LONDRA. THERESA MAY PARLA E FA ESPLODERE IL TIFO DA STADIO:FISCHI,APPLAUSI E RISATE.

il premier Theresa May parla alla Camera dei Comuni,a Whitehall,nei pub solitamente chiassosi scende il silenzio.

 

Alle 12,35 la Storia si è messa in moto,ma nessuno sa quale futuro riserva la brexit ai cittadini britannici. La premier,Theresa May, è l’unica che ha le idee ed una gran voglia di protagonismo. Le sue idee vuole spiegarle ai sudditi di Sua Maestà come la lettera di addio all’Europa inviata al caro Donald Tusk. Bruxelles ha le idee altrettanto chiare.Le idee divergono tra i secessionisti e i custodi della comunità europea; Theresa May nel suo intervento al parlamento Inglese esordisce:”Oggi è un giorno storico, indietro non si torna”.

Inizia oggi la sfida diplomatica che porterà l’Inghilterra fuori dall’Europa.Nei locali che affollano la capitale britannica tra hamburger, patatine e birre, gli sguardi sono puntati sul televisore per la diretta da Westminster. I sottotitoli scorrono,tolto il mute improvvisamente le sale vengono invase dalla voce della Premier. May in televisione dichiara che Londra riprenderà il controllo dell’immigrazione. I tifosi della leave ascoltano assorti e replicano che ci sono  troppi stranieri, soprattutto dall’Est Europa. L’Europa avrà problemi a esportare prodotti nel Regno Unito,ma anche la rotta inversa non sarà uno scherzo:agricoltori e pescatori saranno le prime vittime della brexit. Nessuno ha idea di ciò che riserva il futuro ai rapporti anglo-europei  nemmeno l’apertura di Theresa May che batte il tasto del trade e ripete che vuole una profonda e speciale partnership con gli europei.

La giornata della premier è affollata di impegni;alle 8 riunione di governo e alle 11 arrivo a Westminster . La camicia bianca e giacca blu accenna ai valori liberali e democratici da condividere con l’UE,ma dai banchi dell’opposizione accolgono con degli sberleffi e dei buuuu l’intervento. Mentre il parlamento esprime il suo disaccordo e il suo dissenso per la brexit il pub osserva, muto. Sono lontani i tempi dello scontro referendario e ora è tempo di guardare avanti,il Regno Unito esce dalla Ue non dall’Europa.  Il Red Lion tifa per May e gli occhi sono tutti per lei,ma nessuno aspetta annunci diversi da quelli che il suo speech fece il 17 gennaio alla Lancaster House. Il Triggering Day, il giorno dell’Articolo 50 è il tema della giornata;nel suo intervento la premier smussa gli spigoli, ammette che Londra esce dal mercato unico perché non scegliere quel che è conveniente e scartare il resto,cherry picking,e allora meglio rinunciare a tutto o quasi perchè un oiede dentro l’Europa evidentemente cerca ancora di tenerlo,almeno per quel che riguarda i rapporti commerciali. I funzionari di società di consulenza sanno che quello che sta succedendo è semplicemente un disastro. Dividersi è semplicemente una cosa inutile,Steve,40 anni consulente, ascolta e commenta come un fiume in piena, si sfoga con il vicino: “It’s a disaster”. Keith. Altri avventori sono ottimisti:” noi abbiamo bisogno della Ue e loro di noi, un accordo lo troveremo anche se sarà difficile, mica possono farci regali”. La frase ad effetto raggiunge l’obbiettivo e gli avventori esplodono in una fragorosa risata.

A Parliament Squadre, fuori Westminster, due ragazzi sventolano le bandiere europee e una piccola orchestrina che intona il motivo che accompagnò l’ingloriosa attraversata del Titanic. La Brexit, il requiem della Nazione, altro che la «Global Britain» di Theresa May.

La Gran Bretagna non chiuderà le porte agli stranieri e lavorerà per un buon accordo con la Ue per tutelare chi ha messo le radici a Londra. Boris Johnson due ore più tardi darà garanzie al nostro ministro Alfano sullo status degli italiani.

Gli attivisti dello Ukip con la spilla ben in vista sul bavero  possono brindare felice: “Siamo liberi, indipendenti, perché anche voi italiani non ci seguite?”. La May deve fare i conti con scozzesi,gallesi e nord irlandesi per tenero unito il Regno,solo la promessa di promuovere la cessione di poteri alle regioni  può placare la rabbia e la voglia di staccarsi dall’Inghilterra per rimanere in Europa. Stay together, unirsi nel periglioso e incerto cammino che,però promette la premier darà frutti e ottimi risultati. La replica di Jeremy Corbyn, il leader laburista,arriva a telecamere spente.cala il sipario sui pub Inglesi e John ordina due birre per brindare alla brexit:la Storia ha imboccato la sua strada.

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