ROMA.I VITALIZZI AI PARLAMENTARI SOLO UN POLVERONE MEDIATICO.

LUIGI DI MAIO SI STA DANDO MOLTO DA FARE IN QUESTO PERIODO,FORSE PER FAR DIMENTICARE IL CASO MARRA A ROMA,OPPURE LE FOTO CON IN COMPAGNIA DI PRESUNTI CAMORRISTI OPPURE ANCORA PER NASCONDERE LE BUGIE SULLA RESTITUZIONE DEI TANTI VITUPERATI RIMBORSI PARLAMENTARI RIMASTI INVECE ATTACCATI ALLE  DITA DELLA MANO,ULTIMO IN ORDINE DI TEMPO IL CASO GENOVA CON LA CANDIDATA GRILLINA AL COMUNE DI GENOVA BOCCIATA ED ESCLUSA DA BEPPE GRILLO E “COMUNARIE”FINTE DA RIFARE.

Lo “spottone” virale che il vicepresidente della Camera,Luigi Di Maio,sta facendo circolare in rete gridando allo scandalo e incitando all’indignazione popolare per la mancata approvazione della proposta dei Cinque Stelle. La proposta mirava ad abolire i presunti privilegi pensionistici dei parlamentari,che casualmente erano già stati aboliti quasi completamente dal primo gennaio 2012.

Luigi Di Maio paragona i nuovi requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia dei parlamentari una furbata paragonandoli a vitalizzi mascherati. I vitalizi,così come li abbiamo conosciuti, sono stati cancellati con la riforma del 2012. La pietra dello scandalo pare essere  la devoluzione della pensione di vecchiaia a 65 anni e 5 anni di contributi versati per i parlamentari e 67 per i comuni mortali con 20 anni di contributi.  Giuliano Cazzola ha spiegato in modo esaustivo che cinque anni di contributi ,con il sistema contributivo, sono il periodo minimo per ottenere una pensione di vecchiaia per chiunque abbia iniziato a lavorare dal 1996 o sia iscritto alla gestione separata. I vent’anni valgono per chi usufruisce del sistema misto avendo cominciato a lavorare prima di quella data,l’importo dell’assegno verrà calcolata col retributivo e in seguito con il contributivo.

Il sistema contributivo con cinque anni di versamenti è applicato ai parlamentari dell’ultima legislatura, iniziata nel 2013. La differenza operata dalla legge Fornero è in sintesi che i comuni mortali vanno in pensione a 67 anni, mentre deputati e senatori percepiscono l’assegno a 65 ani. Il video mostra un Di Maio irriverente,tenendo conto che è passato da una dichiarazione dei redditi di 0 euro ad un a 5 zeri,ovviamente possiamo dedurre,Di Maio, che sputa di fatto nel piatto dove mangia e si strafoga,103 mila euro di rimborsi per l’attività politica, irride il taglio minimo dei privilegi pensionistici,per intenderci quelli maturati dai parlamentari prima del 2012, previsti dalla proposta del Pd approvata dall’Ufficio di presidenza della Camera. Il contributo di solidarietà sarà del 10% per i vitalizi da 70 mila a 80 mila euro, del 20% da 80 mila a 90 mila euro, del 30% da 90 mila a 100 mila euro e del 40% per quelli superiori ai 100 mila euro annui. La proposta farebbe risparmiare 2,5 milioni all’anno per le casse della Camera.

I tagli ai contributi possono sembrare irrisori: il “contributo di solidarietà” imposto a coloro che percepiscono l’assegno per l’attività di parlamentare pre-2012 potrebbe sembrare irrisorio,con 80 mila euro l’anno si va incontro ad un tagli di più o meno 16.000 euro.  La cagnara messa in piedi dalla proposta di Di Maio prevedeva che di quei privilegi non ne avrebbe tagliato neppure uno e concentra tuta l’attenzione sulle pensioni post 2012. A Napoli la chiamano la sceneggiata,“ammuina”,fare casino tanto per fare casino e sperare di far chiudere anticipatamente la legislatura. Il polverone creato con i vitalizzi non ha coinvolto solo i grillini,che ormai nel fango e nella polvere ci sguazzano,ma anche il segretario uscente del Pd Matteo Renzi, che ha paragonato le pensioni degli attuali parlamentari a dei vitalizi augurando la scadenza anticipata della legislatura,prima che scatti il privilegio. Il sentimento dell’antipolitica è così forte che qualsiasi cosa si inventi,anche la più assurda,diventa una denuncia sacra e santa contro la politica e il parlamento. Il sinonimo di “post-verità” ,termine per definire un fatto inesistente,farlo circolare in rete e venduto come verità assoluta di una denuncia sacrosanta.Facciamo circolare in rete la richiesta che chi sputa nel piatto dove mangia perde il diritto di mangiare in quel piatto,e a Di Maio di restituire tutti i soldi che ha guadagnato come parlamentare. Potremmo scoprire un l’altra faccia della maschera e la “casacchetta” dietro cui si nasconde pulcinella.

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