOCALON,SESTU E EVACUO SI CONCEDONO AI TIFOSI IN ATTESA DELLA TRASFERTA A SIENA.

Il tam tam dei telefonini,messaggi,whatapp con un passaparola incessante avvertiva i tifosi dei grigi che i loro beniamini Bocalon,Sestu e Evacuo si sarebbero recati al centro commerciale Panorama per far visita al punto grigio gonfiabile,l’immancabile negozio volante che la domenica staziona all’ingresso della curva nord e occasionalmente compare nel centro commerciale di Alessandria.

Le foto dell’incontro dei grigi con i tifosi alessandrini sono state scattate con il cellulare,ci scusiamo per la qualità delle foto.

La frenetica attesa per l’arrivo dei calciatori è stata premiata dai grigi che si sono letteralmente concessi ai tifosi e ai curiosi presenti nel centro commerciale.

Pochi minuti dopo il loro arrivo la ressa è diventata folla a dimostrazione che i beniamini del calcio alessandrino gode dei favori dei tifosi anche quando come domenica pur vincendo non hanno brillato per gioco e fantasia. Di selfie,tanto di moda,si sono sprecati anzi no perchè ognuno ha portato a casa il suo di ricordo della giornata;gli autografi,mai passati di moda, sulle magliette,i diari e le cover dei telefonini,per chi preso di sorpresa non aveva altro su cui far scrivere i campioni.

L’appuntamento con i grigi è per domenica in trasferta a Siena dove non si può sbagliare pena ritrovarsi le inseguitrici a un solo punto di distanza.

 

 

ROMA.LA GAFFE DI MATTEO RENZI SUI VOUCHER: “NON C’ENTRANO CON IL JOBS ACT,LI HA VOLUTI LA SINISTRA DEL PD”.

Matteo Renzi preoccupato dal rischio per una seconda sconfitta referendaria chiede al governo Gentiloni un cambio di rotta sulla questione dei voucher.

I vuocher non  c’entrano con il jobs act,li ha voluti la sinistra PD secondo le dichiarazioni dell’ex premier;la gaffe di Matteo Renzi che attribuisce le colpe dell’istituto dei voucher agli scissionisti proprio non torna.La preoccupazione per una seconda debacle al referendum voluto dalla CGIL sui voucher fanno straparlare Renzi,in gioco c’è la leadership del PD che con una seconda sconfitta metterebbe a rischio,preoccupato più degli effetti negativi che i voucher provocano nell’opinione pubblica che di ristabilirne la paternità storica.

L’istituto dei voucher venne introdotto dal governo Berlusconi nel 2003,non dai Bersaniani e la sinistra dem come erroneamente dichiarato,inserito nella legge 30,legge Biagi.Il buono lavoro o voucher è una modalità di retribuzione per lavoro occasionale di tipo accessorio.
Il Ministero del lavoro nel 2008 diede attuazione alla legge precisandone i limiti per l’utilizzo. 
I voucher nascevano con lo scopo dichiarato di voler contrastare il lavoro nero e utilizzati per per pagare piccoli lavori occasionali di giardinaggio, pulizie di casa, prestazioni di hostess e prestazioni analoghe retribuite con l’assenso del lavoratore in nero, senza alcuna copertura assicurativa.
Nel 2010 il quarto governo Berlusconi estende l’applicazione dell’istituto dei voucher a tutti i soggetti e la riforma Fornero ne ampliò l’utilizzo liberalizzandolo totalmente.
La soglia massima di utilizzo è passata da 5000€ netti annui a 7000€ nel 2015.
Le motivazioni che istituirono questa forma di pagamento per i lavori occasionali è stata superata dall’abuso nell’uso degli stessi che sono diventati contemporaneamente uno strumento di elusione fiscale e evasione contributiva.
Nel 2016 con il decreto 185 venne resa obbligatoria la tracciabilità attraverso l’invio di un sms all’INPS da parte del committente almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, questo provvedimento ha ridotto l’utilizzo dei voucher,ma non ha determinato il ritorno all’uso che li avevano introdotti.

Il quesito referendario ha acceso il dibattito in commissione che sta per arrivare a conclusione e al governo Gentiloni, Renzi, chiede di fare presto per evitare il referendum.

ASTI. IL MONFERRATO, DA 1050 ANNI UNA TERRA PIENA DI STORIA.

Il Monferrato è una terra piena di storia,almeno 1050 dalla sua istituzione. I vini, i borghi,le colline,i castelli e le vallate lo rendono unico come il suo nome legato alla figura del marchese Aleramo,(904- 993). La corsa  a cavallo di tre giorni e tre notti per disegnarne i confini;il Monferrato,il cui nome è la somma due elementi il mattone,dal dialetto  mòn,che  Aleramo utilizzò per ferrare il cavallo,ferro perso durante la cavalca,fèr. E ne divenne il primo marchese,967.

Il Monferrato celebrerà la sua nascita,1050 anni fa,con un programma di otto mesi d’eventi. Il 23 marzo,il Marchese Aleramo istituì il Monferrato con Diploma Imperiale,fino all’11 di novembre le terre del vino si trasformeranno in una vetrina  per accogliere i turisti che vorranno visitarlo.Le mostre ,gli eventi culturali e le fiere animeranno l’intero 2017.

I confini del Monferrato sono pressochè  impossibili da tracciare per la varietà del territorio in cui si intrecciano valli,borghi,boschi alternati ai vigneti e ai prati.

Il Monferrato che si spinge i suoi confini fino alle risaie,al Roero e alle Langhe fino ai confini della Liguria. Contraddistinto da due capitali,quella del nord,Casale Monferrato,e Asti al centro del Monferrato.

Casale Monferrato,bagnata dal Po,al confine delle colline monferrine che spiano dall’alto la grande pianura che si estende nelle terre della Lomellina.Casale Monferrato al centro delle cronache negli scorsi anni per l’emergenza amianto dello stabilimento Eternit e anche terra d’arte, cultura e buona tavola con il centro storico ricco di bellezze architettoniche, edifici civili e religiosi, piazze e portici di interesse storico, architettonico e culturale.

Il castello dei Paleologi,Giovanni II Paleologo,  circondato da un antico fossato fu costruito nel 1352 ceduto ai Gonzaga di Mantova, polo culturale di Casale; la chiesa di Santa Caterina, capolavoro barocco con il gruppo scultoreo in marmi policromi raffiguranti la Vergine Assunta di Giovanni Battista Bernero,le pareti ricche d’affreschi e decori; la torre civica eretta nell’ XI secolo; la cattedrale di Sant’Evasio, in stile romanico lombardo,con la sua facciata a capanna asimmetrica e incorniciata da due campanili laterali; la sinagoga di vicolo Olper, del 1595,il cui interno caratterizzato dalla massiccia presenza di stucchi d’oro, che rappresentano alcuni dei tesori della città uniti ad un’importante tradizione enogastronomica, con i vini, i salumi,(muletta casalese), i dolci, con i tipici biscotti krumiri, ed i piatti tradizionali,i bolliti, i funghi e i tartufi.

Asti,nel cuore del Monferrato,al centro del Piemonte,con grandi tradizioni e vivacità culturale.La sua tradizione enogastronomica celebrata con le sagre dei paesi la seconda domenica di settembre e in occasione di fiere come quella dedicata a San Secondo e in numerose altre occasioni. Le rievocazioni medioevali,i fasti della storia della città di Asti rievocati con il Palio della terza domenica di settembre. Il Palio,la sfilata storica e la corsa fanno di Asti una delle città più suggestive e ricche di tradizioni d’Italia.La città di Asti può essere percorsa a  piedi che permette di non perdere alcun dettaglio. Corso Vittorio Alfieri è la strada principale,il cuore pulsante della vita e dell’economia cittadina con le  sue antiche botteghe e i negozi alla moda; è la strada principale del centro storico e l’arteria  da cui partono gli itinerari che portano alla scoperta del centro storico,alla Collegiata di San Secondo,VII e IX secolo,con le tre navate e capitelli decorati,lì’altare barocco e gli affreschi medioevali;l’arte gotica della Cattedrale di Santa Maria Assunta, la più grande della regione; il complesso di San Pietro in Consavia,XII e  XVIII secolo,sede dell’Ordine dei Cavalieri di Malta;Palazzo Alfieri,casa di Vittorio Alfieri,drammaturgo del Settecento;le torri De Regibus, Troyana e Rossa fanno parte del patrimonio architettonico della città.

Piazza Alfieri merita un discorso a parte con i suoi portici, piazza del mercato e punto d’incontro della città,sede della sfida più importante dell’anno,la corsa del Palio.Il centro città ricco di  ristoranti dove assaporare il fritto misto alla monferrina,classico della cucina locale. Cucina con frattaglie, petto di pollo, funghi porcini, melanzane, zucchine, semolino, mele e amaretti, impanati nel pangrattato e fritti nell’olio, piatto che si sposa con un buon vino bianco giovane o un rosso lievemente frizzante.

Il Monferrato delle colline e dei vigneti che si contrappongono alle due capitali consegnando ai turisti borghi e castelli. Il confine con la collina torinese,il Freisa,vino rosso tipico della zona,con Moncucco, borgo al confine su cui domina il castello sede del Museo del Gesso;Castelnuovo Don Bosco, che diede i natali al principale santo del Piemonte; Vezzolano, con  l’abbazia romanica;Albugnano,549 metri di altezza, immerso tra i vigneti,il balcone del Monferrato; Cocconato con il Palio degli Asini e le sue fiere gastronomiche, borgo della robiola e Montiglio,sede autunnale della fiera del tartufo con il suo castello e la pieve romanica di San Lorenzo.

La vista da nord della pianura Padana con i castelli a fare da garitte per le vedette. il castello Gabiano, tra i più antichi del Piemonte,le cantine storiche e il parco con il labirinto a dominare le risaie; Camino, con uno dei castelli più belli d’Italia,lo splendido salone, il balcone in pietra di stile barocco,gli  arredi e i dipinti.Il castello di Cereseto, a due passi da Moncalvo, città sede della fiera del tartufo, la fiera del bue grasso e la sagra del bollito, terra amata dal pittore Guglielmo Caccia,il “Raffaello del Monferrato”, con vista sul Sacro Monte di Crea, patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

Le terre di confine dell’astigiano e dell’alessandrino,Ottiglio, pittoresco borgo presepio immerso nella natura; Grazzano Badoglio, terra del maresciallo d’Italia;Casorzo,con i vigneti della Malvasia; Calliano, gli agnolotti d’asino; Vignale, con la bagna caoda e la rassegna di Vignale danza;Montemagno, il merlato castello medioevale e la chiesa parrocchiale con il suo colonnato; Castagnole, terra dove si produce il Ruchè,il vino del prete, il vino rosso celebrato  dalla fiera annuale.

Montechiaro e Cortazzone. La pieve di San Nazario a due chilometri dall’abitato. Celso sulla collina del Mongiglietto, a tre navate terminanti tutte con un abside semicircolare e elementi geometrici,fregi, fogliami, viticci e capitelli scolpiti.

Canelli, Nizza e Costigliole rappresentano il profondo sud dell’astigiano. Canelli con la produzione del moscato e dello spumante è la capitali mondiali del vino.Le aziende storiche sono Coppo, Tosti, Contratto, Bosca e Gancia: monumenti della cultura vitivinicola,le cantine sotterranee, cattedrali ipogee che si estendono nel ventre della città,con milioni di bottiglie lasciate fermentare. Nizza è la terra del cardo gobbo e della storica corsa delle botti che ricordano come ai tempi i garzoni di bottega consegnavano i fusti facendoli rotolare per le vie della città. Costigliole con il castello dei conti Verasis-Asinari, dalle enormi torri,oggi sede di scuole di cucina.

Acqui Terme,la terra del Brachetto, vino rosso dolce.Le terme: la Bollente, l’edicola marmorea ottagonale che circonda la fonte termale da cui sgorga acqua calda e curativa.

ALESSANDRIA. INTERNATIONAL STEAK AND BLOW JOB DAY: LA GIORNATA DEL SESSO ORALE.

L’anti San Valentino, la giornata del sesso orale cade ad un mese esatto dal giorno più romantico e commerciale dell’anno. Il 14 marzo è  International Steak and Blow Job Day,la Giornata internazionale della bistecca e del sesso orale. La ricorrenza è nata per scherzo in America contro la più famosa e festeggiata del 14 febbraio,ma parlarne si può e si deve seriamente.

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L’assonanza  tra la festa di San Valentino e la giornata mondiale del sesso orale,che impazza sui social,twitter in prima fila, e il senso che gli ideatori le hanno voluto imporre è quello di riempirsi la bocca di carne anche se il consumo di carne e sesso orale provocano qualche complicazione se consumati in modo non consapevole. I benefici che si ottengono consumando il sesso orale,per entrambi i partner, è la produzione di endorfine,l’ormone che combatte il mal di testa e l’insonnia. Addio emicranie e scuse banali se non si prova più desiderio nei confronti del partner. La dottoressa Valeria Randone,psicosessuologa di medicina.it spiega che:”Il sesso orale è un grande momento di intimità: non è solo un incontro fra mucose ma il preludio di qualcosa di più intimo e profondo anche sul piano emozionale, La bocca è il nostro organo di senso più sviluppato. Fin da bambini siamo portati a scoprire il mondo attraverso la suzione. E l’incontro fra organo sessuale e bocca è in grado di indurre un grande rilassamento, non solo eccitazione”.

Il sesso orale sesta comunque per molti un tabù e non lo praticano,altri si,ma tacciono.

I condizionamenti culturali inducono a vedere il sesso orale come una cosa sporca da non praticare con il partner,semmai è meglio farlo con l’amante o una prostituta,che è vista socialmente come qualcosa di poco pulito. Pregiudizi a parte non ci sono motivi per non praticarlo. Il sesso orale amplifica i sensi,è un gioco erotico, una alternativa alla  penetrazione e l’esplorazione di tutti i sensi.

Le controindicazioni per chi pratica sesso orale sono di carattere medico è necessita come il sesso penetrativo delle protezioni proprie del preservativo per evitare le malattie sessualmente trasmissibili: il Papilloma oltre ad essere un infezione è causa di tumori della bocca e del cavo orale,il virus è la causa del 36% dei tumori dell’orofaringe. Gli uomini che praticano sesso orale con occasionali senza protezioni sono i più colpiti . Il fenomeno in progressivo aumento  che colpisce 12 persone l’anno ogni 100 mila abitanti. La prevenzione è l’unica arma per difendersi.

Il Papilloma per tutte le ragazze in età adolescenziale può essere combattuto con il vaccino,disponibile dal 2008,ma è una profilassi scarsamente usata . In Italia sarà disponibile prossimamente il vaccino al maschile,valido aiuto contro i casi di cancro orale e genitale correlati al virus. Il preservativo rimane comunque il mezzo più valido per proteggersi dalle infezioni.

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